Come qualcuno ieri nei commenti dell’anteprima aveva previsto il mio Contrappunti odierno ha generato un numero impressionante di fraintendimenti. Se devo dire la verita’ mi colpisce che cio’ avvenga (in simili proporzioni) su un giornale dove tengo una rubrica settimanale da oltre 10 anni e nella quale le tematiche trattate sono poche e molto ben definite. Credo poi che una quota di incomprensione derivi dalla tendenza al “grilletto facile” che tutti in rete un po’ abbiamo (quello di commentare in fretta semza pensarci troppo) ed un po’ ad una tendenza alla lettura “al volo” che quasi tutti adottiamo in rete e che e’ stata anche oggetto di recenti studi come quelli di Pointer. Credo che un po’ dipenda dall’abitudine dei lettori a contestualizzare molto, immaginando che su un quotidiano sulla tecnologia non si possano usare artifizi formali troppo complessi. Credo che un po’ dipenda anche da un mio errore di valutazione nel considerare l’ironia del pezzo sufficientemente trasparente da non dover essere troppo spiegata. Poi ci sono un altro paio di possibili motivazioni aggiuntive che sono convinto abbiano un ruolo ma che non e’ elegante elencare qui.

36 commenti a “PARLA COME MANGI”

  1. Massimo Morelli dice:

    Cioè la prima legge di Cipolla?

  2. Alessandro Longo dice:

    La verità  è che in un articolo l'ironia è la coa più difficile, forse la più difficile, anche grandi scrittori hanno fatto errori

  3. Anonimo dice:

    Ciao, sono quello che ha commentato per primo l'anteprima, quello che diceva che in molti non avrebbero capito.

    Il fatto è che personalmente, a pelle, sento che l'ironia di questi tempi è molto malvista: censure, retate di utenti ad opera di polizie private, accordi che minacciano la neutralità  della rete… queste cose succedono davvero, non passa giorno che un pezzetto di libertà  digitale, e di riflesso reale, se ne va sotto i colpi di gente ben organizzata (majors) o che riscuote il favore di molti perché si impegna in uno scopo meritevole (anti-cosebrutte). E riderci sopra, "seee, mo' la rete è popolata solo da pedofili e terroristi, hahahahaha!" quando c'è gente che vuole far credere, e ci riesce, che le cose siano proprio così, fa un po' incazzare – immagina se, negli anni trenta-quaranta qualcuno avesse scherzato dicendo "seee, vogliono far fuori tutti gli ebrei, mo' fanno delle piccole città -prigione, ce li chiudono dentro e poi li ammazzano tutti col gas, figuiamoci!!!"

    – decisamente di cattivo gusto!

  4. George Frusciante dice:

    esatto mantellini, c'è un sacco di gente stupida.

  5. Berliz dice:

    Mante

    la motivazione, per quanto inelegante è una sola e ineludibile.

    Ovvero sta nella constatazione che la massa è tendenzialmente imbecille, e che i forum sono il posto ideale per suddividere le singole intelligenze, già  di per sè spesso misere, per il numero dei partecipanti.

    La massa interviene nei forum non per ragionare, capire, discutere o apprendere, ma semplicemente per esternare. Per ventilare il palato.

    La maggior parte delle opinioni che si trovano espresse nei forum di PI (diciamocelo Mante!) assomigliano da tanto, tanto, tante tempo più a peti che a espressioni di esseri senzienti.

    Io mi meraviglio soltanto che tu continui a regalarti a destra e a manca. Qui c'entra poco il dosaggio dell'ironia e del sarcasmo.

    Scrivere fini editoriali per gli spettatori dei "I Cesaroni" e "Amici", soltanto a quello può portare. Peti.

  6. codroipo dice:

    Sei un trollone. 8)

  7. Andrea dice:

    Il pezzo è ottimo, secondo me.

    Però Indro Montanelli diceva: "Se qualcuno non ha capito il mio articolo, la colpa è mia".

    Lui scriveva sulla carta ma nel web, magari con insofferenza, ci sarebbe andato a nozze.

