Vi diro’. Non ne volevo parlare. Dipendesse da me direi che si tratta di uno dei soliti ciclici ricorsi storici della piccola blogosfera italiana. Pero’ c’e’ un fatto. Persone che stimo e che leggo da anni hanno in questi giorni tutte assieme tratto le fila di un unico discorso (pur da vari punti di vista) quasi che la Blogfest di Riva avesse tracciato un segno di discontinuita’ o terminato un’era. Paolo Valdemarin, Fabrizio Ulisse e Marco Mazzei, gente che “conosco” dopo tanti anni di frequentazione online, oggi scrivono dei blog come di una occasione perduta. Le tematiche messe in campo sono molte e diverse ma a ben vedere sono le medesime di cui si discute da anni. Se ne parlo’ – per dire – anche un anno fa a Kinder e la “morte dei blog” era allora ed e’ oggi un evento assai meno luttuoso di quanto si possa pensare. Quanto alle eventuali occasioni perse, quelle per conto mio, se ci sono, si calcolano con il proprio metro personale e dubito esista una superiore unita’ di misura che metta d’accordo tutti. Le persone cambiano, mutano interessi, talvolta si dedicano ad altro. Qualche sera fa parlavo con Giuseppe Granieri la cui attivita’ di blogger e’ andata ampiamente riducendosi in questi anni. Nel suo entusiasmo di cui mi diceva per le cose nuove che si possono fare “altrove in rete” io vedo solo segnali positivi, ben diversi dalla descrizione della Caporetto attualmente in corso. E come lui credo tanti altri, interessati piu’ alla sostanza dell’ambiente digitale in cui si trovano che non alle sue convenzioni. Io – detto terra terra – a bloggare continuo a divertirmi: probabilmente si tratta di un limite mio. Le relazioni con persone che mi piacciono sono aumentate e si sono consolidate in questi anni, spesso mediate dai nostri blog. Ho delle preclusioni, come tutti, ma certamente non solo collegate al pagerank o alla classifica di blogbabel che e’ solo un simpatico giochetto per mandare un SMS a Luca dicendo “sei sceso di tre posti pappappero!”. Molte delle polemiche di questi giorni sono ridicole ma anche le piu’ inutili di queste sono iscritte dentro un ambiente nuovo, dove la comunicazione puo’ essere perfida o meravigliosa (pensate alla storia di Barbara con Carrefour) caotica o tentacolare. Sta a noi riuscire a sfruttarla al meglio. Spesso non ci si riesce ma questo non svuota lo strumento delle sue potenzialita’, semmai descrive con qualche nettezza le nostre qualita’, per usare un eufemismo.

E’ nato un mondo parallelo alla blogosfera che conoscevamo in questi anni. E queste e’ la causa, spesso non detta, di molte delle tensioni di cui si parla in giro. Forse per qualcuno quelle che prima erano ingenue aspirazioni oggi sono diventate concrete aspirazioni. Ci sono esperti che ti insegnano in dieci punti come tenere un blog di successo, aziende che sognano di sfruttare il passaparola per vendere prodotti, altre che semplicemente percepiscono quello che anche noi percepiano, vale a dire che dentro questo calderone passano molte delle cose nuove che accadono, cose che spesso sono difficili da intercettare. Qualche giorno fa un tizio che neanche so bene chi sia mi ha chiesto con che criterio scelgo le cose da pubblicare sul blog per massimizzare l’audience. Credo di aver balbettato qualcosa di disarticolato eppure mi accorgo, pensandoci adesso, di non avere un parere netto su questa cosa. Anzi si, uno ce l’ho: non mi interessa ma se a voi piace fate pure.

