Naomi Klein sul Guardian dice che forse, giunti a questo punto, boicottare Israele non sarebbe una cattiva idea.

Boycott is not a dogma; it is a tactic. The reason the strategy should be tried is practical: in a country so small and trade-dependent, it could actually work.

(via morbin)

34 commenti a “Quando è troppo è troppo”

  1. Suzukimaruti dice:

    Beh, per quanto mi riguarda sfonda una porta aperta: nei limiti del possibile boicotto Israele dai tempi della prima Intifada, acquistando solo i prodotti delle aziende che non supportano i militari e lavorano per la pace (praticamente solo la Jaffa).

    Tutte le informazioni per farlo sono qui: http://www.inminds.co.uk/boycott-israel.php#companies

    Colpiamoli economicamente e capiranno.

  2. Ernesto dice:

    Peccato, se proprio il Mante vuole fare commenti di politica estera, avrei sperato almeno di osservare maggiore equivicinità.
    Da oggi boicotto manteblog per una settimana

  3. Elio dice:

    @ Ernesto
    …equivicinità…

    mi ricorda tanto il “ma anche” veltroniano.

  4. Roberto Dadda dice:

    Chissà dove era Naomi mentre venivano tirati migliaia di razzi e di colpi di mortaio su israele, forse era “tea time” e non se ne è accorta!
    E dove eravamo tutti noi?

    bob

    PS ne parlo nel mi blg

  5. Luca dice:

    Ah….. Naomi Klein suggerisce di boicottare Israele?…..
    ESTICAZZI !!!!!!!

  6. apelle dice:

    Forse Morbin voleva titolare il suo post in questo modo:
    “Sharia anche ora de boicotarli”.

    Tristezza.
    Per compensare vedrò di comprare quanti più prodotti made in Israel mi è possibile.

  7. Gennaro Carotenuto dice:

    Equivicinanza non è veltroniano, è dalemiano! Mettiamo i puntini sulle i.

    Com’è la cosa della Jaffa?

  8. Gennaro Carotenuto dice:

    Anche perché Veltroni non è equivicino, è proprio filoisraeliano.

  9. Pietro Di Giacomo dice:

    Oh bella, suzukimaruti per caso c’hai anche il link per boicottare birmania, corea del nord, iran, siria, arabia saudita, cina (tanto per dirne alcune)? Possibilmente di organizzazioni laiche, sai com’è, quando c’è di mezzo la religione le cose non mi convincono mai. Te ne sarei grato.

    Che poi dire che si boicottano solo aziende che “non supportano i militari” è veramente fantastico, a ‘sto punto boicottiamo tutta la nazione che si fa prima, no?

  10. Vandalo dice:

    Leggendo alcuni commenti mi convinco sempre di più che, se il governo israeliano gettasse una bomba atomica su Gaza, ci sarebbero comunque persone che incolperebbero i palestinesi per la radioattività che arriverebbe nei territori occupati dagli israeliani…

  11. Nick dice:

    Quoto Roberto Dadda e Pietro Di Giacomo. Non è un voler sostenere Israele sempre e comunque, ma mi piacerebbe che si guardasse da tutte e due le parti.

    Obama quest’estate l’aveva detto in Israele: “se mi bombardassero lanciandomi missili sulla mia casa non potrei fare altro che rispondere per le rime”.

    E ancora, solo due giorni fa, “Hamas è terrorista”. Ma i giornali italiani queste cose non le riportano. Forse perchè sarebbero troppo difficili da commentare? Non lo so.

    So che molta gente odia Israele molto più di quanto non voglia difendere i palestinesi. È questo che mi fa senso. Poi che di errori ne commetta o ne possa commettere anche Israele ok però come detto da Obama se ti piovono razzi sulla testa dalla mattina alla sera, mandati con fiocchi rosa da un’organizzazione riconosciuta come terrorista dall’ue di cui noi siamo parte e che dice di volere la scomparsa di Israele, e nessuno si muove per darti una parola di sostegno cosa fai, porgi l’altra guancia?

