Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Qualche giorno fa Apogeonline ha tradotto a tempo di record il programma tecnologico della prossima amministrazione statunitense. In un tempo altrettanto breve dopo l’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti è stato reso pubblico il sito web change.org nel quale sono esposti i programmi per lo sviluppo tecnologico del paese.

E’ solo l’ultimo di una serie di piccoli e grandi segnali che è stato possibile osservare nelle ore concitate della elezione del nuovo presidente americano, la cui campagna elettorale era del resto già stata vissuta all’insegna di una grandissima capacità di mettere Internet al centro dell’arena: il luogo della discussione politica ma anche della condivisione degli obiettivi, del tam tam informativo e, soprattutto, quello della raccolta dei fondi. (continua)

9 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. francesco dice:

    peccato che quest’agenda sia scomparsa improvvisamente dal nuovo sito.

  2. massimo mantellini dice:

    ohibo’!

  3. Anonymous dice:

    “Aggiornare e riformare il sistema di copyright”.

    Scusa Massimo, ma cosa ti fa pensare che questa sia una buona notizia?

  4. Davide Tesoro-Tess dice:

    se non mi sbaglio, l’ultimo accenno alla tecnologia dei nostri governanti furono le 3 I (informatica, inglese, impresa)…

    …o mi sbaglio?

  5. jimmi dice:

    @francesco: il programma si trova invariato nel sito elettorale http://origin.barackobama.com/issues/technology/
    mentre non v’è traccia nel sito change.gov, dove nell’agenda si parla di tutto tranne che di tecnologia. Il segnale non è certo rassicurante :(

  6. Anonymous dice:

    Quando tutta questa retorica che la rete autoalimenta per darsi importanza cesserà  e quando gli studiosi studieranno davvero ciò che è successo, vedremo il vero peso che le nuove tecnologie hanno avuto nell’elezione del nuovo presidente US. In ogni caso, la diffusione della rete negli States è un poco diversa dalla diffusione in Italia.

  7. Fabio Metitieri dice:

    Mantellini scripsit:
    “Mai come oggi la rete Internet racconta cose e azioni delle persone che la abitano”.

    Vero. Cose e azioni di cui quasi sempre non ce ne puo’ fregar di meno, come sta capitando sulla fettina italiana di Facebook, ormai “twitterizzata”.

    Il vero problema e’ che tutti sono convinti di essere interessanti per il mondo almeno quanto Obama. E siccome non hanno manco un briciolo di buon gusto, vai con la descrizione di cosa hai mangiato a pranzo, o con i boxer nuovi sul blog, o con i post dove il macellaio sotto casa ci spiega cosa pensa del futuro del coyright.

    Fino al momento in cui, quando ovunque i marroni di tutti saranno stati definitivamente fracassati da questi esibizionismi, life-streaming e logorree pressapochiste, si tornera’ tutti a leggere solo il bollettino locale su Repubblica.it, le cose serie sul NYT, e le biografie di Britney Spears su Wikipedia.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

  8. Lunar dice:

    possiamo dire, senza scontentare nessuno, che la rete è stata fondamentale durante le primarie ma le elezioni Obama le ha vinte con la televisione? possiamo dire, senza scontentare nessuno, che i fondi raccolti in rete sono serviti per pagare lo spottone elettorale di 30 minuti trasmesso in TV a reti unificate? Se siamo d’accordo su questo vuol dire che la televisione è ancora al centro dell’universo. Purtroppo. :(

  9. Angelo dice:

    Solo un dettaglio, che per altro sta creando un po’ di confusione anche negli States: il sito del team del Presidente eletto Obama e’ http://www.change.gov; http://www.change.org e’ una iniziativa che credo si richiami alla stessa area politica e che capitalizzi sull’affinita’ di nome a dominio — ma e’ una specie di piattaforma di promozione di campagne e sta reclutando una serie di blogger a pagamento per scrivere di temi a cavallo tra politica e diritti civili — piu’ o meno.