Vanz oggi ha scritto un post sul secondo passo. Lo ha fatto seguendo la logica ammirevole del “basta lamentarsi”. Così il secondo passo sarebbe intanto chiedersi cosa succede nel momento in cui questo parlamento approva norme censorie e idiote come il famigerato articoletto D’Alia da poco passato in Senato. L’elenco delle conseguenze “positive” di un simile sciagurato (ma assai probabile) avvallo della politica alla censura di Internet è certamente condivisibile e comprende fra le altre cose la crescita di utilizzo di tecnologie alternative (Tor, open DSN ecc) e l’auspicabile (ma qui sarei assai pessimista) organizzazione dal basso dei cittadini in organismi di difesa della rete simili alla EFF statunitense. Commuove invece l’idea, mutuata da Quintarelli, di “scrivere ai propri parlamentari di riferimento”. Averceli i parlamentari di riferimento.


update: sempre a proposito di parlamentari di riferimento e di appiattimento culturale della politica nostrana Giorgio Zarrelli mi segnala questa fiera interrogazione d Marianna Madia al Ministro dell’Interno:


– Se non ritenga di operare presso i responsabili della società proprietaria di Facebook al fine di sollecitare una maggiore vigilanza ed una eventuale attività preventiva e di censura nei confronti della diffusione di contenuti così vergognosi ed incivili.


14 commenti a “Parlamentari di riferimento”

  1. antonio dice:

    a parte che esiste gia’ Alcei…

    In ogni caso, l’EFF in US funziona perche’ la giustizia funziona, se qui per un processo aspettiamo dai 5 anni in su, cosa dobbiamo farci con l’EFF? nel frattempo youtube ha chiuso da un pezzo e il flash sara’ una tecnologia superata

  2. Dario B. dice:

    Vero, in Italia c’è l’Alcei, ma per quanto ho potuto constatare, finora non si sia espressa al riguardo: nel loro sito web non si fa nemmeno un cenno su questo provvedimento approvato al Senato.
    L’idea di sollecitare in merito i parlamentari sarà commovente, ma non è superfluo tentare tutte le strade utili ad impedire che la Camera approvi questo emendamento così com’è.

  3. nicola dice:

    Riferimenti:

    Per i senatori è facile:
    http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/Regioni/01.html
    Per i deputati è più difficile, ma non impossibile:
    http://www.camera.it/deputatism/240/documentoxml.asp

  4. mario dice:

    però si potrebbe scrivere al più fesso e per conoscenza al capintesta (tipo casini per l’udc, bossi per la lega [ah già, chissà se capisce l’italiano], a water per il pd , ma qui tocca sbrigarsi) precisando che cambieremo partito se non tizio o caio la pianta di fare r/o dire fesserie

  5. Stefano Quintarelli dice:

    ;-)

  6. davide dice:

    @mario
    ma water era voluto? ;)

  7. Daniele Minotti dice:

    @Dario B
    Ad ALCEI, sostanzialmente, c’è soltanto Andrea Monti. Con gli impegni che ha, non ci può stare dietro. Potrebbe essere l’occasione per riprendere quel discorso iniziato anni fa per il reclutamento di nuove risorse.
    Poi, Quintarelli ingenuo? Suvvia… e, comunque, meglio che far nulla…

  8. Pier Luigi Tolardo dice:

    Nei prossimi giorni assisteremo ad una vera e propria gara di proposte per il Web di tutti i nostri parlamentari. Ecco le principali:
    1) Istituire un’apposita polizia telematica con pieni poteri.
    2) Istituire delle ronde sul Web, possibilmente padane, per arrestare pedofili e sporcaccioni.
    3) Un numero verde per segnalare i siti cattivi.
    4) Lotta ai siti marocchini-fondamentalisti, obbligo di traduzione in italiano per i siti rumeni.
    5) Divieto di parlare male di Berlusconi in rete./ Divieto per Berlusconi di possedere dei siti.
    6) Infliggere sanzioni all’Irlanda che ospita Facebook.
    7) Mettere una tassa sugli account Facebook.
    8) fare un condono sulla tassa sugli account per Facebook.

  9. » Una parte per il tutto 100iso.it dice:

    […] / Manteblog […]

  10. Daniel dice:

    Io credo che l’interrogazione sia giusta. Non chiede nessuna polizia, nessuna nuova legge, nessuna censura. Chiede che simili siti con svastiche e incitazioni a bruciare i migranti non vengano ospitati su facebook. Teoricamente non dovrebbero esserci altrimenti perché vi è l’opzione per denunciarne il contenuto aggressivo? Stati proteggendo i siti nazisti?

  11. Daniel dice:

    Caro tolardo, guarda che l’interrogazione della madia dice proprio il contrario. E’ contro la discriminazione agli immigrati. Contro il gruppo Facebook “magrebini, rumeni fuori dai coglioni”. Tu, voi, difendete il diritto di esistere di un sito anche in violazione delle leggi italiane?

  12. lorenzodes dice:

    Daniel
    Io sono contro la censura. Non esiste una censura buona contrapposta ad una censura cattiva, la censura è sempre e comunque la negazione di un diritto di rango costituzionale, i.e. la libertà di espressione.

  13. Daniel dice:

    ma non siamo in America dove ci possono essere i “Nazisti dell’Illinois” cioè dove col primo emendamento qualsiasi forma d’espressione è contenuta. L’apologia di fascismo è reato, così come l’incitazione all’odio razziale (legge 205/93) Credi che facebook non debba seguire quelle leggi che tutti siamo tenuti a rispettare?

  14. Stefano dice:

    Mah,

    io ci ho un pò ripensato. La legge è un esempio lampante di incompetenza, ma la tecnologia trova sempre il modo di superare gli ostacoli normativi.

    E quando lo fa mette in luce l’inadeguatezza di un approccio tanto ignorante e cialtrone, e magari ne suggerisce uno più serio.

    Ne ho scritto qui: http://finalburp.wordpress.com