C’e’ un prezzo da pagare al vivere in citta’ che in certi momenti sembra perfino doloroso. In fondo l’abbiamo sempre saputo. La maniera migliore per descrivere questa mancanza che e’ in molti di noi e’ ricopiarvi le parole di un post di Stefano Berti che in citta’, nella mia stessa citta’, moltissimi anni fa, decise di non starci.

Il caldo afoso già  alle 8 del mattino, la polvere che entra ovunque, la cicala sull’albero davanti alla finestra della Clara, il rumore delle mietitrebbie di notte, l’odore dello zolfo che evapora nella vigna, il vino bianco ghiacciato, i cocomeri, l’odore dei tralci e delle foglie cimate che si seccano al sole, il freddo della cantina e il rumore del frigo che la raffredda, la Clara che dorme fino a tardi, la linea del mare all’alba, l’odore della paglia appena trebbiata e quello dell’erba trinciata nei filari, il fresco della casa e la penombra delle stanze nelle ore più calde, le zanzare tigre di giorno e i pappataci la sera, l’odore delle creme solari e dei doposole, l’acqua frizzante col limone, le ciabatte sempre, la paura delle grandinate, la luce, il desiderio di tuffarsi in acqua e i pomeriggi alla piscina comunale, la macedonia di pesche, l’odore della terra bagnata dopo un temporale, i ghiaccioli e il gelato…

7 commenti a “ESTATE, UNA SINTESI”

  1. dario dice:

    Vedete, tra la città  e il mare vi è la Pianura Padana. Io vivo tra le riasaie.

    Se Leonardo da Vinci avesse vissuto vicino a casa mia avrebbe smesso di pensare.

    Amo il cemento.

    Dario: un provinciale.

    Bel blog, complimenti.

  2. EdTv dice:

    Dopo aver letto il post,

    mi vien voglio di noleggiarmi

    un Rav4

    e venirti a sgasare di fronte casa,

    a te, alla cicala e alla paglia appena trebbiata

  3. Daniele Minotti dice:

    Macche' RAV4, che sara' Euro1000.

    Suggerisco, invece, un bel Leoncino OM del '64.

  4. ciro dice:

    Bello

    per due giorni, poi ti rompi.

  5. spider dice:

    L'aria condizionata in casa, in ufficio, in macchina, sul taxi, nel ristorante, in qualche vagone della metropolitana, i mezzi pubblici sotto casa, il rumore del tram che sferraglia dalle 5 del mattino, il tamarro che passa nella strada sotto a finestrini spalancati e unz unz a tutto volume, il supermercato aperto fino alle 9 di sera, la spesa portata a casa, i saldi, i locali per mangiare o bere una birra, il posti macchina lasciati liberi da chi è in vacanza, le ragazze in canottiera e ciabatte, la corsa al parco con le zanzare che aspettano solo che ti fermi un attimo, il riflesso del rosso del tramonto sui vetri dei palazzi, le finestre aperte sulla gente che prepara la cena, l'odore di zampirone sui navigli, gli aperitivi all'aperto, l'antenna del televisore staccata quando c'è un temporale, il sabato e la domenica con la città  a disposizione…

  6. stee dice:

    ma tutti viticoltori quelli che non vivono in città ? dovremmo essere inondati dal barbera/merlot rispondessero alla realtà  queste riscostruzioni. nessuno fa lavori normali e noiosi in campagna?

    'ma poi tu stai in mezzo al traffico, ci impiego meno io ad arrivare in centro, che abito fuori, di te'. per me è questa che vince il premio

  7. EdTv dice:

    A sti qui

    De Carlo

    ha dato alla testa.

    comunque cazzo, sta cosa

    che appena vai a vivere un attimo fuori città  ti fai la vigna è davvero uno status symbol pazzesco.

    tutto da studiare.