13
Mag

Un bel post di Luisa Carrada:


Uno degli esercizi di editing che impongo sempre a me stessa (e agli altri) è quello di imparare a togliere in un testo tutto quello che non serve e che si scrive per puro automatismo.
Un esempio classico è quello che riguarda tempi e date:

* nel corso del corrente anno > nel 2009
* durante l’anno appena trascorso > nel 2008
* l’evento si svolgerà nel giorni 20-21-22 giugno p.v. dalle ore 9.00 alle ore 17.30 > l’evento si svolgerà dal 20 al 22 giugno, dalle 9 alle 17.30
* vi aspettiamo il giorno 31 maggio p.v. > vi aspettiamo il 31 maggio

Delle parole “giorno”, “ora”, “mese”, “anno” possiamo spesso – quasi sempre – fare a meno -.
Le date in questione, liberate da parole a contorno e dagli orrendi p.v. (se la data è prossima e imminente non ce n’è bisogno, altrimenti meglio l’anno), si vedranno molto meglio, cosa utilissima nel caso di scadenze e date importanti da cogliere al primo sguardo e ricordare.
Ma togliere non serve solo a far risaltare quello che resta. Ci permette anche di aggiungere qualcosa in più. Io ho imparato a mettere il giorno della settimana, elemento trascuratissimo ma molto utile quando bisogna decidere al volo se siamo liberi per una certa data:

* il convegno si svolgerà martedì 26 maggio, dalle 9 alle 17.30.


6 commenti a “Less is More”

  1. Dario Salvelli dice:

    Sono regole che chi scrive per il cinema o per il teatro conosce bene ed usa sempre. Zavattini in questo ha insegnato molto.

  2. andrea dice:

    Quanto ho imparato leggendo e rileggendo i post del Mestierediscrivere!

  3. Andrea Poulain dice:

    basta che tien i la ch e non la sostituisci con k

  4. Nickos dice:

    beh è la teoria del porco di beppe severgnini. nulla di nuovo :)

  5. diegodatorino dice:

    Samuel Beckett aveva lavorato con James Joyce ed era un suo grande ammiratore . Lo ammirava talmente che era preoccupato di risultarne plagiato. Per rimediare ha cominciato a scrivere in francese. E a usare il metodo inverso: togliere anziché aggiungere.
    In “Politics and the English Language”, 1946, George Orwell butta lì le sei regole d’oro dello scrivere. La terza, la mia preferita, dice: “If it is possible to cut out a word, always cut it out.”
    In certe redazioni, tipo all’Economist, lo tengono presente tuttora. (http://www.economist.com/research/styleGuide/index.cfm?page=673899)

  6. Gianluca Aiello dice:

    Post interessante.
    Anche io devo abituarmi a non usare fronzoli. In paticolare in Internet molti passano avanti se trovano un articolo troppo lungo, oppure tentanto di leggerlo saltando le parole superflue.
    Un buon consiglio.