  12. Roberto Dadda dice:

    No Vandalo lo spirito del mio commento non era quello di dare tutte le colpe ai palestinesi: l’idea è quella di fare el problema una analisi un poco più ragionata.
    Le colpe io le do principalmente a tutti noi che visto che razzi e colpi di mortaio arrivavano sulla testa di qualcun altro ce ne siamo bellamente fregati e siamo stati al calduccio della nostra sicurezza.
    Io ho manifestato anni perché il popolo palestinese avesse una terra, ma questo non può farmi dimenticare che qualcuno ad arte tira missili e colpi di mortaio contro isreaele partendo da zone densamente popolate proprio per farsi fare da scudo e rendere difficilissima una giusta difesa.
    Il servizio peggiore che si possa fare al popolo palestinese, che lo ripeto ha tutto il diritto del mondo a una terra e ad una vita pacifica, è accumunarlo con gli esremisti che non lo rappresentano per niente come gli estremisti islamici non rappreentano l’islam e come la santa inquisizione non rappresentava i cattolici nel loro insieme.

    bob

  13. palmasco dice:

    Astenersi dal comprare è un’idea così squisitamente occidentale, un atto da persone abituate a strisciare una carta di credito. Ciascuno del resto fa quello che può, come può, meglio che stare a guardare.

    Ma smettere le creme di bellezza Ahava, sarà di vero conforto per i familiari dei bambini cancellati dalla guerra? Li aiuterà a farsene una ragione?
    E in che modo contribuisce a un pensiero della pace, che sembra cancellato quanto le vittime della guerra?
    E quale messaggio manderebbe al governo israeliano, già così scosso dal problema della sicurezza dei suoi cittadini, direi a ragione, da eccedere, forse, nella legittima difesa?

    Molti degli altri prodotti d’Israele sono necessari, molti sono alimentari, costano poco e sono buoni, difficile boicottarli in tempi di crisi, se non ovviamente per il popolo credit card – che anche quelli delle debit, di questi tempi tendono a non usarle troppo.

  14. Sascha dice:

    Del resto che ne è stato del boiccotaggio della Cina per il Tibet?
    (il mio preferito perè rimane il tentativo di boiccottare i mondiali di calcio del 2006, più che altro per il fantastico slogan: ‘Berlino 1936 – Berlino 2006… l’obbiettivo era estorcere un po’ di soldi al governo tedesco…)

    Piuttosto mi viene in mente che negli anni 80 un esponente antisemita dell’amministrazione Reagan, Pat Buchanan, si riferiva a certe persone della Casa Bianca come ‘the Israel’s amen corner’, per indicare la loro approvazione di qualsiasi cosa Israele facesse, sempre e comunque.
    Ora, un paio d’anni fa l’esercito israeliano si avventurò in una campagna militare in Libano contro Hezbollah talmente mal concepita e mal eseguita che alla fine permise a Hezbollah di dichiarsi vincitore mentre il Ministro della Difesa israeliano dovette dimettersi.
    Ricordo che anche allora i soliti noti approvarono in pieno la sciagurata avventura con la solita scusa della necessità di difendersi e il sottinteso ‘comunque ne ammazziamo un po”…
    Del resto sono gli stessi che approvarono incondizionatamente l’invasione dell’Irak ‘che comunque è tutta colpa dei francesi’…

  15. Ormai siamo arrivati dice:

    Su Mante, fatti promotore di un movimento che boigotti chiunque spari missili, cannonate, proiettili … un consiglio da amico ,,, non includere nella lista chi spara cazzate

  16. Daniele Minotti dice:

    Eh, adesso al supermercato devo andare con la lista dell *non-spesa*…

  17. Paolo dice:

    Iniziamo a boicottare anche la Cina, l’Iran, la Birmania, i Paesi occidentali che alimentano sotto banco le guerre in Africa ecc. ecc? O lo facciamo solo per alcuni Paesi?

  18. Gabriele dice:

    Quando il titolare di questo e penso di qualsiasi blog famoso posta qualcosa arrivano implacabili i critici pronti a dire “no”, “e’ sbagliato”, “non e’ vero” ecc.

    Cosi’ abbiamo anche chi parla di migliaia di razzi di Hamas contro Israele ignorati dall’occidente cattivo.

