Il poker online si’ che e’ una applicazione Internet di cui vale la pena parlare.

Per il poker online i numeri so­no impressionanti. Lanciato a set­tembre del 2008, nel primo mese gli italiani hanno giocato sui siti autorizzati 19 milioni di euro e mezzo. Nemmeno un anno dopo — secondo le stime di Agipro­news, agenzia di stampa specializ­zata nel settore dei giochi — sia­mo arrivati a 200 milioni di euro. Dieci volte tanto. E se guardiamo alle previsioni per tutto il 2009 il totale è di 2 miliardi. La stessa somma (euro più, euro meno) che tutti gli italiani hanno speso per i regali di Natale del 2008. Contenti i giocatori che non devono andare più alla caccia di siti internet clan­destini che magari clonano pure la carta di credito. Ma contento so­prattutto lo Stato che incassa silen­ziosamente il 3 per cento delle gio­cate, cioè per il 2009 quasi 600 mi­lioni di euro.



(via corriere.it)

65 commenti a “Per un nuovo miracolo italiano”

  1. Daniele Minotti dice:

    Obiettivamente, Massimo, quella roba genera un gettito impressionante, non poco d’aiuto per il nostro bilancio.
    Che, poi, io consideri l’azzardo una piaga sociale di dimensioni enormi e riflessi drammatici, e’ un altro paio di maniche.

  2. paolo dice:

    600 milioni sono pari al 3%, dunque il 100% sono 20 miliardi.
    Spariamo pure numeri a caso senza link alle fonti.

  3. Giorgio Baresi dice:

    Massimo, che la cosa ti piaccia o meno e’ uno dei pochi settori dell’online italiano in cui girano soldi veri. Ecco un motivo per cui vale la pena parlarne :-)

  4. Nicola Maggi dice:

    Rimango sempre piu convinto che la crescita del gioco d’azzardo è inversamente proporzionale al il livello di crisi economico/culturale di un paese.
    Della serie: rimangono solo i sogni.
    Tutto molto triste, specialmente se si pensa che quelli che giocano d’azzardo poi sono quelli che si lamentano di tasse/cunei fiscali vari.

  5. Cafonauta dice:

    Ammazza che club di bigotti!

    Massimo, varrebbe davvero la pena parlarne del settore dei giochi per l’impressionante utilizzo di nuove tecnologie.
    Nessun mercato come quello dei giochi investe capitali enormi nella ricerca e sviluppo. E chi ancora non lo capisce è solo un grande ignorante.

    Forse sarebbe il caso che una volta per tutte si separassero tecnologia ed etica.

    Che poi, ripeto, rispetto ai mercati esteri, la configurazione del mercato italiano è forse la piu’ protezionistica nei confronti dei giocatori.

    Scusate il commento tranchant ma non ne posso piu’ di leggere queste boiate nei confronti di un mercato IT tecnicamente all’avanguardia in cui lavorano migliaia di persone.

    PS
    SIi è capito che lavoro nel settore.

  6. PatBateman aka EdTv dice:

    Il poker online non è azzardo.
    Il poker online è universalmente riconosciuto come skill game.

    Chi è bravo è un attivo. Chi è scarso è in passivo.
    Che poi il player italiano abbia una discreta tendenza a essere scarso, beh quello è un problema culturale non da poco.

  7. raxi dice:

    Un gettito enorme lo produrrebbe la legalizzazione della *cannabis*. Qualità della materia prima e dei processi + basso prezzo + danno ingentissimo ai circuiti malavitosi + + +.

    Il *poker online* penso attiri molti ragazzotti poco talentosi e pieni di denaro. Anche la borsa ne attira tanti. E’ nella natura delle cose.

    Sul web trovo insuperabili gli *scacchi*,
    che magari non muovono soldi,
    ma in rete sono godibilissimi.

    Scacchi nelle elementari sarebbe bona cosa.

    Invito i pokeristi online a mettere il naso su *futures* e *options*
    se gia’ non l’hanno fatto.

  8. Cafonauta dice:

    @raxi

    Il *poker online* penso attiri molti ragazzotti poco talentosi e pieni di denaro. Anche la borsa ne attira tanti. E’ nella natura delle cose.

    In realtà il mercato è molto ma molto piu’ trasversale a quanto si pensi. Pensare che il mercato dei giochi sia molto segmentato in base a classi sociali è un luogo comune.

  9. Daniele Minotti dice:

    @EdTV
    Ah, certo… qualche skill in piu’ c’e’, ma c’e’ pur sempre una non irrilevante componente di azzardo, indipendente dalla capacita’ dei giocatori (fattore, di cui, non si puo’ tacere in concreto).
    Poi, riconosco i miei pregiudizi, ma preponderei di piu’ per la proposta del buon raxi: scacchi alle elementari.

