Marco Formento scrive un bel post sulle nuove ottiche editoriali al tempo di Google. E si tratta di discorsi (ne avevamo accennato l’ultima volta che ci siamo incontrati a Padova) che francamente un po’ mi angosciano.

Una di queste implicazioni mi sembra che sia che siamo oltre l’ottimizzazione per i motori di ricerca, come si diceva -ormai- tanti anni fa. Abbiamo bisogno che le ‘scatole’ dei nostri contenuti, almeno quelli testuali, nascano sui bisogni della Macchina. Disegnamo media online sulle recommandations del team di GoogleNews per dirne una. Ma non solo: chiediamo ai giornalisti e/o agli editor di nominare le pagine secondo certi parametri, cerchiamo di influenzare l’uso dei lemmi nella stesura, vogliamo che i pezzi siano tagged, linked, interrelated per la loro indicizzazione prima che per la loro fruizione/condivisione.

29 commenti a “SCRIVERE PER LA MACCHINA”

  1. .mau. dice:

    è l'altro lato della coda lunga, in fin dei conti. Se hai pochi media, e sei interessato a parlare del qui-e-ora, non hai bisogno di essere indiciato etichettato correlato; ma se i media sono tanti, e speri di essere notato prima o poi (per quello che hai scritto adesso, non perché sei un Grande Comunicatore), allora la Macchina è l'unico sistema pratico funzionante che si è trovato. Io personalmente sono più di dieci anni che ho dubbi sulla realizzabilità  del "semantic web"

  2. bravoreal dice:

    secondo me comincerà  ad evoversi in maniera vertiginosa

  3. Camillo Miller dice:

    Massimo condivido a pieno le tue ansie. Il fatto che google sia diventato un culto dogmatico non fa bene a nessuno.

  4. Dario Salvelli dice:

    Mah.

    .mau. ha espresso (come spesse volte fa) i dubbi che ho anche io. Formento ha scritto un bel post e delle riflessioni in parte esatte: secondo me però la coda lunga e la pluralità  svilupperanno anche delle dinamiche opposte, con la possibilità  di scegliere davvero come usare gli strumenti dei media che si hanno a disposizione, magari mixandoli, creando un prodotto che si adagia come un abito su chi legge. Altrimenti non vedo soluzioni alternative se non un qualcosa che perde e non ha identità .

  5. Fabio Metitieri dice:

    Io credo che alcune testate, di fronte alla crisi e al nuovo, reagiscano non sempre al meglio.

    Sull'informazione di oggi sto discutendo parecchio.

    E vediamo se questo passaggio, censurato dal post precedente, qui va bene (o sui blog, come una volta sui quotidiani, non si accettano i link esterni, perche’ rubano audience?)

    Dato che non ho voglia di riscrivere sempre le mie riflessioni, dicevo, chi e' interessato puo' leggere per esempio questo breve riassunto, nell'ultimo commento di questo blog sconosciuto. Verso il fondo ci sono i link a due report interessanti.

    Come dicevo a Mau, questo dimostra che io scrivo anche sui blog con solo tre lettori, per discutere. Poi, su quel blog, il post linkato e i primi nove commenti sono su Second Life, non sull’informazione; ma a chi interessa l’argomento SL possono essere utili, dopo le avalanches di minchiate (scusate il francese) che si sono viste da maggio 2006 a oggi, sia sui grandi media *sia su molti blog* (e sempre di informazione stiamo parlando).

    Detto cio’, le considerazioni di Formento sono vecchie… Gli consiglierei di leggere questo testo, del 2005 ma gia’ piu’ avanzato come impostazione.

    A me la separazione di contenuto e mezzo pare l’approccio piu’ corretto; tutta questa paranoia per il ranking (o per le classifiche, tra i blogger) mi sembra effimera.

    In ogni caso, Camillo, io per questa febbre non mi preoccuperei. Tanto, se i tuoi contenuti fanno schifo e sono presentati male per il lettore, anche se “la macchina” li proporra’ a tutti, tutti li cestineranno, magari associando pure un’idea negativa alla tua testata o al tuo marchio. Sai che gran risultatoÂ…

    Certo, tra l’intasamento dei post dei blog e questi spasmodici “trucchetti” (che ci sono da secoli, sia come indexing consigliato sia come spamdexing vietato), tutti i motori tendono a ritrovare l’ottimizzato e il piu’ linkato, *non* i migliori contenuti pertinenti, ma quando si tocchera’ il fondo qualcuno risolvera’ il problema, Google o un altro.

    Quanto al Semantic Web, mi pare che in questo caso c’entri pocoÂ…. Se volete aggiornamenti, ne avevamo discusso di recente in questi commenti.

