Venerdi scorso sono stato al Mart a Rovereto a un incontro con Franco Bernabe’ AD di Telecom Italia. Ho aspettato un po’ prima di scriverne perche’ volevo lasciar sedimentare le sensazioni. Ho anche letto quello che hanno scritto gli “altri

Credo si sia trattato di un evento nuovo, una specie di piacevole discontinuita’, assai utile, specie per Telecom che lo ha voluto, un po’ meno per i blogger che hanno partecipato. Come e’ stato scritto si e’ trattato in ogni caso di un primo passo la cui importanza forse sara’ misurabile da quelli successivi. Se ci saranno.

Come dicevo agli organizzatori (Digital PR in Italia ha sviluppato una grande capacita’ di proporre nuove occasioni di confronto fra blogger e aziende) in realta’ si e’ trattato di un incontro convenzionale, secondo lo schema del domanda-risposta, altra domanda-altra risposta. Non ci sono state (ne potevano esserci) vere conversazioni fra l’AD della piu’ importante azienda delle telecomunicazioni del paese e un gruppo di blogger che si occupano di tecnologia, non foss’altro perche’ anche solo le 20 persone invitate erano troppe per una cosa del genere.

Se qualcuno seguendo l’evento in streaming ha avuto l’impressione che le domande fossero troppo timide o il comportamento dei blogger eccessivamente remissivo cio’ e’ accaduto non perche’ ci fosse una sorta di complesso di inferiorita’ finalmente palesato ma perche’, banalmente, lo schema dell’incontro non lo consentiva (a meno di non voler sembrare aggressivi e maleducati oltremisura, e nessuno dei presenti lo era). Del resto, una volta sfrondata l’iniziativa dagli intenti promozionali (credo assai importanti) una quota residua di simpatia fra le parti e’ ugualmente fluita.

Nel merito delle questioni discusse. Bernabe’ ha detto molto di politico (molte questioni di scenario che io trovo complessivamente assai apprezzabili specie quelle che riguardano la funzione dell’azienda e l’azionariato), moltissimo di politico al passato remoto (una specie di piccola soddisfazione personale nei confronti delle precedenti scandalose gestioni Colaninno e Tronchetti) ed ha risposto assai poco alle questioni concrete che gli sono state poste. In particolare ha glissato completamente una accurata domanda di Luca De Biase sulla Net Neutrality parlando di tutt’altro. Io in questo non riesco a immaginare grandi scandali, piuttosto intravedo piccoli capibili imbarazzi. Se fossimo stati seduti in 10 attorno ad un tavolo sarebbe cambiato qualcosa? Ho i miei dubbi. Di certe cose (separazione della rete, neutralita’ ed altre faccende centralissime) credo che banalmente Bernabe’ non possa pubblicamente parlare se non in termini molto generici. Durante l’incontro ho avuto la fortuna di essere seduto accando a Alfonso Fuggetta che al riguardo (chiaccherando sottovoce mentre Bernabe’ raccontava i suoi successi giovanili) e’ stato per me illuminante.

Su questi temi credo che una conversazione aperta e bidirezionale avrebbe avuto un senso per l’apporto passionale che i presenti avrebbero potuto dare: vale a dire sottolineare una volta di piu’ come certi temi siano perfettamente iscritti nello scenario virtuoso che Bernabe’ immagina per Telecom Italia. Inogni caso per le questioni importanti che riguardano lo sviluppo della rete in questo paese nei prossimi anni gli eventuali interlocutori degli utenti della rete devono essere ricercati anche e sopratutto nel mondo della politica. E questa, anche osservando le ultime dichiarazioni del sottosegretario Romani sula separazione della rete, non e’ una buona notizia.

11 commenti a “CHIAMAMI PURE FRANCO”

  1. .mau. dice:

    mah. In questi mesi sulla rete interna Telecom tentano disperatamente di fare blog per “comunicare / fare comunità “, ma senza risultati di rilievo. D’altra parte, non credo sia quella la strada giusta.