  10. PatBateman aka EdTv dice:

    Il *poker online* penso attiri molti ragazzotti poco talentosi e pieni di denaro. Anche la borsa ne attira tanti. E’ nella natura delle cose.

    oh my god, quanta ignoranza quanto pregiudizio quanta poca voglia di consocere.
    Essere vecchi è davvero una dannazione.

  11. Dario Salvelli dice:

    Eh, è uno skill game ma comunque c’è una parte di azzardo, non dico nel gioco in sè ma dal punto di vista legale. Sbaglio? Minotti potrebbe dare conferma.
    Perchè se è così allora il blocco di AAMS mi sa di beffa.

  12. raxi dice:

    Preciso.

    La mia frase era consapevolmente pregiudiziata.

    Ho poca esperienza di gente che gioca a poker online
    e esperienza nulla in chiave personale.

    Volevo dire in buona sostanza che il danno patrimoniale che puo’ produrre il poker online mi provoca meno dispiaceri dei soldi sprecati dalla vecchietta al lotto o della pena che sperimento vedendo gli schiavi delle macchinette nei bar.

    Perche’ è vero che lo stato guadagna.

    Ma a chi toglie in quel momento?

    Io come Stato vorrei anche nei giochi togliere a quelli che ne hanno di piu’ non agli squattrinati.

    Credo comunque che il poker online resti un’attività ad alto potenziale di trip e quindi molto pericolosa per i piu’ grulli.

  13. Daniele Minotti dice:

    @Dario
    Il poker puo’ anche non essere definito gioco d’azzardo, giuridicamente.
    Molto dipende dalle modalita’ concrete, normalmente riconducibili a puntate e vincite.

  14. LauraL dice:

    Sono perfettamente in accordo con chi dice che vale la pena parlare dei capitali investiti dal mercato dei giochi nella ricerca e nello sviluppo,che è decisamente maggiore di molti altri.

    Non capisco chi si stupisce o moralizza sul poker online che credo alla fine di danni ne faccia ben pochi in confronto a tutte le altre “lotterie dello stato”(Lotto, Gratta&Vinci e cugini vari).

    Nessuno nomina le migliaia e migliaia di persone che ogni giorno buttano soldi, che sostanzialmente non hanno, per tentare il colpaccio che regolarmente non arriva???
    Credo che questi siano giochi pericolosi, visto che facilmente fruibili da parte di tutti,preparati e non, scolarizzati e non, giovani e meno giovani(anche molto meno giovani).

    Che ben venga il poker online, innovativo e tecnologicamente avanzato ( e in questo paese di cose così ce ne sono davvero troppo poche).

  15. PatBateman aka EdTv dice:

    Nella modalità consentita in Italia,
    ovvero “Modalità Torneo, max buy-in 100€” il poker NON è gioco d’azzardo. non è che “può anche”, NON è.

    Nella sua modalità “cash”, il poker è proibito in Italia, come proibito è giocare nelle .com

    Cmq sì, dopo esattamente 5 mesi passati a grindare i tavoli delle .it ho la conferma che il popolo italiano è senza futuro. La stupidità, la mancanza di logica, l’approccio istintivo, la spettacolarizzazione mediatica (guardo il poker in tv quindi gioco) pervadono il 90% dei giocatori italiani, con tanta gioia per il mio bankroll.

  16. Cafonauta dice:

    Quello che è puntualmente passato inosservato ai piu’ sulle finanziarie degli ultimi 5/6 anni è che sono sempre più fondate sul gettito proveniente dal mercato dei giochi. Lo stato da per scontato che x milioni di euro entreranno da questo mercato. Del decreto abruzzi si è parlato parecchio in tutte le salse ma pochi si sono accorti che un intero comma è dedicato a modifiche in materia di giochi e all’extra gettito che il governo si aspetta di percepire.

    La questione etica è sottile.
    Capisco che l’idea che lo stato guadagni con le scommesse da la nausea a piu’ d’uno ma, da addetto ai lavori, vi assicuro che comunque tutto il movimento economico generato da essi finirebbe direttamente all’estero se non avessimo un mercato e una normativa italiana.

    La gente gioca comunque e sempre.

    Quando nel 1998 con la partita Italia Francia si inauguro’ il sistema delle scommesse sportive a quota fissa in Italia, non si creo’ un nuovo mercato ma si legalizzò un enorme mercato nero strappando alla malavita un giro economico enorme ed, etica a parte, fornendo garanzie e trasparenza a milioni di persone.
    Dal punto di vista tecnico abbiamo da allora uno dei sistemi informatici e telematici piu’ avanzati al mondo. E nel 1998 quando il costo di una connessione punto punto era proibitivo, furono fatti investimenti enormi sulle tecnologie.

    Mi viene da sorridere quando parlo di scommesse e tutti alzano le mani dicendo che schifo e blah blah blah.

