Primo poi doveva succedere: Gmail è down un po’ ovunque.

update: hanno letto il mio post, si sono spaventati ed ora va.

25 commenti a “Le controindicazioni del cloud computing”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    ma qualunque servizio hosted è “cloud computing”? voglio dire, anche hotmail 10 e più anni fa era “cloud computing”? O anche questa è un’altra parola di moda, come “web2.0”?

  2. Solmundo dice:

    Sono le 12.47 ed il mio Gmail è ancora down da un paio d’ore…ho sentito altra gente che ancora non parte…Comincia ad essere il secondo flop che fanno in due settimane. Que pasa en Google?

  3. william olivieri dice:

    la versione mobile “m.gmail.com” funziona.

  4. roberto dadda dice:

    Massimo toglimi una curiosità: come sai che il problema è nella adozione del paradigma del cloud computing? Hai qualche informazione che noi non abbiamo?

    bob

  5. roberto dadda dice:

    Arrivano le informazioni: il fatto che via imap e pop abbia continuato a funzionare fa pensare a un problema di autenticazione sulla interfaccia web.

    bob

  6. spider dice:

    Smtp e imap hanno continuato a funzionare senza problemi, sia in entrata (se qualcuno ti scrive) sia in uscita (si poteva spedire).
    Era solo la parte di webmail a non funzionare.

    Comunque, gente, chi lavora sui sistemi sa che può capitare. Dischi rotti, router che s’impallano, mancanza di corrente proprio il giorno in cui gli ups hanno deciso di non funzionare.

    @Moruzzi: “cloud computing” è entrambe le cose, un paradigma tecnico e una moda. Ormai basta avere un cluster con due nodi perché qualche markettaro lo chiami “cloud computing”. In realtà ci sono alcune caratteristiche essenziali perché si possa parlare di vero cloud computing.
    Ad aumentare la confusione è il fatto che spesso l’espressione viene usata in modo intercambiabile con “grid computing”, che invece è un’altra cosa.

  7. Massimo Moruzzi dice:

    @spider : se già che ci sei ci spieghi le caratteristiche essenziali perchè si possa parlare di cloud computing, la differenza con grid computing e magari anche se quello di Hotmail è cloud computing o no, io ti sono molto grato! (e no, non è ironia la mia, per nulla)

  8. dan dice:

    Forse (noi informatici) dovremmo imparare a prendere le cose un po’ meno alla lettera.

    Nel titolo con “cloud computing” credo si intenda fare riferimento al fatto che le applicazioni sono sempre più spesso applicazioni distribuite che dipendono dall’hardware degli altri (e non solo dal nostro) piuttosto che alle tecnologie sottostanti che implementano il tutto.

  9. Massimo Moruzzi dice:

    sì, certo. ma io mi chiedo: GMail oggi da questo punto di vista è diversa abbastanza da Hotmail 10+ anni fa perchè si possa parlare di un paradigma diverso oppure no ed è solo una moda, tipo il “web2.0”? E se oggi ha avuto problemi è per quella diversità rispetto a cose più vecchie e magari più stabili da qualche punto di vista (anche se mille volte meno buone) come Hotmail o no?

  10. Federico Balestra dice:

    @dan: penso che per gli informatici non prendere le cose alla lettera sia impossibile :-)
    Avrete delle leggi segrete che non lo permettono, non l’ho mai capito.

  11. Simone Brunozzi dice:

    Io ce l’avrei, da dire qualcosa sul Cloud Computing… ma taccio. Sarei troppo serio, e non mi va :)
    p.s. in ogni caso, l’uptime di G è ben sopra la media… ci sanno fare, dai.

  12. Massimo Moruzzi dice:

    troppo serio non esiste. “serioso” è una palla, ma serio no.

  13. Luca dice:

    Comunque non deve essere un caso se BigG sta mettendo in moto il meccanismo di utilizzo di Gmail e GoogleDoc offline… Neanche loro possono permettersi di garantire un servizio 24/24 al 100%.

  14. ArgiaSbolenfi dice:

    Per i miei account il down è durato un paio di ore, su una base di 30 giorni fa un uptime del 99,7%. Google garantisce un uptime del 99,9% per gli account premium di Google apps ($50 / mese), vale a dire sui 40 minuti di down al mese, ma nell’ultimo anno prima di questo incidente non ricordo problemi della durata superiore a pochi minuti. Non so se esistano dei consuntivi ufficiali, Google parla di una media di 15 minuti di down al mese vale a dire a dire un uptime del 99,97%.

  15. ArgiaSbolenfi dice:

    @Luca: chissà forse hanno fatto apposta per pubblicizzare il nuovo servizio di mail offline :-)

    Scherzi a parte, questa nuova feature funziona terribilmente bene ed è realizzata in modo molto semplice e trasparente per l’utente finale. Google avrebbe solo bisogno di un miglior management dei progetti, in modo da concentrare le risorse sulle cose davvero importanti. C’è stato qualche segnale incoraggiante negli ultimi tempi da questo punto di vista, cioè la chiusura di vari progetti dal dubbio ritorno e il lancio di alcune feature importanti per Gmail, tipo la posta offline e la sincronia di contatti e calendario per diverse piattaforme mobili. Forse hanno fiutato qualche mossa della concorrenza? Meglio così comunuque.