    Ciao, Fabio.

  6. Fabio Metitieri dice:

    Scusate i casini con le virgolette; i link comunque funzionano.

    Ciao, Fabio.

  7. marco formento dice:

    Ciao al padrone di casa:) e a tutti

    @.mau. sì è l'altro lato della coda lunga, ovvero il primo tratto. Che poi è quello dove di forma l'industria, non dimentichiamolo. Bene le 'audience di uno', ma anche Ryan -che Anderson ha citato a Milano- funziona aggregando un -nuovo- mercato di massa

    @Dario sì disposizioni su dinamiche opposte e non necessariamente a formare una 'convergenza al centro', come si diceva una volta. Perché i fenomeni coesistono, in modo anche caotico, e non seguono pattern da laboratorio o da aula universataria. Gli esiti infatti non mi sembrano così trasparenti

    @Fabio "Tanto, se i tuoi contenuti fanno schifo e sono presentati male per il lettore, anche se “la macchina” li proporra’ a tutti, tutti li cestineranno, magari associando pure un’idea negativa alla tua testata o al tuo marchio"? Temo proprio che non funzioni così

  8. .mau. dice:

    Ho il sospetto di non essermi spiegato bene rispetto alla coda lunga. Quello che volevo dire è che la coda lunga per essere utilizzabile ha bisogno di un sistema di indicizzazione (che non significa affatto "uniformità  dei contenuti", ma "uniformità  dei metacontenuti", cioè di come sia possibile trovare un contenuto che mi interessi). Altrimenti come fai a trovare qualcosa nel mucchio? Da qui arriva per forza la Macchina. Certo che – come ho scritto qualche riga sopra – uniformare i metacontenuti non significa uniformare i contenuti; ma è anche certo che se la Macchina ti vuole cancellare il tuo contenuto è l'equivalente di un naufrago nell'oceano senza telefonino satellitare (esattamente come senza alcuna Macchina, del resto)

  9. Fabio Metitieri dice:

    Interessante teoria, Formento. OK, allora per favore spiegacelo, come funziona.

    Cioe', produci qualsiasi schifezza di contenuto, pure confezionato male, non personalizzato, non targettizzato, non diversificato per medium, ma se riesci a farlo arrivare a tutti – un tempo si sarebbe detto: paghi il ranking sui principali motori di ricerca, mentre oggi basta fare indexing o produrre "secondo la macchina", e non hai neppure costi esterni – e fatto questo tutti ti leggeranno, ti ameranno, diventeranno tuoi fedeli seguaci? E' cosi' che funziona? E in virtu' di quale meccanismo?

    Ed e' cosi' solo per la massa o per tutti? Esiste ancora un'elite, on line, che valuta quello che riceve? E, anche tra la massa, la Rete e' piu' ipnotizzante della televisione? Perche' persino in televisione quello che arriva a tutti ogni tanto diventa un flop, no?

    Scusa le numerose domande, ma se questo fosse vero – e se un grande quotidiano come il Secolo XiX si muove in questa direzione deve avere idee precise in merito – sarebbe il crollo di buona parte delle nostre (o per lo meno mie) idee sulla comunicazione in Rete. Si', forse resterebbe la coda lunga… pochi eremiti che ancora scelgono…. tutto il resto, lo user generated content, il social networking, la non passivita' della fruizione della Rete, via, tutto spazzato via. No?

    E per i blog? Sul serio, allora, basta soltanto giocare bene con i link reciproci, scalare le classifiche per arrivare a tutti, e il gioco e' fatto: anche scrivendo post senza alcun valore si ha successo. Fino a quando qualche produttore di contenuti piu' professionale non giochera' meglio, con i motori di ricerca, facendo sparire anche i blog piu' di successo.

    Sto esagerando con il sillogismo?

    Comunque… per l'Internet che conosco, finora le cose sono andate diversamente. Tra il 1994 e il 2000, piu' o meno, ho passato buona parte del mio tempo a spiegare in articoli vari che se non si sapeva usare la email era meglio non pubblicare una email aziendale, o che se non si sapeva usare il Web e se non si sapeva che cosa metterci sopra era meglio non avere affatto un sito Web, piuttosto di rovinarsi l'immagine.

    Adesso, mi pare che in Second Life (per parlare di un medium che, di nuovo, e' poco conosciuto) stia capitando un po' la stessa cosa: se non la conosci, meglio non usarla perche' nel migliore dei casi sara' inutile.

    Sbaglio tutto, vero? Ci spieghi, per favore?

    Ciao, Fabio.