    A marzo 2009 la raccolta solo per le scommesse sportive a quota fissa è stata di oltre 393 milioni euro con piu’ di 41 milioni di biglietti emessi.
    Insomma mi ricordano come i democristiani di una volta: ne avessi mai trovato uno che dicesse di votare DC :-)

  17. Cafonauta dice:

    @EdTV

    Nella sua modalità “cash”, il poker è proibito in Italia, come proibito è giocare nelle .com

    Purtroppo non è piu’ cosi dopo l’approvazione in senato del decreto abruzzo.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=353151

  18. Daniele Minotti dice:

    @EdTV
    Forse non ci capiamo, anzi non hai letto che ho specificato che ho parlato sotto il profilo giuridico che, appunto, dipende da puntate e vincite (come hai fatto notare tu).
    E’ una finzione giuridica, forse di convenienza (proprio per far cassa) perche’ la distribuzione casuale delle carte (a prescindere dal successivo gioco) e’ chiaramente legato alla sorte. Questo e’ azzardo (pur parziale), nella nostra lingua. Ecco il perche’ del mio *puo’ anche*.
    @LauraL
    Ho parlato di poker perche’ qui si trattava dell’argomento. Non sopporto neppure gratta&vinci e cose simili.

  19. PatBateman aka EdTv dice:

    @Cafonauta
    sì infatti sto seguendo la cosa con molto interesse,
    solo che i tempi saranno piuttosto lunghi.
    Ma in quel preciso istante il poker per me smetterà di essere un’attività part time.

  20. Enzo Miceli dice:

    E’ vergognoso che un quotidiano come il Corriere faccia un’intera pagina di “pubblicità” al poker online.
    D’accordo non è d’azzardo il gioco in se stesso, ma se tento e spero tutto il giorno di vincere posso giocare anche per 24 ore con conseguenze di dipendenza dal gioco.

  21. PatBateman aka EdTv dice:

    posso giocare anche per 24 ore con conseguenze di dipendenza dal gioco.

    ROTFL, suona come:
    “la canna è il primo passo verso l’eroina”.
    Voi dovresti curarvi invece dalla dipendenza delle stronzate radical chic, vetero-conservatrici e bigotte che leggete sui blog nostrani.
    Quelle sì danno dipendenza.

  22. P.G. dice:

    Il problema non è se si tratti di azzardo o meno. Il problema è un popolo ridotto a questo totale infantilismo mentale, una repubblica fondata sul gioco e sulla televisione.
    La gente non gioca per guadagnare: gioca per bisogno di giocare, come i bambini.

    I giochi crescono per mancanza di lavoro: c’è una quantità enorme di tempo libero che non si sa come impiegare, anche perchè l’analfabetismo non consente molte opportunità diverse: il mare, lo shopping, la tv, il rutto libero, il pallone, giochi e giochini…

  23. Cafonauta dice:

    @P.G.


    anche perchè l’analfabetismo non consente molte opportunità diverse: il mare, lo shopping, la tv, il rutto libero, il pallone, giochi e giochini…

    Ma che stai a di?
    Oh ragazzi svegliaaaaa!!!!

  24. Luca dice:

    Io ci volevo giocare ma non ci sono riuscito: in ogni sito ti devi scaricare l’applicazione client che gira solo sotto Windows.

  25. PatBateman aka EdTv dice:

    Io ci volevo giocare ma non ci sono riuscito: in ogni sito ti devi scaricare l’applicazione client che gira solo sotto Windows.

    Pokerstars.it ha la mac version. GiocoDigitale gira in emulazione.

  26. E[X] dice:

    personalmente mi da fastidio che si vantino degli introiti tramite un settore che con il giochetto del dns hanno blindato alla concorrenza estera: vuoi vendere agli italiani? devi pagare il pizzo allo stato.

    per quanto riguarda invece superenalotto, lotto e gratta & vinci sono la tassa perfetta, la tassa sulla stupidita’: completamente opzionale e chi la paga e’ felice di farlo.

  27. raxi dice:

    Il gioco è funzione del tempo libero piu’ il denaro (se gioco d’azzardo) piu’ la propensione al rischio.

    Lo Stato non puo’ favorire fenomeni di darwinisimo sociale.

    EX c’è la tassa sulla stupidità ma io come Stato
    accetto anche la tassa sulla furbizia

    Cio’ che in qualche modo è inaccettabile sono pseudogiochi
    ad aggio assurdo peggio di una banca usuraia tipo gratta e vinci robe cosi’. Proprio quelli per gli stupidi.

    Il poker da questo punto di vista è gioco teoricamente a somma zero e quindi equo e vantaggioso per il giocatore.

    Viva il poker via dalle balle il gratta e vinci dello Stato

  28. Ale dice:

    Quoto PatBateman e aggiungerei che non solo le str…ate danno dipendenza ma anche il moralismo bigotto ha quest’effetto.
    Si comincia a fare basso moralismo sui rapporti con le diciottenni e si finisce a tuonare contro il poker online e tutti gli altri giochi (sono peggio della droga…). O tempora o mores!

