Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Ho viaggiato un po’ in treno nei giorni scorsi e la notizia che forse anche voi già conoscente è che i treni italiani sono stracolmi di gente che se ne sta seduta con un notebook aperto di fronte. Specie le prime classi dei convogli, che forniscono con maggior frequenza i viaggiatori di tavolini e prese elettriche, molte volte incredibilmente funzionanti, sono un luogo, piccolo e significativo, della riscossa tecnologica del paese. (continua)

11 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Anonymous dice:

    e io che pensavo fossero li’ per i rasoi elettrici..

  2. Gospel dice:

    Uhm…
    Non mi sento di commentare, almeno per quanto riguarda lo stato di avanzamento tecnologico (e non solo) del nostro paese.
    Ma un link lo metto:
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Viaggio_in_Giappone

    Bye.

  3. massimo mantellini dice:

    @gospel, effettivamente un post impressioannte , grazie

  4. Anonymous dice:

    Un italiano su due oggi si estranea volontariamente dalle dinamiche sociali legate allo sviluppo tecnologico

    E la fonte di questa analisi quale sarebbe Mante? La tua pancia?

    ciao,
    Diego

  5. spider dice:

    scusa ma da quant’è che non prendi un eurostar o av?

  6. Anonymous dice:

    Mi permetto di dire che l’articolo su PI è offensivo nei confronti dei tanti costretti a prendere il treno per i quali l’assenza delle prese è l’ultimo problema, e dimostra, oltre che una vaghezza e imprecisione imbarazzanti, che l’autore ha una visione estremamente parziale della situazione ferroviaria oggi.

    Un lettore che usa per necessità  eurostar intercity e treni regionali, in qualità  di pendolare, che conosce da tempo e può quantificare per ciascuna categoria la percentuale di treni e vagoni dotati di prese elettriche ma non ha la fortuna (e/o la bravura) di farsi pubblicare le sue esperienze di viaggio guadagnando centomila euro all’anno.

  7. massimo mantellini dice:

    Beh francamente , caro anonimo, non mi sembrava di aver scritto un contrappunti sullo stato delle FFSS. Quindi francamente non capisco dove stia l’offesa ai pendolari.

    saluti

  8. Gospel dice:

    @spider: Se ti riferisci a me, ti dico che non prendo treni perché il problema, per me, è arrivarci al treno.
    Ma il discorso di Massimo credo sia altro, non certo lo stato dei trasporti pubblici in Italia.
    E questo vale anche per i commenti fuori luogo.
    Da qualche parte bisognerà  pure iniziare, piuttosto che niente, meglio piuttosto, quindi ben vengano le prese elettriche.
    Se poi io faccio prima ad andare a Milano in automobile piuttosto che in treno non è certo colpa del sig. Mantellini… ;)

  9. Anonymous dice:

    Ma “questa” è vera innovazione ?

    Perchè pensare che la parte del paese che pensa a ricadute negative sia “vecchia” ?
    Non è che invece è più “nuova” della presunta tale?

    Magari pensa che alcune tecnologie abbiano senso solo per alcuni e che per la maggior parte sia perfettamente inutile.
    Esempio la presa di corrente sui treni quando spesso per i pendolari non c’e’ neanche il treno.

    Magari pensa che l’enegia per alimentare tutti questi giocattoli è sprecata ?

    Magari pensa che un paese dove: bambini di 12 anni sono a casa da solo interconnessi via messenger, e dove gli adulti si incontrano a Roma per FaceBook non è un paese evoluto ?

  10. Roberto Marsicano dice:

    Mi sembra la classica mistificazione da tecno-lover, anche detto geek o gadgettaro, che pensa che uno con un PC (oh!, pardon, un laptop) stia facendo sempre un lavoro produttivo.
    Magari il tizio sta solo leggendo centinaia di e-mail di cazzeggio, o quelle inviategli in cc, come capitava all’AD della local branch di una importante multinazionale che obbligava, e leggeva nelle sue quattro ore treno giornaliero, tutte le e-mail che si scambiavano i suoi sottoposti.
    Preclaro esempio di nevrosi grave facilitata dalla tecnologia.
    Escluso chi scrive per mestiere (giornalisti, scrittori, avvocati e categorie assimilabili), nessuno ha veramente bisogno di un PC e, se ne ha un tale bisogno (produttivo), allora vuol dire che la sua azienda/organizzazione non è abbastanza informatizzata e/o automatizzata.
    Il numero di PC aziendali, che non siano banali terminali di un sistema centrale, è inversamente proporzionale al casino che regna nell’azienda/istituzione e non un segno di progresso tecnologico.

  11. spider dice:

    gospel volevo solo dire che le prese ci sono da mo’.

    @marsicano: io il computer in treno l’ho usato per guardare film o puntate di serie tv, così come per lavorare. ho pure chattato per tutto il tragitto milano-bologna (grazie Tre), e scaricato e uploadato alcune cose di lavoro nel tragitto inverso.
    ok, nessuno ha bisogno del pc per qualche ora di treno, ma nessuno ha bisogno di un cellulare, di un ipod, di un’automobile, della televisione, degli antibiotici, dell’anestesia e così via fino alla ruota e il fuoco.
    se posso usare il pc in treno lo uso, se non posso non lo uso. se mi piace usare il pc in treno, saluto l’avvento delle prese elettriche (o di batterie più capienti) come una conquista.