13
Ott
Una discussione interessante nei commenti del post precedente:

Penso di parlare con conoscenza di causa visto che sono un ricercatore, e pure precario.
premetto che se brunetta mi sbatte fuori dal sistema italico francamente non me frega nulla, ho la mia professionalità costruita vivendo anche (anzi soprattutto) all’estero e non solo lavorando in italia, ho le mie brave pubblicazioni internazionali, e pure quelle domestiche, visto che in italia le pubblicazioni internazionali non vengono valutate poi tanto, i miei finanziamenti ottenuti tanto in italia quanto all’estero. si, sono abbastanza fiero del mio curriculum.

Dopo essermi presentato, anche se anonimamente, ovvio, lasciatemi dire due o tre cose:
Minotti: sento un certo graffiar di unghie sui vetri, quel suo primo intervento non è certo dei più felici, non tanto nei confronti della mia categoria, ma di se stesso: non ha mai pensato di cambiare il suo giro di frequentazioni, vedrà che sarà più fortunato, mica tutti i ricercatori son fannulloni, anzi, parecchi di loro sono persone interessanti.

Brunetta: paradossalmente non ha torto, la bellezza della carriera che ho scelto è quella di poter girare per università, farmi il mio periodo di ricerca magari in inghilterra o ad harvard, oppure il mio visiting da qualsiasi altra parte. Il punto è saper valorizzare le esperienze accumulate in modo tale che la professionalità sia davvero spendibile sotto un profilo internazionale.

E qui casca l’asino: non crediate che altrove l’accademia non recluti i suoi membri per cooptazione. Succede ovunque, fa parte della natura stessa del tessuto accademico: sono professore, scelgo chi voglio a succedere alla mia cattedra o a far parte della mia università, questo è il meccanismo di fondo. Ciò che cambia sono i criteri di valutazione: in Italia spesso non contano titoli, didattica o pubblicazioni, ma solo parentele o conoscenze. Ed è li che è veramente marcio. Di solito è fuori dall’Italia è ben felice di starsene fuori, o almeno di mantenere un piede fuori, chi rientra lo fa per motivi personali (tipo genitori anziani o figli piccoli).

Per quanto riguarda l’incapacità tutta nazionale di non saper valutare le giovani menti formate nelle nostre università e di lasciarsele scappare… beh, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Per quanto riguarda i costi dell’università ad harvard o nelle altre università della Ivy League (ma lo stesso dicasi per Oxford e socie..), beh, costa quasi 80.000 dollari all’anno, le fees sono davvero esose, ma esistono prestiti d’onore e borse di studio. E con un degree o un phd harvardiano, state tranquilli, che si tratta solo di un buon investimento. Anche adesso in tempi di magra.
I finanziatori delle università americane si pregiano che i loro finanziamenti vengano accettati, non pagano perchè i loro figli le frequentino, perchè di solito i finanziatori sono grandi imprese, grandi studi legali, grandi fondazioni… Già il vecchio discorso dei finanziamenti privati o delle scuole/università private che in Italia e quasi solo esclusivamente in Italia si confonde con quelle confessionali.
Scusate la lunghezza, ma alcuni chiarimenti mi sono sembrati doverosi.

13 commenti a “RICERCATORI”

  1. Lunar dice:

    ottimo intervento. mi spiace solo che il ricercatore cada nella rete di Brunetta e finisca per dargli ragione. Non che Brunetta non abbia ragioni da vendere ma a mio avviso è poco credibile nella misura in cui non inizia a tagliare lì dove si annidano i veri sprechi. LA CASTA.
    Fa quasi sorridere dover quotare il senatore Paolo Guzzanti ma quando scrive di queste cose come dargli torto. Nell’intervista a se stesso il sen guzzanti dice:

    D – Lei ha detto che in parlamento siete pecore e scimmie ammaestrate. Pesante pure questa, no?
    R -Vale per tutti, per tutti i partiti. Siamo tutti dei nominati e trattati come cose. Ci avvertono con SMS di entrare o uscire, ci urlano se votare verde o rosso, parlano sempre gli stessi, non si fa alcun vero lavoro di rappresentanza popolare e meno che mai di sostegno del governo anche in chiave critica, quando è necessario.

