Il 26 dicembre nel pomeriggio ci accorgiamo che lo scaldabagno non funziona più e perde acqua. E’ venerdi. Alle 17.55 quasi per sfizio chiamo il numero verde della società che cura la manutenzione della mia caldaia. La voce registrata mi dice che la reperibilità festiva termina alle 18. Dopo un attimo mi rispondono e il tecnico si dice disponibile a venire a dare una occhiata. Rispondo che è solo l’acqua calda, che lui sta smontando e che possiamo aspettare. Ok mi dice, allora domani mattina alle 8.30 (sabato mattina di un ponte festivo) veniamo. Alle 8.30 del sabato mattina il tecnico suona il campanello di casa, apre la caldaia, lavora un paio d’ore esce per andare in magazzino a cercare il pezzo di ricambio (il magazziniere è in ferie). Torna, si scusa dicendo che purtroppo il pezzo non c’è. Ci aggiorniamo a lunedi. Lunedi mattina alle 9 chiama la segretaria della azienda di assistenza, ci informa che hanno cercato il pezzo anche nei magazzini nelle città vicine ma che purtroppo non l’hanno trovato. Dovremo ordinarlo alla casa costruttrice e considerato il periodo festivo potrebbero volerci una decina di giorni. Ora, mi dice, le mandiamo un tecnico che le sostituisce la sua caldaia con una delle nostre in attesa che arrivi il pezzo per riparare la sua. Dopo un’ora il tecnico arriva, smonta il nostro scaldabagno bucato e ne monta uno di emergenza. Abbiamo l’acqua calda di nuovo in attesa che arrivi il pezzo di ricambio. Quando arriverà, la ditta di manutenzione smonterà il suo scaldabagno e rimonterà il nostro. Costo di tutta l’operazione (tutta) zero euro. Pagheremo solo il pezzo di ricambio che non è compreso nel nostro contratto di manutenzione. La ditta in questione si chiama Climatek e sono velocissimi e gentili anche fra Natale e Capodanno: ci tenevo a scriverlo qui.
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dicembre 30th, 2008 at 22:11
Ci tenevi a scriverlo e hai fatto bene.
Quando ho iniziato a leggere il post, temevo la solita malavventura italiana e invece no.
Bene cosi’, anche per quelle *piccole* cose che si chiamano *scaldabagno*.
dicembre 30th, 2008 at 22:27
Sì sono bravi e gentili, una volta mi è capitata una cosa simile sempre con loro.
dicembre 30th, 2008 at 23:11
Grazie per la segnalazione! Hai fatto bene, benissimo a segnalare questo episodio. :-)
dicembre 30th, 2008 at 23:33
Ok , è tutto molto bello e commovente, ma resta il fatto che un pezzo di ricambio DI UNO SCALDABAGNO (non un’astronave o un batiscafo ) non è disponibile in un centro assistenza e per averlo ci vogliono 10 giorni dopo aver cercato in due magazzini (locale e provinciale).
E questo non è bello, per niente.
dicembre 30th, 2008 at 23:43
Altra bellissima storia, dell’anno scorso:
http://www.marinfaliero.net/2008/10/aquafil-dei-fratelli-bonazzi/
dicembre 31st, 2008 at 01:10
@Pampurio
Purtroppo e’ normale. Capitata cosa molto simile ai miei vicini di casa che sono venuti un po’ in Riviera portando le bimbe (una di qualche mese…).
Costretti ad affittarsi un appartamento in attesa del pezzo, dopo la Befana.
dicembre 31st, 2008 at 03:17
Io lavoro nel settore.
Se vuoi per bilanciare ne racconto cento (almeno) negative… ;-)
dicembre 31st, 2008 at 16:40
Bravo, beato te. A mio padre – 78 anni – l’autunno scorso si ruppe la stufa De Longhi, unica fonte di riscaldamento della casa. Dopo ripetute telefonate (e temendo una bolletta della luce stratosferica, dovuta all’uso delle stufette elettriche per ottenere un po’ di riscaldamento, la storia si svolge in una città alpina) finalmente a dicembre l’assistenza venne a ritirare la stufa rotta. Dopodiché, non tornò più indietro. Il più delle volte al telefono non rispondevano, ma se lo facevano dicevano (lanzi, o ripetevano come un mantra) che stavano aspettando il pezzo. Scrissi alla casa-madre, mi chiese a quale centro di assistenza si ero rivolto (come se tutto questo avvenise a New York e non in una cittadina di provincia). Fecero le loro indagini, mi risposero qualcosa di inutile che non ricordo. Mi rivolsi al centro assistenza consumatori, noto per la sua efficienza: le cose rimasero invariate. Alla fine hanno chiamato credo attorno a maggio dicendo che il pezzo era arrivato. Nel frattempo, ovviamente, avevamo acquistato un’altra stufa.
Sono arrivato alla conclusione che nel sistema attuale semplicemente quando le cose si rompono non devono essere riparate. Del resto, ricordo di avere sentitio un noto economista esprimersi proprio in questi termini: “Vi ricordate gli anni 70, quando si mettevano le toppe sui gomiti e le ginocchia quando i vestiti si consumavano”. Lo ricordava come una iattura.
Dimenticavo di dire che la stufa rotta non è mai stata restituita.
dicembre 31st, 2008 at 16:45
beh io sempre a forli ne ho trovato uno che mi ha detto testuali parole:” non conviene cambiare il pezzo costa duecento euro ed e’ solo un rele’ saltato… se vuoi ripararlo da solo devi sbazzare e cercare di sostituire il rele’”
al mio si mi ha chiesto solo la chiamata e mi ha fatto vedere il rele’ rotto… ma che lui non ci si metteva nemmeno a ripararlo…
ho smontato il pezzo, sono andato alla radioforniture, preso rele’, portato da un riparatore di elettrodomestici che mi ha sostituito il rele’, rimontato va perfetto
totale spesa riparazione rele’: 12 euro! e sicuro se mi arrangiavo ne spendevo solo 2 :D
costo scheda da sostituire 200 + iva e montaggio (piu scheda rotta indietro, cosi glielo cambiano loro il rele’ ehehehe)
dicembre 31st, 2008 at 18:39
Se arriva davvero la crisi si tornerà a riparare le cose.. per il semplice motivo che non ci saranno i soldi per comprarle nuove.
Ho già visto aprire qualche bottega di “riparazione di calzature”..
dicembre 31st, 2008 at 18:48
In altri tempi, proprio stasera, lo scaldabagno rotto sarebbe stato buttato dal balcone…
In ogni caso, il ministro Bondi sarebbe contento della pubblicazione di questa storia a fin di bene.. :)
Auguri a tutti gli uomini di buona volontà.
dicembre 31st, 2008 at 18:49
ma io penso che oramai la politica della sostituzione a tutto spiano e’ assurda… cioe’ per una scheda integrata da 200 euro piu iva e un rele’ da 2 euro e’ assurdo cambiare tutta la scheda dai….
per la serie vedi le cartucce delle stampanti, stesso (anzi peggio) spreco assurdo!
dicembre 31st, 2008 at 20:37
E’ bello sapere che ci sono casi come quelli raccontati nel post e nei commenti. La correttezza e la gentilezza a mio parere pagano sempre, nel lungo periodo, ed è giusto (ed utile) scambiarsi queste impressioni positive.
gennaio 3rd, 2009 at 10:01
[...] Piccola storia nobile [...]