
Sono stato invitato ad una strana conferenza multipla che prende il nome di Nanosocial. L’evento, che si terrà a fine mese, sarà il secondo della serie (il primo esperimento del genere si è tenuto ad Assisi nel settembre scorso). L’idea sarebbe quella di riunire per un weekend un gruppo ristretto di persone in un unico luogo dove ciascuno terrà una microconferenza (19 minuti) su un argomento che gli sta a cuore. Non esiste alcuna preclusione sui temi da portare in discussione. Ad ogni breve conferenza seguirà una discussione della medesima durata. I nanosocial, esattamente come i barcamp, altra forma di conferenza alternativa che in questi anni ha riscosso grande successo in tutto il mondo, rispondono a molte differenti esigenze. La prima è forse quella di definire, con parole nuove, cosa sia e come funzioni comunicare la conoscenza. (continua)



Novembre 22nd, 2008 at 03:13
Mantellni, ogni tanto, sul serio e senza offesa, mi chiedo, quando raramente ti leggo, se ci credi veramente, a quello che scrivi, oppure se dovevi consegnare un pezzo, non avevi tempo, e hai buttato giu’ le prime due beataggini che ti sono venute in mente.
Scritte anche peggio e piu’ noiosamente del solito, tra l’altro e se e’ possibile.
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 22nd, 2008 at 07:38
Nel mio mondo si chiamano “seminari”; sono una forma di trasmissione orale del sapere che risale probabilmente alla Grecia del V secolo A.C.; dove se non ricordo male non c’era la banda larga e anche la fibra ottica era pochissima :D
Novembre 22nd, 2008 at 11:13
Concordo con anonimo e non capisco la novità dove stia se non nel bizzarro numero di invitati (19) e nella bizzarra durata degli interventi (17 minuti) cose che sembrano proprio fatte per sembrare, alle menti più semplici, nuovi e diversi!
A me francamente ricordano la scuola di atene o i vecchi cari raggi di Gioventù studentesca.
bob
PS appena ho un po’ di tempo ve li racconto nel blog)
Novembre 22nd, 2008 at 11:39
Posso dirlo?
Nano-minchiate, imho.
Novembre 22nd, 2008 at 12:27
Seminari mi pare una parola grossa…
Pare più il circolo della canasta dei soliti quattro noti pseudo-esperti della rete.
Novembre 22nd, 2008 at 12:38
Certo che Nova 24, ormai… vai con le mode e contenuti seri zero.
Comunque, dimenticavo: Mantellini, guarda che l’esempio dello Speaker’s Corner, nella letteratura dedicata a Internet, e’ sempre usato in modo negativo, non come qualcosa verso cui trotterellare felici. Ma che libri leggi, tu? Anzi, leggi dei libri, ogni tanto, dei saggi seri sulla Rete, o solo qualche blog?
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 22nd, 2008 at 13:00
Ma quello del primo nano-social che fa nano-nano con la manina dove lo avete trovato?
La prima è forse quella di definire, con parole nuove, cosa sia e come funzioni comunicare la conoscenza.
Mante, ma quanto in basso pensi di poter ancora scendere?
Novembre 22nd, 2008 at 13:45
Anche quella in cerca dell’orgia è un vero spettacolo…
Novembre 22nd, 2008 at 14:12
Questo post mi sembra puro nonsense
Novembre 22nd, 2008 at 14:23
Orgia? Dove si parla di orgia? Mi e’ sfuggito.
A me, le parti che ho amato di piu’ in questo articolo, quelle che penso che siano vera poesia sulla formidabile filosofia Web 2.0, nonche’ un esempio di giornalismo di “alto profilo” (come direbbe Parrella) sono questi:
“Si sfrutta il passaparola per esempio per la composizione dei gruppo, visto che il meccanismo di selezione degli invitati rimanda al concetto di vicinato, molto caro al mondo dei blog. La rete sociale è il terreno fertile dal quale si estraggono le competenze dei singoli, scommettendo sui contributi di persone che hanno con noi una forma di legame già noto ma che non e’ necessariamente quello atteso.
Dentro questo schema l’argomento di discussione non è più così importante”
Ecco: come si diceva una volta, l’importante e’ esserci invitati. E che ci sia un buon buffet con il sushi. Poi, sull’argomento, bo’.
E poi:
“Esisteva un motore culturale immobile (o quasi) dove gli esperti erano sempre gli stessi (o quasi)”.
Oh. Oggi tutto e’ cambiato. Ai convegni Web 2.0 abbiamo Mantellini, De Biase, Granieri, Valdemarin, e poi anche Mantellni, De Biase, Granieri, Valdemarin, e forse anche Luca Conti, e poi Dainesi, magari qualche volta D’Ottavi. Ma poi, al convegno dopo, abbiamo Mantellni, Granieri…
;-)
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 22nd, 2008 at 14:25
L’articolo l’ho letto su Nova stamattina, ricevuto in omaggio al RomeCamp, che ho accannato a metà per sopraggiunta noia mortale ed orticaria da invadenza di sponsor.
Era il mio primo BarCamp, e spero anche l’ultimo.
Evito di infierire su tutto il resto, ma più per mancanza di tempo e voglia che di argomenti.
Novembre 22nd, 2008 at 15:05
Esperimenti di fancazzismo in salsa web 2.0.
Oh, ma quanto ci stiamo divertendo, eh…
Roba da neuro-deliri…
Novembre 22nd, 2008 at 15:54
Carla , ma per favore…. Non e’ che si possono mettere in giro link simili senza avvertire, dai, ma che schifo. Passi lo splatter, pero’…
O almeno aggiungi: solo per adulti e con stomaci forti, e lontano dai pasti.
