24
Nov

Facebook ha offferto 500 milioni di dollari per acquistare Twitter e l’offerta e’ stata rifiutata. In realta non si trattava di soldi-soldi ma di azioni Facebook che sono notoriamente stravalutate. In ogni caso i cinguettatori hanno risposto picche.

(via The Contrarian)

16 commenti a “Cip cip cip”

  1. onan dice:

    Proprio oggi mi chiedevo che senso abbia ancora Twitter per coloro che usano Facebook. Vedo che in molti continuate ad usarli entrambi.

  2. massimo mantellini dice:

    non lo e’ infatti

  3. Marin Faliero dice:

    Sono proprio un provinciale.
    Non sapevo (ma neanche immaginavo) che Facebook fosse quotata in borsa

  4. dotcoma dice:

    quindi, hanno offerto a twitter 1/30 – alla valutazione di 15 miliardi di dollari per FB che solo quel fenonemo di Ballmer avrebbe potuto accettare – delle perdite di facebook? Se i costi di twitter sono più o meno sotto controllo, secondo me hanno fatto bene a dire di no!

  5. spider dice:

    Se Facebook da SN dovesse diventare LA piattaforma di single signon che potenzialmente può diventare, quella valutazione sarà  pure sottostimata…

  6. dotcoma dice:

    single sign-on di cosa, esattamente?

  7. alessandro longo dice:

    Sarà  difficile che lo diventi, OpenID è molto più forte. Ne scriverò appunto questo giovedì su Nova…

  8. simone dice:

    Giustissimo.

  9. dotcoma dice:

    o, se fossero davvero interessati alla cosa, e ammesso (e non concesso) che vi siano soldi da fare dall’essere “il single sign-on”, GMail stessa potrebbe diventarlo, sanza contare che Passport/Live vorrebbe farlo, e che, anche se non ce la faranno mai, hanno comunque una fetta di Facebook, e non so come vedrebbero un tentativo in tal senso da parte di Facebook…

  10. Fabio Metitieri dice:

    Scusate, ma una cosa sono i sistemi di single sign on, piu’ o meno professionali, da Passport,che credo sia stato il primo, passando per le architetture standard che aveva promosso Sun per i sistemi piu’ complessi, e fino a quest’ultimo OpenId (che secondo me ha zero possibilita’ di successo).

    Altra cosa sono ambienti come MySpace o Facebook, che non sono degli *strumenti* per il single sign on ma degli *ambienti* che stanno cercando di portare al loro interno tutte le funzioni possibili e immaginabili, in modo che l’utente vi resti sempre connesso e consumi la maggior quantita’ possibile di pubblicita’.

    Longo, sono molto curioso di sapere cosa hai scritto. Mi manderesti il tuo pezzo, pls?

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  11. Reloaded dice:

    se volete anche io metto in vendita 500 milioni delle azioni del mio blog!
    chi offre?

  12. Massimo dice:

    Io. Ti pago con 750 milioni delle azioni del mio.

  13. spider dice:

    Single sign-on di cosa? Di tutto! Con il grosso enorme vantaggio rispetto agli altri sistemi di avere identità  più complete ma soprattutto reali.

    Facebook ha un enorme database di identità  digitali che volontariamente si sono iscritte con nome e cognome.
    Certo, è possibile inserire dati falsi, ma trasformare il sistema di amicizia di Facebook in un sistema di trust per cui altre persone ti confermano l’identità  che dichiari è semplice e gli utenti non devono nemmeno capire come funziona, per usarlo efficacemente. Se lo ricorda qualcuno il web of trust?
    OpenID, Google account, il vecchio Passport, non garantiscono l’identità , danno solo la comodità  di potersi ricordare un solo nome utente e una password per registrarsi in più siti.

    Non è detto che siano le intenzioni di Facebook, ma sono cose che Facebook potrebbe abilitare senza per questo snaturare la sua funzione di social network. Facebook ha le potenzialità  di diventare un gestore di identità  digitali come finora nessun altro servizio ha potuto.

    Tutto questo IMHO, ovviamente.

    Lorenzo Lazzeri

  14. dotcoma dice:

    Ciao Lorenzo,

    sì, potenzialmente. Anche se “web of trust” è una espressione che usavamo (a torto, magari, mi dirai) a ciao|com già  nel 2000 (copiata da Epinions.com, of course), parlando delle persone delle cui opinioni (su prodotti e servizi) ti fidavi. E, comunque, non capisco come fai i soldi, con questa cosa, e, soprattutto, come ne fai abbastanza da giustificare una valutazione della tua azienda a quota 15 miliardi di dollari.

  15. Fabio Metitieri dice:

    Lazzeri, da Friendster in poi (con i fakester, e con account falsi che venivano persino generati da un programmino automatico) creare identita’ false e’ stata la norma piu’ che l’eccezione.

    Anche su Facebook, stanno cercando di individuare e cancellare gli account fake, ma… ti renderai conto che su 150 milioni di utenti e senza alcuna reale verifica dell’identita’, e’ impossibile.

    Laonde, a parte il fatto che io amo che i termini siano usati correttamente, e un single sign on e’ un single sign on e non un Social Network che potrebbe fungere da “garante” di un’identita’, questo ruolo di garanzia, per Facebook, non lo vedo proprio possibile.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  16. spider dice:

    Va beh, sicuramente sbaglio e avete ragione voi.
    Al posto di Gino Facebook però io penserei a cosa farci con tutte quelle identità  digitali, oltre a fornirle di cazzatelle e pubblicità  quasi mai mirate. ;-)