    Cordiali saluti

  8. Gio dice:

    penso che dare la colpa dell'incomprensione ai lettori sia sbagliato, oltre che inelegante. se scrivi su una rivista si suppone che tu abbia fatto la scelta di comunicare con un certo tipo di persone, rappresentato dal lettore tipico della rivista stessa. la conseguenza di questa scelta dovrebbe essere un attento lavoro di limatura dei pezzi per far si che non vengano fraintesi dal lettore (a meno che la tua intenzione iniziale non fosse quella di venire frainteso per poi lanciare un discorso piu' complesso sui limiti della comunicazione). il fatto che ci siano stati fraintendimenti su pi ma non sul blog e' un chiaro indicatore di come non vadano mai dimenticati il target e il medium.

    qualcuno commentando l'anteprima diceva di non averti frainteso perche' sa chi sei e qual e' la tua posizione riguardo a certi argomenti. su una rivista multi-firma la maggior parte dei lettori non ha idea ne' interesse a sapere chi ha scritto un certo articolo; per tali lettori e' molto piu' difficile capire quanta sia l'ironia contenuta in un articolo, soprattutto se tale ironia non e' attesa (leggo raramente pi, ma non mi sembra di essermi mai imbattuto in articoli ironici).

  9. esaù dice:

    chi scrive deve scrivere per farsi capire, e non e' obbligatorio essere ironici se non si possiede il talento di scrittura per essere ironici.

  10. Alessio dice:

    Ahi ahi, qui si esagera dando la colpa ai lettori della propria incapacità  a farsi capire. E' un po' come Berlusconi quando dice di essere stato frainteso dai giornalisti.

  11. Berliz dice:

    Io invece mi spiace ma la penso esattamente al contrario.

    Chi legge è molto spesso un poveretto. Quando poi sono in molti a non capire, e sono tutti della stessa fatta (ignoranti e rissosi come capre) allora si può essere sicuri che la lacuna è loro e non certo di scrive.

    Mantellini sta ai partecipanti del forum di PI come Alessandro Manzoni ai pastori della Barbagia (con tutto il rispetto per questi ultimi).

    Qualunque persona dotata di un'intelligenza non dico media, ma elementare, leggendo il pezzo di Mantellini può capirne immediatamente l'esatto significato.

    Il punto è sempre lo stesso. Non tutte le letture sono adatte per tutti. Per alcuni c'è Topolino, e solo a quello dovrebbo limitarsi.

  12. Cafonauta dice:

    Quoto in toto esaù.

    Non merita risposta Berliz.

    Caro Mante nonostante ti legga da anni, ho avuto difficoltà  a capire l'ironia del tuo pezzo che ho letto qui e non su PI.

    Forse scopri che l'ironia non è il tuo stile letterario.

    Forse un pezzo del genere lo dovevi far scrivere a Leonardo ;-)

  13. Berliz dice:

    Merita invece una risposta Cafonauta:

    "Se non hai colto l'ironia nel pezzo di Mantellini il problema è tuo. Non di Mantellini.

    Riconsiglio Topolino".

    E' incredibile quanta gente abbia davvero bisogno degli asterischi e delle glosse per capire anche le cose più semplici.

    L'Italia è un paese che capisce giusto gli SMS con le "k", figurati l'ironia.

  14. massimo mantellini dice:

    Aggiungo un paio di elementi: io non scrivo su PI per soldi, o meglio mi pagano ovviamente ma il mio primo desiderio e' quello di portare argomenti che a me paiono importanti che possano aumentare se possibile la consapevolezza generale su tematiche interessanti. In questo senso concordo con chi dice che se il pezzo e' stato generalmente non compreso una buona quota di responsabilita' e' mia (anche se non lo si puo' dire leggendo 50 commenti di chi non ha capito). Nello stesso tempo confesso che mi piacerebbe che Contrappunti avesso il dono (lo so e' una presunzione) di estendere la maniera con la quale si commenta la tecnologia, anche nella forma al limite. Per fare un esempio su PI abbiamo molti anni fa iniziato a parlare di "politica delle reti" quando nessuno lo faceva. Ancora oggi quando si parla di rapporti fra internet e politica una manciata di commentatori scrive che quelle cose non c'entrano coi computer? Hanno ragione loro? Temo di no. Analogamente non capisco perche' non si possa provare a ragionare di questioni che ci appassionano usando registri differenti, che poi magari vien fuori che quanti hanno apprezzato sono molti di piu' di quelli che hanno lasciato un commento stupito (come spesso accade).