I Macchianera Blog Award sono una scemenza. Lo sono sempre stati in effetti e sono belli anche per quello: per la gente che fa la questua per un voto, per quelli che cambiano IP per votare sette volte, per quelli che scrivono sui loro blog “Vi prego non votate per me che sono superiore a queste cose”. Per questo fanno tenerezza le polemiche serie su chi-ha-vinto-cosa che i premi inventati da Gianluca scatenano ogni volta. E nonostante questo quando sabato sera Leonardo – che e’ uno dei blogger che ho amato di piu’ in questi anni – e’ salito sul palco a ritirare il suo premio per Miglior Blogger di-non-so-cosa, per me e’ stato bello. E mi ha fatto piacere essere li’ e vedere altra gente che applaudiva fino a spellarsi le mani. Fossero anche state solo 100 persone. Dentro la nicchia della nicchia della nicchia a condividere una cosa piccola che piace a me e a qualche altra persona. Tutto il resto, se c’e’, e’ un rispettabile di piu’.

31 commenti a “LA NICCHIA DELLA NICCHIA DELLA NICCHIA…”

  1. Matteo Balocco dice:

    Ciao Massimo, ho letto – per il mio bene – solo le prime e le ultime quattro frasi. All’incirca. Insomma, lo so che tu a casa tua fai quel che vuoi, ma non mi diventare prolisso come suzukimaruti, ti prego.

    (o scrivi magari 4 o cinque post… ché l’età  avanza e la mia vista si affatica troppo con i testi lunghi e i pensieri articolati)

    Un abbraccio.

  2. massimo mantellini dice:

    Ti capisco ;)
    ciao

  3. Pablo dice:

    è tutto molto triste…la blogosfera italica intendo…

  4. aghost dice:

    ma no dai. Sbagliato a chi pensava ad una rivoluzione copernicana dei blog, come chi pensava l’opposto. E’ solo un media che sta crescendo, con tutti i problemi della crescita…

    Diciamo che sta mettendo i denti da latte :)

  5. aghost dice:

    ma no dai. Sbagliato a chi pensava ad una rivoluzione copernicana dei blog, come chi pensava l’opposto. E’ solo un media che sta crescendo, con tutti i problemi della crescita…

    Diciamo che sta mettendo i denti da latte :)

  6. adlimina dice:

    ecco tracciata la linea spartiacque tra il web degli intelligenti e quello dei pivelli, linea tracciata con grande lucidità , la tua

  7. hinoki84 dice:

    Ciao Massimo,
    sono un giovane blogger che “vive virtualmente” nella nicchia più nicchia, ovvero quella parte di blogosfera abitata da tutti quelli che hanno imparato a smanettare con codici HTML, che sono partiti da Blogger o Splinder e ora si sono fatti il loro bel dominietto con installato WP.

    Fino ad oggi ti ho letto saltuariamente, di sfuggita (diciamo la verità , poco poco, solo dalla pagina della top 100 di Blogitalia) ma non posso che fermarmi un attimo su questo tuo post, nel quale mi ritrovo in diversi passaggi.

    Ammetto che avrei voluto esserci a Riva la settimana scorsa, ma impegni e poco tempo (e compleanno) hanno fatto da deterrenti: il fatto è che “avrei voluto” ma ora non lo “vorrei più”.
    Dopo aver visto tra i vincitori Beppe Grillo (che per me non è un blogger.punto), Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli, mi sono chiesto se non valeva la pena includere il tutto nella serata dei Telegatti, visto che tutto fa brodo e con gente di questo calibro il brodo veniva ancora più grasso…

    Certo, leggevo anche da qualche parte che di cose buone per la blogosfera italiana ce ne sono state, ma se fino a poco tempo fa gli incontri tra blogger erano alquanto informali (tipo tutti seduti in cerchio con le gambe incrociate), sentir parlare di cravattini e conferenze stampa con parte finale riservata alle domande mi ha un poco deluso.

    Il pericolo è quello che adesso il fare un blog può avere un fine basso come quello di ritirare (solo) una statuetta, e chi invece spende ore e ore a cercare di centrare il suo antipixel nella colonna rischia di restare fuori dal giro, nella nicchia.

    Grazie per il tanto spazio concessomi, un saluto !

    hinoki84

  8. Marco dice:

    Ciao Massimo, io mi sono molto arrabbiato non certo con le dinamiche della Rete (e come potrei, visto che sostengono diciamo almeno il 50% della mia vita?) ma con il mondo della nuova-informazione-fatta-dai-blogger. Penso effettivamente che Riva segni un punto di svolta, il tentativo di accreditare un gruppo di persone nel grande mondo della comunicazione, che in qualche modo chiude un periodo, un’esperienza e rende l’informazione dei blogger molto, troppo simile a quella dei giornalisti. E’ questa la prospettiva che mi interessa.
    Poi naturalmente ci sono tante eccezioni, ma se tu avessi visto – o forse le avrai anche viste, non so – tante dinamiche giornalistiche su gadget, viaggi stampa, incontri stampa con i big, pranzi, cene e quant’altro, adesso saresti arrabbiato come me nel vedere che tutto si ripete.
    E io, giuro, avevo sinceramente creduto in tutti questi anni che non sarebbe successo.
    Poi, certo, non vale per tutti. Il fatto che tu rappresenti una delle eccezioni (non lo dico perché sono tuo ospite, e nemmeno perché spero di poter lavorare un giorno alla Mantellini Spa – eh eh) e il fatto che il tuo lavoro primario non sia nella blogosfera mi fanno riflettere: alla fine tutti devono campare e chi campa solo con Internet probabilmente è meno libero di chi ha appunto ancora il privilegio di poter non postare nulla per molti giorni.
    Lo capisco. Però sono arrabbiato lo stesso. Ti giuro: credevo e speravo che i giornali di domani sarebbero stati migliori e quindi avrebbero avuto un futuro proprio perché sostenuti da un modo nuovo di informare e comunicare. Mi sbagliavo.

  9. spider dice:

    hinoki84, lascia perdere premi e classifiche. sono fesserie per ego ipotrofici. non ci pensare.
    fai il tuo e fallo bene. blogbabel e macchianera magari no, ma google analytics te ne darà  conto.

  10. Cafonauta dice:

    Ma sti blogger che parlano di una Caporetto, cosa volevano fare da grandi?
    Scrivono per passione o perchè hai visto mai che un giorno…

    Perchè altrimenti certe polemiche con la stampa “ufficiale” mi sanno tanto della volpe e l’uva.

  11. Cri dice:

    Ciao. Io penso che l’illusione di totale democrazia ha fatto sì che centinaia di migliaia di persone potessero calarsi nel ruolo di chi “fa” informazione, dimenticando che tale ruolo, per citare Montanelli, è e rimane elitario. Comunità  molto popolose replicano (spesso e male) informazioni già  lette, non essendo spesso capaci di mettere in moto il processo di interiorizzazione e rielaborazione dei contenuti che è alla base della comunicazione efficace. Si scrive, si commenta, ma soprattutto si pubblica tutti su aggregatori (siano anche piccole testate on line) che ridanno in pasto la stessa biada allo stesso pubblico. Il mio vecchio weblog, nato nello stile e nei contenuti con nessun’altra pretesa che lo sfogo personale, forse per una questione di simpatia era abbastanza frequentato; la crescita nel numero dei lettori (e dei commenti) moltiplicava aspettative di “conformità “, attacchi per “lesa maestà “, proposte per improbabili “incarichi da giornalista” che in fondo non ho mai avuto voglia (nè capacità ) di soddisfare. Ho chiuso il weblog e provato a selezionare i feed di coloro che ritenevo dotati di intelligenza, creatività  e capacità  tale da potersi muovere in questo ambiente approfittando del ruolo “paritario” per diffondere contenuti e punti di vista realmente nuovi. Effettivamente sono rimasti in 5.

  12. Anonymous dice:

    bla bla bla bla bla bla e poi bla.

  13. Tom dice:

    Un bel post, stranamente lungo visti i canoni del tuo blog, ma hai davvero colto nel segno.

  14. Dario Salvelli dice:

    Io ho letto velocemente invece. Alla fine, queste riunioni qua, si riducono per essere niente altro che incontri tra amici, la nicchia della nicchia della nicchia.
    Dunque da una parte non c’è nulla di male nel divertirsi tra amici nell’altra c’è la consapevolezza che siano un po’ inutili se si ha la pretese di voler fare una rivoluzione o voler rappresentare la blogofera, un qualcosa che non si può chiudere in una stanza (o in un barcamp). Saluti.

  15. Mushin dice:

    Sono stra-d’accordo con Dario. Del resto mi fa sorridere se qualcuno pensa che “il blogging è morto” solo perché non si diverte più a bloggare come un tempo.

    Secondo me gran parte del problema sta nell’errore di chi si identifica portavoce della blogosfera, e se si vede calare ascolti e pagerank imputa la cosa alla fine della centralità  del blogging. Puttanate. Semplicemente nascono sempre nuovi blog e i lettori scelgono chi e cosa seguire.

    In fondo: “quello che il bruco chiama morte il mondo chiama farfalla”.

    Aprezzo l’equilibrio che dimostri Mante, vedi di imbottigliarlo che lo regaliamo alla prossima blogfest.

  16. Espressione Regolare dice:

    difficile che nella blogosfera le cosa vadano diversamente che in real life, le persone sono le stesse :-)

  17. Anonymous dice:

    I Macchianera Blog Award sono una scemenza. Lo sono sempre stati in effetti e sono belli anche per quello

    Sei proprio un democristiano…

    Cmq chi l’ha detto che la blogosfera deve essere quella di cui parlate voi?

    Fabio

  18. deid dice:

    743 parole e` troppo.. questo si che fa riflettere..

    d.

  19. Anonymous dice:

    Pablo said…

    Marco said…

    Cri said…

    Tom said…

    eheheheh
    indove che anderai
    sti nomi te ritroverai

    oh mantellì qui drento cè la firma tua e alora me racomando…
    essimi omo tutto casa chiesa e familiola felice

  20. Roberto Marsicano dice:

    Post troppo lungo per non dire l’unica cosa che andava detta:
    i blogger italiani non hanno niente da dire di originale e basta vedere le domande fatte a Bernabè al blog-mortorio.
    Altro che blog-fest!

  21. frap1964 dice:

    Poco poco, piano piano, come piace a noi… :-D

    http://rectoverso.tumblr.com/post/50913184/dentro-la-nicchia-della-nicchia-della-nicchia-a

  22. massimo mantellini dice:

    Io Marco invece sono convinto da un po’ di tempo che tutto questo rimescolare informativo legato ai blog rendera’ migliori i giornali di domani. O almeno lo spero. Forse (anzi e’ probabile) non succedera’ per merito dei soliti noti invitati agli eventi ma per meccanismi distribuiti pu’ ampi ed indistinti (pensa al caso di Blackcat). ciao

  23. Daniele Minotti dice:

    Massimo, il post che hai appena scritto mi fa riflettere, portandolo al mondo dei giuristi (che e’ un mondo nel mondo).
    Ma non ho il tuo stesso ottimismo, almeno per il futuro a breve termine.
    In questo, perdonami, sei ingenuo, troppo sognatore.

  24. Daniele Minotti dice:

    Sorry, volevo dire *il commento che hai appena scritto*.
    Il post non l’ho letto tutto. Concordo con altri circa la lunghezza, eccessiva.

  25. Cafonauta dice:

    @Mantellini:
    in pratica quello che ha scrito De Biase nel suo bellissimo post.

  26. georg dice:

    io se fossi in quelli che non riescono a leggere una cartella e mezzo di fila, qualche domanda me la farei, eh

  27. Daniele Minotti dice:

    @Georg
    Io, di solito, leggo libri (giuridici, soprattutto) e sentenze, anche molto lunghe. Non so tu.
    Altro che una cartella e mezza…
    Mi sa che non ha proprio capito…

  28. Massimo dice:

    @Minotti.
    Magari georg non parlava di te..

  29. Daniele Minotti dice:

    @ Massimo
    Uhmmmm… Forse soffro di protagonismo, in effetti… :-)

  30. Anonymous dice:

    Daniè… senza forse.

  31. Daniele Minotti dice:

    Beh, a mia difesa, devo dire che sono uno di quelli che non e’ riuscito a leggere quella cartella e mezza, dunque mi sono sentito in causa.
    Ragionevole, secondo me, al di la’ del mio carattere.
    Osservo, pero’, che georg non e’ intervenuto per spiegare.