  2. frap1964 dice:

    Mi è tornato in mente che circa un annetto fa scrissi un post sull’argomento, dopo aver letto a mia volta un post di Alfonso Fuggetta del CEFRIEL.
    Mi pare un contributo di un qualche interesse, visto che contiene alcuni riferimenti e dati circa la situazione universitaria italiana e la “proposta” dell’allora ministro Mussi (che era una mezza buffonata).

    http://nuntereggaepiu.wordpress.com/2007/08/30/cervelli-in-fuga/

  3. Anonymous dice:

    Il problema sono i soldi, e proprio per questo proporre ai precari di andare all’estero è folle:
    investo su una giovane mente in tempo, materiali ecc… e poi una volta che può dare il suo contributo la mando via.

    Ricercatori e la ricerca sono risorse fondamentali in un sistema complesso e competitivo come il nostro. Investiamo su qualcosa e poi lo regaliamo, è come comprare materie prime semilavorarle e poi a metà  percorso produttivo regalare tutto alla concorrenza. E’ folle!

    Ci vuole raziocinio, abbiamo del materiale investiamo perchè sia più produttivo e cerchiamo altri modi per tagliare!!!!

    ELF

  4. frap1964 dice:

    Il precedente governo aveva immaginato la creazione di un’agenzia per la valutazione dell’Università  e della ricerca, cioè l’ANVUR, che poi non è diventata operativa.
    La Gelmini, puntualmente, l’ha bocciata prima ancora che nascesse.

    http://www.corriereuniv.it/2008/06/il-ministro-gelmini-boccia-lanvur/

    Ma concrete alternative però non ne propone.

  5. Anonymous dice:

    roba oramai vecchia.. ma tant’e’: http://brokershandsontheirfacesblog.tumblr.com/

  6. Camillo dice:

    in Italia spesso non contano titoli, didattica o pubblicazioni, ma solo parentele o conoscenze. Ed è li che è veramente marcio

    Perché? Perché nessuno ha la responsabilità  del suo incarico… Il responsabile di un dipartimento di ricerca estero deve rendere conto a qualcuno del suo operato e della “produttività  del suo laboratorio… ma qui chi è che chiede conto ad un Ordinario del suo lavoro, della sua didattica e della ricerca del suo laboratorio?

  7. Anonymous dice:

    Boeri e Perotti (autore del profetico libro L’Università  truccata) su La voce: Omonimie in cattedra:
    http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1000671.html
    Leggete e disgustatevi o voi che criticate impunemente Brunetta.

  8. frap1964 dice:

    Io mi domando se un sito istituzionale possa essere usato per indire concorsi di vignette e fare inutili polemiche con l’opposizione.

    http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/salastampa/notizie/3465.htm

  9. khornetto dice:

    1) L`istruzione a pagamento e` una blasfemia a mio avviso, e non lo dice un mangiatore di bambini comunista.

    2) La chiave e` “COME SI VALORIZZA”? Come si limitano le baronie (che si`, e` vero, ci sono dappertutto, ma non arrivano quasi mai ai livelli scandalosi italiani).

    Magari per esempio, cambiare le modalita` DA TERZO MONDO con cui si fanno gli esami di ammissione a professore sarebbe un primo passo. Ma Brunetta no, mica ne parla di questo. RICERCATORI FANNULLONI, IMPIEGATI CAZZEGGIONI… certo, con questa classe dirigente che da` l`esempio mi pare difficile ottenere di meglio

  10. deid dice:

    Mi sembra chiaro che sia necessario ripensare a tutto il sistema dei concorsi e della distribuzione dei fondi. O sbaglio? Ma allora perche’ nessuno lo fa? Ecco, questo proprio non lo capisco.. o forse si..

    davide

  11. mitch_76 dice:

    @ anonimo che cita boeri e perotti:
    d’accordissimo su quanto dicono, ma forse ti sfugge una cosa: dei paraculati figli di professori nessuno e’ un post-doc precario colpito dall’ira/ironia di brunetta: tutti fanno carriere fulminanti bruciando tappe. stiamo parlando di due fenomeni completamente differenti e cioe’ la parte marcia che si mangia fondi e blocca possibilita’, che ha il culo parato, e la parte precaria, la piu’ vulnerabile, che porta avanti gran parte della ricerca in Italia. E la soluzione di Brunetta qual’e’? ovviamente gettare il bambino e tenere l’acqua sporca. geniale.

  12. Daniele Minotti dice:

    Gran bel discorso.
    Peccato, però, che io non abbia mai detto che tutti i ricercatori sono fannulloni.
    Se si argomenta su basi false, altro che stridore di unghie…
    Vabbe’…

  13. Anonymous dice:

    Nell’ultimo sondaggio di IPR Repubblica, Brunetta risulta essere di gran lunga il ministro più gradito dagli elettori di tutti gli schieramenti e viene considerato il più determinato e competente dalla stragrande maggioranza degli intervistati.