Valerio Cappelli ha scritto per il Corriere un lunghissimo articolo sull’annosa questione della pirateria online. Lunghissimo. Eppure in un simile diluvio di parole non c’e’ una sola riga che esprima pareri e punti di vista difformi da quelli dell’industria. La domanda e’: perche?

38 commenti a “UNA SEMPLICE DIMENTICANZA”

  1. Sergio dice:

    Forse perchè ormai l’industria cinematografica e musicale ha più di 100 anni di storia nel conmbattere qualsiasi tentativo di alterare il proprio modello di business?
    S.

  2. orangeek dice:

    non me ne stupisco.
    l’illuminato autore parla di:
    “[…]permetterebbe di abbassare dell’ 80 per cento il fenomeno della pirateria. Questi signori che si divertono a giocare stanno intasando le linee fino al 70 per cento, creando difficoltà  all’online, allo sfruttamento della banda larga, alla fibra di vetro».”
    FIBRA DI VETRO?

  3. Tom dice:

    Ho letto l’articolo qualche ora fa e mi ha fatto sorridere. E’ praticamente impossibile avere qualcuno che parli con cognizione di causa dell’argomento.

  4. Anonymous dice:

    la pirateria è uno degli argomenti di cui sui blog si parla più spesso, sparando addosso alla discografia.
    Ammesso e non concesso il concetto di qualità  dei dischi prodotti, qualcuno pensa davvero che la musica possa guadagnarci dalla distribuzione gratuita?

    Cioè, chi mi paga per fare un disco? chi mi si applica per fare in modo che la mia musica la conosca qualcun’altro oltre al mio piccolo giro di amici?

    oltretutto da noi che siamo provincia dell’impero…

    bah, magari sbalgio ma secondo me avremo tanto tanto lo-fi fatto da ragazzini figli di papà  tra qualche anno….

  5. Manuele dice:

    Io credo che chi fa buona musica e poi la propone nei concerti abbia la possibilità  di vivere più-che-dignitosamente. Senza contare tutto il giro di soldi prodotto dalla riproposizione della musica nei locali. E poi eventualmente colonne sonore, spot pubblicitari…

    L’autore che riuscirà  a riempire gli stadi o i palazzetti dello sport, o anche solo i palinsesti di Mtv sarà  come sempre ben remunerato per il suo lavoro. L’unica differenza rispetto a prima è che stavolta l’interesse del pubblico non lo si compra con i lustrini, lo si deve meritare.

    Per cui chi fa musica camperà  sempre. Chi invece la vuol produrre e vendere sarebbe meglio cominciasse a capire che le cose (fortunatamente) sono cambiate.

    M.

  6. Sergio dice:

    Io credo che il problema non sia tanto nella qualità  dei contenuti (anche se c’è anche quel problema) quanto un aspetto che viene chiamato disintermediarizzazione.
    La pirateria esiste, non neghiamolo. Il problema è che finché il 50-70% del guadagno di un disco finisce nelle mani di un intermediario (che non spende neanche più per incidere i dischi….) l’intero mercato non funziona.
    Ricordo che alcuni anni fa un’indagine commissionata dalla Commissione Europea (ma poi “secretata”) dimostrò che il fenomeno Napster aveva aumentato i profitti nel complesso. Ma aveva spostato i proventi dall’acquisto di cd (su cui le royalties sono alte) ad altre attività  (in particolare concerti e merchandising) su cui guadagnavano di più artisti e compositori…

  7. Anonymous dice:

    Caro Manuele, su MTV non ci arrivi senza un buon lavoro di promozione, esistono migliai di band (di cui sono pieni i blogghe) che di musica non ci campano, ne con le sincronizzazioni (che saranno sempre meno data la strada multimediale e interattiva dell’adv)ne con i concerti.

    vero che gli itermediari ormai non hanno più business da fare, questo è un fatto, che purtroppo nel lungo periodo porterà  meno musica, perchè per ogni $ guadanganto la vetusta industria discografica investiva in giovani che per il 90% nessuno si filava e saranno questi quelli che col passare del tempo più soffriranno…
    costa fare un’album, costa fare un tour, costa farsi pubblicità …
    chi investirà  questi soldi?
    domanda semplice alla quale “qualcuno con cognzione di causa” ogni giorno cerca di rispondere…

  8. Giancarlo dice:

    Esisteva la possibilità  che internet diventasse un motore formidabile per far muovere l’economia. Per colpa un pò di tutti questa possibilità  ce la siamo giocata. Oggi ci teniamo l’industria discografica avvoltoio, e un sacco di gente che scarica tutto lo scaricabile, anche roba che non userà  mai, basta che sia gratis.

