Se non avete avuto la fortuna di essere ieri a Milano ad ascoltare Lessig potete sempre rifarvi con la cronaca sublime di Falso Idillio.


Noi, così, non andiamo da nessuna parte. Non ci andiamo col nostro cinismo di maniera, con la sindrome dell’iohogiàdato e del sonounamassadiignoranti, col cretinismo volontario di gruppo delle élite dedite al tresette, col giovanwerterismo tra cucina, scaldabagno e lanetta dell’ombelico, con le nostre ambizioni filodrammatiche da scrittorastri e opinionisti, col fancazzismo e in generale con l’usare gli strumenti e noi stessi non al 100% ma allo zerovirgola.

25 commenti a “Lessig e l’Italia”

  1. Sascha dice:

    Beh, questa è Internet – l’ha scoperto adesso?

  2. Daniele Minotti dice:

    Premetto che non ho partecipato all’incontro di Lessig e che, comunque, non ne ho vista la ripresa.
    Pero’, sino a quando ci si esprimera’ in questi termini (di sofisticata esibizione, incomprensibili, creativi oltre il limite e non condivisi), nessuno potra’ pretendere un vero seguito, una vera compresione da parte della gente.
    Perche’ chi non e’ posto nella condizione di capire non puo’ condividere. E’ elementare. Tanto elementare che sorge il sospetto che chi *sofistica* in realta’ non voglia comunicare.
    Farsi capire – da tutti, non da un presunta élite – significa saper parlare. E viceversa. Che non e’ utilizzare sofismi, neologismi e quant’altro (la retorica e’ ben altro, magari la si usasse un po’ di piu’).
    La cronaca di Falso Idillio e’, appunto sublime, nella prima accezione del De Mauro: “molto alto, molto elevato”.
    Ecco perche’, considerata la sua altitudine, e’ incomprensibile (specie il citato punto 4). Anche per me – ammetto i miei limiti – che quest’anno di primavere ne ho 45, che, di riffa o di raffa, *c’ho* una laurea umanistica e che di certe cose mi occupo da un po’. Figuriamoci per gli altri…
    Poi, non ci si puo’ lamentare, eh…

  3. bgeorg dice:

    senza volermi giustificare, Daniele, ma la mia non è una cronaca, dato che ho linkato il video dell’intervento di Lessig che è tutto disponibile nel post, quindi farne la cronaca non avrebbe gran senso. Presumo che uno faccia prima la cosa importante, cioè vedere il video di Lessig, poi quella decisamente meno importante, cioè leggere il commento al video del sottoscritto, se proprio ha tempo e voglia di farlo. In questa sequenza confido che il tutto sia più comprensibile, per quanto io certo non abbia l’ambizione di essere ascoltato da tutti. Il pezzetto citato da Massimo è l’unico che richiede una certa internità a certe vicende, e non a caso ha suscitato l’interesse di qualcuno, ma sono pur sempre 4 righe su 50, e vengono comunque dopo un bel po’ di altre righe che immagino siano assai più comprensibili, almeno se uno vive in Italia. O vuoi dire che “la lobby non influenza il governo, è il governo” non si capisce?
    Poi, senza offesa, ma uno scrive come riesce.

  4. Daniele Minotti dice:

    Non ho ancora avuto tempo per vedere il video, ma mi interessa molto. Putroppo, oggi ho avuto una giornata un po’ piena, cerchero’ di recuperare.
    Si’, per il resto e’ una critica, non me ne volere (ma, ovviamente, rispondimi, se credi). E la mia critica e’ semplicissima. E’ una cosa che mi fa arrabbiare parecchio: parliamo di temi importantissimi, ma come possiamo centrifugarli oltre la nostra cerchia se non usiamo un linguaggio meno sofisticato?
    Se ci interessa l’universalita’ di certi temi, dobbiamo andare incontro all’universo, non pretendere che l’universo venga verso di noi.
    Andiamo verso la gente, senza pretendere il contrario.
    Se quello che dice Lessig ti sta a cuore (come a tutti noi), non ha senso che tu dica che non hai l’ambizione di essere ascoltato da tutti. Devi averla.