  29. raxi dice:

    Hai capito che masnada di biscazzieri al Mante Bar?

    Guai a toccarvi il vostro poker online, mamma mia.

    Siete piu intoccabili della Noemi

  30. Albionese dice:

    Avevo proprio scritto un post a riguardo la settimana scorsa dopo aver visto che la7 e italia 1 lo davano in contemporanea.
    http://proveitwrong.blogspot.com/2009/05/poker-di-fessi.html

    Che il corriere non ne possa parlare male è abbastanza evidente: http://www.fueps.com/gp/show.do

  31. Cafonauta dice:

    @E[X]

    Concordo sul fatto che il giochetto del DNS sia una boiata.
    Pero’ continuate a riempirvi la bocca di luoghi comuni.

    Perche’ una licenza nel caso dei giochi è chiamata “pizzo” mentre nel restante 99,9999% dei casi si chiama tassa?

    Se hai una qualsiasi attività commerciale in genere devi avere una licenza e pagare delle tasse. A quel punto se un abusivo ti si piazza davanti e fa il tuo stesso lavoro senza licenza e pagare una lira di tasse, tu ti incazzi e pretendi che sia perseguito.
    Questa semplice equazione non si dovrebbe applicare per i giochi dove si muovono aziende srl e spa ne piu’ ne meno che nel mercato della ristorazione.
    Questo perche’ nelle vostre menti gioco = immondizia.

    Quando prendero’ la mia prossima busta paga contratto metalmeccanico vedro’ di ricordarmene.

  32. frap1964 dice:

    Ecco appunto Mantellini, invece del poker online, parliamo di questo

    http://www.quileccolibera.net/?p=677

    e di come poter continuare a contestare liberamente in piazza senza che la cosa diventi una partita truccata.

    Qui c’è un cittadino che semplicemente contesta, un ministro della Repubblica che ordina di identificarlo e portarlo via, e poi gli dà del cretino due volte, il candidato Nava che aggiunge “sì dai, portatelo via cazzo” e che dice pure di aver chiamato il giorno prima il questore.
    In un video che documenta tutto, non si scappa.
    E il vicequestore che denuncia il cittadino per “sedizione”.

    Per me è grave, ma grave davvero.

  33. Kluz dice:

    @raxi:”Il poker da questo punto di vista è gioco teoricamente a somma zero e quindi equo e vantaggioso per il giocatore.”
    Bé, ad esser pignoli, una fettina, per quanto risicata, andrà a quelli del business.
    Certo ben più equo del Lotto, Gratta e Vinci &co., anzi credo si possa dire stia a questi (come commissioni) come il VECCHIO Betfair stava alla Snai fisica, ciò non toglie che statisticamente sia un gioco iniquo per chi partecipa proprio perchè a somma Zero(-intermediario).
    Sono invece d’ accordissimo sul “Un gettito enorme lo produrrebbe la legalizzazione della *cannabis*. Qualità della materia prima e dei processi + basso prezzo + danno ingentissimo ai circuiti malavitosi + + +.”
    Quello si che dovrebbe esser legalizzato e regolamentato (si potrebbe parlare anche dell’ ecstasy, ma non complichiamo, intanto facciamo la cannabis).
    Condivido abbastanza anche il riferimento a “futures” e “options.”

    Beninteso, per Cafonauta e altri che non vorrei si risentissero: non ho niente di concreto contro il poker online.
    Certo anch’io alla lunga preferisco gli scacchi, o altre attività, e, potendo scegliere, gradirei che il seguito e spazio dedicato sui media 2 attività fosse invertito.
    Ad ogni modo sarei una persona ideologicamente antiproibizionista, per vari motivi. Benvenga che sia legalizzato e sia esposto alla luce del sole.
    Il poker online, specie in tale forma, bisogna ammettere che rispetto a lotto, casinò, macchinette,gratta e vinci etc. è comunque ben meno iniquo, oltre che meno stupido, e per quanto non li azzeri assolutamente, forse effettivamente è anche un po’ meno propenso nell’ indurre in certi pericoli.
    Oltre al fatto che lo stato ci guadagni, quello che non ho mai digerito è che su reti televisive pubbliche (ma anche altri organi, come i giornali, che ricevono i soldi dei contribuenti) si pubblicizzassero tali giochi.
    Per me tali cose dovrebbero restare nel privato, lo stato dovrebbe solo evitare le truffe/raggiri/strozzinaggio etc. (come sempre, in teoria).

  34. diamonds dice:

    il peccato del poker online è che ti toglie lo spettacolo che i frequentatori non giocatori dei casinò si godono.Quello di vedere all’alba gente che ha perso fino all’ultimo centesimo che con la scusa di aver voglia di fare colazione ti chiedono 10 euro in prestito per andare a bruciarsi anche quelle(comunque se le circostanze me lo consentissero mi finirei a giochi d’azzardo,visto che il mio istinto di autoconservazione non ha mai funzionato molto bene)

  35. Kluz dice:

    Diamonds… e tu che ci fai “ALL’ALBA” al (/di fronte al) casinò? Ho capito che la scena sia notevole, ma che tu ci vada apposta non ci credo.

