24
Ott
Nonostante tutte le librerie inglesi siano piene di libri a lui dedicati, sebbene le bancarelle espongano magliette con le sue immagini, nonostante a Londra si venda come il pane anche una piccolo guida turistica con tutte le indicazioni per raggiungere i luoghi della citta’ nella quale sono ancora presenti (molti sono gia’ state cancellati in passato) i segni dei suoi graffiti oggi il Times scrive che un corte di Westminster ha deciso che il fatto che Banksy sia noto non significa nulla e che tutti i segni del suo passaggio dovranno essere cancellati. Addio business.

“If we condone this then we might as well say that any kid with a spray can is producing art. To go and deface other people’s property is graffiti. just because he’s famous doesn’t give him that right”

5 commenti a “BANSKY TOUR”

  1. Simone Brunozzi dice:

    Fossi un sindaco di una città  italiana, inviterei Bansky a venire e ad imbrattare il più possibile. Gli darei anche un alloggio gratis.

  2. Anonymous dice:

    e guarda, frequentando la “scena” dei “graffiti” da oramai un paio di decadi… diciamocelo: banksy non è tutto sto genio.

  3. Anonymous dice:

    se è per questo, pure il mio blog è dieci volte meglio di questo – solo che non lo legge nessuno.

  4. papi dice:

    Banksy è un genio. Mi chiedo: cosa succede se il proprietario di uno degli immobili su cui Banksy ha lasciato un segno del suo passaggio denuncia la corte per danneggiamenti e per distruzione di opera d’arte?

  5. aa dice:

    caro mantellini,

    a proposito di banksy e delle questioni legate alla definizione di opera d’arte, e anche a una certa bacchettonaggine di certi antigraffitari, le segnalo un mio post:
    http://cosedalibri.blogspot.com/2008/10/perquisiamoli.html

    buon lavoro,

    anna