  5. bgeorg dice:

    mah, no, non ce l’ho, questa ambizione, non con il mio blog, di sicuro, che è letto da pochi intimi (e non me ne lamento più di tanto visto che scrivo così). Sono certamente d’accordo con te che se uno vuol fare politica deve usare un altro registro, ma io non sto facendo politica in questo momento. Sto usando la rete per come la uso nel quotidiano, e in rete esistono infiniti registri e linguaggi diversi che connotano “intorni” di persone diversi, e per questo si chiama rete. Può darsi che quello che scrivo non serva a te e di sicuro non lo userei come sistema di propaganda politica, ma può darsi che serva ad altri, almeno lo spero. In italia ce n’è già uno che ha sempre lo stesso discorso per tutti e lo fa coincidere con l’unico discorso legittimo, ed è sufficiente direi.

  6. Daniele Minotti dice:

    Se non hai quell’ambizione, secondo me fai male. Perché, a parte la modestia, hai un certo uditorio.
    Sempre a mio avviso, se si vuole fare un passo avanti in e per questo Paese occorre avere la pretesa di comunicare. In modo comprensibile a tutti, non soltanto per una cerchia ristretta.
    Comunicare le proprie idee, fare persuasione, non e’ peccato.

  7. bgeorg dice:

    daniele, grazie. nel passato io ho fatto un pochetto di politica e in effetti non scrivevo sui volantini in questo modo, ma ora non sto facendo volantini e non mi racconto che avere un blog sia fare politica. se deciderò di ricominciare, però, di sicuro non lo farò da un posto che si chiama “falso idillio” eh. scemo sì, ma con dei limiti ;)

  8. Massimo Morelli dice:

    Giorgio, se cambi ti sparo.

  9. Daniele Minotti dice:

    Rischia il fuoco incrociato… ;-)

  10. Massimo Moruzzi dice:

    il problema è che comunica così non tanto Giorgio, su un blog personale e dove può ben fare quello che vuole, ma un Paese intero, le scuole, le università, le aziende, i giornali e telegiornali, i partiti etc, tutti intenti a mascherare la propria pochezza e a darsi inutili arie da intellettuali che, chiaramente, non sono…

  11. bgeorg dice:

    cioè, un intero paese parla come me? wow. forse dovrei candidarmi a qualcosa. punto al 51%.

  12. Daniele Minotti dice:

    @ Massimo (Moruzzi)
    C’e’ anche il rischio opposto, che e’ ben peggio (questo il senso ultimo del mio pensiero): chi va ben al di la’ delle pochezze cui assistiamo quotidianamente e, pero’, non riesce a comunicare. Anzi, pare proprio che non lo voglia fare.
    E questo, se permettete, mi fa parecchio inc…
    Perche’, indipendentemente dalla condivisibilita’ delle idee, son talenti sprecati.

  13. adlimina dice:

    che bg comunichi come crede e cioè scegliendo un ‘uditorio’ di pochi piuttosto che un intero popolo va benissimo appunto perché lo fa su un blog (il suo, peraltro) e senza alcuna pretesa di eccitare un pubblico pronto al birignao o all’entusiasmo d’accatto. direi però che il paese, i partiti, le scuole etc. comunichino non solo con altri e più chiari intenti, ma con tutt’altri strumenti. non sarebbe stato male se quel che abbiamo visto e sentito in questi ultimi giorni avesse suscitato un benché minimo dubbio sul volersi mascherare inutilmente da intellettuali. mi pare che una simile analisi per una meloni qualsiasi possa andar bene fino a ‘pochezza’, sulle arie da intellettuale inizio ad avere delle difficoltà

  14. uovo dice:

    Speravo fosse DORIS LESSING (che snob che sono…)

  15. MacRaiser dice:

    Un “fan” di Lessig che si fa regalare Apple iPhone e ne scrive il panegirico in sovrappiu’. Della serie: coerenza sarteme addosso.

  16. Massimo Moruzzi dice:

    @Giorgio: no, tu parli alto ma bene, e comprensibile, almeno per noi – anche se, come dice Daniele, se parlassi di più pane al pane, magari ti leggerebbero e capirebbero più persone.