  36. Cafonauta dice:

    @Kluz

    Guarda che mica mi risento :-)
    E poi, rileggendo bene, la mia non è una difesa a spada tratta del poker o dei giochi, anzi.
    E’ solo che ogni volta che si toccano questi temi partono, a raffica, una marea di luoghi comuni che impediscono una seria discussione sul tema.

    La pubblicità ne è un altro esempio.
    Lo stato non puo’ e non fa nessuna pubblicità. AAMS che gestisce i giochi per conto dello stato non puo’ pubblicizzarli per statuto. Sono le società concessionarie (private) che pubblicizzano i giochi come una qualsiasi azienda pubblicizza il proprio prodotto. Non è un caso che infatti vengono pubblicizzati praticamente solo i giochi cosidetti a quota fissa e mai quelli al totalizzatore in cui il montepremi è condiviso da tutti i partecipanti. Una logica perfettamente capitalistica.
    Diverso è il discorso dell’UNIRE che a volte pubblicizza l’ippica perche’ i proventi dei giochi ippici finiscono in parte agli allevatori ecc, ecc… discorso un po’ lungo.

    Poi potremmo discutere del fatto che magari la pubblicità sui giochi possa essere del tutto proibita come avviene per le sigarette. Ma anche li sarebbero le aziende private (Philip Morris & co.) che farebbero pubblicità e non AAMS.

    Per ritornare sul tema della manipolazione dei DNS, anche io penso che sia un metodo sbagliato ma non ho quasi mai sentito esprimere un parere tecnico alternativo da chi si scaglia in maniera cosi’ veemente contro questo provvedimento. Forse solo il buon Quintarelli ha detto qualcosa di sensato in proposito ma non ho sotto mano i link.
    A proposito della disciplina delle attività commerciali su internet proprio lui ha evidenziato una sentenza molto interessante che per molti versi è molto IT con l’argomento:

    http://blog.quintarelli.it/blog/2009/05/stranieri-digitali-ebay-casa-daste-in-milano.html

  37. Giuseppe Citarda dice:

    si dicono un saco di stupidaggini da questi commenti.
    Pregiudizi e ignoranza vi fanno scrivere cose di cui forse non ci rendete nemmeno conto.
    Il poker sportivo è una delle attività piu interessanti stimolanti e gratificanti che possano esserci attuamente. Non si parla di gico d’azzardo. Non lo è. Punto.

    Se poi si guadagna pure che male c’è? Io non sono di quelli che vince migliaia di euro ma sono tra quelli che sostengono a gran voce questa attività e che sono pronto a mangiarmi con le parole tutti i coloro che come molti qui buttano fango su un onestissimo passatempo.

    PS:: Non capisco perchè lo stato italiano ci debba guadagnare.. quello si

  38. Daniele Minotti dice:

    Citarda, la lingua italiana… sta tutto li’, sai? Altro che stupidaggini, pregiudizi e ignoranza…

  39. frap1964 dice:

    @Daniele
    Lo so che è off-topic, ma tu che dici della questione che ho sollevato nel commento poco sopra? Un tuo post da penalista, sul tuo blog, sarebbe anche interessante…

  40. Daniele Minotti dice:

    Che non ho capito dove hai preso la querela temeraria ;-)
    Poi, se vuoi, ne parliamo in privato o in altro ambito, volentieri (sto andando in branda, per la verita’…)

  41. Giuseppe Citarda dice:

    @ minotti :: scusa per il post precedente buttato giù forse un po’ troppo di getto. Rileggendolo mi son vergognato un po’ :p

    ma ad ogni modo, l’italiano non c’entra come non ‘entra nemmeno il tuo insulto gratuito e mal velato. Forse cercavi – giustamente – uno specchio per un po’ d’attività fisica.

    Scusate se ho offeso qualcuno, forse te per primo. Ma d’altronde voi avete offeso per primi tutti gli appassionati di poker sportivo. Ecco.. è quì che tutto sta. Niente stupidaggini, pregiudizi e ignoranza…

    Io so.
    Tu sai?

  42. Daniele Minotti dice:

    Egli sa…

  43. Giuseppe Citarda dice:

    :) complimenti per l’escamotage

  44. gio dice:

    ho fatto i colloqui per lavorare con lui: personale davvero qualificato, competente, ottimo ambiente lavorativo.
    purtroppo non sono stata scelta

  45. Psin dice:

    Non riesco a capire questi commenti, forse perchè non vado molto d’accordo con il gioco d’azzardo.
    A prima vista il gioco d’azzardo on line mi pare molto simile
    a quello che ormai si puo’ vedere in qualunque ricevitoria o bar tabaccheria.

