Fino a quando i nostri rapporti saranno definiti dalle nostre differenze, daremo maggior potere a coloro che perseguono l’odio invece della pace, coloro che si adoperano per lo scontro invece che per la collaborazione che potrebbe aiutare tutti i nostri popoli a ottenere giustizia e a raggiungere il benessere. Adesso occorre porre fine a questo circolo vizioso di sospetti e discordia.


(Barack Obama, oggi a Il Cairo)

6 commenti a “Definiti dalle differenze”

  1. esau' dice:

    be’, e berlusconi che cosa c’entra?

  2. Nickos dice:

    per me obama è un bel presidente, bello nel senso che è quello che ci voleva. Lo sostenevo due anni prima che vincesse (al contrario di molta gente soprattutto i giovani come me che se ne sono innamorati solo perchè faceva figo a pochi mesi dalle elezioni) e lo continuo a sostenere.
    Però.
    Però.
    Il voler definire grandioso questo discorso (ne farà altri cento così) come fanno in molti, o addirittura storico come fa qualcun’altro (unità) mi sembra veramente una cosa da cortile delle elementari.
    Siamo nell’italietta e va beh però così tanto provincialismo dei media (sia alti che bassi) è secondo me abbastanza deprecabile.
    Gente che ha già i titoli pronti qualsiasi cosa venga detta. Che nemmeno il Giornale con Berlusconi.
    Perchè poi alla fine Obama è un pò come Berlusconi (questioni giudiziarie a parte su cui ovviamente non c’è gara) e leggendo il blog di rocca me ne sono accorto sempre più. Obama è un piacione.
    Però almeno è un piacione che le cose sembra volerle proprio fare. e bene..
    notte.

  3. peer to peerla dice:

    @esaù c’entra, c’entra. è quello della superiore civiltà occidentale, del no all’italia multietnica (nonostante lo sia già). è proprio di quelli come lui che mr. president ha parlato. c’entra, c’entra.

    intanto fine primo tempo Orlando 43 L.A. Lakers 53. evvai!

  4. Daniele Minotti dice:

    Uhmmmm… Nulla di nuovo, purtroppo. Lo zio Bin è sempre incazzato…

  5. Sascha dice:

    Carino il bravo militante che appena vede un post che non fa riferimento al presidente del consiglio italiano va subito in ansia e agitazione…

    Del resto Obama è un bel dilemma per i sedicenti ‘amici degli Usa e dei suoi valori di libertà’, qui e nel resto d’Europa: se riesce, allora sono almeno una dozzina d’anni di governo democratico; se fallisce, falliscono gli Usa – eclissi internazionale e possibile dissoluzione interna – a quel punto saranno contenti di aver ostacolato l’Europa in tutti i modi…

  6. Gianluca Aiello dice:

    Qualcuno critica Obama per il suo bel parlare che si concretizza poco in realtà.
    Io credo che già diversi interventi nella politica interna e estera sono ben visibili a tutti.
    Credo inoltre che forse per tanti politici è ora di tornare al bel parlare e alla messa in pratica di quanto affermato. La differenza più sostanziale tra i politici esteri e quelli italiani sta nel credere fino in fondo in quello che si dice.