  15. simone scremin dice:

    Solidarietà  per mantellini. Era un bel pezzo, con la giusta dose di ironia e non scontato e monotono. Spero che possa scriverne ancora in futuro senza sentirsi troppo condizionato da quei commenti o da quelli che potrebbe ricevere nuovamente. Ne perderemmo tutti.

  16. Berliz dice:

    Io trovo francamente allucinante che Mante dia anche delle spiegazioni.

    Posso capire che la sua signorilità  lo porti persino a prendersi il 50% di una ipotetica colpa (ma quale?) ma qui il problema è diverso, e traspare solo nelle ultime righe dell'ultimo post di Massimo (il #14).

    Non si tratta di essere pagati o meno, si tratta di voler caparbiamente scrivere per una massa di "illetterati tecnologici".

    Ovvero gente che esiste per discutere se è meglio Linux o Windows, se è più stabile Apple o Microsoft, se è più figo iPhone o il Communicator, L'Xbox 360 o la WII…

    Parlare a codeste persone di rapporti tra politica e informatica, di costume e informatica, di società  e informatica, è come voler parlare di democrazia e istituzioni a un leghista della Val Brembana, di quelli col collo arrossato dal sole.

    La speranza di poter realizzare un elzeviro informatico all'interno di un convivio di ingurgitatori di byte la dice lunga sulla purezza d'animo di Mantellini.

    Ma dice anche che se Mante ha qualcosa di cui scusarsi è l'ingenuità . Prestarsi a scrivere gratuitamente per simili contesti è un grave errore, non un pregio.

    Se l'uno per un milione dei frequentatori della Rete avesse la finezza espressiva e l'arguzia intellettiva di un centesimo di Mantellini, Internet oggi sarebbe un posto molto migliore. Dal momento che il vero rischio che si corre a frequentarla non è tanto quella dei pedofili o dei terroristi, ma la fangosa ignoranza di quelli che la frequentano.

    Massimo se tu ti giustifichi ancora io ti hackero il sito. ;-)

  17. livefast dice:

    quello ironico -va detto- non è il tuo registro migliore. da lì a non capire tout court ce ne passa. ma siamo sicuri che han letto oltre la terza riga?

  18. Alessio dice:

    Mi pare del tutto insensato quello che scrive Berliz. Chi si sente così snobisticamente superiore agli altri dal considerarli una massa ignorante non dovrebbe scrivere per un pubblico indistinto ma solo per pochi intimi selezionati, tutti acculturatissimi e intelligentissimi come Berliz e dotatissimi, mi consenta il sunnominato genio di utilizzare il suo frasario nemmeno un po' retorico, di "finezza espressiva e arguzia intellettiva (testuale!)

    Assurdo quindi scrivere per un pubblico e alle prime critiche affermare che sono tutti degli ignoranti che non capiscono nulla.

  19. pecus dice:

    c'era una vecchia campagna pubblicitaria de La Stampa per Tuttoscienze, l'inserto del mercoledì, in occasione della pubblicazione in volume della raccolta dei primi cento numeri (o giù di lì).

    diceva più o meno "se trattate i lettori da persone intelligenti, diverranno intelligenti. se li trattate da stupidi, resteranno stupidi"

  20. gigi_pt1 dice:

    Longo … è la stessa cosa che ho detto io, forse usando troppe parole. Eppure poi vedo che Mantellini non demorde… il paio di motivi che non sono da elencare qui… ovviamente sono sempre i lettori "che non c'arrivano". Ma l'eleganza del non detto… non sarà  mai come l'eleganza del riconoscere che anche i più grandi scrittori talvolta non azzeccano l'ironia, anche se credevano di aver fatto un pezzòne.

    Cipolla lo conosco anche io, Morelli, e ti assicuro che quando uno si incaponisce che "sono gli altri e non io" (il che mi rendo conto è valido in entrambi i sensi) sul grafico cartesiano finisce nel posto sbagliato anche lui.