    Anche se oggi apprendo da
    Giuseppe Citarda che il poker on-line non è gioco d’azzardo.
    pero’ magari sbaglio e il gioco d’azzardo on line è veramente il top di gamma e tutti vincono e sono contenti felici e realizzati.

    @Cafonauta
    fortunatamente ci sono ancora tante persone che fanno scelte etiche soprattutto in fatto di tecnologia, direi che è fondamentale. Altrimenti rimani solo tu e il denaro. e non importa per chi lavori e cosa fai. Magari in questo caso è un tantino esagerato

  46. unit dice:

    Una volta per tutte: il poker texano non è un gioco d’azzardo. Se il giocatore A usa la strategia 1 e il giocatore B usa la strategia 2 in media uno dei due giocatori vincerà una percentuale fissa in più dell’altro, diciamo il 55% delle volte, rendendo il gioco “un azzardo” simile ad investire in un bot al 10% (se esistessero :) ) . L’unico fattore dipendente dal fato è l’incontrare un giocatore più forte di te, ma non lo definirei azzardo. E naturalmente la varianza, ma con il numero alto di mani che vengono giocate non è determinante. Non a caso esistono professionisti.

    E’ inoltre un gioco teoricamente più interessante che non gli scacchi o il go, e lo dico da appassionato di go. E’ anche molto più didattico, a mio avviso: si insegna che anche se sei il più bravo può andarti male, e la vittoria viene nel lungo periodo o che può essere meglio investire in dieci attività di cui una sola va bene se i ritorni giustificano etc. Se si insegnasse il poker tex a scuola probabilmente molta meno gente si rovinerebbe con il lotto o altre truffe simili. Tra l’altro gli scacchi sono risolti nella pratica (i computer giocano meglio degli uomini), mentre il poker no (non ancora).

  47. Daniele Minotti dice:

    Scusa, unit, ma non mi sono chiare due cose:
    1) ma si vince sempre?
    2) le carte se le scelgono i giocatori?

  48. diamonds dice:

    Kluz,aspetto Dostoevskij,mi pare chiaro(scherzo,il socio occulto che è stato anche il mio disastro chiave suoleva accompagnare il migliore amico malato d’azzardo nei casinò.Lui si godeva le donne e lo spettacolo che ho raccontato).

    p.s. affermare che “il poker texano non è un gioco d’azzardo” è una bella scommessa.Buna fortuna

  49. Emanuele dice:

    Quello che non capisco è come mai non legalizzino le case chiuse. Così oltre che sulla (folle) speranza di chi vorrebbe arricchirsi senza lavorare, possono guadagnare tassando anche il sesso.

  50. raxi dice:

    >Tra l’altro gli scacchi sono risolti nella pratica

    Unit scusa ma che mi importa a me se son “risolti”?

    Io sono una capra per cui non c’è confronto con una macchina

    Gli scacchi sono pura potenza cognitiva
    e la creatività è in realtà profondità di calcolo e visualizzazione.

    Il genio scacchistico è quel che è l’improvvisazione per un jazzista scafato o l’intuizione per un pokerista

    Un falso ottico, come pensare ai ricordi e al concetto di memoria usando la metafora dei cassetti

    Delle belinate dicono qui dalle mie parti

    Son due giochi **meravigliosi** ma profondamente diversi

    in uno c’è il denaro nell’altro no,
    di qua c’è il caso di là no,
    probabilità contro possibilità
    etc etc

    comunque venendo al sodo e alle cose positive
    andate su scacchisti.it, registrazione rapida anonima
    e vi trovate in un bellissimo ambiente java
    in cui potete giocare a tempo e tante cose belle

    vendete ai vostri figli l’idea

    giocare a scacchi online è bona cosa

  51. massimo mantellini dice:

    Grazie a tutti per i commenti che ho letto solo oggi. Ho imparato molte cose che non sapevo. Detto questo mi pare che, per chi come me fatica a scindere tecnologia e etica, ci siano due discorsi importanti che emergono. Il primo e’ che essere all’avanguardia tecnologicamente e fare molta ricerca nel campo e’ un vanto al quale ne preferirei mille altri prima. Il secondo, quello piu’ importante a cui si riferiva il post e’ che i media, mi pare qui come altrove, non assolvano al loro compito indispensabili di mediatori della cultura e della conoscenza ma si occupino d’altro

  52. unit dice:

    Daniele, se alle medie insegnassero teoria delle probabilità attraverso il gioco del poker non credo mi faresti queste domande. Ti ho già risposto: il giocatore che fa le scelte migliori (sì, i giocatori scelgono se far scendere o no le carte) vince sempre, per ogni definizione razionale di “vincere sempre”.