  2. Daniele Minotti dice:

    Mah… io penso che sia parecchio ingenuo (uso un eufemismo, per rispetto) portare le terga a Riva per sentire, tra i vari happening tramezzinati, un Bernabe’ che risponde, come vuole e soprattutto come non vuole – e non potete modificare il programma, alle domande di un uditorio selezionato ed obbediente, comunque tacitato.
    Mi ricorda molto l’incontro con Ballmer. Uno che zompa sul palco e fa il suo porco mestiere, dall’alto del suo potere e alla faccia di chi lo ascolta.
    Sono i fondamentali del potere, ma proprio i fondamentali.
    E che vi aspettavate? Il passaggio di consegne alla c.d. *blogosfera*?
    Neppure Grillo – che volenti o nolenti fa numeri stratosferici – conta qualcosa, vi siete illusi di contare qualcosa?
    Mi sembrate molto ingenui, comunque, alla fine, critici inesistenti.
    Si fa presto, per semplicita’, a prendersela con Colaninno (Senior… non sia mai…) e Tronchetti Provera (siamo tutti fini economisti, eh…).
    Ma cambia veramente qualcosa rispetto a quell’odiato passato? TI dovrebbe cedere la rete soltanto per altruismo ed affezione per quattro blogger messi in croce? (e selezionai).
    Suvvia…
    Meno tramezzini, piu’ critica vera.
    Poi uno si stupisce se ingrassa (e lo scrivente non e’ certo un esempio di linea perfetta…).
    E’ il rilassamento
    (e, scusatemi, forse patisco la sconfitta Ducati a Indy).
    Insomma: per l’ennesima volta vi siete fatti prendere per i fondelli. E non lo capite. E, anzi, ci dite che c’e’ qualcososina di positivo.
    Si fa presto, poi, a dare la colpa anche ai politici (che sempre se la meritano) specie se di parte sgradita.

  3. Anonymous dice:

    Ho letto solo alcuni resoconti sull’incontro. Prima di dare un giudizio definitivo, vorrei seguirne una registrazione. Sapete dove si trova?
    Io però ho come l’impressione che il parterre di blogger non fosse all’altezza dell’evento, oppure non sono stati invitati i giusti interlocutori. Mi spiego con una domanda: un blogger ha solo titolo di porre domande circoscritte al suo mondo tecnologico e fare solo il “cioè al limite 2.0”?
    Il caso aziendale di Telecom Italia è un fatto economico-finanziario, industriale e anche politico che pertiene al paese intero.
    Bernabè avrà  tirato un sospiro di sollievo nel vedere un’audience che più che poco cattiva, era poco preparata. Visto che lui, al momento, non ha lasciato alcuna impronta di discontinuità  rispetto al passato. Ho letto una sua dichiarazione di una banalità  impressionante:
    “Telecom Italia vuole diventare una azienda normale e ci stiamo riuscendo in fretta” ha ricordato Bernabè. “Dopo anni in cui sono successe troppe cose e in cui l’azienda ha pensato alla finanza piuttosto che ai piani industriali e di sviluppo, possiamo ritornare a pensare alle telecomunicazioni e al paese”.
    Forse pensava di aver a che fare con dei deficienti.
    PS per Minotti: anche tu ci metti del tuo, se pensi che i comps di Bernabè siano Grillo e Ballmer…
    Avete mai seguito un incontro con Tronchetti Provera o con qualche pari estero di Bernabè nel settore delle tlc?
    Elena

  4. Dario de Judicibus dice:

    Come ho già  avuto modo di dire, questi eventi servono solo a cercare di normalizzare la blogsfera allineandola ad altri mondi ormai sverginati dalla politica e da altri poteri forti quali quello artistico e quello letterario e cinematografico. La blogsfera non la si incontra né a Rovereto né in alcuna altra località  italiana: la si può incontrare SOLO in rete aprendo un blog e metendosi in gioco in prima persona, senza intermediari e redazioni compiacenti. Uno dei motivi per cui NON considero quello di Beppe Grillo un blog. Il resto è fuffa.