    Migliaia? Siamo sicuri? A parte che a leggere questi dati non pare che abbiano avuto le stesse conseguenze di quel che sta facendo Israele oggi a Gaza, mi chiedo: esattamente perche’ Hamas che tira i razzi e’ terrorista e deve smettere e Israele che massacra migliaia di civili puo’ fare tutto cio’ che vuole? Io li metto sullo stesso piano. Non capisco perche’ difendere l’uno o l’altro.
    Il governo israeliano ignora sistematicamente le risoluzioni ONU e i diritti umani. Perche’ difenderli?!?

    E -per favore- togliamo il termine antisemita dai discorsi su Israele/Palestina. E’ il pretesto con cui per sessant’anni si e’ messa a tacere ogni voce critica sul governo israeliano.
    Avercela con chi massacra i civili e fa morire di terrore i bambini non significa essere antisemiti!

  19. Elio dice:

    Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.

    Il popolo di Gaza
    La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.

    L’occupazione
    Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).

    Il blocco
    Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).

    Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.

    Il cessate-il-fuoco
    Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.

    Crimini di guerra
    Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.

    Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”
    Rashid Khalidi (NYTimes, 7-1-09)

    Il boomerang di Gaza
    di Nicholas Kristof (NYTimes, 7-1-09)

    In un momento in cui Israele sta bombardando Gaza cercando di schiacciare Hamas, vale la pena di ricordare che Israele stesso aiutò ad allevare Hamas.

    Quando Hamas fu fondata nel 1987, Israele era per lo più preoccupata del movimento Fatah di Yasser Arafat e pensò che una organizzazione religiosa palestinese avrebbe aiutato a indebolire Fatah. Israele calcolò che tutti quei fondamentalisti musulmani avrebbero passato il loro tempo a pregare nelle moschee, così diede un giro di vite a Fatah e permise a Hamas di crescere come forza alternativa.

    In Medio Oriente stiamo assistendo alla sindrome del boomerang. Il terrorismo arabo ha creato un appoggio ai politici israeliani di estrema destra, che hanno reagito duramente contro i palestinesi, che hanno risposto con altro terrorismo, ecc. Gli estremisti di entrambe le parti si sostengono a vicenda e l’assalto terrestre eccessivo di Israele a Gaza creerà verosimilmente altri terroristi nel lungo periodo. (…)

  20. Massimiliano Andreozzi dice:

    La partigianeria con cui viene ormai affrontato tutto in Italia mi lascia senza parole. Qualche mago della propaganda deve averci fatto un bel malocchio facendoci ragionare (sragionare) in termine di Forza Roma!!! o Forza Lazio!!! su ogni cosa (e con la bava alla bocca). Io sono stanco della polemica infinita su tutto!!!
    Questa è politica estera e per fortuna ci riguarda da “lontano”.
    E allora ne vogliamo ragionare con calma?
    Ma è chi così sconsiderato da ritenere che si possa accettare il massacro di centinaia di civili estranei ad Hamas come se nulla fosse? I bambini fatti a pezzi possono piacere solo a qualche psicopatico squinternato per tutti gli altri questo spettacolo è inaccettabile e corre l’obbligo di trovare rimedi per fermare lo scempio o almeno fare in modo che non riaccada.
    SERVONO IDEE NON SCHIERAMENTI
    E allora ci vogliamo dimenticare che il politico più influente dello scorso secolo (in base ai risultati ottenuti alias liberazione dell’India colonia inglese) è Gandhi?
    Il ‘900 fa schifo sotto tanti aspetti (lager, bombe atomiche, inquinamento) ma è anche il secolo in cui si sono inventati la non violenza (tattica totalmente dimenticata sin dai tempi del superfichissimo Gesù).
    Siamo davvero convinti che la strategia messa in campo da Israele stia risolvendo i suoi problemi di sicurezza sul medio-lungo termine?
    Anche i più fascisti tra di noi (tanto ormai siete sdoganati) sanno bene che quella che stiamo vedendo non è una strategia risolutiva. Finchè una delle due parti non abbraccia la strategia della non violenza le carneficine andranno avanti rendendo il mondo intero (comprese le nostre città) molto meno sicuro perchè la Palestina è una fabbrica di kamicaze a 5 stelle e non da adesso ma da quando avevo cinque anni (e sono 40-enne).
    Il vero problema è che è veramente difficile far convertire alla non violenza gli integralisti islamici ed i militaristi sionisti… ma proprio su questo percorso tutto in salita dovremmo ragionare qui in Italia. Siamo in declino ma siamo ancora il Paese più influente del Mediterraneo! Gli altri sono Egitto, Tunisia, Algeria…
    L’Italia ha questo dovere morale ma servono prese di posizione comuni che vengano dal cuore di ognuno di noi senza continuare a cadere come fessi nella trappola di una contrapposizione destra/sinistra che nel 2009 fa veramente ridere i polli!

