Qualche giorno fa anche Nicholas Carr ha dedicato un post sul suo blog alla questione della “fine dei blog”. Gli argomenti sostenuti sono assai simili a quelli portati da Paul Boutin nel suo ormai citatissimo articolo su Wired del qualche si parla da qualche settimana. Boutin suggeriva di passare a Twitter, Carr scrive che i blog sono morti di morte naturale. Il risultato finale – dal mio punto di vista – (lo trovate raccontato nel mio pezzo su Nova di giovedi’) e’ che come aveva torto Boutin ha torto Carr. C’e’ poi una domanda supplementare che nasce da questa reiterazione dei medesimi concetti: visto che Carr e Boutin sanno benissimo che la carica innovativa della blogosfera NON e’ nella top 100 di Technorati (come in nessuna altra Top 100) come mai si ostinano ad usare come ambito di riferimento un luogo tanto piccolo come quello dei blog diventati mainstream? Forse la risposta e’ che per loro (piu per Carr che argomenta come al solito con ampiezza i suoi punti di vista che per Boutin il cui pezzo e’ paradossale e provocatorio e poco di piu’) l’unico aspetto interessante e’ quello “editoriale” classico: la capacita’ dei blog di creare una alternativa organica ad un sistema editoriale preesistente. E’ cosi’ interessante sottolineare che alcuni blog di grande notorieta’ sono diventati indistinguibili dai siti web editoriali? A me non sembra. Si tratta semplicemente di un punto di vista modesto che non descrive nulla d’altro dei pochi centimetri quadrati che osserva.

(via LSDI)

25 commenti a “PICCOLI ORIZZONTI”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Mantellini, “se”, quando seguito da stesso, perde l’accento.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  2. massimo mantellini dice:

    Grazie Fabio,
    me lo dice sempre anche mia moglie non lo ricordo mai. Correggerei ma non ho capito dove l’ho scritto.

  3. Fabio Metitieri dice:

    nell’articolo, c’e’ un se’ stessi.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  4. massimo mantellini dice:

    ah nell’altro post? ok. Ne ho approfittato per dare una occhiata alla voce su Wikipedia, cosi’ stasera ho qualcosa da rinfacciare a mia moglie ;)

  5. Fabio Metitieri dice:

    Buffo, comunque.

    Boutin e gli altri criticano i blog piu’ visibili (tipo il tuo) e tu rispondi dicendo, in pratica: si’, e’ vero, noi facciamo schifo e abbiamo perso del tutto lo spirito originario del blog, pero’ ci sono migliaia di blog sconosciuti che sono ancora interessanti.

    Che poi sono un po’ le stesse cose che ha scritto il tuo pard Valdemarin prima di abbandonare il suo blog.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  6. Mammifero bipede dice:

    I blog sono morti? Il mio no.
    Non sono “influente”? Pazienza, non è un problema mio.
    Passare a Twitter? Non fa quello che serve a me.

    Il succo della risposta è: non sto facendo la vostra “rivoluzione”, né mai l’ho fatto. E se ai signori va di dire che prima ero “vivo” ed ora sono “morto”… pace. Personalmente ho la fortuna di non campare di chiacchiere, e non doverne inventare di nuove ogni tre per due.
    My just 2 cents.

    P.s.: non ho neppure il problema di avere tanti lettori, il mio blog è per me, e per chi ha voglia di leggerlo. Fossero pure tre per me sarebbe la stessa cosa. Io scrivo per scoprire, alla fine, cosa ho scritto.
    :-)

  7. Fabio Metitieri dice:

    Bipede, se si analizza il blog come strumento di espressione personale o come piccolo social network, il tuo ragionamento (che definirei codognano-ortodosso) fila perfettamente. Semmai, per approfondire questo aspetto, ci vorrebbe qualche ricerca su come ora gli utenti usano i blog e/o i veri social network, per vedere se sono in competizione (come sostiene qualcuno), o complementari, o che altro.

    Se invece si esamina il blog come sistema che produce informazioni e opinioni, Boutin e gli altri hanno perfettamente ragione a focalizzarsi sui blog piu’ noti e piu’ visibili, e la risposta di Mantellini – si’, e’ vero, noi noti facciamo schifo, ma ci sono migliaia di validi sconosciuti – e’ del tutto fuor di luogo. E’ come rispondere che i pomodori sono buoni a uno che critica le patate.

