Il sottosegretario alle TLC Paolo Romani ha detto qualche giorno fa che il governo pensa all’ipotesi di una separazione della rete Telecom come ad un evento possibile solo in casi eccezionali (la traduzione spicciola e’ che e’ contrario). Il governo precedente era favorevole, timidamente favorevole e senza alcuna capacita’ di imporla. Venerdi al Mart Bernabe’ ci ha detto che “si tratta di un problema complesso” e che comunque la NGN2 si fara’ a partire dai resti del vecchio progetto Socrate (che e’ un po’ come dire che non si fara’, non subito almeno, se non a titolo semisperimentale visto che i soldi non ci sono). Oggi Pons su Repubblica scrive che Telefonica (che e’ tuttora l’azionista di riferimento) non vuole la separazione della rete e che invece il 25 settembre prossimo Bernabe’ proporra’ lo spin off della rete per farne una societa’ separata quotata e con investitori istituzionali. Sempre oggi Calabro’ dell’Autorita’ Comunicazioni si dice favorevole ad una NGN semipubblica nella quale anche gli altri operatori possano entrare. La verita’ e’ che oggi “One Network” sembra essere una idea lontanissima tanto che mi verrebbe da dire: lasciatemi il mio modem a 14.400 baud e andate tutti a quel paese.

7 commenti a “CON SCAPPELLAMENTO A DESTRA”

  1. Gian carlo dice:

    Una rete di comunicazione libera e democratica è impensabile in un sistema come il nostro protezionistico e retto da pochi in posizioni privilegiate.

  2. andrea dice:

    nei paesi normali il sistema politico si occupa di investimenti e di creazione di oppurtinita’; da noi esistono solo vacche da mungere e politici che amano il formaggio.

  3. Roberto Marsicano dice:

    Secondo il CEO di un grande carrier americano, alla fine di fusioni, incorporazioni, acquisizioni (e inevitabili fallimenti anche fra le telco più indebitate), resteranno in pista dai sei agli otto grandi carrier in tutto il mondo.
    Tutto questa melina potrebbe essere solo pre tattica di chi sa già  che il problema della rete se lo dovrà  smazzare qualcun altro.

  4. Francesco Minciotti dice:

    Ma Massimo, quale 14.400! Sei proprio italiano… guarda un po’ qui, e dimmi se in America non c’hanno già  capito tutto ;)

    (Avvertenza: foto deficiente ma molto esilarante scattata ad una vecchia scatola d’un modem quest’estate in USA)

    P.s.: Se in Italia, all’alba del 2008, ancora stiamo a manducare il progetto Socrate, siam messi maluccio, come prospettive…

  5. ALG dice:

    Il problema grosso è che NGAN, separazione della rete (Funzionale stile OpenReach, Legale come per TeliaSonera o di proprietà  come è a Singapore ed è stato proposto per Eircom) costa un sacco di soldi che attualmente ne TI, ne i principali concorrenti, se lo stato vogliono spendere.

    Per inciso, il riferimento al progetto Socrate è fatto perché, non essendo esattamente coglioni, NGN2 sfrutterebbe dove possibile le infrastrutture realizzate per Socrate. Per inciso queste aree sarebbero le uniche coperte in FTTB (Fiber to the building) mentre le altre sarebbero in FTTC (fiber to the curb).

    Scusate se rompo ma ci lavoro su ste cose.

    Ciao

  6. Francesco Minciotti dice:

    @alg: Specifico la chiosa su Socrate, ché non è stata certo chiara — me ne rendo conto solo ora.

    Certo, è ovvio che le infrastrutture create al tempo di Socrate non debbano essere buttate; ma è pur vero che, da un punto di vista morale, andare a riesumare dall’armadio un progetto di dieci anni fa non ci fa stare con animo allegro. Che poi quel progetto fosse valido, posso pure condividerlo; è solo che mi rattrista vedere che, dopo dieci anni, si parla ancora di Socrate e non s’è fatto ancora niente. Mi sa come rivangare un’opportunità  buttata nel cesso.

    Questo, sotto il profilo morale, ché sotto il profilo economico/materiale riprendere in mano quelle infrastrutture è logicamente una cosa giusta. Già  non ci sono capitali; vedi pure di duplicare infrastrutture (ri)utilizzabili!

    Secondo i dati in mio possesso, TI stima(va?) che, al 2012, 27 utenze su 100 sarebbero state coperte da FTTC+VDSL2, partendo dalle aree di sperimentazione a Milano (con i cavi di Metroweb) e Roma. Era su qualche documento ufficiale TI (bilancio?) 2007; lo citai alla discussione della mia tesi, ma ora non ho modo di verificarlo.
    Visto che tu ne sai sicuramente più di me, mi confermeresti se è una previsione ancora valida?
    Ti ringrazio molto :)

  7. ALG dice:

    @Francesco:
    Non ho sottomano i documenti (e preferirei comunque non divulgare quei dati). Diciamo che la posizione ufficiale di TI dovrebbe restare ferma sul piano strategico del 2007.
    Da quello che ho visto, i dati che citi sono essenzialmente corretti, potrebbe esserci qualche ritardo nell’attuazione del piano anche perché in realtà  il modello di business per le Telco non è molto chiaro e le contingenze economiche potrebbero suggerire di aspettare un po’. Ma queste sono mie analisi anche perché attualmente sto lavorando su altri temi.

    Potrei fare qualche altra considerazione ma chi ha studiato il tema in modo approfondito può comunque farle.

    Ciao
    P.s: scusa se son stato un po’ cucito, ma immaginerai che i miei capi non sarebbero contenti se dicessi troppo…