Come scrive giustamente Antonio Dini (e come anche io vado predicando da anni) non e’ tanto importanto sapere quanti blog sono stati aperti complessivamente nel mondo, quanto piuttosto quanti di questi sono ragionevolmente attivi. I numeri che Technorati pubblica nel suo annuale “State of the blogosphere” confermano una serie di ipotesi che sono valide anche sola in Italia, per esempio quella di un rapporto fra blog aperti e blog attivi (aggiornati almeno una volta negli ultimi mesi) inferiore a 10 a 1.

4 commenti a “LA REGOLA DEL 10 %”

  1. Tito Sartori dice:

    Credo che questo sia un dato molto interessante, su cui riflettere.

    La prima idea – un po’ stiracchiata e maliziosa – che mi viene in mente è che alla semplicità  disarmante con cui si riesce a creare un blog non corrisponda una facilità  di utilizzo dello stesso. La malizia del mio pensiero sta nel fatto che quando parlo di utilizzo, ipotizzo anche una sottostante mancanza di idee. Ma mi accorgo di dire una sciocchezza.

    Penso invece che perché un blog rimanga attivo è necessaria una rete di commentatori. Che senso ha parlare se nessuno di ascolta?

    Forse il problema risiede nel fatto che molti leggono o danno un’occhiata ai blog, ma si limitano a passare e ignorare, senza lasciare tracce, feedback, commenti.

    Ha senso?

  2. Bloglavoro dice:

    Mi sembrava che quelli inattivi/abbandonati fossero un po’ di più… impressione mia senza dati di supporto.

    @tito sartori:
    I blog sono un po’ come le case: c’è quella dell’amico simpatico che però frequenti una volta l’anno e anche di malavoglia (perché magari è un casino, sporca e ci vogliono tre ore per arrivarci) e quella del conoscente che ti sta anche un po’ sulle balle ma che organizza sempre cene con gente interessante e ottimo menu. Che magari qualche volta passa anche da casa tua giusto per un saluto. Il primo si chiede come mai nessuno vada, mentre tu dall’altro ti fermi, commenti, partecipi e gusti.

  3. Roberto Marsicano dice:

    Nella blogosfera valgono le stesse regole del marketing: è difficile scalzare i brand già  affermati.
    Intorno ai top blogger si crea un eco-sistema di affezionati lettori che fanno aumentare la popolarità  del blogger. E’ come la Coca Cola e la Pepsi che si spartiscono la gran parte del mercato delle cola.
    Si crea così una barriera all’ingresso (di nuovi top blogger) che è molto interessante da esaminare, infatti, non è dovuta a ragioni economiche (mettere su un blog non costa niente e basta avere il tempo per aggiornarlo), ma è costituita dall’abitudine dei lettori di andare a vedere che dice quel ristretto numero di blogger.
    Un po’ come frequentare sempre gli stessi bar dove si dicono le solite cose stantie ma che soddisfano il bisogno di conservatorismo che è proprio della massa degli umani.
    Quindi, anche la rete si livella culturalmente verso il basso e non è più un elemento di innovazione.

  4. spider dice:

    mi sembrano sempre tanti.