    Io non vedo male l'ironia o la satira (il sarcasmo magari si, perché intende ferire), ma bisogna saperla fare e qualche volta anche se la si sa fare, si può sbagliare. E l'errore non è "ho sbagliato target: questi sono troppo stupidi" … qualche volta, come sembra inizialmente ammettere lo stesso Mante, alcuini artifici letterali vanno applicati con una certa misura, una certa tecnica. Dire che ne siamo padroni al 100% è un buon segno di sicurezza. Ce ne sono tanti di molto sicuri e senza dubbi in giro. Normalmente dicono "sono stato frainteso" a qualsiasi critica ;-) Vabbé, ho esagerato. Ad ogni modo se tra gli ignoranti posso mettermici in prima persona, tra i rissosi no di certo: ho rilevato tra i primi quello che sarebbe potuto succedere e l'ho detto, in modo diverso (formalmente) ma identico nella sostanza a chi ha detto "molti penseranno che sei impazzito, sono idioti". Ecco, io ho pensato: lo stile è stato sbagliato. Se di colpo Giorgio Bocca si mettesse a scrivere come Luttazzi, nessuno lo accetterebbe, anche i più colti e raffinati. (segue su parte2)

  21. gigi_pt2 dice:

    (segue da parte1) Sono tra quelli che legge Mantellini praticamente da sempre. Che lo abbia frainteso per 10 anni di fila? Ci sono anche io a leggere i commenti di chi dice "questo non c'entra con l'informatica", dalla stessa quantità  di tempo e spesso ricordo loro che PI è sempre stato così. Usare un registro così differente nel pezzo di Mante, di colpo, ha sorpreso persino i lettori più affezionati. Se vogliamo dare a tutti del "lettore di Topolino ke skrive kon la kappa e legge eva3000" … per carità , la blogosfera è piena di gente che scrive e a volte sperimento anche io un po'… l'orgoglio di scrittore è una corazza dura.

    Concordo: molti che hanno capito sono passati oltre senza dir nulla: ma se la statistica viene fatta con questo criterio, ci sono molti che passano, non capiscono e passano oltre. Come li distingui?

    Anche io mi auguro che usi l'ironia senza essere*troppo* condizionato, ma non essere affatto condizionato significa ricevere una critica ed elaborarla come "prendo atto che qualcuno non apprezza, chissenefrega". Fattibile, comprensibile… ma tristìno.

    Berliz, *non so* davvero quanto Mante si senta in sintonia con te, quanto tu sembri credere di sentirti in sintonia con lui.

    Continuo ad apprezzare Mantellini e a leggerlo, ho solo tentato di dire come la pensavo. Beccarmi dello stupido mi dispiace, ma non escludo che sia possibile ;-)

  22. Berliz dice:

    Alessio

    quello che tu dici è esattamente quello che riprovero a Mantellini: ovvero quello di ostinarsi a proporre a persone con una dotazione letteraria, informatica e civistica elementare, tematiche e registri che si addicono ad un platea di livello superiore.

    Lo snobismo c'entra poco. Con gli ignoranti ci si può esprimere solo sillabando lentamente le parole. Con le persone dotate di cultura e intelligenza superiore si può parlare più velocemente. E magari fare un po' di ironia.

    Ribadisco, a questi livelli, se non ci arrivate è problema vostro. Potreste discuterne anni, semplicemente non leggete Mantellini, oppure chiedetegli di redigere "Il Mantellino", un vocabolarietto che vi permetta di capire parole, battute, sillogismi e metafore.

    Se non ce la fate c'è sempre Repubblica.it che si rivolge con i suoi articoli esattamente a persone come voi.

  23. Berliz dice:

    gigi_pt2

    è probabilissimo, quasi certo che Mante "non sia in sintonia" con quello che dico io. E questo fa parte del rimprovero che io gli muovo.

    Mante, come tutti gli "evangelist" è costretto giocoforza a richiedere ai suoi lettori degli sforzi per cogliere i concetti che esprime. Probabilmente potrebbe scrivere delle liste puntate e numerate per esprimere i medesimi concetti: forse sarebbero più comprensibili anche dai meno dotati. Una sorta di bignamino.

    Ma Mante scrive editoriali (non articoli o news), ha il gusto della scrittura, della discussione, dell'inciso, della satira. E come tutti quelli che scrivono (e non "digitano") si prende anche lo sfizio di trattare di argomenti collaterali usando registri un pelino più elaborati. Non dovrebbe farlo perchè così facendo rischia di farsi capire meno?