  10. MisterICS dice:

    Secondo me Fabio Metitieri dovrebbe scrivere un blog, e di certo non puo' argomentare granche' sul fatto di non avere tempo di tenerne uno, visto che e' qui molto spesso con commenti decisamente interessanti e molto ben scritti. Anche perche' il blog ha due vantaggi innegabili:

    – non ha vincoli di periodicita' e di numero di post (o articoli, o pensieri)

    – puo' raggiungere un pubblico molto piu' vasto (gli articoli li leggono in molti, ma i commenti qui li leggono solo gli aficionados, i soliti 10/15 lettori).

    D'altra parte, secondo me intendiamoci, e' un po' un controsenso ritenere che il blog non sia un gran strumento di comunicazione e poi avvalersi spesso di una delle sue possibilità  (i commenti) proprio per far sentire la propria voce.

    O mi sbaglio?

  11. Massimo Moruzzi dice:

    Fabio,

    più o meno è come dici tu, ed è come dici tu…

    >fino a quando qualche produttore di contenuti piu' professionale – o più "amatoriale" secondo l'etimologia latina della parola, che arriva dal verbo amare, quindi un "amateur" con passione – non giochera' meglio (o almeno altrettanto bene), con i motori di ricerca, facendo sparire anche i blog piu' di successo.

    ecco, fino a quel giorno temo che il rischio sia di ritrovarsi il web infestato dei corrispondenti di City e Leggo e Metro…

  12. Fabio Metitieri dice:

    Moruzzi, secondo me (in Italia) tutte le testate, anche su carta, stanno diventando un po' "rag". E, sempre secondo me, on line in Italia non c'e' niente di meglio che sta nascendo.

    Per l'high tech, per esempio, a parte il fatto che e' stato chiuso (quasi) tutto cio' che era specializzato e per un pubblico appena un po' esigente e/o colto, basta pensare al Sole e a Nova 24. In effetti, e' Nova 24 che cerca di assomigliare a Punto Informatico, non viceversa. Ma questo sarebbe un discorso molto lungo.

    Cio' toglie che secondo me, almeno on line, gli utenti scelgono. E se in Italia fa tutto schifo… si legge in inglese (o in francese, o in spagnolo, o in tedesco, o in portoghese, secondo quello che si conosce e che si predilige culturalmente e come argomento).

    Per l'high tech, alzi la mano chi, magari con l'aiuto di un dizionario e mettendoci dieci minuti in piu', non riesce a leggere un articolo su una specializzata statunitense. Come del resto, alzi la mano chi non ha seguito le primarie, chesso', sul Nyt, o sul Boston Globe, o sul Washington Post.

    Ormai, i commenti sulle mele avvelenate di Hillary (Zucconi) o sul suo complesso di Mr. Big (la Rodota') io li uso solo per farli leggere a una mia amica americana che sta studiando italiano. E cosi' sara' sempre di piu' in futuro…

    Proprio per questo, secondo me, la competizione sara' tutta sui contenuti. Quella della rincorsa al ranking e' una scelta effimera e irrilevante.

    E se, per mancanza di fondi o per incapacita', tutti in Italia, blogger e giornalisti, continueranno a parlarsi addosso, a scopiazzare senza ritegno, a peccare di interessi privati, parzialita' e ideologismi, e in generale a lavorare in fretta e male (non mi riferisco ai due articoli che ho appena citato), tutta l'informazione italiana che non e' locale e che e' coperta anche da testate internazionali e' destinata a essere spazzata via. Molto, molto presto.

    Oppure, come sta gia' capitando, dovra' puntare solo al pubblico "meno imparato". Proprio come i rag britannici. E io, che non riesco a infilare la parola "pedofilia" in un articolo anche quando non c'entra nulla, in futuro andro' a lavorare in un call center, se mi prendono ancora alla mia veneranda eta'.

    Ma non sara' stato di certo per colpa di una "rivoluzione blog" che non e' mai esistita, soprattutto non in Italia. E non c'e' affatto da esserne contenti.

    Ciao, Fabio.

  13. Fabio Metitieri dice:

    MisterIcs, io non ho un blog perche' i blog italiani – come mezzo di informazione – mi paiono del tutto irrilevanti.

    A me interessa discutere, in certi periodi e su alcuni argomenti piu' di frequente, altre volte per nulla.

    Per fare questo, uso liste e blog altrui. E altro. A volte Skype, a volte Second Life, a volte forum, o reti sociali, e molto, molto spesso ancora la email, one to one, in privato, con mail anche kilometriche e discussioni che durano settimane.