    In effetti, pero’, il blog e’ un sistema con diverse valenze e una certa incapacita’ di distinguere di quale aspetto si sta parlando e’ ricorrente, anche in Boutin e negli altri critici, che infatti saltano con i loro discorsi dai blog piu’ noti, a Twitter, ai social network propriamente detti, facendo appunto un po’ un minestrone di verdura.

    Carino comunque l’invito di Boutin a ritornare sulle mailing list, perche’ sono piu’ tranquille.

    Per la serie corsi e ricorsi: qualche anno fa Geert Lovink dava per morte le mailing list e scriveva che il futuro era dei blog. Oggi Lovink scrive che i blogger sono dei buoni a nulla incapaci di produrre informazione e interessati solo alle classifiche, e Boutin invita a tornare sulle mailing list…

    E, mi chiedevo, tutto questo non sara’ anche colpa dei “leader cognitivi” della blogopalla (come definiti da gigi’), che hanno sbagliato tutto, continuando a produrre soltanto fuffa, o vendendosi per una colazione al giornalismo piu’ tradizionale, ma pretendendo allo stesso tempo, e con prepotenza e arroganza, di essere considerati dei grandi maitre a penser?
    ;-)

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metiiteri

  8. Fabio Metitieri dice:

    In effetti, Treccani dice che “se stesso” si scrive senza accento, ma, precisa, senza una ragione; Devoto Oli dice che fa lo stesso; Zanichelli lo riporta senza accento, ma non dice perche’; Garzanti (on line) direi che non precisa nulla ma lo da’ sempre accentato; De Mauro (on line) lo da’ senza accento ma non precisa nulla; e il Vocabolario della Crusca lo riporta sempre senza accento. Io credo che in ambito giornalistico si usi senza accento (non ho mai fatto mente locale, ma in genere il giornalismo tende ad alleggerire tutto, non solo le maiuscole).

    Divertiti.

    Certo che usare Wikipedia per scrivere mi pare un po’ prematuro e non molto serio.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  9. georg dice:

    la diatriba è lunga, dura da decenni. La sintesi, in base al verdetto del comitato centrale delle massime autorità  o gran mogol della lingua italiana espressosi in merito qualche anno fa è piuttosto beffarda: per quanto tutti ormai usino se senza accento davanti a stesso e ritengano un errore mettere l’accento, è piuttosto vero il contrario: la versione corretta sarebbe con l’accento.
    (ops, il post parlava di morte dei blog, scusate. brrrrr, che tema elettrizzante)

  10. Fabio Metitieri dice:

    Georg, ci sarebbe solo il Garzantino on line che ti da’ ragione. Altri tre ti danno torto, un quarto dice che fa lo stesso, e la Crusca, addirittura, riporta sempre se senza accento (anche se se mie capacita’ di filologo, inesistenti, mi impediscono di capire perche’).

    Per cui, quali massime autorita’ ti riferisci? Io in casi dubbi seguo il Vocabolario Treccani, se non altro perche’ e’ il piu’ voluminoso e ha alle spalle gli studi piu’ approfonditi.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  11. georg dice:

    "Alcuni, quando il pronome sé è seguito da stesso e medesimo, tralasciano di indicare l'accento, perché in questo caso il se pronome non può confondersi con se congiunzione: se stesso, se medesimo. Noi, però, consigliamo di indicare l'accento anche in questo caso, e quindi di scrivere sé stesso, sé medesimo."