    Ci serve che qualcun altro si appiattisca sulla massa in questo paese? Perchè mandare in onda Antonioni se abbiamo I Cesaroni che li capiscono tutti?

    Mante, dalla brava persona che è, non appoggerebbe mai la mia posizione (che ai più "pigri" appare snobistica) ma sa perfettamente che le cose stanno in questo modo.

    Nessuno ha voglia di leggere. E se deve leggere vuole le foto. E se ci sono le foto vuole le didascalie. E se ci sono le didascalie vuole i fumetti. E se ci sono i fumetti vuole gli asterischi.

    Meglio di tutto, vorrebbe qualcuno che leggesse al posto suo e gli facesse poi un riassuntino a voce.

    Per questi individui, mi ripeto, c'è Topolino. Lasciate Mantellini a fare il suo mestiere e voi fatevi leggere le favole che volete.

    PS: la cosa più insultante che avrebbe potuto fare Mante nei confronti dei suoi lettori, sarebbe stato aggiungere l'asterisco con la dicitura "occhio che sono ironico". Eppure tanto è potente il pecorame, che se Mante quell'asterisco lo avesse messo davvero, nessuno si sarebbe lamentato, nessuno si sarebbe sentito insultato (!!!), e qualcuno avrebbe persino detto "però, sagace il Mante!!!".

  24. Tonino dice:

    Il punto focale non mi sembra tanto il registro e la capacità  di padroneggiarlo o di coglierlo, ma proprio il contenuto. La polemica a distanza con la stampa o sul diverso trattamento riservato alla stampa impostata in questi termini ha esaurito la sua novità  e diventa uno stanco ripetersi, se non si aggiungono nuovi argomenti. Il vittimismo implicito della rete incompresa lo trovo anche poco utile, stavo per aggiungere sul genere dell'ultimo post di Zambardino, che infatti è stato subito ripreso.

    In ultima analisi, cosa ne ricaviamo da questo "maestra lui la fatta più grossa di me"?

  25. Gio dice:

    giusto un paio di appunti all'ultimo commento di Berliz.

    se quello che mante vuole fare e' l'evangelist, condizione necessaria e' farsi capire dal suo pubblico. l'articolo e' stato scritto per pi in quel caso il suo pubblico era quello di pi e su tale target lo scritto andava calibrato. se invece la sua intenzione e' quella di scrivere qualcosa che lo soddisfi e gli piaccia e niente altro, allora stiamo parlando a vuoto. quello che non vale e' porsi nella posizione di chi avvia un dialogo e poi si lamenta che l'interlocutore non capisce.

    e tirare in ballo antonioni e cesaroni mi sembra alquanto fuorviante. qua non si parla di apprezzare un prodotto culturale, ma di stimolare un dialogo che aiuti tutti quelli coinvolti a raggiungere una miglior comprensione di un certo fenomeno. quando voglio leggere qualcosa di culturale mi rivolgo altrove (con tutto il rispetto per mante).

    per finire, my two cents: io non penso che sia un problema di pubblico quanto di medium e l'ho gia' scritto qualche commento fa. chi legge mante sul blog ne conosce le idee e grazie a queste poteva intuire che il pezzo fosse ironico (e sottolineo intuire, perche' quello ironico mi sembra un registro su cui il tenutario non si esprime troppo bene). chi legge pi (o una qualsiasi testata che ospita piu' firme) nella maggior parte dei casi non bada all'identita' dello scrittore e per identificare l'ironia ha a disposizione solo il tenore medio degli articoli che appaiono sulla testata. che nel caso di pi mi pare sia quanto di piu' lontano possibile dall'ironia.

  26. Tonino dice:

    Dimenticavo, l'articolo citato nel pezzo con i riferimenti incompleti alla fonte (autore e testata) teoricamente potrebbe essere esporre a denuncia

  27. Berliz dice:

    Gio

    premesso che concordo (e anzi è il mio assunto principale) che Mantellini non dovrebbe abbassarsi al livello di quelli di Punto Informatico (intesi come affezionati lettori), non vedo cosa ci sia di male nell' "avviare un dialogo e lamentarsi che il proprio interlocutore non capisce".

