Lo Stato Italiano, grazie a Gentiloni ed alla sua indecente blacklist, inizia a censurare anche i siti web dedicati al fumo di sigarette.

Roma – Impedire che gli italiani accedano a siti sui quali potrebbero spendere i propri denari senza che vi sia un controllo delle autorità nazionali: c’è questo dietro provvedimenti che sempre più spesso ostacolano la navigazione degli utenti nostrani. Ora, segnalazioni che giungono da più parti, indicano che il nuovo fronte della censura italiana si sia allargato ulteriormente, alla volta delle sigarette vendute su web.

(via Punto Informatico)

31 commenti a “UN PAESE IN MANETTE”

  1. Anonymous dice:

    Io uso un DNS di uno stato democratico.
    Nex

  2. spider dice:

    Basta farselo da sé, e non è nemmeno difficile.
    Ma il punto non è questo. Il punto è che la censura è una bestia e non può essere addomesticata e prima o poi ti sbrana.
    L’unico modo per evitare di essere sbranati e tenerla lontana.
    Non ci sono pedofili, non ci sono nazisti, razzisti, giocatori d’azzardo, pornografi e pervertiti, armi di distruzione di massa, terroristi, non c’è un solo valido motivo per sostenere la censura.

    Perché dal censurare il partito dei pedofili il gioco d’azzardo illegale a censurare gli omosessuali e amnesty international il passo è più breve di quello che sembra.

  3. Roberto Dadda dice:

    Qualcuno mi spiega il motivo per cui la pubblicità  al fumo debba essere vietata per esempio sui giornali e permessa in rete?

    bob

  4. Lunar dice:

    un pacchetto di bionde, di quelle che fumo io, costa in Italia 4,30 euro. Una stecca di bionde, dieci pacchetti, di quelle che fumo io costa 8,60 euro al duty free di Singapore. Al costo di due pacchetti ne prendo 10. Come si giustifica questa differenza?

  5. Stefano dice:

    openDNS

  6. Anonymous dice:

    @ lunar

    è un sin tax: fumare ti procura piacere, il piacere è peccato, e quindi paga: lo hanno inventato gli anglosassoni bianchi protestanti, e quindi a singapore i buddisti zen non lo applicano.
    mario

  7. Lunar dice:

    mario,
    anche scopare procura piacere.
    vorrano mica mettere nella blacklist il mio ucc…o?

  8. Anonymous dice:

    @ Roberto Dadda

    La pubblicità  al fumo è proibita per i giornali italiani ma non per i giornali esteri. Se io compro una copia del Time ci trovo la pubblicità  delle sigarette. Allo stesso modo, non vedo perchè un sito estero debba essere inaccessibile dall’Italia, solo perchè pubblicizza o vende sigarette.

  9. Roberto Dadda dice:

    Il paese più accanito al mondo nella lotta al fumo è il giappone dove non sono certo wasp!
    Francamente credo abbia un senso fare pagare i vizi che comportano altissimi costi sociali come il fumo che provoca con altissima probabilità  malattie socialmente costosissime.
    Se comunque consideriamo censura il blocco dei siti della case di sigarette perché mai non ci siamo stracciati le vesti quando hanno vietato la pubblicità  in televisione o sulla carta?
    Questo fatto di volere considerare per motivi non chiari la rete sempre come qualche cosa di diverso non ha senso.

    bob

    PS certo il problema è che in rete certe misure sono aggirabiilissime,
    io uso opendns e non mi accorgo di nulla, ma questo forse è un difetto della rete non un pregio.

  10. spider dice:

    Roberto: quindi, seguendo il tuo ragionamento, dovrebbero oscurare anche siti come escortforum (che è in svizzera) perché in italia è vietata la pubblicità  di prestazioni sessuali a pagamento? Oppure, più sottile, dovrebbero oscurare siti che pubblicizzano l’assistenza legale? I siti di testate straniere che non sono regolarmente registrate al tribunale italiano semplicemente perché non pubblicano in italia?