  9. AndreaR dice:

    I dati sulle perdite riportati sul Corriere non hanno, come al solito, in questi casi nessun fondamento scientifico: mai una volta che questi ci spieghino come si arrivi a queste fantastiche cifre.

  10. dotcoma dice:

    perché? perchè le major della musica – e di hollywood – investono in pubblicità  sui giornali di RCS, e chi scarica ‘illegalmente’ o i servizi che vengono usati per farlo, invece, no.

  11. Camillo dice:

    … e nessuno che si preoccupa di noi poveretti, noi che con il sudore delle nostre mani produciamo bighe, archibugi, calamai, acciarini, triremi, scudi, armature per cavalli, spade da torneo… noi che da sempre alleviamo i migliori piccioni viaggiatori… noi che abbiamo grande esperienza nella costruzione di carri falcati… ma dove andremo a finire? E zio Gigi? Eh, lui che i dischi a 78 giri li fa ancora a mano, uno per uno? Che farà  domani? Ci sarà  una SIAE per lui?

  12. Daniele Minotti dice:

    Domanda (serissima, non scherzo): cosa vorremmo in tema di distribuzione di opere dell’ingegno?
    Abbiamo mai risposto a questa domanda?

  13. chartitalia dice:

    @daniele minotti:
    provo a rispondere: un copyright più equilibrato, che torni ad essere quello che era in origine; un modo per promuovere la cultura; in origine, quando la durata era di soli 15 anni, ad esempio; costringere i detentori dei diritti a pubblicare le opere su cui si detengono i diritti altrimenti chiunque può pubblicarli; mettere una fee per ogni opera protetta (così come succede per i marchi registrati, ad esempio); far andare i soldi che si spendono per la fruizione nelle tasche giuste (quelli di autori ed editori e non in quelle dei forntori di connettività ), attivando una sorta di flat, ad esempio. E cose così. E’ difficile?

  14. Giancarlo dice:

    @chartitalia: Sostieni cose sensate, ma poi saremmo sicuri che la maggior parte degli “scaricatori” sarebbero disposti a pagare? è solo una questione di tasche sbagliate?

  15. Anonymous dice:

    Va bene un copyright più equilibrato, ma mi pare che i sostenitori intransigenti della pirateria libera e gratuita vogliano l’abolizione totale del copyright, almeno così ho letto. E anche se fosse ridotto a 15 anni (proposta sensata) gran parte di ciò che i furbetti scaricano illegalmente rimarrebbe illegale no? Insomma non riesco a capire che cosa propongano di concreto gli sponsor della pirateria a oltranza, a parte la libertà  di fare come meglio credono alla faccia della proprietà  intellettuale e, diciamolo, del lavoro artistico di tante persone che non credo possano campare solo di belle parole e bei principi (applicati sempre agli altri ovviamente, mai a sè stessi).

  16. Daniele Minotti dice:

    @charitalia
    Ok, d’accordissimo su tutta la linea, ma condivido in pieno le perplessita’, i dubbi dell’anonimo qui sopra.

  17. chartitalia dice:

    @daniele minotti:
    uhmm… mi sembrano pericolosi questi dubbi, che assomigliano molto a mettere un limite di 50 km/h sull’autostrada, tanto ci saranno sempre quelli che andranno a 200 all’ora
    e’ ovvio che è un problema di posizionamento dell’asticella della illegalità : in questo momento è così bassa che tutto è illegale e quindi si giustifica qualsiasi violazione; se la posizione correttamente è più facile e più condivisibile sanzionare i comportamenti estremi

    e comunque, per gli scaricatori incalliti, se parte di quello che va ai fornitori di connettività  (diciamo dai 3 ai 5 euro al mese) fosse distribuito ad autori ed editori (più o meno come avviene con la tassa sui supporti di storage), qualcosa la pagherebbe anche lui come tutti

    ovviamente ciò dovrebbe passare attraverso una ridefinizione del ruolo e del funzionamento dei collettori dei diritti quali SIAE e SCF, cui prima o poi, qualcuno dovrebbe render conto dei danni che causano all’affossamento dell’intero sistema culturale italiano (es: provate a vedere cosa chiedono per una web radio); ma questa è un’altra storia

  18. mitch_76 dice:

    c’e’ gia’ un modo per distinguere gli scaricatori incalliti: basta vedere gli iscritti a megaupload e rapidshare. loro essenzialmente pagano una fee (alla persona sbagliata) di 6/7 euro al mese per scaricare lo scaricabile. ormai e’ questo l’unico modello di business applicabile. se questi soldi andassero agli “artisti” (film o musica o quant’altro) sarebbe piu’ che sufficiente. detto questo la cosa che + mi da’ fastidio e’ l’ipocrisia delle tlc: lo sanno tutti che se uno chiede la banda larga, lo fa perche’ vuole scaricare. e loro (le tlc) fanno le verginelle e tirano su un sacco di soldi.

