Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Qualche giorno fa sono stato a Milano alla presentazione di Wired Italia. La versione italiana del famoso mensile americano sarà nelle edicole nel mese di Febbraio, seguita a distanza di pochi mesi dalla presentazione della versione inglese che inizierà le sue pubblicazioni in aprile. Wired, per chi si occupa di tecnologia, ha rappresentato negli ultimi 15 anni molte cose assieme. Intanto lo sviluppo di un modello non solo comunicativo: dentro una rivista patinata e graficamente molto curata convivevano con leggerezza contenuti pesanti, lunghe interviste, pagine dedicate ai gadget tecnologici e pubblicità. Specie quest’ultima. Ricordo che se c’era una cosa che mi colpiva quando sfogliavo Wired negli anni 90 era questa commistione positiva fra contenuti ed inserzioni. Ripensandoci ora la possibilità che un certo approccio tecno-libertario a tematiche di spessore potesse convivere con un formato editoriale e grafico da rivista upper-class era forse una di quelle contraddizioni che rendevano Wired tanto affascinante. (continua)

40 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Paola dice:

    Posso scommettere? secondo me non mangiano il panettone (quello del 2009).

  2. massimo mantellini dice:

    ci sto Paola, quanto scommettiamo? ;)

  3. esaù dice:

    Paola, innanzi tutto bisognac onsiderare che l’editore e’ forte e in grado di raccogliere pubblicita’.

    Ma le domande essenziali sono due:
    Qual è il break even, 30.000 copie mensili?

    Quanta gente lavora in redazione e quanto pagano i pezzi dei collaboratori?

    Con questi dati, forse, si puo’ fare una previsione.

  4. Marco dice:

    Io non sono d’accordo sulle possibilità  del cartaceo e l’assenza di un piano concreto per una versione online che sia realmente alternativa al cartaceo è quanto di più conservatore e deleterio si possa vedere.

    Inoltre se non ci prova qualcuno come condé Nast a dettare nuove regole per la raccolta pubblicitaria online in Italia in occasioni come queste, chi deve farlo?

    La Condé Nast si adatta ad un sistema e ritiene che in Italia per massimizzare i profitti si debba andare sul cartaceo. Ancora una volta non ci sarà  vera intrapresa ma adattamento al sistema. Con risultati però molto dubbi…

    In soldoni, il modello di business è quanto di più trito e ritrito si possa vedere.

    Spero di sbagliarmi ma credo che sarà  così.

  5. dotcoma dice:

    c’è anche da dire che non è che sull’online siano fortissimi (si veda il sistema di commenti di wired.com), quindi…

  6. Fabio Metitieri dice:

    Marooo’, che sviolinata… Non una sola critica, non un solo commento sul progetto (ma esiste un progetto?)

    E poi, tanto per mettere le mani avanti, si inizia a lodare la “commistione positiva fra contenuti ed inserzioni”.

    Mantellini, che cosa intendi esattamente? Ricordandoti che sulla carta non c’e’ AdSense e non puoi piu’ di tanto legare la pubblicita’ al contesto o al tipo di lettore, guarda che il giornalismo per anni si e’ vantato di essere capace di tenere ben separati i contenuti dagli interessi pubblicitari.

    Un vanto, tra l’altro, che proprio tu hai sempre contestato come non vero. E adesso ci racconti che invece e’ un bene? Anzi, a dire il vero hai sempre sputato per la pubblicita’, salvo quella che fai tu del tutto gratuitamente (o cosi’ dici).

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  7. Anonymous dice:

    “Questa commistione positiva fra contenuti ed inserzioni”

    “Formato editoriale e grafico da rivista upper-class”

    “spazi inediti di racconto”

    “simili iniziative possono fare da utile volano ad una nuova consapevolezza sulle tecnologie”

    Cosa non si scriverebbe pur di sperare in una collaborazione con una rivistina glamour patinata: messa così pare la Vanity Fair della tennologia.

