Ieri TechCrunch, come al solito ben informato, ha pubblicato una specie di lettera aperta a Twitter chiedendo ragione di alcune scelte tecnologiche adottate alle quali sarebbero legati i continui malfunzionamenti del servizio. I ragazzi di Twitter hanno risposto molto rapidamente sul loro blog ed il senso generale della loro risposta e’ “ci stiamo attrezzando”. Mentre loro si attrezzano il servizio va ogni giorno peggio.

8 commenti a “UNA BELLA IDEA CHE FUNZIONA MALE”

  1. thedoct dice:

    Concordo in pieno! E pensare che ho integrato twitter in home page sul mio sito confidando in un servizio decente, ma il 40% delle volte non carica i dati.

  2. Dario Salvelli dice:

    Si ma da parte di Techcrunch la risposta nello stesso post non è stata molto carina ed obiettiva, non ti pare?

    Update: Twitter continues to be annoyingly and constructively responsive to criticism. They respond to this post here, saying “We’re working on a better architecture.” Kind of takes the air out of the balloon when you can’t get them riled up.

  3. LockOne dice:

    scusate, raghi, ma mollare twitter no? voglio dire, ne sentite la necessita'? quando un'app fa acqua, si molla, a meno che non sia obbligatoria (tipo windows).

  4. massimo mantellini dice:

    evabbe',

    a me twitter piace…

  5. Gabriele dice:

    Alla fine degli anni '90 molti si appoggiavano a servizi web gratuiti per le loro esigenze online.

    Il motivo per cui tante fra home page e siti personali sono poi passati agli hosting a pagamento non credo dipenda solo alla riduzione dei costi e delle competenze tecniche richieste per gestire un sito.

    Purtroppo un servizio gratuito risentira' sempre di limiti a meno che non sia particolarmente grande, ben finanziato (vedi Google, YouTube, ecc) e con una struttura tecnica/economica facilmente scalabile.

    Molti sostenitori del "web 2.0" considerano normale servirsi di risorse gratuite non solo per l'uso hobbistico e personale ma anche per applicazioni aziendali o di rappresentanza, col rischio di trovarsi prive del servizio/contenuto nel caso di disguidi tecnici o di altra natura.

    Morale della favola: se e quando Twitter verra' rilevato da qualche grosso nome del mercato online potrete star tranquilli. Fino ad allora pensateci prima di farne un uso diverso da quello personale (per altro sugli usi di Twitter mi trovo d'accordo col tenutario, ma e' un altro discorso).

  6. alebegoli dice:

    io non ci troverei nulla di scandaloso nel pagare qualche soldino all'anno per farlo funzionare meglio. Diciamo quel che pago a WP per avere un redirect da un mio dominio al blog sulla loro piattaforma.

  7. Stefano dice:

    Ragazzi, Twitter non è un progetto hobbystico gestito un cantinaro. Hanno appena raccattato 15 milioni di dollari di finanziamenti da vari Venture Capitalist e stanno impiegando come consulenti pezzi grossi provenienti da Google, IBM e altri. Il problema di Twitter (ma anche la sua caratteristica identificativae la causa del suo successo) è che sta esattamente a metà  strada tra una piattaforma di blogging e un servizio di messaggistica, e non è facile progettare qualcosa in grado di scalare su alti volumi tenendo i "piedi in due scarpe" come invece twitter fa, offrendo conversazioni multiutente sia in tempo reale che in differita. Non ci sono soluzioni già  pronte per questo tipo di problema, le stanno cercando ora.

  8. andrea poulain dice:

    qualcuno mi spiega gentilmente cos'è twitter? non capisco