Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

C’è tutto un mondo fuori, che governa i rapporti fra consumatori ed aziende ai tempi di Internet e spesso, a quanto pare, l’unica maniera per scoprirlo è sperimentarlo sulla propria pelle. Qualcosa del genere deve aver pensato l’amministratore delegato di Mosaico Arredamenti quando si è accorto che razza di pandemonio era accaduto nella rete italiana in seguito al suo annuncio di querela pubblicato incautamente nei commenti di un post del blog di Sergio Sarnari. (continua)

10 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Lunar dice:

    Mante,

    forse la cosa più importante sarebbe quella di insegnare a scrivere senza incappare o sfiorare il C.P.

    Spesso ci si mette nei guai per un solo aggettivo.

  2. massimo mantellini dice:

    E' vero Lunar,

    anche se io personalmente trovo che ci sarebbe bisogno di immaginare una sorta di compensazione della norma, forse da quando esiste internet l'idea stessa di diffamazione dovrebbe essere rivista

  3. tangue dice:

    e perchè?

    le regole sulla diffamazione sono sacrosante, ciascuno ha diritto alla propria onorabilità , basterebbe ricordarsi solo della buona educazione mentre si scrive, non ci vuole tanto.

  4. tangue dice:

    inoltre, non vi è relazione tra la sentenza di modica e la diffamazione (a meno che uno non veda lo spauracchio della censura dappertutto, ma anche qui si confonde)

    il giudice di modica ha applicato al blog la legge sulla stampa, esattamente come fece il giudice di aosta nel 2006, nonostante ciò sia errato, perchè (soprattutto in diritto penale) non si possono applicare estensivamente le norme sfavorevoli al reo.

    per quanto concerne il diritto di critica se da un lato si usa la minaccia della querela come deterrente, dall'altro ricorderei sempre le norme del famoso decalogo del giornalista (valido per tutti però), cioè quanto si scrive deve essere pertinente, continente e veritiero.

    Ciò non mi sembra censura.

  5. Maurizio Silvestri dice:

    Cioè, fatemi capire, se io ho un diario personale dove ci scrivo che il mio idraulico mi ha montato i rubinetti al contrario, questi mi denuncia chiedendomi 400.000 euro e la polizia postale mi CHIUDE IL DIARIO PREVENTIVAMENTE per… diffamazione?!?

    Non credo debbano accadere 'ste cose in uno stato di diritto. Ma magari sono io che sbaglio eh? Spauracchio della censura? Io vedo da qualche anno a questa parte una ferma azione decisa a controllare/imbavagliare la troppa libertà  di espressione (art. 21 Costituzione). Vedo decreti Urbani, Pisanu, Gentiloni, Levi (tanto per citarne qualcuno) tutti orientati verso una direzione ben precisa. Spauracchio? A me sembra tutto terribilmente chiaro. Qui si ha la querela per diffamazione e annesso sequestro preventivo del blog, troppo facile, a mio avviso.

  6. Emidio Picariello dice:

    raffrontare questa vicenda con il cluetrain manifesto, o almeno con alcune di quelle regole è interessante, da un punto di vista marketing, intendo.

  7. livefast dice:

    in realtà  tutto quello che serve è che la presente generazione di giudici vada in pensione e sia sostituita da una nuova. se i giudici cominciassero a quantificare in qualche milionata di euro i danni psicofisici che è possibile chiedere riconvenzionbalmente a chi ti intenta una causa manifestamente infondata, cambierebbe tutto molto alla svelta. oggi, se un'azienda minaccia di rompermi seriamente i coglioni se non levo dal blog quello che lei vuole che levi, io lo levo. se potessi intentare causa a mia volta per una cifra smodata potrei pure pensare di prendermi il disturbo di fare il paladino della libertà  d'espressione. sarà  meschino, ma è anche vero.

  8. spider dice:

    Basterebbe una leggina che obbligasse chi fa causa a risarcire chi la vince di almeno la metà  del risarcimento richiesto.

    Chiunque ci penserebbe bene prima di far causa per 400.000 euro, sapendo che in caso la perdesse dovrebbe pagarne 200.000 (più le spese) al querelato.

  9. Daniele@LG dice:

    Ecco un articolo della bbc pubblicato oggi.

    "La Washington Univeersity afferma nel suo rapporto annuale che dal 2003 ad oggi 64 persone sono state arrestate per aver pubblicato le loro opinioni sulla rete.

    Nel 2007 il numero di persone arrestate,rispetto al 2006 si e' triplicato".

    La situazione e' ben diversa da quella di Sergio Sarnari ma fa comunque pensare…

  10. Daniele@LG dice:

    Quasi dimenticavo il link

    http://news.bbc.co.uk/1/hi/technology/7456357.stm