Marco Cattaneo sul suo blog sta continuando a scrivere cose molto interessanti e accurate sul rischio sismico di questo paese.


Più le guardo, più penso che queste sono le cartine che vorrei veder appese nelle scuole di ogni ordine e grado. Vorrei vedere mappe del rischio sismico affisse negli uffici pubblici. Vorrei vederle al Catasto, al Tribunale, in ospedale, alla polizia municipale. E vorrei che gli italiani formassero comitati oggi, per sapere se le scuole dove ogni mattina accompagnano i loro figli sono costruite secondo norme antisismiche. Che chiedessero se le Case dello studente sono sicure a Campobasso, a Caserta, a Reggio e a Messina. Prima che un ponte unisca due mucchi di macerie. Che chiedessero ispezioni, verifiche, adeguamenti. Subito. Prima di scoprire che non erano sicure quando sarà il momento di piangere i nostri figli.

10 commenti a “Dopo L’Aquila”

  1. Maro dice:

    Prova a dare un okkio qui: http://www.byoblu.com/post/2009/04/23/YouTube-censura-Byoblu.aspx

  2. alberto dice:

    Premetto che non sono un Giuliani, ma solamente uno dei 57 milioni di italiani che ogni tanto, e quindi facilmente anche poco prima di un terremoto, pensano ai terremoti passati della loro terra. Alcune settimane prima del sisma in Abruzzo mi è capitato di leggere (non so più se su cartaceo o su internet) una scheda sui terremoti più gravi capitati in Italia. 1968 Belice, 1976 Friuli, 1980 Irpinia, 1990 Sicilia Orientale, 1997 Assisi. Gli intervalli in anni fra uno e l’altro sono: 8, 4, 10, 7. Leggendo la scheda ho pensato che dal 1997 ne erano già passati 12. Non mi sembra così difficile prevedere che adesso prima del 2020 ci sarà una altro terremoto catastrofico in Italia. Che si fa, ci mettiamo tutti il cornetto in tasca e la mano sui tommasei?

  3. ReAnto dice:

    Lo esigo!

  4. Larry dice:

    Io credo che la causa del disinteresse dello stato dipenda da ciniche valutazioni di tipo “costi/benefici”. Guardiamo nel dettaglio il numero delle vittime:

    Belice ’68: 370 morti.
    Lazio ’71: 31 morti.
    Friuli ’76: 989 morti.
    Irpinia ’80: 2914 morti.
    Sicilia ’90: 17 morti.
    Umbria ’97: 11 morti.
    Puglia ’02: 28 morti.
    Abruzzo ’09: 295 morti.

    In totale in 40 anni ci sono stati circa 4500 morti a causa di terremoti, ossia circa 115 all’anno, che tanto per fare un confronto è più o meno un decimo delle vittime sul lavoro e un quarantesimo delle vittime sulla strada. Probabilmente una riduzione dei limiti di velocità di 10 km/h (costo: 0 euro) salverebbe più vite di un’opera di generale messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici (costo: decine di miliardi). È chiaro che le vittime di un terremoto causano molta più empatia e partecipazione di un muratore che cade da un’impalcatura, ma credo che a livello subconscio (nel caso di tutti noi) o conscio (nel caso dei governanti) le vittime dei terremoti vengano considerate un “male strutturale”, privo di soluzione.

  5. P.G. dice:

    La differenza fra danni da incidenti stradali e danni da terremoto è enorme. Ad es., un terremoto da 300 vittime produce decine di miliardi di euro di danni, parlo di questo caso dell’Aquila. 300 morti da incidenti stradali produrranno al massimo danni per qualche decina di milioni di euro. Per non parlare poi dell’enorme differenza di costi umani meno valutabili(alla vita personale, affettiva, sociale di decine di migliaia di sfollati).
    Per questo occorre prevenire i terremoti limitando al minimo i danni, e si può fare, basta costruire, ristrutturare o fare manutenzione in modo corretto, seguendo le norme. Cioè: è un obbligo, non una facoltà. Poi, certo, è facoltativo, ma tutti dovrebbero farlo, fare prevenzione anche con piani antisismici, formazione, controlli più frequenti…

  6. Larry dice:

    Beh, come ricorda Grillo (che è un demagogo e considera le cose in maniera semplicistica, ma con la sua “brutalità” spesso colpisce il bersaglio) nelle economie post-industriali ormai sono le sfighe ad aumentare il PIL. In questo momento attorno all’Aquila stanno volteggiando parecchi avvoltoi, pronti ad avventarsi sul banchetto…

    Il tuo discorso comunque è chiaro e senz’altro condivisibile; come si fa a tollerare l’idea che la scuola dei tuoi figli potrebbe venir giù da un momento all’altro? Eppure è quello che si fa, tutti i giorni, perché incosciamente noi tutti cerchiamo di convincerci che questi siano eventi rari, che non ci riguardano, e comunque imprevedibili.

  7. Roberto Marsicano dice:

    Le mappe di rischio sismico sono note da anni, (basta prendere un qualsiasi libro di geografia), così come da anni si sa che ci sono diversi vulcani attivi evidenti, come il Vesuvio e Stromboli, così come ci sono vulcani sottomarini altrettanto pericolosi.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Vavilov_(seamount)
    Poi c’è il rischio idrogeologico, di cui, ogni tanto, anche le regioni del nord sperimentano le conseguenze con alluvioni devastanti.
    Il rischio da eccessiva antropizzazione in alcune aree.
    Certamente in questa situazione sarebbe necessario mettere in sicurezza almeno gli edifici strategici, ma in parecchi casi significherebbe forse abbatterli e in altri casi, come quelli a rischio vulcanico, ci sarebbe poco da fare contro la lava, le nubi ardenti, i lanci di cenere e lapilli e gli tsunami provocati da eruzioni e terremoti sott’acqua.

  8. destynova dice:

    Un endorsement (robe che mi vengono sempre piuttosto male quando ci tengo) che viene dal cuore, collaborando con Marco da anni per mestiere: leggetelo, sempre. Soprattutto i suoi pezzi sul testamento biologico.

  9. Pellegrino dice:

    Iniziativa di raccolta fondi per l’adozione a distanza di una famiglia terremotata.
    Ecco il video online
    http://www.youtube.com/watch?v=4OiL46MvIlc

    e le modalita’ di adesione all’iniziativa
    http://www.pellegrinipersempre.it/viewtopic.php?f=34&t=1593

  10. Prima è adesso « Linnea dice:

    […] Tags: abruzzo, istituto nazionale geofisica, mappa terremoti, terremoto Grazie a Massimo e Marco. Questa immagine dovremo ricordarla, in futuro. Non ci saranno più scusanti: ora sappiamo […]