Quando: ieri pomeriggio
Dove: aula 7 Facolta’ di Ingegneria, Università  di Ferrara.
Auditorio: Una 50ina di studenti della Specialistica (cfr. 4° e 5° anno)
Domanda: “Avete mai sentito parlare di coda lunga? ( mostro la slide)
Risposta: silenzio imbarazzato.

39 commenti a “SIAMO IN FONDO ALLA CODA LUNGA”

  1. Francesco84 dice:

    La cosa non mi meraviglia. Secondo me si creano troppo stereotipi rispetto ai "prototipi" di studente-tipo per ogni facoltà  universitaria (della serie: quelli sono più intelligenti, quelli là  più svegli, quelli lì più sgobboni, quegli altri più mnemonici e così via…)

    Ad ogni modo, rivendico la mia scelta (ora sono quasi alla fine della specialistica) di "Comunicazione d'impresa". Credo che siano poche le facoltà  che riescono a raccontare e a parlare della contemporaneità  in modo globale ed ampio, riuscendo a coglierne le sue mille sfaccettature e la sua liquidità , così come ci riesce un corso di comunicazione… Alla faccia di chi disprezza -spesso non conoscendola- questa facoltà , e di tutti gli ingegneri che non hanno mai letto non dico Nòva ma almeno Wired.

    Byez ;))

  2. Domiziano Galia dice:

    Ti sbagli. Non è il fonda della coda. E' il naso dell'animale che segue.

  3. Diego dice:

    Bah, effettivamente la cosa è piuttosto triste, ma la mia personalissima opinione è che la prima causa di questo fenomeno siano gli studenti stessi. Lavoro all'università  (guarda caso proprio a Ferrara, ma niente a che fare con l'informatica) e ho a che fare con studenti tutti i giorni… La mia impressione è che gran parte di loro manchino totalmente di un po' di sana curiosità . E la cosa più triste ancora è che non appena uno cerca di stimolarli, non ottiene un minimo di feedback positivo…

  4. delio dice:

    a me sembra che la coda lunga sia una boiata pazzesca, dal punto di vista della scienza delle comunicazioni e della matematica. e la tua esperienza di oggi sembrerebbe dimostrare che è lo scalfarotto della sociologia (se ne parla solo in pochi blog in rete).

    (scusa il tono ciaofabiesco).

  5. massimo mantellini dice:

    Delio,

    in ogni caso per poter sostenere che e' una boiata pazzesca si dovrebbe avere una vaga idea di cosa sia no?

  6. Davide Salerno dice:

    Beh dai il silenzio imbarazzante ad ingegneria sulla coda lunga è tutto sommato normale.

    E' come andare a Lettere e chiedere se qualcuno sa che cosa sia una trasformata di Laplace e/o di Fourier o peggio ancora una distribuzione.

    Poi le mosche bianche ci sono. Ma sono mosche bianche.

  7. Giorgio dice:

    dio bono, delio mi ha brucaito sul tempo.

    ma lo dico lo stesso: che gli studenti di ferrara non conoscano tanta puttanata ("la cosa lunga") mi induce all'ottimismo.

  8. Giorgio dice:

    la coDa lunga.

    vabbè.

  9. massimo mantellini dice:

    Ok sapientoni,

    argomentate sulla boiatezza della longtail, date un senso a questi commenti ;)

  10. Davide Tarasconi dice:

    è capitata una scena del genere durante una lezione di Economia Internazionale: il prof. stava facendo un'interessante osservazione secondo cui il sistema di PMI italiane sembrerebbe funzionare proprio secondo il principio di "long tail" (che è tutto fuorchè una boiata – anche perchè potrei farci una tesi, su questa cosa. ok, potrebbe essere una boiata.) – in testa le grandi imprese, dietro tutte le altre a fare "volume".

    sguardo perso nel vuoto dei miei compagni. io ero l'unico ad avere letto il libro e a sapere di cosa trattasse, e ho fatto pure alcune osservazioni alla teoria del professore su come trasportare la long tail dal mondo digitale a quello più fisico delle indutrie manifatturiere.

  11. Fabri dice:

    Io eventualmente la colpa la darei ai professori prima che agli studenti. In ogni caso pensare che la Coda Lunga sia un argomento da studiare in Uni mi pare esagerato. Come mi pare esagerato il tuo sdegno.

    Non stiamo parlando delle disequazioni di terzo grado, dovete smetterla di guardarvi l'ombelico, pensando che solo ciò che sapete voi sia degno di nota.