  19. Lunar dice:

    detto questo la cosa che + mi da’ fastidio e’ l’ipocrisia delle tlc: lo sanno tutti che se uno chiede la banda larga, lo fa perche’ vuole scaricare. e loro (le tlc) fanno le verginelle e tirano su un sacco di soldi.

    voglio sperare che tu stia parlando di te. Io ho atteso per anni che la banda larga arrivasse nel mio comune. E non certo per scaricare. Anche perchè, secondo i miei gusti “personali”, c’è ben poco da scricare. E’ tutta spazzatura. Io non intendo pagare per questo neanche un centesimo della mia banda larga. Se loro non hanno più mercato vadano ai mercati generali a scaricare la frutta. Alle quattro del mattino c’è sempre molta richiesta di manodopera non qualificata.

  20. mitch_76 dice:

    allora spiegami cosa servono 8megabit di banda: se vuoi il voip ti bastano 800k e puoi comunque navigare. Sinceramente credo che ben poche persone facciano l’upgrade a 8 mega perche’ devono scaricare dati per lavoro, fare 3 videoconferenze o guardare 3 film in contemporanea. io ho 800k e lavoro da remoto stabilmente, ho un telefono voip costantemente connesso e sto benissimo. Ripeto: il problema per me e’ l’ipocrisia delle tlc: esattamente come quando in svizzera di vendevano l’erba per profumare gli armadi e ci facevano un sacco di soldi. alla fine sarebbe sufficiente condividere i ricavi fatti con questo tipo di traffico.

  21. Lunar dice:

    mitch_76,
    ma tu hai letto l’articolo segnalato da mantellini?

    Questi signori che si divertono a giocare stanno intasando le linee fino al 70 per cento, creando difficoltà  all’online, allo sfruttamento della banda larga, alla fibra di vetro». Roviglioni, la pirateria digitale è un mondo non solo senza regole ma scivoloso come una saponetta. «Qualcosa si sta muovendo, Mediaset, stufa di sopportare, ha fatto causa a YouTube per un valore di 500 milioni di euro. Si sta prendendo coscienza delle enormi perdite economiche».

    Stiano tranquilli i signori di Mediaset. Per me gli spezzoni dei loro programmi possono sparire completamente dalla rete. Non sentirò di certo la loro mancanza. Non li guardo sul televisore figuriamoci se spreco la mia banda larga per guardare i loro programmi. Le LORO perdite economiche sono dovute al fatto che la gggente non guarda più la televisione. Ogni anno si perdono per strada milioni di spettatori che, finalmente, si sono alzati dal divano e partecipano alla vita della rete. Questo li spaventa. Non altro. Loro dei poveri artisti alla fame se ne sbattono altamente.

  22. mitch_76 dice:

    lunar,
    stai facendo un po’ di confusione secondo me…
    l’articolo l’ho letto e mi ha fatto mezzo ridere e mezzo incazzare. mezzo ridere perche’ non sapeva quello di cui parlva, e mezzo incazzare perche’ non c’era la possibilita’ di mettere commenti per tentare di fargli capire come le cose siano leggermente differenti. non sto dicendo che lui abbia ragione, anzi ha torto marcio, sto solamente dicendo che esistono gia’ dei modi di lucrare su chi scarica contenuti protetti.
    1) le tlc
    2) megaupload e rapidshare
    Se si trovasse il modo di trasferire (parte de) i loro ricavi sugli “artisti” il problema sarebbe meno grave.
    Detto questo, scusa l’ironia, ma se non guardi nemmmeno youtube, chemminchia ti servono 8 mega o magari i nuovi 20 mega di alice? :-)
    ciao, Michele

  23. Gabriele dice:

    Togliere Internet a chi scarica e’ un buon modo di allontanare la massa dalla Rete e incollarla davanti alla TV a rincitrullirsi con i reality o i telefilm tagliuzzati e doppiati (magari alterando situazioni e dialoghi, capita).

