Due senatori del PD, Vincenzo Vita e Luigi Vimercati hanno presentato un progetto di legge sulla neutralità della rete, il free software e la società dell’informazione . Tutto molto bello, certo. Molte frasi condivisibili e un punto di vista un po’ estremo sull’uso del software libero nella PA sul quale forse ci sarebbe da discutere. Ma anche, purtroppo, la facilità un po’ demagogica di proporre belle leggi in contesti in cui si sa che mai saranno approvate. Magari anche dimenticando che quando invece c’era spazio e tempo per provare a scendere in campo su tematiche simili quegli stessi soggetti politici, dall’altra parte della barricata, si sono occupati di tutt’altro.

7 commenti a “Le leggi degli altri”

  1. Pietro Luigi dice:

    Diciamo che sembra una risposta (perlomeno: una risposta-slogan) ad alcune altre iniziative governative (Brunetta) o parlamentari (Carlucci), per dire. Certo che finiranno in carta straccia — pardon, in bit stracci…

  2. Daniele Minotti dice:

    Vincenzo Vita è stato eletto, la prima volta, nella scorsa legislatura che sappiamo quanto e’ durata.
    Luigi Vimercati è stato Sottosegretario nel Prodi II (ma non parlamentare). E sappiamo quando e’ durato quel Governo.
    La scorsa legislatura ha visto direi almeno un paio di iniziative di legge sul software libero (oltre alle varie delibere locali).
    D’altro canto, i temi della neutralita’ della Rete e quello dell’accesso neutrale sono diventati popolari soltanto qualche mese fa (e non sono certo che oggi, A.D. 2009, i piu’ abbiano capito di cosa si tratta).
    Ah, certo, tutti i politici, nessuno escluso, fanno demagogia, ma sappiamo che questa accusa, di per se’, e’ sempre debole perche’ non indagata su temi sostanziali.
    Devo fare l’avvocato d’ufficio del PD?

  3. Dario dice:

    Se un parlamentare non è contemporaneamente su Facebook + Twittrer + Friendfeeds (o quello che è) è un rincoglionito che non è al passo con i tempi; se usa office è prezzolato dalle multinazionali dell’IT; se presenta un disegno di legge che favorisce open source ecc ecc , poteva farlo prima..Insomma, non va mai bene una nulla, eh? Che palle..

  4. Dario B. dice:

    Posso solo dire che questa proposta di legge poggia su un supporto che e’ mancato nei ddl presentati nelle scorse settimane: la conoscenza del problema (da parte di chi ha steso il testo, o chi vi ha contribuito).

  5. Giuseppe dice:

    Magari, se invece che scriverla con MSWord (come sembra dalla lettura del campo “info”) l’avessero scritta con un software libero sarebbero sembrati almeno piu’ coerenti :-)

    ciao

  6. Marco Fioretti dice:

    “Molte frasi condivisibili e un punto di vista un po’ estremo sull’uso del software libero nella PA sul quale forse ci sarebbe da discutere”

    Quello che va imposto per legge, prima ancora del software, è qualcosa di molto meno estremo, o meglio qualcosa di ancora più estremo ma fatto nel modo giusto: l’uso esclusivo di formati di file liberi, utilizzabili anche con software proprietario, internamente alle PA e nei rapporti con le PA stesse.

    Per sapere il perché invito tutti a leggere il mio intervento completo (in italiano) alla recente presentazione della legge regionale veneta sul software libero:

    http://mfioretti.com/it/via-maestra-pluralismo-informatico-formati-aperti-innovazione-libero-mercato-servizi-pubblici-pi-eff

    buon lavoro,

    Marco Fioretti (email: marco, chiocciola digifreedom punto net)

  7. Neutralità della rete, la resa dei conti | Apogeonline dice:

    […] hanno ragione quei commentatori che vedono, nella proposta del PD, il gioco facile di chi scrive belle parole nella certezza che […]