Francesco Cundari sul suo blog:

Il tema della selezione dei gruppi dirigenti resta però ugualmente attuale e degno di essere discusso, come attuale e di rilevante interesse pubblico è il tema della legge elettorale nazionale (con liste bloccate) e del referendum (che di quella legge aggraverebbe tutti i difetti). E’ la questione centrale della democrazia: chi e come seleziona i gruppi dirigenti. Un filo comune conduce infatti dai partiti personali alle liste bloccate, dalle liste bloccate alle candidature improbabili, a un Parlamento muto, a una democrazia bloccata. Bloccata in uno scontro tra due leader indiscussi e indiscutibili – quando ce ne siano almeno due – a capo di due partiti-coalizione tenuti insieme esclusivamente da loro, e dove pertanto potrebbero fare più o meno quello che preferiscono. Con il comprensibile desiderio di trasferire questo modello alle istituzioni: il governo – o meglio, il capo del governo – a decidere, e il Parlamento, composto a quel punto pressoché interamente di vallette e valletti da lui personalmente nominati, a ratificare senza tante storie (proprio come i loro partiti).
E’ uno spettacolo che in buona parte si è già svolto sotto i nostri occhi. Il problema non è dunque la valletta che passi direttamente dagli studi televisivi alle aule del Parlamento, ma il crescente numero di servizievoli valletti che già circondano il capo, in tutti i partiti e in tutti i gruppi parlamentari. Questo è oggi il vero problema democratico. Non se un deputato o un ministro, prima di essere eletto, facesse la velina. Ma che lo faccia dopo.


2 commenti a “Velinismo di ritorno”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Irene Pivetti era un politico, oggi è una velina, una ballerina, una canterina, una sposina.
    Il primo ad iniziare questo sport fu il solito Pannella: Cicciolina, Tortora, Toni Negri, Don Marco Lamis, Bordon, gay, ex preti, comunisti, liberali, fascisti. Anche lui, Panella, era il leader assoluto ed autocratico di un partito dove si discuteva in continuazione(un congresso al mese), si poteva dire quello che si voleva(Radio Radicale aprì il microfono in diretta a tutti, senza filtri, per giorni), tanto chi decideva era Pannella.
    Solo che Pannella, fondatore di un partito assolutamente laico, antideologico, senza rappresentanza di interessi o classi, finalizzato al massimo di individualismo, basato sull’uso selvaggio dei media. Un partito d’opinione al massimo al 7%, Berlusconi è un Pannella che ha vinto ed è arrivato al 50%. Io, Pannella non l’ho mai votato.

  2. vb dice:

    Infatti bisogna smetterla con la democrazia rappresentativa (che ormai è ridotta all’adorazione di un leader) e passare a quella partecipativa…