C’è un argomento assai spinoso che prima o poi andrà affrontato. Chi gestisce le blacklist dei siti che lo stato italiano oscura alla visione dei suoi cittadini su Internet? Chi stabilisce per esempio quale sito sia pedopornografico e quale invece sia solo pornografico? Ed uscendo da questa solita tematica che ha molti aspetti fuorvianti e spinosi, chi decide quali pagne web, in generale, debbano essere inibite e quali invece no? E’ evidente che su simili decisioni che hanno ampi spazi di discrezionalità debba esistere un controllo che superi quello del semplice “controllore” e che tuteli i cittadini dal rischio che nelle liste vengano inseriti siti web per ragioni diverse da quelle previste dalla legge. La legge attuale demanda al “Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia” che è sostanzialmente un organismo gestito dalla Polizia Postale un simile importante controllo: è piuttosto evidente che si tratta di un organismo che non fornisce le necessarie garanzie di equilibrio fra istanze opposte. Oggi Gaia Bottà ne scrive su PI informandoci che polemiche simili sono esplose anche in altri paesi come l’Australia e la Germania e per dirci che su Wikileaks è comparsa una lista di siti blacklistati in Italia. Io non credo sia una buona idea che simili liste siano pubbliche, non credo nemmeno che sia una buona idea che simili liste siano privatissime e ampiamente discutibili come sono ora.


The majority of sites on the Italian list seem to be unrelated to child pornography. While some do appear to relate to the images of teenagers, the vast majority of sites are related to what appears to be legal young-adult pornography. Some sites are unrelated to any type of pornography.

17 commenti a “Blacklist private o pubbliche?”

  1. Simone Brunozzi dice:

    Secondo me le black list non dovrebbero proprio esistere, e che cazzo. Non eravamo una democrazia?

  2. Kluz dice:

    Oddio, Brunozzi, ci tengo a considerarmi il più antiproibizionista possibile, ma sui siti pedopornografici… (faccio fatica)
    Ci ragionerò, ma in tal caso non mi son sovvenute alla mente, in brevissimo periodo, soluzioni ragionevoli, efficaci, economicamente sostenibili etc.

    Ad ogni modo, l’ultimo capoverso di Mante è condivisibilissimo,

  3. spider dice:

    Kluz: la soluzione “ragionevole” è molto semplice. O si è a favore della censura o si è contro.
    Perché *tu*, *oggi*, “fai fatica” a essere contrario alla blacklist, domani qualcun altro potrebbe far fatica a essere contrario alla blacklist sui siti nazisti, poi si quelli antagonisti, poi su quelli antigovernativi e da lì al great firewall of italy il passo è più breve di quanto si creda.

    Sui siti pedopornografici, basterebbe monitorarli e denunciare chi li frequenta, visto che è reato.
    Di solito è così che si fa quando si bada ai fatti e non alla demagogia.

    (in tutto questo, la polizia postale fa un ottimo lavoro da molti punti di vista, non è “colpa” loro se esiste una legge idiota)

  4. Giuseppe dice:

    Bisogna soltanto ringraziare quei furboni di AIIP, che all’epoca del decreto Gentiloni non si opposero all’uso delle blacklist per filtrare i siti pedopornografici.

    Dopodiché, dimostrato che “se pò ffà” e messa in piedi l’infrastruttura di filtraggio (che è comunque un costo, ha multe salate per chi non si adegua e soprattutto è completamente inutile perché agisce via DNS) si è estesa la pratica a un po’ tutto quello che stava scomodo al governante di passaggio: dai siti per il gioco d’azzardo online, a TPB, a quelli che vendono “prodotti contraffatti” (vedi il caso http://www.belstaffuk.com )

    Il punto fondamentale è che questa tecnica è e resta un approccio completamente idiota e soltanto ora AIIP se ne sta rendendo conto (v. http://www.aiip.it/page.php?id=886 , ma a casa mia si chiama “avere la faccia come il culo”, non puoi essere d’accordo per il gioco d’azzardo e poi cambiare idea senza dirci che diavolo è cambiato nel frattempo).