  21. Daniele Minotti dice:

    Bravo Andreozzi, hai perfettametne riassunto il mio pensiero, specie in questo passaggio: *servono idee non schieramenti*.
    E il boicottaggio non e’ un’idea…

  22. Massimiliano Andreozzi dice:

    X Daniele Minotti.
    Daniele scusa ma il boicottaggio è una delle armi principali delle strategie di lotta non violenta. Te lo ricordi Gandhi mezzo nudo con un telo bianco addosso? Se lo tesseva da solo in casa per boicottare le industrie tessili inglesi!
    Qui si parla di lotta non violenta non di chiacchiere da talk show…
    Personalmente io proporrei anche una pressione morale sulle comunità ebraiche in Italia. Francamente vorrei capire se sono favorevoli o no ad un abbandono della violenza militarista.
    So che sono cittadini italiani come me ma so anche che il loro legame con Israele è GIUSTAMENTE profondissimo e di fronte a stragi come queste che sono di portata inaudita penso di avere il diritto morale di sapere come la pensano questi miei concittadini di religione ebraica GIUSTAMENTE vicini ad Israele.
    Dopodichè sarà mia scelta di consumatore preferire un negozio anzichè un altro. Sto parlando di valutare se cambiare negozio di scarpe mica di treni piombati e camere a gas! Ripeto: sto parlando di chiedere civilissimamente al titolare del negozio come la pensa mica di fare la notte dei cristalli! Tra l’altro trovo ridicolo dovermi giustificare nel 2009 solo perchè ci sono di mezzo i pro-nipoti di gente sterminata dai nazisti 65 anni fa.
    E che c…o ci sarà pure una via di mezzo tra essere un psicopatico naziskin ed un menefreghista che se ne fotte tanto non sono i figli suoi quelli che saltano in aria.
    E poi dov’è il problema si da’ il caso che io sia proprietario di un’attività di servizi e non credo proprio che i miei clienti mi tratterebbero allo stesso modo se manifestassi pensieri ed atteggiamenti totalmente opposti alle loro idee… e allora le mie idee sono che non si spara ai civili con gli elicotteri.
    Se qualcuno la pensa diversamente forse è libero di farlo ma io non vado a comprare la mozzarella nel suo negozio perchè i bambini fatti a pezzi dalle bombe mi fanno pena e lui approva questi comportamenti che a me fanno schifo come mi fanno schifo i pedofili.
    E lo stesso, ovviamente, vale per gli islamici e per i titolari di attività commerciali appartenenti a quella fede e non sono pochi (pakistani in primis). Anche a loro bisogna chiedere cosa pensano della violenza!
    Lo potete chiamare boicottaggio ma è anche la scusa per avviare un dialogo, un civilissimo scambio di opinioni con gente appartenente a culture diverse dalla mia con le quali ho raramente occasione di confronto.
    E invece siamo in un mondo globalizzato. Se evitiamo il confronto adesso sarà lui a venirci a cercare presto o tardi…

  23. Daniele Minotti dice:

    IL boicottaggio e’ una pratica che colpisce (anche) i civili. Magari non ve ne rendete conto…
    Vogliamo parlare di embargo a Cuba che cosa tanto diversa non e’?

  24. Daniele Minotti dice:

    Incidentalmente, io qui leggo di molte persone che stanno dall’una o dall’altra parte. Proponendo boicottaggi che definire idioti e’ far loro un complimento oppure dicendo che e’ colpa di Hamas che ha iniziato a lanciare razzi e allora…
    Sinceramente, interessa la pace oppure la vittoria dell’una o dell’altra parte?
    Basta dirlo, eh… ma bisogna dirlo apertamento, non sotto l’ipocrisia delle bandiere bianche.
    La pace e’ una cosa importante…

  25. Gabriele dice:

    Israele viola la tregua umanitaria di tre ore e per poco non prende un palazzo ONU con la delegazione UE.