  5. Daniele Minotti dice:

    @Elena
    Forse mi sono spiegato male.
    Chiamando in causa gli eventi di Ballmer (e non Ballmer in se’) ho voluto dire quanto sono inutili e di mera facciata.
    Su Grillo, ho voluto soltanto rimarcare che ha dei numeri (poi, bisogna vedere come intende usarli).

  6. Piero dice:

    Quando una azienda finisce nelle mani dei finanzieri o di lobby finanziarie, per lei si mette male. Al finanziere interessa l’utile non gli investimenti in ricerca e sviluppo che tagliano gli utili.

    E’ bene che le aziende che offrono prodotti e servizi concreti siano gestite da industriali proprietari dell’azienda con risorse proprie e non da finanzieri o speculatori.

    Ritengo Bernabè una persona competente e in gamba, purtroppo, a mio avviso, si tratta di un manager con le mani legate, perché la Telecom non gli appartiene e dovrà  vedersela con Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom ed ex amministratore delegato di Mediobanca, oltre che a Mediobanca.
    Ne sapremo qualcosa di più forse il 25 settembre.

  7. Dario Salvelli dice:

    Di certe cose (separazione della rete, neutralita’ ed altre faccende centralissime) credo che banalmente Bernabe’ non possa pubblicamente parlare se non in termini molto generici.

    Perchè no? E allora questi incontri che li fanno a fare? Tanto vale una conferenza stampa.

  8. Lorenzo Lazzeri (spider) dice:

    Dario de Judicibus? No ci posso credere! :-)
    Ho letto tutti i tuoi articoli su MC, anche se non avevo l’Amiga!
    Vabbè, niente, totalmente offtopic ma su MCMicrocomputer mi ci sono formato (primo numero acquistato il 72, credo fosse l’86) e la rimpiango ancora. Rimpiango anche di averli buttati tutti tempo fa per esigenze di spazio :-/

  9. comunicam dice:

    Considerato che i blogger erano indipendenti, non ho sentito nessun intervento pepato.
    Una domanda poteva sembrare osè, quando è stato chiesto se TI non fosse la prossima Alitalia.
    Della serie: “anche se fosse vero mica lo vengo a dire coram populo”.
    Solite lamentele sulla diffusione della banda larga e sulle prospettive di costruire la NGN, con puntuale risposta sgusciante di uno che è il capoccia di un’azienda super indebitata.
    Della serie: domande a risposta obbligata.
    Qualche domanda sul web 2.0 con appello finale “ad ascoltarci perchè abbiamo prodotti interessanti”.
    Della serie: squallida pubblicità  progresso per i propri affarucci.
    Se questi sono i blogger, “punta avanzata e alternativa all’informazione di sistema schiava della pubblicità “, il panorama è veramente sconfortante, sopratutto per i giovani che farebbero bene a squagliarsi ASAP all’estero.

  10. Enrico Bianchessi dice:

    Mi sembra che, in generale, uno dei problemi di fondo sia il fatto che questo tipo di incontri siano in realtà  organizzati dalle agenzie di PR come se fossero tradizionalissime conferenze stampa, o peggio ancora eventi promozionali, perdendo molto di vista la natura completamente diversa della blogosfera. A cui comunque non si rinuncia perchè ormai troppo trendy. Sbaglio ?

  11. Anonymous dice:

    Che il panorama fosse sconfortante lo sapevamo anche prima, ora questo post ci toglie ogni dubbio.
    Che i blogger andassero a queste conferenze stampa per fare i cavalier serventi e scrivere una velinuccia il giorno dopo si era già  visto, ma che andassero addirittura a fare autopromozione questa è proprio strampalata.
    Enrico