    Mante, l'ingenuo, pensava che quelli di Punto Informatico fossero in grado di arrivarci. E ha sbagliato. Tutto qui.

    L'errore di Mante è mischiarsi con livelli che non gli appartengono.

    Peraltro io invece quando voglio leggere qualcosa di culturale mi rivolgo anche al Mante. Guarda che cultura non vuol dire "cinema" o "libri". Vedi un po'.

    Di blogger informatici alla Cesaroni il Web peraltro è pieno.

    Per quanto riguarda i tuoi two cents, non credo proprio sia questione di media o di altro. Non c'era nessun bisogno di conoscere Mantellini per capire il senso di quel pezzo. E' questo il punto. Ci si arriva con la normale diligenza, con la spremitura di meningi standard.

    Che poi su PI non ci sia ironia mi pare una solenne sciocchezza (!)dato che il taglio di commenti o occhielli e persino della grafica è spessissimo *squisitamente* ironico.

    A questo punto non mi meraviglia che tu non abbia colto l'ironia del pezzo di Mante…

    @Tonino

    …trolla pure tranquillamente, qui non ti fuma nessuno. Se vai su PI magari…

  28. Gio dice:

    berliz, la faccio per punti, cosi' magari viene piu' facile:

    non vedo cosa ci sia di male nell' "avviare un dialogo e lamentarsi che il proprio interlocutore non capisce". il dialogo presuppone uno scambio, se il tuo interlocutore non ti capisce diventa un monologo. se sei interessato ad avere uno scambio di opinioni uno sforzo per esprimerle in un vocabolario comune va fatto. certo, se non lo si vuol fare liberi di andarsene, ma a quel punto salta il tuo assunto iniziale (che mante faccia l'evangelist di qualcosa).

    – non voglio entrare in polemiche sulla cultura perche' non se ne esce piu'. non sono certo uno di quelli che pensa che la cultura stia nei musei, ma nel mio piccolo mondo mante rappresenta una fonte di informazione. se e quando ho voglia di arricchirmi culturalmente mi rivolgo altrove. comunque si tratta di un'opinione personale e non la voglio fare troppo lunga.

    – tu dici che non c'era bisogno di capire mantellini per capire l'ironia del testo. quindi l'ironia sarebbe indipendente dal contesto e diretta conseguenza del testo. siccome sono di indole sperimentale, facciamo una controprova: supponiamo che pi consenta a don ferdinando di noto di postare sulle sue pagine e che questo pubblichi l'articolo di mante. se ho ben capito per te un tale articolo sarebbe ironico.

    – come gia' scritto piu' volte, l'ironia l'ho colta, ma proprio perche' l'ho inserita in un contesto (che e' quello di questo blog). mi sono limitato a osservare come non mi sia parsa particolarmente riuscita (ma di nuovo: opinione personale e quindi non la tiro alla lunga)

  29. Berliz dice:

    @gio

    Mi piace la tua sferzante sagacia e ti rispondo anche io per punti:

    1) […] l dialogo presuppone uno scambio,[…]

    Il dialogo non c'entra con la stesura di un editoriale che è, ipso facto, un atto comunicativo a senso unico. Il dialogo viene semmai dopo, quando l'interlocutore ribatte e semmai chiede spiegazioni. Mante non ha scritto in una lingua diversa dall'italiano, non ha scritto in latino, non ha adottato uno stile aulico, o troncato le parole. Ha scritto in maniera piana, con grande rigore grammaticale e lessicale, richiedendo al lettore semplicemente di leggere e riflettere qualche secondo.

    Tu insisti come se Mante avesse scritto con un stile lontano mille miglia dalle possibilità  cognitive dei poveri mortali. Quando Mante scrive un editoriale intende probabilmente comunicare ad un vasto numero di persone che – ripeto, ingenuo – egli ritiene simili a sè. Ovvero perlomeno dotati di un'intelligenza media, di una capacità  critica media, di una volontà  di capire media…

    L'errore è solo questo: ritenere che un editoriale di Mantellini vada bene per il "forumista tipo di PI" è un errore.

    Se vuole fare l'evangelist in quell'ambiente Mantellini deve probabilmente esprimersi in modo onomatopeico. Spero ne prenderà  buona nota.