    Internet e’ un mezzo di COMUNICAZIONE e CULTURA quindi fa paura.

    La gente deve seguire il calcio la domenica, guardare i programmi che “gli esperti” giudicano adatti e, CEI docet, non deve protestare troppo in piazza.

    Fate i bravi su che se andate su Internet potreste scoprire che la fuori c’e’ un mondo di cose piu’ interessanti del palinsesto che abbiamo creato per voi.

  24. Lunar dice:

    mitch_76,
    tu leggi con poca attenzione.
    Ho detto che non guardo i LORO programmi su YouTube. Non ho detto che non guardo YouTube. Tra le altre cose lo scorso anno ho cambiato provider proprio perchè non riuscivo a guardare YouTube con un flusso decente senza interruzioni. E con questo cerdo di aver risposto anche all’altra domanda: a che mi serve la banda larga. :)

  25. mitch_76 dice:

    lunar,
    allora vuoi la banda larga per guardare youtube? e’ questo il progresso necessario? suvvia..
    io penso sinceramente che 800k/1 mega sia piu’ che sufficiente per la quasi totalita’ degli utenti. chi vuole di +, al 90% lo utilizza per altre finalita’. E con questo non ritengo siano del tutto illegittime, ma la sincerita’ prima di tutto.
    Michele

  26. Anonymous dice:

    @ gabriele
    quanto so belle le battaglie ideologiche? prendere un problema, con proprie dinamche precise, messe in atto da attori specifici che operano in una realtà  ben definita e usarlo per cavalcare qualche bell’idea tipo “viva la rete abbasso la tv”

    alla faccia dell’analisi…
    Cmq il fatto che la banda serva a scaricare te lo dimostrano gli stessi agenti di fastweb che (parlo per esperienza diretta) fanno riferimento al download come beneficio primario all’upload della linea…

    Non so se qualcuno sarà  d’accordo ma alla fine qua diciamo la stessa cosa dell’articolo, di responsabilizzare le tlc (caso francese) poi magari mi sbalgio…

    ELF

  27. Gabriele dice:

    Macche’ battaglie ideologiche, e’ un dato di fatto: la gente guarda meno TV perche’ naviga, dialoga, condivide soprattutto informazione.

    Togliamo Internet e la gente tornera’ a consumare i nostri prodotti senza pensare troppo.

  28. frap1964 dice:

    Meno male che c’e’ chi ha già  trovato una brillante soluzione. :-D

  29. Lunar dice:

    Michele, mi chiedo perchè continuo a perdere tempo con te che NON vuoi capire. IO NON SCARICO UN FICO SECCO. CAPITO. Come te le devo dire? A me serve la banda larga per un miliardo di cose ma NON per scaricare. Se vado sul sito del NYT e c’è un video lo voglio vedere fluido, senza interruzioni. Lo stesso per YouTube e lo stesso per il sito di Obama. Per me Internet ha preso totalmente il posto della televione perchè il palinsesto e la programmazione me la faccio da solo. E’ questo che spaventa i padroni del vapore. Lo capisci si o no? Il resto sono balle. Verdone che si lamenta? sono balle. Verdone fa gli stessi film, gli stessi personaggi, le stesse battute da trentanni. Non sarà  mica per questo che lamenta una crisi? La televisione fa le stesse porcate da trentanni e la gggente si è stufata. Questo è il loro problema. Tutto il resto è noia.

  30. mitch_76 dice:

    lunar,
    prima di tutto prenditi una camomilla che e’ meglio.
    Nessuno vuole accusarti di scaricare nulla. io ho capito benissimo che tu vuoi la banda larga per youtube e altri contenuti. permettimi cmq di dubitare dell’equazione banda larga=civilta’ evoluta. io dico semplicemente che, statisticamente parlando, la banda larga e’ utilizzata per scaricare e su questo le tlc ci lucrano sopra. tutto qui. non voglio fare il rompipalle, ma tutto quello che hai detto di fare (che e’ l’utilizzo “civile”,secondo me) lo puoi tranquillamente fare con 800k :-).