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4016&ctg_id=93

    questa era l'Accademia della crusca, che "convenzionalmente" stabilisce le regole (ma essendo la lingua un insieme di convenzioni in un senso ben più forte, è facile che, ironia della sorte, le regole siano smentite dall'uso, il che fa di questa discussione onanistica il paio con quella sulla morte dei blog).

    tempo fa ricordo che Leonardo (il blogger), che è un accentista oltre che professore di lingua, cercò di dare un senso razionale alla sua preferenza:

    http://leonardo.blogspot.com/2004/03/contro-la-lingua-italiana-2-secondo.html?showComment=1192096260000

    personalmente, dato che sono un giornalista e accolgo i difetti della professione, mi baso sull'uso della maggioranza e pur sapendolo sbagliato e irrazionale, tolgo l'accento.
    ciao :)

  12. Fabio Metitieri dice:

    Georg, penso che l’Istituto Treccani, oggi, sulla lingua parlata e scritta correntemente, sia piu’ attendibile dell’Accademia della Crusca.
    ;-)

    Oh, e cosi’ sei giornalista? E dove? Che fai? Ma tu saresti Bi.Giorgio?

    Poi, sull’onanismo sulla morte del blog… Ci avete fracassato le palle per quasi quattro anni, parlando di rivoluzione dei blog (e continuate ostinatamente e stolidamente a farlo, peraltro), ed era perfettamente lecito, e chi non si univa al coro era un eretico.

    E adesso non si puo’ discutere un pochino di morte dei blog (io preferirei dire: fallimento dei teorici della rivoluzione blog, Gigi’ in testa) ?

    Ma ti pare giusto??? Tra l’altro, come argomento secondo me e’ molto interessante. L’analisi dei fallimenti delle rivoluzioni sono sempre molto piu’ istruttivi dell’analisi della propaganda di una rivoluzione inesistente. Se non altro perche’ fatti ex-post.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  13. Fabio Metitieri dice:

    Ah, dimenticavo… quanto a “leonardo il blogger”, se si firma con nome e cognome e se mette un dettagliato curriculum on line forse lo prendo in considerazione.

    Altrimenti, per me e’ solo “leonardo il blogger”, che scrive post tuttologici, come la maggior parte dei blogger, e che potrebbe essere chiunque, anche un radiologo (che, sinceramente, in materia di media, lingua italiana e usi e costumi giornalistici mi parrebbe del tutto inattendibile o trascurabile, come del resto su molte altre cose, da Internet alla politica).

    E io, ovviamente, non ho voglia ne’ tempo di star dietro ai pronunciamneti di un qualsiasi “leonardo il blogger” di passaggio (o anche di un Georg o di un BiGiorgio il blogger). Questione di metodo. E di tempo.
    ;-)

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  14. Mammifero Bipede dice:

    @ Fabio
    Scusa la replica tardiva (che a questo punto non so se leggerai).
    Mantellini sta, in qualche maniera, provando a fare autocritica su certe posizioni forse un po’ troppo nette degli anni passati, che altri peraltro condividevano. Capisco sia un po’ il tuo momento di gloria, ma non mi sembra il caso di infierire. :-)
    Per quanto concerne la discussione non mi reputo un “esperto di massimi sistemi”, sono un disegnatore meccanico e provo a portare la mia esperienza personale.
    Il “fenomeno blog” ha attualmente dei connotati parecchio diversi da quelli che aveva qualche anno fa. Alcune promesse non sono state mantenute, e chi vive dispensando saggezza deve prenderne atto ed indicare nuove vie.
    Le “newsletter via mail”, secondo me, non lo sono. L’unico vantaggio che hanno è l’impossibilità , a posteriori, di mettere alle strette il redattore rispetto alle affermazioni campate per aria di qualche anno prima…
    La possibilità  di usare un blog per fare opera di social networking l’ho esplorata anch’io, e giudicata a posteriori fallimentare. Ma prima bisognava provarci.
    Aggiungo che al momento preferisco una piattaforma di Forum, che è più “social”, ma rispetto alla quale, per certi usi cncernenti la “densità  di informazione”, è meglio il blog.
    “Leonardo” ho scoperto come si chiama dal Blog di Gaspar Torriero (e non so se sia d’accordo). Io mi firmo in homepage, non ho curricola da esibire (tanto potrebbero essere fasulli), e non devo esibire o millantare particolari attestati di sapienza. Se uno/a trova interessante quello che scrivo, mi legge. Sennò pazienza. Non campo di questo.
    Così è per Leonardo, lo leggo perché quello che scrive mi dà  da riflettere. Fosse anche un idraulico o un clochard tecnologico per me farebbe lo stesso.