    Se preferisci che sia ancora più chiaro: se ogni giorno giochi contro un giocatore più debole di te concludi ogni giornata con un guadagno più vicino a quello teorico più partite hai giocato. Se ne giochi a sufficienza puoi rendere la probabilità di guadagnare di meno arbitrariamente bassa, il che è equivalente (e se non sei d’accordo con questo vuol dire che non hai sufficienze competenze scientifiche) a vincere sempre. Esattamente come alla roulette si perde sempre, per intenderci. Comunque ti consiglio un ripassino su alcuni concetti basilari : http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_dei_grandi_numeri o http://it.wikipedia.org/wiki/Valore_atteso.

    Raxi: anche a me piacciono i giochi deterministici (conosco meglio il go), ma un gioco “risolto” è intrinsecamente meno interessante, a mio avviso. Credo che una discussione su questo punto (in particolare sulla “potenza cognitiva”) ci porterebbe nelle acque profonde dell’intelligenza artificiale, il che mi sembrerrebbe un po’ OT

    Ciao!

  53. unit dice:

    Scusa massimo se sono andato fuori tempo, ho postato il commento senza aver letto il tuo

  54. Daniele Minotti dice:

    Guarda, pensao avessi capito che le mie erano domande provocatorie.
    Comunque, su alcuni dubbi residui, ho le mie conferme.

  55. raxi dice:

    >Daniele, se alle medie insegnassero teoria delle probabilità attraverso il gioco del poker

    Bon dai due righe sulla probabilità.

    Non serve il poker Unit, servono due dadini di legno

    Io in un solo giorno estivo in lungomare
    ne ho stimolati una decina
    (compagni di scuola di mio figlio in quinta elementare)
    sulla probabilità del doppio 6 su un unico lancio di due dadi.

    In quarta e quinta elementare si potrebbe fare un gran lavoro
    con i bambini solo con una coppia di dadi

    Il Poker lo mettiamo in prima superiore che dite?

  56. stefano dice:

    Ma avete letto questo? Al PdL “imboccano” i propri elettori sul caso Kakà… con effetti comici…

    http://www.daw-blog.com/2009/06/04/kaka-e-berlusconi-al-pdl-hanno-paura-e-suggeriscono-i-propri-elettori-cerebrolesi/

  57. Kluz dice:

    “se ogni giorno giochi contro un giocatore più debole di te” è bellissima.

    Credo ci sia un malinteso.
    Mi sbilancerei nell’ osservare che per molti il fatto centrale, a torto o a ragione, a cui pensavano nell’ utilizzo dell’ espressione gioco d’ azzardo, è che si scommette su un gioco a somma 0 (perdipiù meno le “commissioni”).
    Il fatto che nella situazione contigente (del poker texas) il margine di “fortuna” “incertezza”, possa esser ritenuto più o meno ingente a lungo termine, è un’ altro discorso.
    Non ho problemi a credere che lo skill sia così determinante.
    Ad ogni modo statisticamente giocarci è svantaggioso (oltre ai vari rischi di dipendenza e altri comportamenti patologici).
    Poi, se uno è nei percentili più alti (è tra i più bravi), magari vince. Sicuramente sarà diverso, fatto sta a me a naso la situazione ricorda molto i “giocatori” di trading on line.
    In cui tutti pensano di esser quelli bravi e forti che ci guadagnano, mentre alla fine ci vanno sopra solo l’ 8% dei partecipanti (spesso solo per caso, o “barando”), e molti ci perdono grosse somme.

  58. diamonds dice:

    OT e comunque se qualcuno di voi volesse sfidarmi a poker tradizionale sono disposto a lasciargli in tasca i soldini per le merendine del giorno dopo(se e forse)

  59. worm dice:

    non sono esperto di poker e ho un dubbio che vorrei esporvi.

    mettiamo che a un tavolo di poker online ci troviamo io e un mio amico entrambi esperti di poker. durante tutto l’arco della partita ci telefoniamo dicendoci le carte. le probabilità di vittoria cambiano radicalmente no? è possibile che succeda?

    altrimenti è la pacchia dei bari.

  60. PatBateman aka EdTv dice:

    @worm
    il caso da te citato è un tipico caso di collusion.
    Le poker room solitamente investono moltissimo per debellare questo fenomeno e, devo dire, con grande successo.

    Di base un giocatore esperto al tavolo se ne accorge se due sono in combine e deve immediatamente segnalarlo alla casa da gioco che inizia i dovuti controlli. E poi insomma tutta sta collusion non ha un forte +ev (expected value positivo) visto che alla fine il tavolo lo deve vincere qualcuno, no? E poi no, le probabilità di vittoria non cambiano così radicalmente.

  61. Cafonauta dice:

    Massimo,
    non ti voglio tirare per la giacchetta :-) perchè mi rendo conto che con i commenti si è andati molto oltre il tuo post, però…
    alcuni commenti così tranchant sul’etica e, ciliegina sulla torta, anche il tuo, mi lasciano abbastanza perplesso.

    Premesso che ognuno di noi decide piu’ o meno liberamente il proprio livello di compromesso.