    Ma che tristezza… ;-)

  8. lunar dice:

    se il buongiorno si vede dal mattino… dallo stesso editore:

    * Vogue
    * W
    * style.com
    * Glamour
    * Allure
    * Self
    * Teen Vogue
    * GQ
    * Details
    * Men’s Vogue
    * men.style.com
    * Architectural Digest
    * Brides
    * Modern Bride
    * Elegant Bride
    * Brides.com
    * Lucky
    * Domino
    * Cookie
    * Golf Digest
    * Golf World
    * Vanity Fair
    * Gourmet
    * Bon Appétit
    * epicurious.com
    * Condé Nast Traveler
    * concierge.com
    * Wired
    * Wired.com
    * Condé Nast Portfolio
    * Portfolio.com
    * The New Yorker

    non vedo l’ora :)

  9. Fabio Metitieri dice:

    Ok, allora si chiamera’ Wired Fair, o Wired Golf Digest. Che male c’e’?

    E io gia’ immagino il servizio – del tutto indipendente dalle pagine redazionali sulle nuove collezioni della primavera, ovvio – su come deve vestirsi il vero bloggher influente.

    Oppure sui look diversi: il bloggher camp da barcamp, il bloggher gessato da convegno, il bloggher casual da Colazione da Wired, il bloggher anni ’70, per parlare agli studenti, il bloggher firmato da sfilata, come Giuditta…
    ;-)

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  10. Roberto Dadda dice:

    Massimo ma tu quando dici “Questa commistione positiva fra contenuti ed inserzioni” seriamente pensi che l’oramai antica pratica del “publiredazionale” inventato da Fontanesi, storico direttore di Condè Nast in Italia, sia positiva e minimamente in linea con il concetto di giornalismo diffuso e di libertà  della rete?

    A me pare bizzarra questa cosa…

    dadda

  11. massimo mantellini dice:

    Dadda,
    hai capito male. Intendevo dire che c’era una grafica complessiva organica che univa pubblicita’ ad articoli e che questo mi colpiva. L’unica cosa un po’ bizzarra e’ che tu capisca sempre male, ma sara’ certamente colpa mia ;)
    saluti.

  12. Giacomo Brunoro dice:

    L’idea di investire in un prodotto cartaceo, e per di più che puntando sulla tecnologia, mi sembra fuori da ogni grazia di dio, una vera e propria contraddizione in termini.

  13. echesi dice:

    Ma l’idea che qualcuno ami ancora leggere sulla carta e s’interessi di un punto di vista alternativo agli aggregatori vi pare così balzana? Vabbé ora spengo il pc e mi stendo in poltrona con Internazionale

  14. Roberto Dadda dice:

    Massimo vedi se tu seduto nella redazione della casa editrice che ha inventato, almeno in Italia, il publiredazionale mi parli di “commistione positiva tra CONTENUTI e INSERZIONI” francamente pensare che ti riferisca alla grafica è un poco arduo come ragionamento!

    bob

  15. Anonymous dice:

    Diciamola tutta… qua Fabio e Dadda l’hanno detta giusta…

    che sviolinata veramente…

  16. Fabio Metitieri dice:

    “L’unica cosa un po’ bizzarra e’ che tu capisca sempre male, ma sara’ certamente colpa mia”

    E, Mantellini, che vuoi farci. Tu e Berlusconi, in Italia, siete sempre male interpretati dagli altri. Fondate un club.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  17. Anonymous dice:

    “Intendevo dire che c’era una grafica complessiva organica che univa pubblicita’ ad articoli…”

    appunto, in modo da renderli per quanto possibile indistinguibili.
    La commistione di cui si diceva…

    Mante, le parole in lingua italiana hanno, tuo malgrado, un preciso significato:

    De Mauro

    com|mi|stià³|ne

    2 TS dir., mescolanza di cose appartenenti a diversi proprietari, così da formare un unico oggetto

  18. frap1964 dice:

    Certo che contano di vendere parecchio in edicola, visti gli sconti consistenti che praticano per gli abbonamenti. ;-)

    Wired in abbonamento

  19. spider dice:

    frap1964, mi sa che invece contano di vendere molta “commistione” :-D

  20. Fabio Metitieri dice:

    Be’, Lazzeri, d’altronde, a differenza dei giornalisti i bloggher nella commistione sono bravissii e senza alcuna remora.