  15. Fabio Metitieri dice:

    Bipede, si’, ti leggo. Non ho capito del tutto quello che dici pero’.

    Partendo dal fondo, se scrivi per tuo divertimento, va bene tutto, se invece ti proponi come esperto di qualcosa, che sia la lingua o che siano i new media e Internet, allora per favore mi dici anche chi sei. Dopodiche’ decido se darti credito o no, anche in base al tuo curriculum e non solo in base a quello che scrivi (che forse, se e’ un argomento specifico e diversi da quelli su cui sono preparato, non sono neppure in grado di valutare).

    Insomma, piantiamola con tutte queste panzane sulla reputazione. Soprattutto in uno scenario come quello che abbiamo davanti, con i bloggher Vib che ormai parlano bene solo di quello che conviene loro, per banale tornaconto, magnificando progetti assurdi e addirittura del tutto contrari a quanto hanno predicato per anni.

    Poi, non mi pare di avere parlato di newsletter, io (anzi, Boutin) parlavo di mailing list.

    Mantellini che fa autocritica, anche minima, te lo sei sognato. Non esiste proprio. E non lo vedrai mai, credimi. Del resto, non so se esistessero dei bloggher non del tutto d’accordo con lui, ma se c’erano non mi pare che si siano mai fatti vedere, o che abbiano mai contestato o discusso qualcosa in pubblico.

    Quanto a quelli che hanno dispensato saggezza negli anni passati, seminando false promesse su dei blogh che ora stanno usando solo per i propri interessi personali, spero veramente che in futuro evitino di teorizzare ancora. Una volta e’ bastata, dai.

    Infine, la mia “gloria” non la misuro di certo in base al successo o all’insuccesso di Mantellini come bloggher o come se-dicente mediologo, te lo assicuro. Ci sono altri parametri che prendo in considerazione, rispetto ai miei lavori e a quanto pubblico, non una blogosferetta di 100 o 200 Vib che non capiscono nulla e che contano meno di un due di picche.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  16. Mammifero Bipede dice:

    Ciao Fabio, sono ancora qui.
    Quello che tu definisci il “proporsi come esperto di qualcosa”, almeno per i blog (pochi) che frequento io mi pare abbastanza implicito. Qui non c’è scritto “Il blog dell’esperto tecnologico Mantellini”, c’è semmai un “about me” abbastanza autoironico (a mio dire), per cui quello che affermi può derivare da altre frequentazioni (Punto informatico, per esempio) o non so cosa. Oppure discendere dal modo che lui ha di affrontare certi argomenti, ma a questo punto è, per me, molto un fatto di percezione. Forse è proprio un approccio differente, ma io tendo in genere a ragionare su quanto mi viene detto indipendentemente dal “chi me lo dice”.

    Se un ragionamento si dimostra coerente, anche citando fonti attendibili, a me che l’abbia espresso un premio Nobel o un muratore non cambia nulla. Forse perché, in primis, diffido anche dei “superesperti” e non prendo per oro colato le affermazioni di nessuno “a priori”. E il motivo è che più si è “dentro” un certo settore, più è facile avervi maturato interessi, e questo non vale solo per i Bloggher, ma per chiunque. Quello che scrivi sui “bloggher vib” non è forse estensibile a molte altre categorie, anzi, in questo disgraziato paese, a tutte?

    Il concetto di “newsletter” l’ho introdotto io, è vero, ma è perché l’ho interpretato in questo senso (forse sbagliando): non voglio troll e contestatori, quindi spedisco i miei articoli direttamente a chi ne fa richiesta. Senza “conversazione”.
    Se Boutin ha detto un’altra cosa, allora ho capito male io, ora non ho tempo di approfondire (il tempo, questa cosa che anni fa avevo in abbondanza!).

    Non intervengo sulla tua perenne “crociata” conto la “blogghosfera vibbettara”, perché è un mondo che frequento relativamente poco e con scarsa passione. Le cose che apprezzo di più, nei blog, sono la capacità  di ricircolare informazioni che sui media mainstream non ricevono adeguata attenzione, il disvelare mondi, anche solo con un link. Non tanto l’approfondire quello che già  conosco, quanto il mostrarmi quello che non conosco.