    Poi Roberto, non prendiamoci in giro: quella censura è strumentale al fatto che comprando sigarette all’estero si evade il monopolio. Il che, dal mio punto di vista, è ancora più grave: si censura (censura) arbitrariamente quello che fa comodo.

    Per fortuna internet è immune, per ora, da questi sistemi. Per chi ne è capace.

  11. Mammifero bipede dice:

    Ok, comprando sigarette all’estero si evade il monopolio.
    Poi vai anche all’estero a farti curare i problemi cardiocircolatori, gli enfisemi o i tumori?
    Se sì, va benissimo, se no, paghi anche le tasse sul fumo (che sono e restano poche, in confronto ai costi collettivi direttamente riconducibili al tabagismo), visto che scegli deliberatamente un vizio dannoso per la salute e poi ti aspetti che la collettività  ci metta una pezza.
    Si chiama “internalizzazione dei costi”: far pagare, a chi fa danno, il costo del danno che produce.
    E le multinazionali lo sanno benissimo, infatti cercano in tutti i modi di massimizzare i propri guadagni scaricando i costi sulla collettività .
    Un discorso analogo vale per le automobili, per dire…

  12. Gospel dice:

    Non capisco…
    Perché censura?
    àˆ vietato comprare sigarette all’estero, no?
    Evadendo, intendo, non quelle che ti compri al duty-free per accedere al quale hai pagato salatissime tasse aeroportuali.
    Si può discutere dell’opportunità  del monopolio, ma dal momento che c’è non vedo perché tacciare di censura un simile provvedimento quando, ad esempio, il contrabbando è un reato che nessuno si sognerebbe qui di difendere, almeno spero.
    Senza nessuna polemica.
    Magari mi sfugge qualcosa.

  13. frap1964 dice:

    Veramente il decreto Gentiloni è collegato all’oscuramento di siti pedopornografici. Più che indecente direi inutile, visto che i filtri sono aggirabili. La possibilità  di inibire ai naviganti italiani l’accesso verso siti esteri che non rispettano le nostre normative è invece una norma infilata in sordina nella finanziaria del 2006.

    http://www.civile.it/internet/visual.php?num=39827

  14. Lunar dice:

    problemi cardiocircolatori, enfisemi, tumori… ma di cosa parlate? Io fumo da una vita e non ho mai fatto un solo giorno di ospedale. Il mio medico di famiglia non mi conosce. Ogni volta mi chiede il nome. :) Al contrario conosco tanta gente che non fuma, non mangia, non scopa, non campa e sta sempre dal medico, si pompa di medicinali, si ammala di medicinali. Se lo stato vuole preoccuparsi della salute dei cittadini cominci, seriamente, ad occuparsi dei cantieri. Tre al giorno. Altro che fumo.

  15. frap1964 dice:

    Lunar, non te lo vorrei dire, ma in Italia il fumo ne fa fuori ogni anno un numero che è 70 volte tanto.

    http://www.smettere-di-fumare.it/numeri-del-fumo.shtml

    Il rischio relativo di contrarre un tumore per un fumatore, rispetto ad un non fumatore, è venti volte tanto.
    Dati dell’ Istituto superiore di sanità .

    http://www.smettere-di-fumare.it/numeri-del-fumo.shtml

    Vedi un po’ tu…

  16. frap1964 dice:

    Sorry.
    Dati dell’ Istituto superiore di sanità .

    http://www.iss.it/binary/pres/cont/TUMPOLM_TABWEB.pdf

    Vedi un po’ tu… ;-)

    Tieniti pure il vizio, ma perchè la comunità  ne dovrebbe poi pagare i potenziali effetti?

  17. Lunar dice:

    frap, io non sottovaluto i rischi da fumo ma tu non sottovalutare gli altri rischi che sono tanti.
    Io, grat-grat, sto meglio di tanta gente salutista. Li vedo intorno a me. Conducono una vita da malati per morire sani. Su quei numeri, poi, nutro forti dubbi. Qualcuno dica all’Istituto Superiore di Sanità  che la gggente muore. Anche quelli che non fumano, muiono. Anche loro, i medici, muoiono. Ci tocca. A chi prima e a chi dopo, ci tocca.