  5. Massimo dice:

    >Chi stabilisce per esempio quale sito sia pedopornografico e quale invece sia solo pornografico?

    l’età degli “attori” e delle “attrici” ?

    (e se fra 17 e 18 anni può essere difficile da dire, fra 8 e 18 direi che si capisce al volo…

  6. Kluz dice:

    @Spider: magari ci penso un altro po’.
    Però rispetto ai siti con immagini pedopornografiche, i siti nazisti e il resto son un po’ diversi, o almeno così mi pare su due piedi.
    Tali immagini hanno il reato in se, i discorsi dei siti nazisti non necessariamente. Ok monitorarli e denunciare i visitatori (suppongo anche i proprietari), ma, oddio di diritto non mi intendo, non sarebbe lasciar continuare a perpetrare il reato, mantenere “su” il sito in questione?

    Poi vabbé, che blocchino, “a cazzo”, siti che non c’entrano nulla con tale discorso, è ovviamente un’altra storia.

  7. Giuseppe dice:

    E fra una 14enne e una 18enne che sembra molto più piccola (o _che vuol sembrare più piccola_, come distingui?

    Blacklistare non serve a niente, serve una adeguata strategia internazionale per chiudere i siti all’origine.

    E che succede se per sbaglio il tuo sito finisce in una di queste blacklist? A chi ti appelli, sembrando uno che difende i pedofili?

  8. Mike dice:

    @kluz:

    Un esempio a caso: supponiamo che il sito 18shame.com, presente in lista, sia stato identificato come pedopornografico. Con il servizio whois scopro che e stato registrato da tale Philip Lawrence, di Londra con indirizzo e tutto.
    Gli indirizzi IP associati sono della canadese Extended Host in Toronto. Mi risulta che sia in Canada che nel Regno Unito ci siano leggi contro il pedoporno, quindi perche` non si avverte la polizia di Toronto dell’esistenza di questo server e di iniziare una loro indagine per appurare la veridicità dei fatti esposti ed eventualmente a procedere a sequestri ed arresti dei responsabili?
    Io ci ho messo piu` tempo a scrivere questo messaggio che a trovare i dati, quindi l’unica spiegazione e` che i solerti funzionari dell’escopost non sappiano l’inglese e non possano telefonare ai colleghi di Scotland Yard per informarli dell’accaduto. O no?

  9. ArgiaSbolenfi dice:

    (OT- ma forse non tanto): articolone su Repubblica di oggi riguardo la vendita di organi da parte di persone disperate su vari siti di annunci gratuiti. Gli annunci effettivamente ci sono, ma saranno proprio veri? E sarà vero che sono aumentati drasticamente con la crisi economica? E visto che sono illegali che faranno i censori? :-)

  10. ArgiaSbolenfi dice:

    @mike: tra l’altro a differenza del copyright o del gioco d’azzardo, credo che ci siano leggi contro questo tipo di reato in quasi tutto il mondo e non dovrebbe essere difficile farle applicare.

  11. Clodo dice:

    Ciao a tutti, faccio parte dello staff di un servizio, chiamato http://www.neumon.org , che mira proprio all’obiettivo citato: identificare i siti web bloccati (non solo dall’Italia).
    Le liste che otteniamo le teniamo private, per evitare di creare delle “pagine gialle” di siti web illegali, ma teniamo anche una lista pubblica, in modo da spostare i siti web dal “blocco discutibile” in tale lista, in modo da evidenziare pubblicamente il problema.
    Se qualcuno vuol darci una mano, siamo alla ricerca di collaboratori :D

  12. spider dice:

    @Massimo: non era quello il senso della mia domanda. Ma semmai: esistono criteri oggettivi (ripeto: oggettivi) per cui un sito è ritenuto oscurabile? No, non esistono, e nemmeno il tuo lo è. Come stabilisci se questa foto è reale o fatta in un plastico?
    Come stabilisci se Papi era a quella cena o era un fotomontaggio?
    Questo intendo. E siccome si blocca il dominio, che succede se su http://www.tumblr.com venogno inserite foto che sono (o sembrano) vietate? Si blocca tumblr? (esempio tratto dalla realtà come segnalato qui: http://ff.im/4fQIg )

    La censura è male. Non c’è un livello di censura tollerabile. O c’è o non c’è.