    Chi cerca, come te, risposte, probabilmente sarà  sempre deluso dai blog. Chi cerca, come me, domande, al contrario li troverà  utili.

  17. Fabio Metitieri dice:

    Bipede, su Punto Informatico stendiamo un pietoso velo. Non l’ho mai considerato una pubblicazione che fa informazione. Anzi, non l’ho mai considerato e lo ritengo disinformativo e fuori da ogni ragionevole regola di correttezza.

    Io mi riferivo proprio a Mantellini.

    Qui e’ dichiarato spesso (e spesso e’ dichiarato anche altrove, da chi parla di questo blog) che questo e’ un blog dedicato alla tecnologia, tenuto dell’esperto di tecnologie, di Internet e di new e old media Mantellini.

    Quello che tu chiami about me “ironico” e’ in realta’ un tentativo di presentarsi e di vendersi come tale, e si sfruttano deliberatamente i meccanismi di reputazione della blogopalla per accreditare questa idea. Il fatto che simili atteggiamenti, di millantato credito, siano comuni a diverse categorie non li rende apprezzabili sui blog.

    Ora, in un guazzabuglio informativo come quello attuale, per valutare l’informazione e’ piu’ che mai utile sapere se chi scrive e’ un premio Nobel, un muratore o un radiologo. Non so tu, ma io su molti argomenti non sono preparato e come te ho poco tempo, per cui non vorrei leggere, chesso’, un’analisi sulla Santa Inquisizione spagnola (cosa che ho fatto di recente, usando varie fonti) se e’ scritta da un idraulico. Oppure da un premio Nobel, ma in chimica.

    Per cui, se sei un idraulico, e scrivilo, che ti costa? Se non lo fai, evidentemente sei qualcuno che vuole essere considerato per cio’ che non e’ e che probabilmente di storia medioevale non capisce una cippa. E su questo non do alcun giudizio morale, qui, dico solo che mi fa perdere tempo.

    Poi certo, se tu cerchi domande e vuoi cazzeggiare, ti stara’ bene cosi’, ma la maggior parte delle persone vuole risposte. E, cosa piu’ grave, si fida.

    Le mie non sono “crociate” contro la blogosfera. Io faccio solo delle analisi su come funziona l’informazione (o la disinformazione) on line. Altrove parlo anche di media tradizionali on line; qui, ovviamente, parlo di Mantellini e di blog.

    Su Boutin, io credo che pensasse alle mailing list. Posso supporre che pensasse (ma non lo ha scritto, e’ vero, non e’ stato chiaro) che tutto sommato sono ambienti meno visibili e quindi dove non arrivano estranei di passaggio, e dove comunque il controllo dei interventi e’ piu’ facile.

    Il che sarebbe l’esatto contrario di quello che sosteneva Lovink alcuni anni fa, prima di iniziare a sparare a zero sui blogger e sulla loro ignoranza. Cosa che, secondo me, e’ molto divertente, per la serie corsi e ricorsi storici.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  18. Mammifero Bipede dice:

    Fabio, “dichiarato” o meno, ad una lettura anche superficiale questo blog appare una classica “tuttologia” italiana. altro che “Blog tecnologico”. Poi, è ovvio, ognuno (vale anche per la blogosfera) dice ciò che vuole.
    In un paese come il nostro, popolato mediamente da cialtroni raccomandati, Mantellini a suo modo non è il peggio che si possa trovare. Cerca come può di documentarsi, si sbilancia a fare previsioni, si offre al fuoco di fila dei commentatori. Ripeto, c’è di molto peggio. Poi, ovviamente, in teoria c’è anche di molto meglio… ma in pratica?

    L’idea di blog ha un vizio di fondo: si tiene per passione, non per mestiere. Non dà  da campare (panini a parte). Se uno ha una professionalità  se la spende in qualcosa di remunerativo, non la regala, aggratise, per passione.
    Io parlo per me, sul “Mammifero” non scrivo delle cose di cui mi occupo professionalmente, ma di ciò che mi emoziona e mi appassiona.