Perche’ insomma, passi tutto, passi anche Conti, ma sentir dire che e’ ora che “la blogosfera riporti le opinioni ai luoghi”, dai… non e’ umanamente ecosotenibile.
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metiiteri
Novembre 22nd, 2008 at 16:15
I post con i migliori commenti vengono subito obnubilati.
Non è bello.
Novembre 22nd, 2008 at 16:25
Si’, certo, anonymous. E’ una precisa tattica di Mantellni, da anni.
Quando non puo’ censurare (che rimane la sua pratica preferita), non appena le critiche nei commenti raggiungono livelli ritenuti emotivamente dannosi per il suo ego ipertrofico (e per la sua reputazione, intesa nella definizione granieriana del termine), allora via, si sfornano tre, quattro, o cinque post.
Su cosa non ha importanza, basta che le cose brutte scivolino in fondo.
Ma mi stupisce che tu lo noti soltanto ora, perche’ e’ una cosa che noi mantellinogi abbiamo discusso gia’ da diversi anni, in numerosi barcamp e ultimamente anche in qualche nanosocial.
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 22nd, 2008 at 18:14
Metitieri,
visto che commenti piu’ volte ogni post mi pare evidente che le cose brutte non scivolano mai in basso, qualsiasi cosa io scriva. Quanto al fatto che in questo post ci siano i “commenti miglori” come ha scritto l’anonimo poco sopra, ne convengo. Il mio preferito e’ quello di Metitieri quando scrive “quando raramente ti leggo”. Detto da uno che passa la sua vita su questo blog e’ una affermazione meravigliosa.
Novembre 22nd, 2008 at 18:43
Mantellini, non vorrei mai darti un dolore, ma… si’, ti leggo solo quando ti commento. Altrimenti passo mesi scorrendo solo i tuoi titoli in feed e senza mai aprire il tuo blog.
Mi dispiace, cerca di fartene una ragione, e perdonami, se puoi…
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 22nd, 2008 at 20:01
Tempo qualche annetto e passerete al nonnosocial.
Novembre 23rd, 2008 at 08:54
eddai fabio “ti leggo solo quando ti commento” non vuol dire una cippa.
Novembre 24th, 2008 at 04:27
Lockone, sai l’ìtaliano?
Ho il manteblog nei feed. Mi arrivano i titoli e qualche riga. Per mesi, avendo altro da fare o trovando i post irrilevanti, scorro i feed e cancello. Il Manteblog non lo apro mai.
A volte, decido di commentare; allora apro una pagina di firefox e la tengo aperta. Sempre.
Anche in questi casi, comunque, dei post che ritengo irrilevanti, tra i boxer, tutte le esternazioni politiche (che il mio verduriere sotto casa ne fa di molto piu’ interessanti), i pareri da vero esperto di tecnologie, tipo sul restyling del Financial Times o di Gmail (che insomma… se solo conosci tre persone che su queste cose studiano e lavorano per mestiere, o ci fanno ricerca, Mantellini e’ la brutta copia, un gradino piu’ sotto, di Barbareschi che parla di Universita’), non leggo nulla. Scorro e ignoro.
Di fatto, leggo solo i commenti dove sto commentando. E in realta’ leggo gli altri commentatori, mica Mantellini. Perche’ se qui ci fosse solo Mantellini, io qui proprio non ci sarei.
Ti e’ chiaro o devo trovarmi un’interprede per il braille?
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 24th, 2008 at 04:33
Comunque, "sir squonk", se ti rode per il fatto che dopo che Mantellini ti ha magnificato come grande analista di conversazioni in Rete (lo appoggi sempre: un grado di separazione, che basta e avanza per meritarti le sue lodi), io ho prima chiesto (senza risposte) e poi detto che insomma, i tuoi sono discorsi campati in aria, ma va bene, parliamone, se vuoi.
Del resto, io l'ho chiesto, se sapete o no quali sono le politiche di conservazioni dei dati in Twitter & C. Mi hai risposto? Le conosci?
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 24th, 2008 at 09:59
fabio, voglio dirtelo chiaro e forte: tu mi piaci. pure quando mi maltratti e mi pigli a pesci in faccia, pure quando mi insegni l’italiano (un interpreTe con l’apostrofo? spero sia carina).
stai diventando il mio mito, quasi quanto il mante – e pensare che ti credevo solo un trombone. storie, sei un grande.
cio’ detto, sul punto resti contraddittorio. besos.
Novembre 24th, 2008 at 14:48
Lockone, non insisto con le spiegazioni su come NON leggo il Manteblog. Pero’ tu su come i dati siano o no effimeri in Twitter non hai detto nulla…
E i besos tienteli, perche’, appunto, io se dovessi cercare un’interprete la cercherei al femminile.
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Novembre 25th, 2008 at 08:22
Devo dire che intervenire cosi’ tanto su un blog ed affermare di non leggerlo è un tantinello patetico e quasi surreale.
Metitieri è ovvio che tu lo leggi anche se ti stai nascondendo dietro il grissino di un ragionamento contorto!
Io per esempio spesso non sono d’accordo con quello che massimo scrive ed allora intervengo perché inetrvenire per dire che sei d’accordo mi pare stupido e poco costruttivo, ma leggo il blog perché lo trovo interessante.
Dai dillo che lo leggi, fai un bell’outing che magari diventi meno acido persino tu!
bob