Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Nelle ultime settimane si parla molto di una esplosione dell’utilizzo di Facebook in Italia. Per affermarlo ci si basa spesso su dati empirici, il più citato dei quali è il gran numero di richieste di amicizia che raggiungono i nostri profili su Facebook da qualche tempo a questa parte, come se moltissime persone avessero improvvisamente scoperto l’uso di questa applicazione di social networking anche in Italia. Ciò avviene proprio mentre in USA la curva di crescita di Facebook va riducendosi, per lo meno nella fascia di utenza originariamente più forte, vale a dire quella degli studenti universitari (18-25 anni). In Italia, secondo i calcoli che Vincenzo Cosenza ha pubblicato sul suo blog, gli utenti potrebbero essere passati da circa 600.000 ad oltre 1 milione. (continua)

11 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Manuele dice:

    Bell’editoriale.
    Credo sia superfluo aggiungere che il successo “tardivo” di facebook in Italia è dovuto alla recente traduzione in italiano.

    Noi ci iscrivemmo per la nostra neonata casa editrice, per capire se poteva essere uno strumento utile al suo sviluppo. E in effetti lo è da molti punti di vista.

  2. Marco Bellucci dice:

    Davvero un bell’articolo, che ho letto con piacere condividendone praticamente tutti i punti.

  3. spider dice:

    Ho un profilo su Facebook da quasi un mese.
    Con tutta la buona volontà , io ancora non ho capito a cosa mi può servire.
    Ancora qualche giorno e se non avrò trovato rispota mi cancellerò.

  4. Daniele Minotti dice:

    Beh… anch’io non ho ancora saputo trovarci una vera utilità . Sarà  che l’università  l’ho finita da un pezzo.
    P.S.: PErò devo dire che dopo tutta la pubblicità  degli ultimi tempi, si sono aggiungi molti friends. Per quello che mi serve, trovo molto più utile e serio Linkedin.

  5. korovev dice:

    Io rientro in quei 400.000 che recentemente si sono (sarebbero?) iscritti a facebook. Ammetto che in parte mi sfugge il motivo per cui l’ho fatto, e che di sicuro, almeno per ora, non ne vedo il fine.
    Certo, ritrovare un po’ di gente (tipicamente: compagni di scuola) che non sentivo da un po’ di tempo è piacevole. Ma per il resto… mah!
    Ritengo comunque che facebook rimarrà  sulla cresta dell’onda per qualche mese ancora, e poi finirà  “nell’anonimato” un po’ come è successo con secondlife del quale, se non sbaglio, in giro non si parla praticamente più.

  6. pizzulata dice:

    Editoriale di razza ;)
    Ho letto volentieri e con diversi punti in accordo.
    Io quoto il fatto che ora ‘facebook’ sia la moda in italia.
    E conoscendo l’italiano medio, questa moda non durerà  tanto.
    Inoltre ho girato link del post ad una mia amica inglese, che deve stilare un rapporto sui social media in Italia: gli sarà  sicuramente di aiuto.

  7. giorgetto dice:

    Secondo me non si è inquadrato l’aspetto principale della faccenda:
    Facebook ha già  vinto la guerra sui social networking, ma la vera sfida è sulla gestione delle identità , ed anche qui, è probabile che FB sarà  il vincitore assoluto.
    Su Facebook ci si presenta con nome e cognome.e i dati che inserisco sono in buona parte veri.

    FB con la sua Facebook Connect riuscirà  dove hanno fallito progetti come Microsoft Passport (per fortuna) e OpenID (peccato!) ovvero diventare il gestore unico della propria identità  in rete, un discorso ben più ampio rispetto ai social networking.

    La potenza di FB è che può buttare nel piatto 100 milioni di profili, con un bassissimo numero di falsi.
    FB per primo ha capito che internet e i suoi utilizzatori sono cresciuti, e che sono disposti ad utilizzare i propri dati reali, a patto di usufruire di un buon servizio (e fb è un’ottima applicazione ed è per questo che ha avuto successo) ed avere la possibilità  di controllare i propri dati (e qui, c’è ancora molto da lavorare).
    Quello che mi chiedoè: google per quanto ancora resterà  a guardare?

  8. gparker dice:

    Forse sarà  perchè appartengo ad un’altra fascia d’età , più centrale nello sviluppo di Facebook, ma ora siamo nella curva di stabilizzazione come gli americani per quanto mi riguarda. Il vero boom è stata la scorsa primavera.

    Quanto alle ragioni d’uso di Facebook concordo molto con quanto dice giorgetto, la gestione dell’identità  è fondamentale, perchè tantissime delle persone che vedo e sento aprirsi un account su facebook (e stiamo sempre parlando di quella fascia d’età  che dovrebbe essere cruciale per qualsiasi cosa in rete) non ha altri modi per risultare da una ricerca Google. Non che risultare su Google sia un imperativo, tuttavia se si vuole avere un controllo sulle informazioni su noi stessi che girano può essere cruciale e Facebook garantisce tutto questo a tutto quel mare di persone che di rete masticano poco pur usandola moltissimo.

    Non sono un fanatico di Facebook tuttavia mi sembra che funzioni e molto. Poi magari vengo smentito e si rivela solo una moda, ma il modo che ha di rinnovarsi nel tempo (rispetto a un anno e mezzo fa è cambiato radicalmente) e le possibilità  che dà  di “gestire” le amicizie (decidendo chi vede cosa) e anche rimuoverle senza che loro lo vengano a sapere mi sembra ottimo.

  9. Anonymous dice:

    io, ho appena cancellato il mio account su fb…essenzialmente perchè me la tiro e non voglio essere troppo visibile e blah blah…
    poi pensavo, posso sempre prendere l’ identità  di un mio ex compagno di scuola, in fondo basta una foto e tutti ci abboccano.
    Pazzesco
    Immaginate i risvolti ?
    /plb

  10. ciro pellegrino dice:

    un pezzo gradevolissimo

  11. Anonymous dice:

    Conosco un numero rilevante di persone, anche molot giovani, che sulla scorta dei tanti articoli “marchettari” usciti di recente con sperticati elogi sulla utilità  di facebook, si sono iscritti per poi lasciar perdere quasi subito come inutile perdita di tempo.
    Per questo motivo sui media continueranno ad uscire redazionali ben pagati che gonfiano a dismisura i dati, tutti leggono il valore e dicono. “però!” e alcuni di lor corrono a iscriversi anche solo per curiosità .
    Uffici marketing, inserzionisti e giornalisti prezzollati sono felici. I lettori ingannati un po’ meno, ma.. “è la stampa bellezza!”.