Io questa notte e stamattina ho letto molte frasi sulla capacità di Twitter e di Friendfeed e dei social network in genere di creare flussi informativi significativi nell’emergenza. E di conseguenza ho letto a ruota accalorate e brevi analisi sulla incapacità da parte dei media di fare altrettanto. In realtà le reti sociali collegano prima di tutto i sentimenti delle persone, un po’ meno le informazioni dalle persone. Cosi oggi, sinceramente, a pistola ancora fumante, mi sentirei di consigliare un po’ di calma su simili celebrazioni. Se sulla tecnologia vogliano soffermarci allora potremmo dire che i vincitori a mani basse di questa ipotetica e inutile battaglia sono stati i sismografi direttamente collegati a Internet.

18 commenti a “Che nemmeno la CNN”

  1. Luca Ronzoni dice:

    no nessun vincitore, casomai l’unico vincitore, se vogliamo, è come in tutti questi casi, la Natura, che a volte si rivela devastante e spietata.

    e tutti inermi a aspettare che passi.

  2. Fabio dice:

    E il TG1, nel panico dei giornalisti che per fare le cronache bloccano ambulanze e camion dei pompieri, ha fatto un servizio sui radioamatori che hanno propagato gli appelli. Tutto il rispetto per i radioamatori, ma…

  3. Miraloswallabies dice:

    Social Earthquake…

    Come tutti ho avuto un risveglio amaro, con le notizie drammatiche che arrivano dall’Aquilano, dove la catastrofe sembra ogni minuto di dimensioni più ingenti. Io vengo dall’abbruzzo, dalla provincia di Teramo sulla costa, ma ringraziando il c…

  4. Michele Perone dice:

    Siamo troppo inclini a celebrare o mortificare. Molto meno ad “usare”.
    Piccolo episodio. Leggo su FF una richiesta di soccorso di ragazzi che sono soli e non riescono a liberare degli amici sotto le macerie e non riescono a contattare il 115. La leggo tre minuti dopo che è stata scritta. Chiamo il 115 della mia provincia. Indico i riferimenti che ho letto e mi assicurano che avrebbero fatto di tutto. Vi sembra poco? E’ poco? A me sembra abbastanza!!

  5. soloparolesparse dice:

    Su twitter migliaia e migliaia di messaggi da tutto il mondo e in tutte le lingue.
    La maggior parte sono di appoggio morale ma c’è anche qualche scambio di informazioni molto interessante.
    E (per quello che vale) quando repubblica ha iniziato la diretta scritta online, su Twitter (ma anche su facebok) la notizia era già passata agli approfondimenti.
    Quello che ritengo inaccettabile è la levata di scudi (condita da inevitabili insulti) contro Bertolaso per non aver accolto l’appello con previsione di disastro.
    Ci sarà tempo per discuterne ma ho l’impressione che la ragione sia dalla parte di Bertolaso.
    Lo sciame sismico e il colpo grosso non sono direttamente collegati e se anche lo fossero… le indicazioni della previsione erano così vaste che avremmo dovuto sfollare un paio di regioni per un tempo non precisato.

  6. spider dice:

    Mi fa piacere questo post, almeno qualcuno dei “2.0 evangelist” tiene i piedi per terra.
    Questa cosa di Friendfeed o di twitter o di facebook o di chissà cos’altro che avrebbero dato la notizia prima dei tg è RI-DI-CO-LA.
    Ma li avete letti i post? “Mi sono svegliato per un terremoto”, “mamma mia che paura”, “ho sentito tremare tutto”. Da persone sparse un po’ ovunque senza che fosse possibile capire che cosa succedeva e dove. Per forza, luce, acqua, gas, telefono sono le prime cose a partire…
    Questa sarebbe fare informazione? Questo sarebbe dare una notizia?
    Mantellini ha ragione: giusto le sensazioni vengono diffuse, le informazioni sono un’altra cosa.

    Ma poi, abbiate pazienza, ma che differenza fa sapere subito o tra tre ore se a 1000 Km di distanza c’è stato un terremoto? Se si hanno parenti nel luogo del disastro, è a Friendfeed che uno si rivolge per avere informazioni? Twitter? Facebook?

    Ma la cosa più ridicola di tutto è che quattro anni e mezzo fa è accaduta la stessa identica cosa e il tenore delle “notizie” era lo stesso: sedie tremanti, gran paura. Per le informazioni vere o giornali e tv o niente.

    http://www.macchianera.net/2004/11/25/breaking-news-terremoto-blog/

  7. massimo mantellini dice:

    Ovviamente Lorenzo non sono d’accordo. Personalmente ieri sera le prime info sul terremoto qui in romagna, molti minuti prima di qualsiasi altra fonte sono arrivate da Twitter. E immagino lo stesso sia accaduto qualche ora dopo in Abruzzo.

  8. spider dice:

    Massimo come fai a non essere d’accordo con un commento in cui ti dò ragione? :-D
    Scherzo, ho capito che intendi, ma forse non hai capito quello che intendo io.
    Non è la velocità che fa una notizia, anzi.
    La notiza c’è quando è corredata di alcune informazioni che dovrebbero essere imprescindibili: chi, cosa, quando, dove perché, quando, come.
    Su Friendfeed e twitter c’era al massimo un vago “cosa”. Per sapere il resto c’è voluto Rainews24 e poi repubblica e corriere.