    @Kluz: davvero è diverso? E se estremizzo e ti parlo di un sito che inneggia all’odio razziale? Lo blocchiamo? Magari sì. Ma se si limita a professare la superiorità di una certa “razza” nei confronti delle altre? Quello lo blocchiamo? Ancora, magari sì. Ma se nessuno dei due siti, pure diffondendo idee aberranti, fanno l’apologia di nessun reato? Perché censurarlo? E’ reato dire che i posti sul tram dovrebbero essere riservati ai milanesi? No che non lo è, pur rimanendo una colossale fesseria.

    E’ questo che intendo. Se c’è un giudizio, e il giudice stabilisce – secondo legge – che qualcosa vada chiuso, allora mi può anche stare bene. Ma quello che deve essere chiuso ha avuto la possibilità di difendersi in un giusto processo. Così è a rischio arbitrarietà e discrezionalità. E’ censura, niente di meno.

  13. Clodo dice:

    @spider: ti quoto.
    http://www.ibld.net/ è oscurato, nonostante non contenga alcun materiale pedopornografico. Se l’era chiesto anche Matteo Flora ai tempi, qui: http://www.lastknight.com/tag/ibld/

    Dei blocchi non legati alla pedopornografia, c’è da notare http://www.escortforum.com , che è un semplice forum che tratta recensioni da parte degli utenti di escort.

    Un’altro problema è che non tutti i blocchi sono attuati da tutti i provider (vedi quello di belstaffuk, che rileviamo bloccato SOLO da Fastweb), o che gli eventuali sblocchi sono… diciamo “lenti”: il 5′ server di imageshack.us è stato sbloccato solo qualche settimana fa.
    Segnalo anche i siti di sigarette http://www.rebelsmokes.com e http://www.k2smokes.ch sono ancora bloccati.
    Di particolare segnalo anche “www.latteinpolvere.net”, ora non più attivo, ma ancora bloccato.

    p.s. è comparso un mio post sopra :P

    Ciao a tutti!

  14. ArgiaSbolenfi dice:

    un semplice forum che tratta recensioni da parte degli utenti di escort

    ..è bene precisare che è stato censurato un sacco di tempo fa :-)

  15. Clodo dice:

    @ArgiaSbolenfi

    Si, è stato censurato tanto tempo fa, non capisco però che differenza fa.
    EscortForum ha risolto acquistando un’altro dominio, esattamente come ha risolto ColomboBT.

    Vi faccio anche notare come nè la Germania, nè la Francia applicano alcuna blacklist (stiamo ancora indagando grazie a 2 volontari, ma abbiamo risultati al 60% che lo confermano).
    La Germania in particolare sta valutando: http://www.zeropaid.com/news/86441/german-mandatory-dns-blacklist-blasted-by-critics-protests-emerge/
    E imho interessante notare come là siano partite proteste e petizioni in merito.

  16. ArgiaSbolenfi dice:

    Era una specie di battuta visto che ultimamente si parla molto di Escort :-)

  17. Clodo dice:

    Una chicca:

    Qui: http://www.dnsserverlist.org/
    ci sono 862 server DNS da tutto il mondo.
    790 sono interrogabili da remoto.

    Chiedendo di risolvere “ibld.net”,
    748 rispondono correttamente,
    18 non rispondono (che non è indice di un blocco)
    24 sono bloccati (redirigono ad IP particolari, ad esempio http://62.211.65.19, o a 127.0.0.1).

    Quei 24 sono TUTTI italiani. Nessun’altro inietta un IP diverso per quel dominio.
    Tradotto: in tutto il mondo, è possibile che ibld.net lo censuriamo solo noi.