    Di esempi ne abbiamo gia’ visti parecchi. Dalla campagna virale su Wii Fit voluta da Luca Conti, a cui tutti hanno aderito, Mantellini compreso (che non l’aveva), agli articoli di Mafe de Baggis su Punto Informatico che da mesi pubblicizzano la sua abilita’ di consulente di marketing on line, per aprire la strada al corso che ha orgnaizzato con Apogeonline, e fino a questa smaccata pubblicita’ a Wired Italia, fatta da Mantellini (e altri) per spingere un prodotto per cui vorrebbero lavorare…

    Vedrai, sara’ una bella commistione, fatta proprio bene. Ed e’ il citizen journalism, bellezza: basta con la pubblicita’, via con le commistioni 2.0.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metiiteri

  21. Alberto dice:

    C’è il tempo dello schermo e il tempo della carta. Ritmi diversi. Bisogna vedere quanti hanno tempo per la carta.

  22. Daniele Minotti dice:

    @Metitieri
    Sulla pubblicità  del Mantellini (visto che son stato interessato col Minottino) devo confermarti che è gratuita.
    àˆ normale, tra amici, farsi cortesie senza rapporti sinallagmatici (e vai col legalese).
    Daniele Minotti

  23. Fabio Metitieri dice:

    Minotti, hai letto Economia della felicita’ di De Biase? O Wikinomics, di Tapscott e Williams?

    Leggili, poi forse riparliamo di cosa significa “gratuito” e “tra amici”. Perche’ anche nella loggia P2 erano tutti solo amici, no?
    ;-)

    Battute a parte, l’amicizia mi sta benissimo, per carita’. Finche’ rimane amicizia e basta.

    Quando diventa un sistema di produzione e viene teorizzato come tale in piu’ testi, no.

    Piu’ in piccolo, quando per i legami di amicizia si falsificano le informazioni, in un ambito in cui si gioca sulla fiducia come valore, come sta capitando in certi pezzi di blogosfera Vib, di nuovo, no, non ci siamo, non e’ accettabile.

    Poi insomma, ancora piu’ nel microscopico: il fatto che Mantellini ti abbia pubblicizzato il Minottino ti spinge a non criticarlo mai, per riconoscenza, e anzi a intervenire in sua difesa quando e’ in difficolta’. Come ora, appunto. Per me gia’ questo e’ scorretto, ma mi rendo conto di avere un modo di pensare molto particolare, su queste cose. Forse perche’ faccio il giornalista e non l’avvocato.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  24. frap1964 dice:

    I cosidetti “spazi inediti di racconto”… :-D

  25. Daniele Minotti dice:

    Mah… Personalmente, in passato, ho espresso le mie opinioni sul Mante-pensiero, anche negative.
    Ritenevo moralmente doveroso smentire le tue – neppure tanto sottili – illazioni. Dovevo racontare una balla per compiacerti?

  26. Fabio Metitieri dice:

    Minotti, parli con me? E quale sarebbe la domanda?

    In compenso, io ti ho chiesto se hai letto due libri o no. W non hai risposto. Delle tue opinioni su Mante non ho detto o chiesto nulla.

    E quali mie illazioni avresti smentito? Io ho fatto solo ragionevoli e ovvie osservazioni sul funzionamento delle amicizie.

    E di tue critiche a Mantellini, no, negli ultimi due anni non mi pare proprio di averne viste. Siete pappa e ciccia, ormai, guarda caso da dopo che ti ha pubblicizzato il minottino, con Mantellini che scrive dichiarazioni di amore del tipo: Minotti, che e’ un vero amico…

    Allora, cosa cercavi di dirmi? E ma che palle, tra l’altro, questa gente che non sa comunicare.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  27. Anonymous dice:

    Oooops… lapsus, Minottino?

  28. Fabio Metitieri dice:

    eheheheheehhe….

    Minotti, non so chi sia stato, io giuro che non ci avevo mai pensato, ma mi sa che mo’ mignottino te lo becchi, e ti restera’ attaccato per un bel pezzo… dai, che ti dona.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  29. frap1964 dice:

    @anonymous
    Il lapsus freudiano è meraviglioso. :-D

    Comunque si tratterebbe di spazi inediti (e gratuiti) di racconto del diritto delle tecnologie per non iniziati.
    Un po’ pesantuccia come lettura, ma a caval donato non si guarda in bocca; e in certi casi può tornare utile come bignamino del Minotti.

