Il punto di vista di Mark Zuckerberg sui nuovi Terms of Service imposti da Facebook alla sua vasta clientela è un punto di vista interessante. Lo sharing dei contenuti, dice Mark, avviene su FB mediante una moltiplicazione delle copie dei contenuti stessi che risiedono quindi non solo “a casa” dell’utente ma anche “a casa” dei suoi contatti. Per questo una volta che i contenuti sono stati messi in circolo, così come avviene per una mail che è stata spedita ad un destinatario, questi restano anche residenti altrove, indipendenti dal nostro controllo. Due considerazioni: il problema tecnico è risibile: per esempio FB potrebbe tranquillamente chiedere ai propri utenti che stanno abbandonando il servizio se intendono lasciare le copie di quanto hanno condiviso a casa dei propri “ex amici” (al limite anche quali contenuti lasciare e quali no e a casa di chi). Il paragone con la posta elettronica è poi piuttosto sfortunato visto che si tratta di un servizio che, almeno ideologicamente, è senza intermediari. Sarebbe poi interessante sapere che fine fanno le copie condivise dei contenuti degli account che, con estrema facilità, Facebook cancella ogni giorno. Vale anche per quelli l’impiccio della necessaria duplicazione? In definitiva si tratta di una questione strettamente etica: vale di più il controllo sui propri contenuti applicato dagli utenti o quello della piattaforma? La risposta di Zuckerberg è in questo senso, per una volta, piuttosto chiara.


update: Come dice giustamente Antonio Santangelo:

Zuckerberg si vede più come un editore (Tv o libri) che come un gestore di comunicazioni (telefonia). Si esalta perciò il concetto di Fb come “piazza”, e non come salotto di casa. Attenzione quindi a quello che si scrive o deposita


4 commenti a “Il punto di vista di Mark”

  1. Dario B. dice:

    E’ un controsenso che Zuckerberg si veda più come un editore che come un gestore di comunicazioni, dato che dichiara di vedere FB come un’evoluzione della posta elettronica. A meno che il suo concetto di corrispondenza non si stia evolvendo in quello di agorà, con tutto ciò che ne consegue.
    Ribadisco: l’utente deve essere reso consapevole delle variazioni dei Terms Of Use.
    TIM e Vodafone, seppur all’italiana, sono state sanzionate per non aver informato correttamente i propri utenti delle variazioni contrattuali che hanno poi apportato. Perché nessuno nota che Facebook non ha neppure avvisato i propri utenti delle novità sulla licenza?

  2. » Feedmastering #68 dice:

    […] La spiegazione di Zuckerberg non basta: Facebook resta il male se confrontato con i termini d’utilizzo degli altri social […]

  3. Feedmastering #68 | Dario Salvelli's Blog dice:

    […] La spiegazione di Zuckerberg non basta: Facebook resta il male se confrontato con i termini d’utilizzo degli altri social […]

  4. Feedmastering #68 dice:

    […] La spiegazione di Zuckerberg non basta: Facebook resta il male se confrontato con i termini d’utilizzo degli altri social […]