    Le liste soddisfano un po' anche il mio narcisismo, dato che su alcune si raggiungono facilmente 6.000 lettori "molto autorevoli", forse molti di piu'. E forse ottenendo anche qualche risultato in termini di notorieta' o di "convincimento" dei lettori su qualche argomento (cose che pero', sinceramente, a me interessano poco o nulla).

    Per i blog, passare dai forse 50 lettori che ci sono qui o tra altri commenti, ai 300 lettori (certamente non di piu') che hanno i post di un blog come questo, considerato di grande successo, ammesso e non concesso che io potessi riuscire a raggiungerlo in classifica, sinceramente non mi interessa.

    Mi spieghi a che mi servirebbe?

    Dovrei farmi un mazzo decuplo per raggiungere 300 persone invece di 50??? E gratis??? E perche'???

    Ciao, Fabio.

  14. Massimo Moruzzi dice:

    yo', Fabio, yo' speaks Inglish from da 'hood :)

    rag? ho dovuto cercarlo qui (definizione n.5)

    http://www.urbandictionary.com/define.php?term=RAG

    Comunque, se tutto diventa 'rag', chi può – è online spesso e sa leggere in inglese o francese etc – le cose se le legge altrove (dove pure c'è un assalto alle classifiche su Google News e su Digg), mentre chi non può e non ha troppo spirito critico tanto più si sorbisce chi scala le classifiche meglio degli altri in Italia, mi sa…

  15. newmediologo dice:

    Già  da anni, chi scrive per la RAI sul sistema Argo è condizionato dalla macchina che traduce le battute del pezzo in tempo assegnato in trasmissione, quindi la difficoltà  sta nell'esprimere correttamente un concetto nel tempo assegnato.. Se oggi tutto è dominato dai "googlismi" non mi sembra tanto strano che si scriva con uno stile digeribile alla macchina per essere letti.. Certo che se poi si è maestri in keywords ma asini nei contenuti il suceesso sarà  molto effimero..

  16. MisterICS dice:

    Fabio, la tua opinione e' rispettabile, anche se mi sembra che la tua accezione di blog e l'idea del pubblico che ne fruisce siano un po' semplicistiche e sottovalutino lo strumento.

    Un solo appuntino: che mazzo? Il tempo speso nello scrivere i commenti qui e su altri blog potrebbe essere speso su un blog in proprio.

    300 lettori? no, dai, son di piu', almeno secondo i risultato dei veri "simil-auditel" dei siti web…

  17. Massimo Moruzzi dice:

    mah… dotcoma sono 300 + feed. Questo blog posso immaginare 600 (sito) + feed, non molti di più.

  18. Fabio Metitieri dice:

    Ics e Moruzzi, dai numeri (e se leggi Shinystat vedi che ultimamente Manteblog non va oltre alle 1.300 view al giorno), togli quelli che si collegano e si scollegano tre o piu' volte al giorno, per esempio. Uno da' un'occhiata al mattino, poi in pausa pranzo sul lavoro, poi quando torna a casa, poi prima di andare a dormire, e fa 4 visitatori unici. Se stai seguendo una discussione, e' il minimo. Sui feed, togli quelli che come me sul 90% dei blog leggono solo il titolo dei post. Sul serio, non credo che qui ci siano piu' di 300 lettori abituali per i post, e forse 50 per i commenti (probabilmente molto meno). E negli ultimi mesi sono in netto calo, lo aveva scritto anche Mantellini qualche tempo fa.

    Comunque, Moruzzi, si', certo, e' esattamente quello che dico: da un lato il pubblico colto, che "emigra", e dall'altro il pubblico di fascia bassa, da catturare, appunto, spostandosi verso il lato rag della forza. E quindi gossip, scopiazzature, sensazionalismo, scandalismo, pedofilia, tette, culi, il tutto scritto in un linguaggio al massimo da eighth grade (che significa terza media ed e' la regola ufficialmente seguita dai rag britannici), e soprattutto spendendo pochissimo, e quasi nulla per i giornalisti.

    Questo e' quello che sta capitando in realta', il risultato di cui i bloggher Vib si vantano tanto, pensando di avere rivoluzionato l'informazione in Italia, che invece si evolve o ignorandoli del tutto o sfruttandoli come forza lavoro di basso livello e a basso costo, proprio sul versante rag.

    Ciao, Fabio.

  19. Massimo Moruzzi dice:

    siamo tutti "rag dolls" ;-)

    Rag Doll, livin' in a movie

    Hot tramp, Daddy's little cutie…

  20. Daniele Minotti dice:

    @Metitieri #18

    Penso che si debba prendere una base di dati un po' piu' ampia degli ultimi tempi (tre mesi?).