  18. frap1964 dice:

    Che la gggente muoia è pacifico.
    Ma leggili bene quei dati, anche quelli degli ex-fumatori. ;-)
    Pure sui cantieri si muore.
    Non a caso il decreto 81/2008, testo unico in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, riconosce il principio del diritto-dovere del lavoratore a tutelare la propria salute. Perchè è non solo interesse del singolo, ma anche della comunità , visti anche i costi annui degli infortuni (non solo quelli mortali). Sito dell’ INAIL per i dettagli.
    Parola di ASPP. ;-)

  19. Gospel dice:

    Qualcuno vorrebbe cortesemente spiegarmi ciò che ho chiesto, grazie?
    Ho fumato per 20 anni.
    Fumare fa male. Stop.
    Smettere è semplicissimo. Stop.
    Si sta molto meglio. Stop.
    Vorrei capire perché si parla di censura.
    Sempre che sia possibile, ovviamente.

  20. Roberto Dadda dice:

    Anch’io sono confuso: qui si parla di bloccare siti che fanno una cosa ILLEGALE come vendere le sigarette senza essere un tabaccaio.

    Cosa questo abbia a che fare con la censura per me resta un mistero.

    @lunar il tuo discorso non è per nulla logico, non ti auguro di dovertyi ricredere sperimentando sulla tua pelle gli effetti di anni di fumo, sappi comunque che la statistica gioca contro di te!

    bob

  21. massimo mantellini dice:

    Gospel,

    il discorso e’ lungo e complicato. E ne scriviamo da 10 anni forse. La sostanza e’ che l’idea stessa di combattere presunti reati in rete impedendo agli utenti della rete di raggiungere pagine che qualcuno ha arbitrariamente definito “proibite” non e’ solo tecnicamente aleatorio, non e’ solo una maniera comoda di astenersi dal perseguimento del reato ma e’, come e’ chiaramente evidente, l’apertura di una strada maestra ad ogni sorta di arbitrio. Questo paese preferisce censurare Internet piuttosto che perseguire e le ragioni della censura sono spessissimo le piu’ varie ma quasi mai hanno a che fare con gli interessi dei cittadini ai quali paternalmente si chiudono gli occhi perche’ non vedano. Spero che il punto di vista sia piu’ chiaro ora.

  22. Gospel dice:

    Il punto di vista è chiarissimo, grazie mille.
    Solo che non riesco ad applicare, in questo caso specifico, l’arbitrarietà  e l’alea di reato.
    In tanti altri casi, invece, ovviamente sì.

  23. Lunar dice:

    scusate,
    io rivendico il diritto di farmi del male fumando. Ne ho facoltà ?
    Per la cronaca io le sigarette le acquisto dal tabaccaio tranne quando sono all’estero, ovviamente. Vogliamo parlare del caso specifico? Bene. Di quale reato si sta parlando?
    La merce arriva per vie tradizionali mica sul gommone, di notte, in una spiaggia deserta. C’è una dogana, ci sono delle procedure, ci sono delle norme da applicare? lo facciano. Ma agiscano a fronte di un illecito “reale” e non presunto.
    Vogliamo parlare anche del gioco. Lo stato italiano ci campa sul gioco d’azzardo. Lo promuovono, lo pubblicizzano in TV. Invitano la gggente a giocare. Sia chiaro, il pollo deve giocare solo da loro altrimenti non vale. Il gioco, il vizio del gioco, quello cronico fa più male del fumo.
    Aiutatemi a capire: qual è la logica che sta dietro a tutto questo?

  24. Lunar dice:

    vi invito a leggere questo pezzo:
    http://tinyurl.com/5uxpk5

  25. Mike dice:

    Sono perfettamente d’accordo con lunar. Chi ha comprato apparecchiature elettroniche dall’estero si è trovato a dover pagare IVA, dazi, accise varie.