  31. Anonymous dice:

    più che altro la domanda è:

    quanto?

    sl0wg33k

  32. Anonymous dice:

    Gabriele dice che “Togliere Internet a chi scarica e’ un buon modo di allontanare la massa dalla Rete” e poi sostiene che internet è comunicazione e cultura. Ma se la grande massa non fa altro che starsene lì da sola a scaricare ogni ben di dio dove starebbe tutta questa comunicazione e cultura?.
    Insomma ci sono parecchie contraddizoni in certi discorsi e, credo, molto dipende dal fatto che le posizioni dei sostenitori ad oltranza della pirateria libera sono difficilmente sostenibili quando si esce dal terreno dei facili slogan e delle petizioni di principio.

  33. spider dice:

    Mitch, io spero che la tua sia una provocazione.
    Altrimenti come cavolo fai tu a sapere quanta banda serve a qualcuno. Con lo stesso criterio, ho un contatore da 4.5 KW, potrei stare benissimo con 3?
    Vuoi decidere anche la cilindrata delle autovetture? Il piano a cui cui abitare (che abiti a fare al settimo piano, per la maggioranza delle persone basta il secondo)? Quanti partner uno può avere nella vita?

    Sto procedendo per assurdo ma mica tanto. Perché 800K? Perché non 1.2 Mb? Perché non 640K? Ma di che ragioni? Tu sai cosa ci fanno gli utenti con la banda? E se anche fosse YouTube, a te che ti importa?
    Io scarico molto, guarda un po’, soprattutto distribuzioni Linux: perché le provo, le testo, e le ISO in DVD sono grosse. Le scaricherei anche con 800K, ma se è per quello le scariavo anche con una 128K a suo tempo (ci si mettevano GIORNI, ed erano ISO di CD). Con 8Mbit ci metto parecchio meno.

  34. spider dice:

    Ah, e con 800K la televisione IP in qualità  decente non la vedi. No way.

  35. Lunar dice:

    appunto.
    spider, io avevo accennato solo alla parte informativa-intrattenimento. Se parliamo di programmi, aggiornamenti, driver, manuali e compagnia cantando ci salta il contatore. Ieri ho scaricato OpenOffice 3.0 Sono circa 150 mega scaricati in alcuni secondi. Sono troppo pochi? Dovresi scendere di quota?
    Se poi vogliamo parlare solo di YouTube vorrei fare una domanda:
    Un video su YouTube dei Beatles, dei Led Zeppelin, di Lucio Battisti piuttosto che di Elvis è cultura o è pirateria?

  36. mitch_76 dice:

    evidentemente mi spiego male…
    ma dopo questo io taglio, perche’ mi stufo a ripetere.
    Quando dico che statisticamente la gente usa la banda per scaricare vuol dire la maggior parte, non tutti, ok? pure io mi scarico le distro, ma quanti sono i linux in confronto ai PC o mac?e di questi quanti sono che si scaricano + di una distro al mese? dai…
    se uno vuole guardare ai dati statistici, penso che sia difficile dire che l’utilizzo della banda larga e’ per scaricare le distro linux.
    il mio pensiero pero’ non e’ per la gente che scarica, ma piu’ che altro giudico ipocrite le tlc che lucrano su un fenomeno che subito dopo si affrettano a definire illegale.saluti

  37. Lunar dice:

    senti michele,
    porta questi dati statistici. Portaci uno studio serio e poi ne riparliamo. Se continui a guardare tra i tuoi amici e fai la statistica non andiamo da nessuna parte.
    Io ti potrei parlare di un mio amico, scaricatore folle, che ha accumulato tanto di quel “materiale” che per poterne fruire solo in parte dovrebbe campare come Matusalemme. Non è un pirata e neanche un venditore. Il suo è un caso clinico, sintomo di una patologia più seria.

  38. noa dice:

    Ciao Mante, ciao a tutti.
    Dico subito che sono un editore, e quindi il mio punto di vista è vincolato dagli interessi che rappresento :D
    Daniele Minotti si chiede cosa vorremmo in tema di distribuzione di opere dell’ingegno. Per quanto riguarda il mercato discografico e cinematografico non so rispondere (ma prometto di pensarci, quantomeno da un punto di vista teorico), ma ci sono altri mercati interessati e interessanti, dove le soluzioni non mancano e sono chiare.
    Eppure gli interessi delle lobby (e qui vi chiederete da che parte sto) sono tali e tanti da fare in modo che di questo non si parli. Ragliano continuamente di pirateria e DRM perché non è nei loro interessi ammettere che altre strade si possono intraprendere.
    Noi, come casa editrice, lo abbiamo fatto, e facciamo anche largo uso delle licenze creative commons. Segnalo due miei post sull’argomento.
    Il falso problema della pirateria. e Editoria scolastica e DRM.