    Oltre a questo, mi sembra evidente che proviamo a fare dello stesso strumento, la “blogosfera”, due utilizzi molto diversi. Tu pretendi di usarla a fini informativi, e ne lamenti giustamente l’approssimazione. Io mi accontento di usarla come “una finestra sul mondo”, da cui partire per esplorazioni culturali basate su fonti più attendibili, p.e. Wikipedia. Ma se Wikipedia può spiegarmi chi era T. S. Eliot, ho bisogno di un blog per scoprire che mi può interessare saperlo, leggendo East Coker.

    Tuttavia non mi sento affatto di svilire il tipo di informazione pasticciata ed approssimata che trovo sui blog. In primo luogo perché non devo “sfruttarla”, ma solo nutrirmene emotivamente. E’ un po’ l’equivalente delle chiacchiere da bar, ma vivaddio, non esiste solo il lavoro, no? non esistono solo le cose che dobbiamo sapere perché ci sono necessarie. Esiste un intero universo di sapere che possiamo solo sfiorare. Nessuno, per quanto geniale, potrà  mai sperare di diventare esperto di tutto.

  19. spider dice:

    Comunque, la Santa Inquisizione Spagnola è più roba da storia moderna che medievale. E’ l’inquisizione (detta appunto medievale) che riguarda il medioevo.

    Lorenzo Lazzeri, che è un informatico coi controcoglioni, ma che a tempo persissimo sarebbe pure un tentato studente di Scienze Storiche, dove ha dato sia storia moderna che storia medievale ;-)

  20. Fabio Metitieri dice:

    Bipede, si’, Mantellini non e’ il peggio.

    Parla di cose che non sa, dopo aver leggiucchiato un paio di blog scelti solo perche’ i loro proprietari gli sembrano ideologicamente vicini a lui e gli sono simpatici, non ne azzecca mai una, e’ arrogante, censura come un isterico, ma hai ragione, c’e’ di peggio.
    ;-)

    Sul fatto che sul blog si sta per passione, scusa, ma prima rileggiti Granieri, e poi riconsidera alcune “operazioni” a cui abbiamo assistito nella blogosfera italiana, dal raduno a Riva del Garda (commentato da Mazzei), alle campagne virali sulla Wii Fit, al “presenzialismo” dei bloggher, piu’ volte contestato, fino al modo “trasparente”, per l’appunto, in cui e’ stato presentato Wired Italia.

    Ormai molto di piu’ della passione per i blogging contano i Tramezzini (sotto forma di gettoni di presenza, prodotti da testare, gadget, rimborsi spese, collaborazioni, consulenze, ecc.), in certi ambienti. Non raccontiamoci palle.

    Detto questo, non e’ che facciamo due usi diversi della blogosfera. E’ solo che sulla blogosfera come la usi tu non si possono fare grandi analisi. Sui rapporti tra blog e informazione, invece, si’.

    Lazzeri, Ok, non era il medioevo. Che palle…
    ;-)

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  21. Mammifero Bipede dice:

    Non posso “rileggere Granieri”, dal momento che non l’ho mai letto.
    dovevo? Lo ignoravo. Se credi mi sottopongo al supplizio (di leggerlo).
    Sulle varie altre cose che menzioni, a tal punto hanno funzionato che non me ne sono neppure accorto. :-)
    Sull’ultima, però, la presentazione di Wired-Italia, qualcosa da dire ce l’avrei. A me pare che qui la tentata manovra abbia subito uno sbertucciamento tale, nello spazio dei commenti, da rivelarsi un boomerang per chi l’aveva concepita. E non credo sia stato Mantellini, che appare a questo punto aver ceduto, non si sa a quale prezzo, una fetta di verginità  (ammesso che per qualcuno un po’ sprovveduto ne abbia ancora), non mi pare tanto ingenuo. Se ti devo dire cosa leggo tra le righe dalla vicenda: l’ufficio marketing di Condé Nast lo ha contattato proponendogli la cosa, lui avrà  detto “siete scemi, non funzionerà  mai”, loro gli hanno fatto una proposta che non poteva rifiutare ed ecco qua il pezzo su P.I.

    Ma quello su cui ti invito a riflettere è il fuoco di fila ad alzo zero sviluppato nei commenti: blogosfera è anche questo. Non ci si lascia prendere in giro così facilmente. Su quale altro medium poteva accadere?