    Tutti i dipendenti di Sisal e Lottomatica dovrebbero ripensare all’etica del loro lavoro perchè ci sono persone che si rovinano col poker online o con le scommesse.

    Stesso dicasi per i produttori di vino che indirettamente sono causa della piaga dell’alcolismo.

    I dipendenti della Fiat dovrebbero licenziarsi in tronco perchè con il loro lavoro contribuiscono all’inquinamento atmosferico e le loro macchine soffocano le nostre metropoli.

    Tutti gli operai dell’Alenia Spazio non dovrebbero gioire poi così tanto per i loro contributi alle missioni spaziali europee e americane visto che i loro colleghi dell’Alenia costruiscono fior di sistemi d’arma e missilotti vari.

    Tutti i metalmeccanici della Fincantieri dovrebbero dormire notti insonni perchè la loro azienda, oltre alle bellissime navi da crociera, produce anche navi da guerra.

    E le coscienze dei poveri cioccolatai della Perugina acquistati ormai da anni da quel mostro della Nestlè?

    E gli operai della Tyssen-Krupp, la cui azienda oltre a fare splendidi servizi di posate fornisce acciaio per scopi bellici a mezzo mondo da oltre un secolo, non vogliamo colpevolizzarli un pochino?

    Penso ci sia differenza tra lavorare per la Philip Morris le cui sigarette sono cancerogene (punto) e il bicchiere di Brunello consumato tra amici o i numeri al lotto di mia nonna, Cribbio!!!

    Se vuoi continuiamo con i lavoratori di mediaset colpevoli di lavorare per il nano.

    Ma forse sarà semplicemente la mia coda di paglia e l’ora tarda.

    ciao

    @worm
    I siti hanno dei software di monitoraggio e ti fanno tana dopo due partite.

  62. PatBateman aka EdTv dice:

    In cui tutti pensano di esser quelli bravi e forti che ci guadagnano, mentre alla fine ci vanno sopra solo l’ 8% dei partecipanti (spesso solo per caso, o “barando”), e molti ci perdono grosse somme.

    ma infatti è esattamente così. Io stimo in un 10% la quota dei player in attivo sulle .it (è tutto pubblico e verificabile in un database mondiale dei risultati http://www.sharkscope.com – mi trovate come EdTv su Gioco Digitale -). Solo senza barare.

    Non capisco invece come possa essere statisticamente svantaggioso giocarci se generi costante profitto mensile

  63. unit dice:

    @klutz

    sono d’accordo con te. credo che i punti di incomprensione siano:
    1) “molto probabile” e “certo” vengono considerati due concetti distinti, mentre non lo sono
    2) (per i meno giovani :) ) confusione tra il poker all’italiana e il texas, per cui sembra che nel texas non ci sia strategia.

    Come dice edTv giocarci non è statisticamente svantaggioso, se sei bravo. Di nuovo: il solo fatto che esista gente che vince tornei da 1000 e passa persone con una certa regolarità è la dimostrazione appunto statistica che le capacità contano e rendono.

    Ne approfitto per segnalare un link un po’ tecnico, ma indicativo su quanto il texas sia un gioco teoricamente interessante:
    http://poker.cs.ualberta.ca/

  64. Gianluca Aiello dice:

    Ricordo che tanti anni fa, quando ancora vivevo a Catania, un imprenditore proprietario di una bella villa a Taormina, fece richiesta di apertura di un casinò.
    In Italia ci sono solo 5 casinò, tutti al nord. All’imprenditore gli fu negata la licenza con la giustificazione esplicita che in Italia non si sarebbero aperti altri casinò perchè questi rovinano le famiglie.
    Da allora effettivamente non sono mai stati aperti altri casinò, ma per fare quadrare le Finanziarie, sono stati inventati gratta e vinci, super enalotto e adesso poker online.
    Ritengo che la facilità con la quale si perdono soldi con il poker online è notevolmente superiore a quanto si possa perdere con qualche ingresso in casinò tradizionale, ma pare che adesso non importi più a nessuno. Quale sarebbe la differenza con i video poker da bar? Perchè non ci sono le stesse limitazioni?

  65. Luca Milano dice:

    La differenza tra il poker e gli altri giochi da casino’ (roulette, blackjack e simili) e’ che nel poker giochi contro altre persone e non contro un banco che ha sempre un vantaggio percentuale. Nel poker se sei piu’ forte alla lunga vinci non ci sono santi.E a parte che se vuoi puoi giocare anche tornei da 50cent, per quanto riguarda la dipendenza che effettivamente si puo’ verificare nei giocatori patologici e’ meno pericoloso il gioco online di quello nei casino’. Nell’online se non hai soldi nel conto non puoi giocare nei casino’ si trova sempre qualcuno che accetta assegni postdatati facendoti indebitare sempre di piu’. Poi se vogliamo proibire il vino perche’ alcuni diventano alcolisti o le auto perche’ molti muoiono in incidenti stradali……