    Inoltre seguendo la stessa logica si dovrebbe bloccare i siti (e quelli che mandano messaggi di posta elettronica di siti che vendono psicofarmaci come lo Zyban (un antidepressivo per smettere di fumare, che in Italia si deve comprare solo con ricetta medica non ripetibile ma “stranamente” non è rimborsato dal SSN).

    Seguendo la stessa logica censoria bisognerebbe bloccare i siti come Amazon che vendono libri e dischi senza bollino SIAE.

  26. Gospel dice:

    Ma no, scusa.
    Lasciando stare i medicinali.
    Il resto, libri, etc… Non sono sottoposti a monopolio.
    Si può discutere del fatto che il monopolio sia giusto o meno, d’accordo.
    Ma finché c’è…

  27. frap1964 dice:

    Mante, ma cosa vuoi perseguire se i siti sono all’estero?
    Cosa controlli se il pacco di sigarette ti viene inviato in forma anonima e magari dichiarando altro rispetto al contenuto?
    Siamo pragmatci su. Qui si tratta semplicemente di provare a contrastare certi fenomeni, anche se, lo sappiamo benissimo, con armi spuntate. La possibilità  di inibire ai navigatori italiani l’accesso verso siti esteri che non rispettano le leggi italiane è una norma della finanziaria 2006 che non prevede affatto “ogni forma di arbitrio”. Serve a creare semplicemente un piccolo ostacolo che la gran parte delle persone non è probabilmente in grado di superare autonomamente. Non si capisce perchè Internet debba essere per forza zona franca per qualsiasi tipo di reato, in nome di un finto diritto ad una libertà  di espressione universale di qualche nostalgico dei bei tempi andati.
    Circa il diritto a farsi del male fumando concordo. Purchè termini dove comincia il mio, di diritto, a non concorrere al pagamento delle eventuali cure conseguenti.
    Il vizio, se lo vuoi, te lo paghi fino in fondo.

  28. Anonymous dice:

    quello dei costi sociali dei fumatori è un fatto tutto da dimostrare, anzi ci sono state ricerche che hanno affermato che in media i fumatori costano meno allo stato sociale dei “salutisti”. Non si curano e quando si curano è troppo tardi per costare troppo e troppo a lungo alla spesa sanitaria. scusate se non linko, ma insomma google lo sapete usare tutti..
    Vd

  29. Anonymous dice:

    Qui qualcuno rivendica il diritto di morire di cancro senza che nessuno gli rompa le scatole.
    Quel qualcuno più che i polmoni dovrebbe farsi revisionare il cervello.

  30. yorker dice:

    Al di là  della definizione di censura, quello che anch’io trovo sbagliato è che invece di punire un’azione che costituisce reato (acquistare sigarette al di fuori dei canali del Monopolio), ci si concentri su di un mezzo (di comunicazione, in questo caso) che di per sé dovrebbe essere neutro.
    Non è la macchina a causare incidenti mortali, è chi la guida. E se una 500 guidata da un ubriaco falcia un pedone devo processare l’ubriaco, non proibire la vendita delle 500. Anche se l’automobile può servire a commettere reati.
    Voglio dire, il reato non è visitare il sito in questione; quindi proibirlo è sbagliato ed arbitrario (che poi questa proibizione sia sostenuta dalla legge non la rende meno sbagliata).

  31. frap1964 dice:

    @yorker
    Piccolo dettaglio:
    in Italia è reato vendere sigarette di provenienza diversa dai canali dei Monopoli di Stato, non soltanto acquistarle.
    Il fatto che l'eventuale sito risieda su un server straniero non elimina il fatto che l'offerta di vendita venga fatta a colui che risiede su suolo italiano.
    E' questo che non è legale.
    Senza contare che in questo modo la vendita è potenzialmente possibile anche ai minori di anni 16 (che poi è il motivo per il quale invece i distributori automatici vengono fatti funzionare solo di notte, quale deterrente).

    http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=201&sub=1&lang=it