    Quanto al fare “grandi analisi” sul rapporto tra blog e informazione, la vedo dura. Quantomeno se il “grande” vuole riferirsi ai numeri. Io ho un centinaio di lettori, se va bene. Mantellini ne avrà  anche un diecimila (butto là ), su 60.000.000 di italiani è poco più di niente. Saranno anche un pubblico preparato ed informato, ma siamo sicuri che sia un vantaggio, quando significa anche un pubblico competente e critico?

    La mia idea è che usare i blog per tentativi di marketing mascherati ha poche possibilità  di funzionare. Lo facessero platealmente, forse reggerebbe di più.

  22. massimo mantellini dice:

    Tu Mammifero Bipede leggi molto fra le righe: talmente fra le righe che ti sei inventato di sana pianta tutta la storia sui cui basi le tue considerazioni. Passi Metitieri al quale ho smesso di rispondere da anni, ma almeno tu parla di cose che conosci e lascia perdere il resto. I contenuti che leggi su questo blog ed i mei pezzi in giro sul web e la carta non sono mai stati sottoposti a nessun ufficio marketing, ne’ concordati con nessuno, non sono stati mai scambiati con alcun tipo di favore ne scritti con un criterio differente dal mio pensiero sull’argomento espresso. E’ perfino banale dovertelo dire (se non l’hai capito fino ad ora direi che sei abbastanza irrecuperabile) ma nel caso specifico quello che ho scritto su Wired Italia e’ esattamente quello che penso. Se vuoi discutere di quello sei il benvenuto,il resto sono stronzate.
    saluti

  23. Fabio Metitieri dice:

    Bipede, sul fatto che i commenti abbiano tutto questo potere di sbertucciamento ho seri dubbi.

    Primo, i commenti li leggiamo in pochi. Questi, probabilmente tu, Lazzeri e io. Secondo, chi si trova di fronte “a proposte che non puo’ rifiutare”, le accetta e per il resto se ne frega.

    Ai poster l’ardua sentenza, ma finora… le bordate contro i blogger presenzialisti sono partite verso marzo, mi pare. Qualcuno ha fatto una piega? Il post di Mazzei su Riva del Garda e’ durissimo. E’ forse cambiato qualche comportamento, in quel tipo di blogosfera? Sono cambiati gli equilibri tra i piu’ popolari e i meno popolari? No…

    Anche a livello di singole persone, Valdemarin, per esempio, ha tuonato contro una certa blogosfera dei piu’ noti (di cui peraltro ha sempre fatto parte) e poi e’ corso anche lui alla colazione di Wired Italia, dove probabilmente leggeremo i suoi articoli.

    Poi, aparte il fatto che secondo me Mantellini oggi non ha piu’ di 500 lettori abituali, le grandi analisi sui rapporti tra informazioni e blogosfera sono complesse e non si fanno solo sui numeri della blogosfera.

    Perche’ quando una larga fetta di bloggher Vib cede la propria verginita’ per lanciare una rivista mainstream, per collaborarvi e per sostenerla, allora quanti lettori abbia Mantellini, in fondo, passa in secondo piano. Cio’ che e’ importante e’ che sull’informazione tecnologica, da Punto Informatico, ad Apogeonline, a Nova 24, a questa Wired Italia (e se le sommi sono numeri molto significativi, in un panorama dove le testate sono state decimate), si sta affermando un modello di informazione molto diverso da quello che esisteva prima.

    Deleterio, ovviamente.
    ;-)

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  24. Mammifero bipede dice:

    @ Massimo
    Se non me la fossi inventata non avrei premesso “quello che leggo tra le righe”.

    E, sì, effettivamente mi capita spesso di leggere tra le righe. In particolar modo quanto entro in una situazione di “dissonanza cognitiva” come quella che si crea quando una persona, che fino al giorno prima ha sostenuto una tesi con veemenza, si ritrova a sposare la tesi opposta.

    Sia ben chiaro, nessuno pretende da te una fede monolitica in quello che affermi, sei libero come chiunque altro di cambiare idea, ma forse chi ti legge ha bisogno di vedere quelli che il mio professore di matematica delle medie chiamava “i passaggi”.