    Giusto per la cronaca odierna.

  26. Carolina dice:

    E’ vero, questo è troppo, come si permette Israele di reagire al terrorismo di Hamas. Israele dovrebbe subire i continui lanci di razzi sul suo territorio senza reagire. Questo dovrebeb fare.
    Qualsiasi paese dell’universo conosciuto che fosse costantemente bombardato da razzi micidiali come i Kassam o i Grad avrebbe tutto il diritto di reagire per difendere il proprio territorio e i propri abitanti.
    Ma Israele no, Israele deve subire in silenzio.
    Dal 2005 quando Israele abbandonò la Striscia, le comunita’ del Neghev vicine al confine si sono visti piombare sulla testa piu’ di 3000 missili. Non risulta che tutte le Naomi Klein di questo mondo abbiano mai speso una sola parola in difesa di quelle comunità sotto attacco.

  27. Mammifero Bipede dice:

    I “micidiali razzi Kassam” li potete vedere nelle foto pubblicate dal Boston Globe, ci si può anche fare un’idea della loro pericolosità (foto #4): manca poco che non riescano nemmeno a bucare un muro ben fatto… e n.b.: la foto è di una casa palestinese colpita per sbaglio!
    Con una pioggia di questi “terribili razzi” (alcune migliaia) si sono prodotti in sei mesi poco più di una decina di morti. Israele contrattacca e ne uccide centinaia in pochi giorni.
    Dov’è la proporzione?
    Chi è il terrorista?

  28. Gibilix dice:

    @Carolina, a me non sembra che che criticare la politica militare israeliana voglia dire chiedere agli israeliani di subire gli attacchi di razzi. Certamente nessuno loda Hamas per la sua forma di guerriglia a bassa intensità e in qualche modo vanno fermati.

    D’altro canto il modo in cui Israele si difende non può sempre ed automaticamente trasformarsi in strage di civili. Non è accettabile che ad un paese occidentale e considerato democratico venga permesso di violare ed ignorare sistematicamente tutte le risoluzioni dell’ONU. Io ne faccio una colpa più all’Europa ed agli Stati Uniti, che evidentemente hanno ancora interesse affinché la tensione persista in quell’area.

    Ho letto da qualche parte che Israele investe 13 mila miliardi di dollari l’anno in armamenti (chiedo scusa se la cifra non è accurata), comunque un’enormità se paragonato a qualsiasi altro stato. È vero che è uno stato minacciato, ma è altrettanto vero che rispondere a queste minacce con un ipermilitarizzazione è una scelta strategica che negli ultimi 50 anni si è rivelata totalmente fallimentare, visto che Israele oggi non è più sicura che nel ’67.

    Con una piccola parte di quel denaro si potrebbero fare degli investimenti per favorire la pace e lo sviluppo dei palestinesi, cosa che toglierebbe ogni consenso a quei criminali di Hamas. In cinquant’anni di politiche di pace e sviluppo, anziché militari, l’opinione nei confronti dello stato d’Israele da parte delle popolazioni limitrofe sarebbe stata probabilmente molto diversa ed oggi non sarebbe uno stato sotto minaccia. Ovviamente non possiamo sapere come sarebbe andata, solo fare supposizioni, ma sappiamo con certezza cosa è successo con la scelta militare: un disastro.