    Sulla scossa in Romagna abbiamo tu dal posto, Beggi da Genova e “qualcuno da Trieste” che hanno sentito un terremoto. Il che, per chi legge, significa non sapere nulla: dove era? Quanti e quali danni? Eccetera. Avete solo bruciato la “concorrenza”, dicendolo prima di un Tg, solo senza la stessa accuratezza…

  9. Alessandra dice:

    Non c’è tanto da celebrare, che in questi casi è davvero fuori luogo. E’ abbastanza normale che le informazioni su Twitter & C siano scarne e della serie “forte scossa di terremoto a…”. Però questa è un’informazione a mio parere importante, sapere dalle persone su Twitter che la scossa delle 22:22 in Romagna è stata sentita anche in tutto il nordest, ma a parte la paura non c’era stato altro, è stato in quel momento significativo. E, di notte, saperlo subito ha permesso a me di rassicurare anche mia madre, che ha 70 anni e nessun collegamento a Internet in casa.
    Poi è chiaro che l’informazione, gli approfondimenti, le foto, i video, ok quelli sono un’altra cosa, ma l’immediatezza del contatto – e il poter dire ai propri “contatti” in giro per il mondo “sono qua” – è davvero qualcosa di inedito.
    Non riesco a immaginare compiutamente cosa sia accaduto qualche ora dopo in Abruzzo, e – ripeto – non ho voglia e spirito di celebrare vittorie sui media tradizionali o su nessuno. Però ho la conferma che se voglio avere informazioni immediate su quel che sta succedendo il primo posto in cui guardare è proprio Twitter e FF.

  10. Regolo dice:

    Certo non è una questione di celebrazioni o frasi entusiastiche, ma personalmente credo sia fondamentale continuare a sottolineare il flusso di notizie disponibile sui vari canali perchè per la prima volta in Italia la mobilitazione nazionale passa in misura enorme attraverso il web. E non è (solo) una questione di sapere con dieci minuti di anticipo che a qualcuno è tremata la sedia a 1000 km di distanza, ma di rilanciare il più possibile il web come fonte di contenuti. La maggiorparte dei twitt o buzz su FF non sono commenti inutili, ma link a contenuti sparsi che appaiono ogni momento sulla rete. Quindi conversazione certo, ma soprattutto condivisione di articoli, mappe, servizi utili selezionati dagli utenti e non solo dalle maggiori testate. A me sembra un passo fondamentale, perchè se dopo poche ore su corriere.it è apparso un articolo sulla copertura sociale della tragedia, forse con questa occasione molti utenti potranno finalmente comprendere di poter usufruire facilmente del web 2.0 come canale alternativo di informazione, invece che rimanere ancorati alla “cute cat theory” o al gruppo idiota di Facebook.

  11. Giancarlo dice:

    Sono d’accordo con il post. Aggiungo che se i social network possono dare valore aggiunto lo vedremo nei prossimi giorni o settimane. Se riusciranno a connettere le esigenze delle persone avranno raggiunto lo scopo, ma temo che si limiteranno al rumore di fondo, come al solito.

  12. Sascha dice:

    L’impatto dei social network e della rete in genere è stato pressoche’ nullo per lo tsunami asiatico del 2004 e dell’uragano Katrina a New Orleans nel 2005: molta gente che si lamenta o indigna ma tutto d’accordo che ‘qualcuno’ deve fare ‘qualcosa’ – insomma, niente ‘wikipower’ o simili.
    Velocità dell’informazione? Sì, certo. La capacità informativa della Rete si concentra sulla velocità e l’emozione, dove batte agevolmente gli ‘old media’ e, come adesso, se ne vanta. Con fenomeni più complessi – la crisi economica mondiale, per esempio – figura tristissima.

  13. ArgiaSbolenfi dice:

    Ho il sospetto che l’infatuazione per una tecnologia porti a dimenticare cose molto più vecchie ed “uncool” ma assai più efficaci in determinati frangenti: spero che esitano ancora i “radioamatori!”

    Vi rendete conto che in situazioni di grande emergenza Internet presuppone energia elettrica, linee telefoniche, cellule GSM non intasate, antenne GSM in piedi ed accese??

  14. adriano dice:

    Massimo, la rapidità è sicuramente una qualità da perseguire, ma mi pare poco, “molti minuti prima” va bene ma l’informazione ha bisogno di completezza, esattezza, organizzazione…

  15. Daniele Minotti dice:

    Condivido in toto quanto detto da ArgiaSbolenfi. E ne deduco che buona parte dei commentatori siano pischelli che non hanno una certa memoria.

  16. Giancarlo dice:

    Anche i radioamatori hanno bisogno di energia elettrica, l’unica cosa sicura sono i piccioni e la posta a cavallo.

  17. ArgiaSbolenfi dice:

    @giancarlo: sono sicuro che i radioamatori di una volta avevano sempre una batteria pronta..

  18. Simply Now dice:

    Considerazioni sui media….

    Twitter: uno strumento efficace e veloce nel dare la notizia al netto di approndimenti. Ma non è informazione. Ottimo il commento di M. Mantellini. Rai UNO e TG Com : squallida figura solo per vantare lo "share" del format "terre…