    Prima di andare avanti voglio aggiungere che sei il primo blogger in assoluto in cui mi sono imbattuto anni fa, navigando in internet, e che devo a te il fatto di avere aperto un blog. àˆ stato un po’ diverso da come me lo aspettavo, ma alla fine ne sono soddisfatto, e non tornerei indietro su questa decisione. Quindi ti devo per prima cosa ringraziare.

    Ma la gratitudine non mi consente di fare sconti. La “lettura tra le righe”, ti piaccia o no, è quello che penso. E come lo penso io lo penseranno credo anche altri tuoi lettori, anche se non fosse vero affatto. Anche se, probabilmente, non è vero affatto. Perché, appunto, mancano dei passaggi.

    Ti leggo da abbastanza tempo per aver avuto modo di imbattermi nel concetto riassumibile con “la morte della carta”, declinato sovente ed in molte differenti modalità , più e più volte. Ora, da un giorno all’altro, la carta non “muore” più. Anzi: “la carta è viva e lotta insieme a noi”. Insieme alla pubblicità . Wow! Repentino anzichenò…

    Ora, visto il tono della tua risposta, sospendo il mio giudizio ed attendo ulteriori lumi. Magari più in là  capirò questo “nuovo corso”, per ora resto con tutte le mie perplessità , e come me temo anche altri. La mia percezione (o, per dirla con parole tue: “stronzate”) è che tu ti stia incamminando su una china abbastanza scivolosa, e che forse il blog, con la sua trasparenza, non è lo strumento adatto a gestire questa situazione.

    @ Fabio
    Non ho un’attenzione al micromondo “blogosfera.it” pari a quella che hai tu, semplicemente non ho tempo da dedicarvi. Già  partecipare a questa conversazione mi distoglie energie da molte altre cose che ho in sospeso. Anche il mondo dell’informazione tecnologica mi è abbastanza distante, nel complesso, per cui quello che avrei da dire ti sarebbe comunque di poca utilità .

    Sul “modello di informazione” mainstream che si sta affermando (escludendo Mantellini) mi sembra poco dissimile dal “modello complessivo” che da parecchi anni sta prendendo piede qui, in Pulcinellaland: la non informazione tout court.
    Licio Gelli docet.

    @ tutti
    Sorry, nei prossimi giorni non garantisco di poter replicare ulteriormente (e in ogni caso quello che avevo da dire l’ho già  detto).

  25. Fabio Metitieri dice:

    Bipede, va bene, possiamo anche chiudere qui. D’altra parte, qui ormai non si puo’ neppure discutere “tra pochi”, in un post ormai vecchio, e neppure se si e’ on topic, non se si critica Mantellini.

    Concordo con la tua analisi, comunque. Mantellini dovrebbe riflettere sul fatto che su questa questione di Wired Italia ha quanto meno sbagliato le modalita’ di comunicazione, e ha poco da incazzarsi se riceve critiche o viene giudicato con incredulita’. Di fatto, a tutte le domande e obiezioni che sono state fatte (da molti) nei commenti si e’ ben guardato dal rispondere.

    Del resto, se la prende sempre con me, ma anche a marzo scorso le critiche ai blog presenzialisti non le ho di certo iniziate io. Anche Valdemarin, Mazzei, VB e molti altri critici sono non sospetti.

    Insomma, in un contesto, come questo pezzo di blogosfera, dove si e’ sempre sostenuto di muoversi solo in base a sacri principi, se poi non si giustificano alcune svolte strane e improvvise e’ normale essere contestati, e prendersela sempre con me oppure insultare i commentatori perche’ “irrecuperabili” non serve a molto.

    Quanto a Pulcinellaland e ai problemi dell’informazione mainstream in generale, in particolare sul versante politico, sono di nuovo d’accordo con te, ma sono problemi che seguo solo come cittadino e lettore, e non mi ritengo abbastanza informato su certi meccanismi per poterne discutere seriamente.

    Tra l’altro, io seguo Internet, non la Tv, e a differenza dell’informazione tecnologica, quella politica per ora non mi pare che abbia intrecci con la blogosfera o piu’ in generale con la Rete.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri