18
Set
I tentativi di convincerci del fatto che lo Stato NON stia organizzandosi per spillare denaro agli italiani facendoli giocare a Poker via Internet sotto l’ala protettiva della legge hanno qualcosa di commovente.

Gualandri, sembra l’inizio di una nuova frontiera del gioco d’azzardo?
“Non scherziamo. Lo stato ha posto particolare attenzione a questo aspetto, la sola forma di gioco consentita è quella del torneo, la legge permette di sfidarsi solo sul piano dell’abilità. Quando siamo partiti con GiocoDigitale neanche sapevamo quali sarebbero stati i giochi ammessi”.

(via repubblica.it)

18 commenti a “RILANCIO”

  1. Domiziano Galia dice:

    Adesso, non è che lo Stato li faccia giocare. Uno gioca se gli va. E non è la stessa cosa dei videopoker da bar che lì sì, ce li han messi apposta. Qui, se lo Stato non fosse intervenuto, la gente avrebbe comunque potuto giocare sui siti stranieri. A sto punto teniamoci in casa i buy in.

    E comunque il poker è tutta un’altra faccenda rispetto ai gratta e vinci e le lotterie. Lì conta solo culo e non serve il cervello. A poker te la giochi e te la devi giocare.

    E comunque sì, i tornei sono più soft, è il cash game che può rovinare la gente.

  2. Daniele Minotti dice:

    E vedrai cosa succedera’ alle aste al ribasso…
    Si accettano… scommesse…

  3. Max dice:

    E quindi? Dove è il problema? Ognuno è o non è libero di fare quello che gli pare dei suoi soldi in modo lecito? Se poi contribuisce anche alle finanze dello stato ancora meglio.

  4. Daniele Minotti dice:

    Forse, come me, Massimo pensa che l’azzardo sia sempre azzardo, una cosa negativa per tanti motivi e il fatto che sia gestito dallo Stato non sposta il problema, anzi lo rende ancora piu’ imbarazzante.

  5. Andrea Poulain dice:

    ieri ero in fila per prendere i biglietti di italia australia di rugby.
    al mio fianco due macchinettte mangiasoldi,poker,roulette,carte ecc ecc
    ho visto una signora di 70 anni suonati bruciarsi 50 euro in 5 minuti, poi si lamentano della pensione..poi penso a me che non avrò pensione.
    poi penso allo stato che ti invoglia a fregarti pure quel poco che ti dà ..poi penso a me che a 40 anni me ne andrò alle fiji:)

  6. Max dice:

    Io penso che la moda sia altrettanto pericolasa, ma mai mi sognerei di commentare circa la libertà  delle persone di spendere €1.500 per una borsa che ne vale €25.
    L’altro giorno ho visto una studentessa, figlia di operai entrare in un negozio di Armani, e mi sono detto: pensa lo Stato finanzia pure le giornate della moda milanesi.

    A me pare tanto ipocrisia perbenista.

  7. stefano dice:

    Lo Stato spilla denaro (veramente) agli italiani da secoli con il lotto, che in confronto il poker sportivo e’ un paragone di correttezza.
    Visto che qualcuno i soldi li spillera’ comunque, agli italiani che vogliono farseli spillare, tanto meglio se a guadagnarci e’ il nostro erario piuttosto che una societa’ londinese con capitale alle Bahamas.

  8. Daniele Minotti dice:

    @ Max
    Ma che dici? Certo, lo shopping compulsivo e’ certamente patologico. Non meno, pero’, di quello che fanno certi maschietti con attrezzi pseudo-geek (un iPhone bacato e che ti traccia, un eeePC da 7″ che ti fa 800×600 massimo evvai con lo scrolling orizzontale).
    Ma l’azzardo e’ cosa decisamente diversa, molto piu’ patologica.

  9. Max dice:

    @daniele: hai dati circa la maggiore patologicità  del gioco? Oppure come dicevo, siamo di fronte al solito perbenismo ipocrita?
    In questo momento sto pensando alla patologicità  degli aquisti di SUV e di marche di auto di lusso con relativi debiti a carico delle famiglie/individui. Oltre all’impatto sociale di questi acquisti. Le scommesse/poker/lotto mi sembrano meno pericolose e meno condizionabili.

    Che poi sia lo stato italiano o uno stato della CE a prendere le tasse di chi gioca mi interessa ancora meno. Se c’è chi è più bravo all’estero allora è giusto che i clienti se ne vadano all’estero: non ho mai sentito nessuno lamentarsi degli acquisti altrui su Amazon, eBay e delle ricerche su Google, perchè lo dovrebbe fare per le scommesse? Oppure mi sono perso qualcosa?

  10. Daniele Minotti dice:

    @ max
    Non, non ho dati e su questo hai ragione. Pero’ penso basti guardarsi un po’ intorno. Fai due passi davanti ad un punto SNAI, per esempio (ci passo davanti ogni giorno quando vado i studio). Vedrai una fauna impressionante.
    Siamo d’accordo sull’impatto sociale dei SUV, ma mi sembra che quello dell’azzardo (gestito direttamente dallo Stato – ed e’ questo il problema non soltanto etico) sia decisamente piu’ preoccupante.
    Non mi sembra, d’altro canto, che gli esempi da te fatti (eBay – asta per modo di dire – e Google siano pertinenti).

  11. Max dice:

    @ Daniele. Sinceramente a me la fauna che trovo passeggiando in via Montenapoleone oppure in via Condotti mi impressiona sempre più di tutto.

    Vedi io proprio non ci vedo un problema etico, ma di opportunità . Per me la scommessa è etica come la sigaretta: puoi ammazzarti di fumo finchè vuoi, suppongo tu lo faccia consapevolmente.

    Per quanto riguarda Amazon & co. Quando compri su quei siti le tasse sono pagate per Amazon in UK, per eBay in Lussemburo così come per Google, credo. Lo stato italiano non prende una lira. Perchè quindi mi dovrei preoccupare di dove i siti di scommesse pagano le loro tasse?

  12. Anonymous dice:

    uno che conosco ha postato una foto su facebook in cui ha due schermi sulla scrivania connessi in cui gioca su più tavoli..

  13. Daniele Minotti dice:

    Max, d’accordo con te che il fumo (e sono fumatore) e’ un problema analogo.
    A te faranno schifo le passeggiatrici di Montenapoleone. Si’, ma vedo molta piu’ tristezza davanti alle macchinette.
    Personalmente, secondo me…

  14. ciro pellegrino dice:

    «i Giochi d’abilità  fortemente voluti dall’ex ministro Bersani nell’estate del 2006…».

    insomma se li fai nel bar sottocasa è azzardo, se giochi online è abilità .

  15. Albert Antonini Mangia dice:

    L’idea di base è quella di sfilare i soldi dalle tasche degli italiani per fare incassare all’erario il 3% sul fatturato, piuttosto che fare “volare” questi soldi all’estero

  16. EdTv dice:

    Nel poker che sia torneo, ma ancor più nel cash, la componente di fortuna conta molto ma molto relativamente.

    Il poker è uno sport che combina, logica, calcolo, tenuta psicologica, analisi delle situazioni, sforzi cognitivi costanti, studio, applicazione e disciplina, e altre centinaia di caratteristiche che con la fortuna non c’entrano un cazzo.

    Non benedirò mai così tanto il poker, perché da quando è entrato nella mia vita, mi ha liberato da una stupida e peraltro poco fruttosa dipendenza: il blog e i blogger, il loro moralismo e la loro banalità .

    Rischiavo di finire così, come voi, but pokerstars saved my life.

  17. Daniele Minotti dice:

    Le proprieta’ curative (blogger-bloccanti) del poker francamente non me le sarei mai immaginate ;-)

  18. ciro pellegrino dice:

    ora esce che il poker previene l’infarto stimola la diuresi e combatte i radicali liberi e l’invecchiamento del bulbo del capello