    Il Paese, invece, è quello che usa “problematiche”, perchè di problemi non ce ne sono più, e dice “commerciali”, perchè fare i venditori sembra sia un’onta, e si riempie la bocca di un inglese che non sa, dice taLk show (quella “elle” è muta, in inglese, almeno) e lochèsciòn e bi-fuel, pronunciato come si scrive, e che ha il ministro del welfare etc – e fa tutto ciò per occultare la propria pochezza, per darsi delle arie, per fottere la gente più debole e ignorante. Quindi, mi dispiace ma dubito che tu possa puntare al 51%. Forse allo 0,51% :)

  17. Daniele Minotti dice:

    @Massino (Moruzzi)
    Abbi pazienza, forse mi sono spiegato male, ma anch’io, di quel punto 4), ho capito ben poco. E che i miei genitori m’han fatto pure studiare. Sarà che non ho l’*internità* a certe cose… :-)

  18. Massimo Moruzzi dice:

    non apprezzi lo stile lisergico di Giorgio, insomma ;-)

  19. bgeorg dice:

    moruzzi, è questione di frequentazioni. tu sei costretto a frequentare la milano sborona dove si deve dire 2.0 anche se non ci hai capito un’acca perché sai mai che ti faccia vendere qualcosa :-) Ma si tratta di minoranze. Dovresti sapere che chi oggi in Italia punta al 51% usa tutt’altro linguaggio: semplicità, populismo, pane al pane, istinti primari. Di fronte a questo, usare un vocabolario che supera le 300 parole è già un gesto sovversivo. Ascolta: il fatto che dobbiamo batterli non significa che dobbiamo diventare come loro.

    daniele, però tu non leggi allora. In un blog letto da abitudinari, come quasi tutti i blog (che NON devono puntare a maggioranze ma a far scorrere informazioni nel proprio intorno di affinità, perché filtrino da fuori e fuori ritornino) ho scritto un post in cui parlo dei rischi della democrazia, non mi pare così complicato, e ho aggiunto 5 righe in cui parlo a certi amici blogger del nostro modo di fare rete, e mi sta benissimo che lo abbiano capito solo loro. Se tu non le hai capite significa che non appartieni a nessuna delle categorie citate in quelle righe, il che va a tuo merito.
    Come ti ho già spiegato, ho fatto politica molto, molto, molto di base per 15 anni, ora ho un bimbo di due anni e non ne ho tempo, non la sto facendo, non avrei tempo per gestirla, già dover rispondere alla sovraesposizione e aii commenti suscitati da una citazione del Mante mi manda un po’ in crisi. Per fare politica bisogna avere un progetto e avere tempo e risorse da investirci, bisogna costruire organizzazione, oltre a molte altre cose. La politica è una cosa seria. Ti inviterei a non confondere lo scrivere su un blog, che può essere politico solo in senso lato o microorganizzativo, e in tal caso DEVE usare il suo linguaggio, col fare politica in senso strategico. Sono piani diversi. Entrambi utili e importanti, ma assai distinti.

  20. Met the guru 2 » Dellaplane dice:

    […] rispondo a Falso Idillio, a Massimo e […]

  21. Massimo Moruzzi dice:

    Ciao Giorgio,
    mi spiace notare tutta questa polemica da parte tua. Se c’è una Milano che odio, è esattamente quella che mi accusi di frequentare, e che non frequento, e che certo a uno come me un lavoro non lo darà mai. Concordo invece con te sul lunguaggio che usa chi, in Italia, oggi, punta al 51%, e sul fatto che non si debba fare come loro. Detto questo, il linguaggio che va usato per batterli non è certo il tuo. Quello della Serracchiani, magari sì, ma il tuo certamente no. Peraltro, mi era parso di capire che non puntavi al 51%, e che uno 0,51% ti sarebbe potuto anche andare bene, e per me va bene anche così, se così vuoi – ma non facciamo confusione.

  22. bgeorg dice:

    uff, pensavo li frequentassi per lavoro e ti prendevo per il culo. bisogna metterne sempre 5 o 6 di faccine sennò tutti si alterano

  23. Daniele Minotti dice:

    Giorgio, che non si fa politica (da ogni parte) sui blog (perche’ politica, ancora oggi a.d. 2009, la si fa coi volantini) andiamo a raccontarla altrove, eh…
    Come dettoti, non sono un ragazzino.

  24. b.georg dice:

    Daniele, credo di aver capito che tu trovi nelle cose che leggi quello che ci vuoi trovare, così “un blog può essere politico solo in senso lato o microorganizzativo” è diventato “non si fa politica sui blog”.
    Non sei un ragazzino, ma hai la stessa fretta di dire la tua prima di chiederti cosa ha effettivamente detto l’altro. Lo ritengo un limite per sviluppare una conversazione sensata, e infatti questa non lo è fin dall’inizio.
    Saluti.

  25. Daniele Minotti dice:

    Guarda, mi spiace proprio vedere che te la prendi cosi’.