  29. Carolina dice:

    Guarda Gibilix che da tempo Israele finanzia generosamente i palestinesi come lo fanno gli USA e la UE. Questi ultimi due nel 2006 hanno sborsato per la palestina qualcosa come 1,5 miliardi di dollari complessivi, nel 2007 la somma ha oltrepassato i 2,4 miliardi.
    Ma non mi risulta che questo enorme fiume di denaro sia mai stato utilizzato per “la pace e lo sviluppo” ma per ben altri scopi, compresi i folli acquisti di kassam e grad (innocui fiorellini di campo per mammifero, vorrei vedere se cadessero sulla sua casa tutti i giorni…). Guarda cosa è diventata la striscia di Gaza dopo l’abbandono di Israele, e i soldi non sarebbero certo mancati per uno sviluppo decente. Peccato che invece di strade, scuole o ospedali si sono costruiti rampe di lancio per missili (pardon, per fiorellini di campo).
    Nella scorsa settimana sono entrati in Gaza oltre 400 TIR di viveri, 10.000 tonnellate di aiuti che non hanno mai raggiunto la popolazione, perchè i convogli vengono fermati da hamas e requisiti. Del resto è sempre balzata agli occhi l’enorme sproporzione tra ciò che la palestina riceve e ciò che alla popolazione arriva in concreto.
    Gibilix dice giustamente che la scelta militare è un disastro, ma lo era anche prima quando hamas ha abbandonato la conferenza del cairo con l’ANP perchè voleva a tutti i costi la guerra, quando Hamasha lanciato la campagna di sterminio dei dirigenti di fatah (più di 100 giustiziati e parecchie decine gambizzati) contrari alla rottura della tregua e alla ripresa del lancio di fiorellini sulla Galilea.
    Quasi nessuno ha parlato di questo, nè in queste circostanza ha affermato che la scelta militare è un disastro. Come sempre lo diventa il quando è Israele che dice basta e si alza a difendere il suo territorio dal terrorismo.
    Infine Gibilix chiediti che sarebbe successo di Israele se non avesse saputo tener testa e sconfiggere gli eserciti arabi che nel 1967 l’avevano attaccata con l’unico intento di cancellarla dalle mappe (che è tutt’ora lo scopo di Hamas). Cosa c’è di tanto “fallimentare” nella scelta strategica di voler vivere e di voler difendere la propria vita nonostante i tuoi simpatici vicini ti vogliano morto e sepolto?

  30. Daniele Minotti dice:

    Però, Carolina, che caratterino ;-)

  31. Roberta dice:

    @ Mammifero Bipede
    la scarsa precisione dei kassam non può diventare una attenuante per chi li lancia, se fai caso anche i sassi sul cavalcavia non sempre centravano le auto di passaggio, ma a nessuno è venuto in mente di dire “beh, ne hanno lanciati 50 ma è morto solo 1 automobilista”…
    Trovi normale giustificare questi lanci quotidiani (da otto anni), verso la sola popolazione civile? Troveresti normale essere usato come scudo umano da fanatici senza scrupoli che preferiscono mettere a repentaglio la vita di concittadini, spesso donne e bambini, pur di combattere il “nemico sionista”?
    La sproporzione dei mezzi era evidente già ai tempi del lancio del primo missile, ma questo non ha fermato i tentativi di strage quotidiani, quindi se ora Israele,per difendere la sua gente, risponde alla guerriglia con la guerra non si può invocare l’handicap come in una partita di golf.

  32. Massimiliano Andreozzi dice:

    Carolina grazie mille per le info.
    Continuo a pensarla come all’inizio. Da decenni assistiamo ad uno scenario paragonabile ai Balcani (vi ricordate Sarajevo?) essendo troppo morbidi con entrambe le parti.
    Israele fa stragi di civili e su questo non ci piove ma gli altri fanno i terroristi e rubano a manbassa traendo profitto da questo kaos. Anche su questo non ci piove.
    Siamo troppo morbidi, sarebbe ora di cambiare registro con tutte e due le parti senza rimanere invischiati nelle solite vomitevoli contrapposizioni stile Porta a Porta.

  33. Daniele Minotti dice:

    Gia’, Andreozzi: si chiama equidistanza per la pace.
    A meno che qualcuno non voglia continuare a giocare a Risiko, peggio a scommettere su chi vince.

  34. Gabriele dice:

    Nulla giustifica le gli atti terroristici contro i civili perpetrati da Hamas e da Israele ma non si puo’ non notare la sproporzione fra quel che fa Hamas e quel che fa Israele. Il secondo dovrebbe coinvolgere l’ONU ma preferisce massacrare regolarmente da decenni intere generazioni palestinesi salvo poi lamentarsi se subisce attacchi e violenze.

    La strada per la pace si percorre imponendo a Israele di cambiare registro, non limitandosi a pretendere la cessazione delle violenze da parte del fondamentalismo palestinese.

    Purtroppo cio’ sara’ sempre difficile se a ogni critica verso Israele si frappongono veti USA e accuse di antisemitismo.