19
Ago

Io non ho un parere esatto esatto su Codice Internet, la grande iniziativa di Marco Montemagno per portare Internet fuori da Internet e raccontarla alla gente comune. Come Marco e come molti di voi ho speso tempo ed energie in questi anni per raccontare la rete in giro, per convegni ed universita’, fuori dalla cerchia degli iniziati. Lo continuo a fare tutt’ora volentieri quando mi e’ possibile, sperimentando da un lato la voglia grande di avvicinare il maggior numero di persone a qualcosa di bello che ha cambiato la mia vita e dall’altro la grande difficolta’ del ricondurre a una sequenza di parole cio’ che e’ invece prima di tutto semplice vita vissuta. Che per raccontarla agli abitanti di uno sperduto villaggio della Papuasia occorrerebbero il talento dello scrittore e quello dell’attore assieme. Ho imparato a stimare Marco in questi anni pur nella sua molteplice veste di divulgatore ed imprenditore del web (come a dire nella sua duplice essenza di santa e puttana;) e sono disposto a certificarne di fronte a qualsiasi tribunale (se ce ne fosse bisogno ma non ce ne e’ bisogno) l’autentica volontà divulgativa (non con la leggerezza di Berlusconi che garantisce per Putin, insomma). Gli invidio molto l’entusiasmo e la voglia di fare e spero che Codice Internet avra’ successo, qualsiasi sia la forma che prendera’ nelle prossime settimane. Che per parlarci addosso senza far nulla siamo sempre in tempo.

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