  16. spider dice:

    @Moruzzi: la pagina di wikipedia sul cloud computing è sufficientemente chiara nella parte introduttiva, più dettagliata ancora quella in inglese.
    L’esempio più famoso di cloud computing è Amazon EC2. In pratica hanno una serie di macchine che tutte insieme forniscono un pool di risorse (cpu, ram, disco) che a loro volta vengono riassegnate alle istanze delle macchine virtuali che puoi crearci sopra. Non sai esattamente da quale hardware provengano, poiché provengono dalla “nuvola”. Allo stesso modo, il guasto di una delle macchine hardware non compromette (non dovrebbe, almeno) il funzionamento di quelle virtuali: le risorse vengono riallocate su macchine funzionanti.
    Non si può dire che un cluster (formato da quanti nodi ti pare) non è cloud computing: le risorse usate sono direttamente quelle hardware. Nemmeno un cluster con Vmware infrastructure (per fare un esempio) lo è: le macchine virtuali sfruttano risorse virtuali ma provenienti tutte dallo stesso nodo hardware, se si rompe si sposta (trasparentemente) la macchina virtuale e tu non te ne accorgi, ma non è consentito attingere dal pool di risorse che l’insieme delle macchine hardware metton a disposizione. Per completezza, vmware dovrebbe annunciare in questi giorni la versione 4 della sua infrastruttura che implementa proprio questo genere di funzionalità.

    Spero di essermi spiegato il meno peggio possibile.

    Il grid computing invece ha a che fare con il calcolo parallelo. Ne usano uno parecchio grosso al cern per il progetto LHC. Non so scendere più nel dettaglio, non è il mio settore.

    @dan: non ho criticato il titolo del Mante, ho solo risposto (tentato di -) a Moruzzi :)

    Lorenzo Lazzeri

  17. spider dice:

    Errata: intendevo “non si può dire che un cluster SIA cloud computing”. C’è un “non” di troppo.

  18. roberto dadda dice:

    Resta una domanda alla quale potrebbe rispondere solo il Mantellini: cosa diavolo vuole dire quel titolo? Pensa lui davvero che si tratti di una inaffidabilità (o per dirla con lui controindicazione) del modello cloud? Perché mai?
    Cosa sa chenoi non sappiamo per trarre una conclusione che può apparire tanto fantasiosa?

    bob

  19. Annarella dice:

    Sto cercando anch’io di capire cosa c’entri la questione “cloud”. Non ho idea se la parte web di Gmail appoggi o meno sul loro cloud.
    In secondo luogo, fosse una questione di cloud, o è andato in crash lo hardware su cui girano le istanze o non si sarebbe avuta una situazione generalizzata. Tutto questo a naso ed ignorando del tutto quale sia la loro architettura interna

    @spider: sfido il più cialtrone dei markettari a spacciare un cluster per cloud computing :D

  20. dan dice:

    Per me siete un po’ tordi :)

    L’update al post possiamo darlo per ironico o vogliamo discutere un paio di giorni se Mantellini voglia davvero dire che Google si è affrettata a risolvere il down per paura della pubblicità negativa dovuta al suo blog? :))

  21. spider dice:

    @Annarella: preciso che colgo con difficoltà la differenza tra markettari e commerciali (è un limite mio), quindi magari ho sbagliato categoria ;-)
    Detto questo, il sottobosco (nemmeno troppo “sotto”) IT è pieno di gente che si attacca a espressioni di moda per darsi un tono. Per dire, fai un giro sui siti delle società di consulenza più piccole, e nemmeno solo loro, e conta quante “vision” e “mission” trovi ;)

    @Dadda: Secondo me Mantellini era ironico proprio sulla propensione a parlare di cloud computing non sempre a proposito, e di auto-ironico con l’update (che fa riferimento anche alla questione dei soffioni, in cui ho letto anche lì un po’ di autoironia).

  22. Annarella dice:

    @Spider: oggi come oggi esiste un hype a livello figaggine del cloud.
    Ed esiste una situazione reale in cui, start up a parte, c’è ancora una grossa incertezza legata all’utilizzo del cloud in ambito enterprise.
    A quel punto, commerciale o markettaro che sia, se qualcuno si vendesse il cluster X come esempio di cloud, o ha davanti un impedito totale o si trova sommerso di domande e diffidenza..
    Cloud computing è un concetto tennico, il concetto markettaro è il Qualcosa-as-a-Service, infrastructure nel caso di Amazon, platform nel caso di Google Application Engine :)

  23. Max dice:

    Perchè non è mai stato giù? Forse sarebbe meglio parlare di normale problema di un fornitore che le altisonanti (e di moda) parole “controindicazioni del cloud computing”… ;-)

  24. Max dice:

    Perchè * metti qui il nome di un altro provider * non è mai stato giù? Forse sarebbe meglio parlare di normale problema di un fornitore che le altisonanti (e di moda) parole “controindicazioni del cloud computing”… ;-)

  25. roberto dadda dice:

    @spider Devo dire che questo mondo è un po’ bizzarro: ci ritroviamo a discutere cercando di fare l’ermeneutica delle intenzioni di un contemporaneo a casa sua come se fosse uno scrittore di duecento anni fa del quale interpretare le intenzioni a posteriori.
    Resta il fatto che se anche Gmail restasse ferma da qui alla fine dell’anno altre conque ore e spiccioli sarebbe ampiamente nel margine di avilability contrattuale del 99.9 % uptime e resterebbe probabilmente uno dei servizi del genere più affidabile.

    bob