  30. Daniele Minotti dice:

    @Metitieri
    Beh, sul mignottino sono il primo a scherzare. Sapesse quanto me l’hanno menato da ragazzino… E pensa che ho proprio scelto di non scrivere tantissimo… veniva fuori il mignottone…
    Insomma, arrivate con qualche anno di ritardo…
    Quanto al resto, io leggo molto poco (tranne testi giuridici), mi spiace, sono un ignorante e tale rimarro’.
    E circa le mie opinioni su quello scrive, evidentemente l’eta’ inizia a farti strani scherzi. Succedera’ anche a me, o forse gia’ mi succede.
    Sulle illazioni il *o cosi’ dici* lo e’, chiaramente. Se, poi, non credi che quella pubblicita’ al Minottino sia gratuita, e’ un problema tuo, non mio.
    Se, infine, dice che sono un amico, mi fa piacere e vorra’ dire che me lo merito anche. Sempre meglio che un vaffa, no?

  31. Daniele Minotti dice:

    Massimo, potevi lascire il commento anche se ti sara’ sembrato offensivo.
    Non mi sembra neppure originale. Fa ridere Metitieri e frap, fatti i tuoi conti…

  32. Valeria Loretti dice:

    Sinceramente, lasciando perdere eventuali secondi fini nascosti della sviolinata di Mante (la dietrologia non mi appassiona), trovo l’idea di uscire su supporto cartaceo buona.
    Poco più di un mese fa infatti, all’Innovation Circus a Milano, si discuteva proprio della difficoltà  di far entrare nelle procedure di molte aziende (specialmente quando si tratta di micro e piccole realtà ) la “tecnologia”. C’è ancora diffidenza da un lato e sottostima (roba “per smanettoni con molto tempo libero”)dall’altro, atteggiamenti che denotano un’ignoranza di fondo. Quindi ben venga la cara vecchia carta se, come un moderno cavallo di troia, apre le strade alla tecnologia. Nòva docet!

  33. Fabio Metitieri dice:

    Scusa, Loretti, tanto per sapere, sei una PR di professione?

    Minotti, non te la prendere, a me mi chiamavano molto peggio, da piccolo. Ognuno ci abbiamo le sue croci, ma si sopravvive. e comunque si’, mi fa ridere.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metiiteri

  34. Daniele Minotti dice:

    @Metitieri
    E come ti chiamavano?

  35. frap1964 dice:

    Ok ragazzi, basta così.
    C’è un topic, ma soprattutto ormai son partiti i classici due post di rapido scivolamento in basso. ;-)

    Alla prossima.

    P.S. A me che la mitologia ha sempre un po’ affascinato era venuto in mente anche il Minotauro, ma dare implicitamente del cornuto a un avvocato penalista non è bello, può essere rischioso e in ogni caso non sarebbe proprio nel mio stile. ;-)

  36. Daniele Minotti dice:

    @frap
    Minotauro? Arrivi tardi anche con quello (eppoi, io non l’ho mai inteso come cornuto)

  37. Roberto Dadda dice:

    @valeria Il concetto che esponi è interessante, ma qui non stiamo parlando di una rivista di divulgazione, ma di una rivista di frontiera fatta per iniziati. A meno che non la snaturino completamente pensare che wired possa essere uno strumento di diffusione di idee sulle tecnologie per chi le tecnologie non le usa non ha molto senso.

    bob

  38. alessio dice:

    Dadda, ma certo che sarà  snaturata, sarà  una specie di ‘Jack’ con in più qualche editoriale lunghissimo e palloso per darsi il tono. Io credo che lo scenario sia che chiudono presto, o diventa come ‘Jack’ per sopravvivere o diventa come ‘Jack’ *e* chiude comunque (io punterei su questa).

    Mi pare che tutte le riviste nazionali che portano il nome di una americana siano diversi passi indietro come qualità  e stile (Vanity Fair, Rolling Stone, GQ…) però non sono un lettore di questo genere di cose quindi so solo per sentito dire.

  39. Fabio Metitieri dice:

    Scusate, ma da’ fastidio che Jack sia usato come esempio negativo. Jack ha un’ottima redazione, che una cosa come Wired Italia non so se avra’. E fanno un ottimo prodotto, volutamente rivolto a un certo tipo di pubblico.

    Se lo sognano, a Wired Italia, di reggere sul mercato come in questi anni ha fatto Jack…

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  40. Anonymous dice:

    Ma non era un blog senza pubblicità  questo? O le vendite promozionali non contano come pubblicità , come accade sulle reti Mediaset?