03
Mar




La Stampa ha online un pezzo che ho scritto qualche giorno fa a commento della provocazione di Alessandro Baricco sul finanziamento pubblico per la cultura del Paese. Penso che sarebbe utile che di queste cose si discutesse. Grazie Anna.

8 commenti a “Baricco.it”

  1. LivePaola dice:

    Like.

  2. mORA dice:

    Ma davvero hai scritto la parola “elite” in quel pezzo?!

  3. Marco dice:

    Ho il timore che non ci sia niente di nuovo in ciò che dici. L’Italia, una volta finito il Rinascimento, è sempre stata culturalmente arretrata rispetto a molti paesi europei. Un altro problema è che noi italiani siamo siamo un po’ arroganti nel considerarci un paese evoluto. Probabilmente lo siamo molto meno di quanto ci piace pensare. A parte l’errore nel dimenticare internet, trovo molto interessante la considerazione sulle democrazie. Critichiamo continuamente i nostri politici, ma essi sono esattamente quelli che ci meritiamo, niente di più, niente di meno.

  4. soloparolesparse dice:

    Qualche giorno fa ho detto anche io la mia sulla proposta/provocazione di Baricco: http://www.soloparolesparse.com/2009/02/finanziamenti-pubblici-al-teatro/
    Rimango dell’idea che si tratti di una provocazione, anche se dentro c’è qualcosa di buono che si potrebbe attuare veramente.

  5. Dario Salvelli dice:

    Mi aspettavo qualcosa di più originale e pungente che il solito “manca Internet nell’analisi di Baricco”. Comunque da parte mia ne ho scritto qui.

  6. Dario Salvelli dice:

    Comunque Baricco ha risposto e non ha citato di nuovo Internet:

    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=35204009

    Facciamo un altro articolo?

  7. vittorio pasteris dice:

    Condividendo appieno la presenza di Massimo M. su un noto quotidiano torinese :-) mi permetto una riflessione che estendo a voi: Questa discussione puo servire concretamente alla “rete” italiana ? O i rappresentanti della rete nostrana interpellata sono oggetti della discussione piuttosto che soggetti.

    Baricco ha voluto fare un intervento volutamente provocatorio probabilmente per fini suoi. Altri a livello dei giornali “d’opinione” gli sono andati dietro. Avevano le loro buone ragioni per farlo per i loro interessi.

    Ma non ne valeva la pena per gli altri. A mio modesto parere trattavasi di scontri politici e di lobby che lottano contro lobby e contro nuove lobby che cercano di schierarsi e definirsi e per cui l'”interesse nazionale” e’ un concetto difficile da comprendere.
    visto che parlano di loro e fra loro

    “Di lor non ti degnar ma guarda e passa”

  8. jalafu dice:

    “incentivare la cultura” è forse uno sforzo eccessivo. Basterebbe almeno saper usare gli accenti, e scrivere “perché” e non “perchè” perlomeno nei titoli. Chiedo troppo?