    3) […]supponiamo che pi consenta a don ferdinando di noto […]

    Se l'articolo di Mantellini fosse apparso a firma di don Ferdinando di Noto, mi sarei chiesto il perchè di questo stile inopinatemente ficcante da parte di Di Noto. Mi sarei chiesto il perchè di questa polemica con la carta stampata. Mi sarei chiesto il perchè dell'adozione di uno stile che non rientra in quello dei classici "sermoni" di Di Noto.

    Gio, se vuoi per caso sostenere che questo articolo potrebbe essere facilmente scambiato con un scritto di Di Noto, ciò significa soltanto che tu non hai mai letto nulla scritto da Di Noto.

    4) Mi fa piacere che tu dica di aver colto l'ironia di Mantellini. Io non solo ne sono convinto, ma sono addirittura sicuro che l'avresti colta anche se avessi letto il pezzo sul sito di PI: non capisco perchè tu debba minimizzare il tuo evidente spirito critico e raziocinante.

    Per inciso, io su questo blog di Mante ho letto anche interventi di una serietà  e di una seriosità  micidiali. Mentre, permettimi di ribadirlo, PI ha una lunga tradizione di giornalismo ampiamente condito da commenti ironici.

  30. massimo mantellini dice:

    ehi mi fischiano un po' le orecchie )

  31. .mau. dice:

    @massimo: così impari a scrivere un testo ironico.

  32. Berliz dice:

    @mante

    oh, la prossima volta ricordati di scandire bene le parole, e usa font grandi!

    (ps. sto facendo dell'ironia)

  33. Gigi dice:

    Berliz, conosco davvero tanti personaggi come te che quando cannano una battuta poi diventano aggressivi con gli altri. E gli altri sono sempre gli stessi che poco prima ridevano con lui.

    Io non ho avuto il potere di sintesi di altri che hanno detto che il punto è padroneggiare il mezzo, la forma, in questo caso l'ironia. Se ascolto te, sono semplicemente incapace di afferrarla. Se tu avessi "ascoltato" me, avresti sentito che ti ho detto da subito che io conoscendo Mantellini l'ho percepita e se fosse stato un mio amico scrittore con il quale mi vedo tutti i giorni gli avrei detto "secondo me devi correggere perché non si capisce al volo".

    Se non deve essere capito al volo, torna il discorso sull'evangelist che hanno fatto altri.

    Per il resto mi pare che abbiam detto tutto e si continua paralleli. :-)

    cià 

  34. Berliz dice:

    Gigi

    mi perdonerai, ma stavolta sono io a non aver colto il tuo commento. Non ho capito quale battuta ho "cannato", non ho capito nei confronti di chi ti sono parso aggressivo (te?).

    Mi sembra invece di aver colto perfettamente il fatto che tu hai capito l'ironia di Mantellini e di avertene dato atto. Il punto su cui non concordiamo è che secondo me Mante padroneggia perfettamente la forma (oltre ai contenuti), e che se se fosse stato un mio amico scrittore con il quale mi vedo tutti i giorni gli avrei detto "bravo Mante, mi è piaciuto molto, vai avanti così".

    Io credo proprio che quello che voleva dire si capisse al volo, evangelist o meno. Non è che lo dico solo per spirito di contraddizione.

    E nel caso, magari sarà  sbagliata sta cosa dell'evangelist. Senza contare che non mi pare che gli evangelist siano necessariamente costretti a spiegarsi con disegnini…

    Gigi, sarà  anche che continuiam paralleli, ma secondo me ho ragione io.

    :-)

  35. Giulio Mozzi dice:

    Ma: Massimo, questo pezzo non è uno dei tuoi migliori. Succede; e non è grave (perfino Omero "aliquando dormitat"…).

    Più che ironico il pezzo mi è sembrato esasperato: e chi è esasperato non ha quel distacco dall'oggetto che l'ironia, essendo una forma di dissimulazione, richiede.

    L'intenzione ironica, imperfettamente riuscita, mi pare comunque chiarissima. E condivido l'esasperazione.

  36. massimo mantellini dice:

    Beh Giulio grazie, il tuo e' un parere tecnico del quale e' impossibile non tener conto ;)