    Fatti un po' di conti con 18, meglio 24.

    Detto cio', io non so se ci sia un aumento o un calo.

    Osservo, infatti, che quella versione di Shinystat (quella free) non e' attendibilissima perche' ha dei limiti di visitatori. Quando *sbatte* in testa (tocca il massimo) si ferma e i risultati ne risultano falsati.

    E non dirmi che sai tutto di statistiche in particolare di Shinystat perche' ti assicuro che li conosco mooooooooolto bene (censura preventiva per Metitieri).

  21. Fabio Metitieri dice:

    Minotti, non mi sembra che il punto di questa discussione fosse contare i lettori di Mantellini. Se siano 300 come dico io, o 600 come dice Moruzzi, fa poca differenza.

    Che siano in calo l'ha scritto Mantellini qualche tempo fa, io non mi metto certo a fare analisi sulle serie storiche, non su un dato cosi' trascurabile per l'umanita'.

    E il limite massimo di Shinystat e' 3.000 view, per cui per un blog che ultimamente arriva si' e no a 1.300 non e' un problema.

    E, gia' che ci sono…. non avvo aggiunto (perche' mi pareva ovvio) che dalle view bisogna anche togliere pressoche' tutti quelli che arrivano da un motore di ricerca, perche' non sono lettori abituali.

    Anzi, se arrivano perche' stavano cercando "gnocca", non sono proprio lettori.

    Per cui io ribadisco: a occhio, secondo me qui ci son 300 lettori abituali, per i post. Per te son 1.000? Va bene, Minotti, chissenefrega.

    Ciao, Fabio.

  22. Daniele Minotti dice:

    Beh, Metitieri, non sono io che, tra le righe, faccio gara al rialzo o al ribasso, peraltro su ambiti altrui.

    Senti, ma 3000 che? Visite o pagine?

  23. Fabio Metitieri dice:

    Minotti, sul serio, ti rispondo per dovere e per educazione, ma per la seconda volta: chissenefrega.

    Apriti Shinystat e leggiti l'help.

    A me interessa discutere di futuro dell'informazione in Italia.

    Da questo punto di vista, il funzionamento di Shinystat o se Manteblog fa 100, 300 o 1.000 lettori e' del tutto irrilevante.

    Il punto e': anche un blog "di successo" come questo conta meno del 2 di picche, e la crisi dell'informazione in Italia sta procedendo per cavoli suoi che non prendono minimamente in considerazione la blogosfera, se non per usare qualche bloggher Vib come manodopera sottocosto.

    Se vuoi discutere di questo, bene. Se vuoi discutere di Shinystat, per favore leggiti l'help, perche' a me proprio non interessa. Anzi, direi anche che sei decisamente off topic, per i commenti a questo post.

    Ciao, Fabio.

  24. Anonimo dice:

    mo' ciaoFabio fa il moderatore adesso

  25. Anonimo dice:

    raga, ho scoperto perche' ciaoFabio non ha tempo di farsi un blog da solo e sale qui a discettare. guardate con chi impegna il tempo questo "second life addicted" che tante lezioni ci impartisce cosi' volentieri:

    http://www.flickr.com/photos/yukali/

    in definitiva ha un gusto raffinato :-D

  26. Daniele Minotti dice:

    Psssssss… Metitieri… ti sto prendendo un po' in giro… Te ne sei accorto?

  27. Fabio Metitieri dice:

    Vabbe', a chiusura di questo thread e ignorando le solite battute anonime e cretine, fatte tanto per screditare un discorso che avrebbe voluto essere una discussione seria, prendo nota solo del fatto che Formento, a parte intervenire in modo telegrafico, sostanzialmente per dire "Ah, voi non sapete, ma io si', e le cose stanno diversamente", di fatto non ha risposto.

    Ciao, Fabio.

  28. MisterICS dice:

    ma la battuta qual e'? che ciaofabio va su secondlife per incontri virtuali con donne che poi magari nella firstlife sono uomini? io stesso mi sono finto una donna per mesi su secondlife e mi prostituivo per accumulare linden dollars. magari l'ho anche incontrato.

    in tutto questo non ci vedo nulla di male, siamo in un paese libero. forse.

  29. Fabio Metitieri dice:

    La battuta e' che qui ogni volta che si prova a discutere seriamente di "critica del blog" o di futuro dell'informazione spuntano fuori per magia anonimi, Ics, minottini, nani e ballerine varie, per mandare tutto in vacca.

    Comunqe, Ics, oggi in SL tra voce e Skype, incappare in un uomo senza accorgersene e' un po' difficile.

    Ciao, Fabio.