    Non puoi giudicare con sufficienza questi ragazzi perchè non sanno una cosa che ci si mette 10 minuti a capire.

    La prossima volta chiedigli chi conosce l'ereditarietà  delle classi in Java.

  12. massimo mantellini dice:

    ovviamente Fabri

    non ho espresso alcuno dei commenti che mi attribuisci. Ho solo detto che non sapevano cosa fosse.

  13. Bloglavoro dice:

    E' decisamente triste, hai ragione. Ma non tanto la scarsità  di input offerti dal piano formativo, quanto l'incapacità  di tantissimi studenti di approfondire o anche solo interessarsi del mondo, al di fuori dei quattro libri che sono obbligati a studiare.

  14. Bloglavoro dice:

    @Fabri: in linea di massima sarei d'accordo con quanto dici sul fatto che non sia la questione più importante del mondo, però se noti nel post ha specificato 'una cinquantina di studenti'. E' alquanto strano (triste) che il 100% non lo sapesse… Fossero stati una decina di studenti cambiava già  la prospettiva.

  15. abcd dice:

    La coda lunga mi sembra più che altro una terminologia da markettari. Sono contento che non la conoscano.

  16. Icekent dice:

    il concetto di coda lunga in se non è una boiata, è semplicemente una definizione. d'altra parte in uno studente di una facoltà  scientifica ci si aspetta che sia interessato al funzionamento degli strumenti che utilizza, quindi il computer e internet. però è anche vero che se dovranno progettare un'architettura SOA, o disegnare un web service, non è che serva molto conoscere cosa sia la coda lunga. perchè non provi a chiedere che cosa hanno nei loro aggregatori di feed?

  17. Fabri dice:

    Mante però cosi non è giusto!

    Se come titolo del post scrivi "SIAMO IN FONDO ALLA CODA LUNGA " e poi utilizzi il termine "silenzio imbarazzato.", non stai solo dicendo che non lo sapevano. Stai anche esprimendo un giudizio. C'è il fatto ma anche la tua opinione.

    Almeno questa è la sensazione che si ha leggendo il post.

    Nulla di male per la carità , cmq resto dell'avviso che per quella platea era più che normale non conoscere il concetto di "coda lunga". Quello che dico è che certe cose (almeno al momento) interessano a noi. Magari per passione, magari per lavoro.

    Il mio parere è che uno studente, anche se è alla specialistica, è portato a concentrarsi sugli obiettivi pratici degli esami. Se invece è uno dei pochi che è curioso e apprezza anche i sentieri che vanno oltre al cammino tracciato dall'Uni, probabilmente quel giorno invece di frequentare stava già  facendo qlc stage.

  18. delio dice:

    icekent, hai ragione e mi correggo: non è la coda lunga in sé ad essere una boiata (che in sé è solo una definizione matematica che sfido anche i lettori di questo blog a conoscere), ma la sua divinizzazione ad opera di chi la vorrebbe applicare (a proposito e a sproposito) per la spiegazione di ogni fenomeno dell'universo, come si faceva dieci anni fa col cluetrain manifesto in un contesto non molto diverso. basta! la cosa lunga non è un paradigma o una categoria dello spirito, ma una classe molto precisa di distribuzioni statistiche. ci sono alcuni fenomeni che hanno una coda lunga, ma sono molti di meno di quelli che si sostiene comunemente lo siano. persino nella struttura del www (uno degli esempi di presunta coda lunga piຠcitato) uno studio un po' approfondito mostra che ci sono un sacco di fenomeni che trascendono distribuzioni di tipo long tail (e infatti le telecom costruiscono le loro reti utilizzando modelli matematici ben diversi, e non perché non conoscano modelli di questo tipo).

  19. Alberto dice:

    In breve ti rispondo: sei stato invitato apposta per trattare questi argomenti e questo dovrebbe bastare. Ma ti devo qualche parola in piu'.

    Caro Massimo, ero, "per caso", presente al tuo intervento. Interessantissimo.

    Diverso nei modi e nei contenuti (ed anche questo lo affermo con piena cognizione di causa essendo il docente)

    dalle lezioni che quei ragazzi hanno ascoltato durante il corso che ha ospitato il tuo seminario (Progettazione di Sistemi WEB).

    Ed era proprio per esporli a qualcosa di nuovo che avevo pensato di invitarti.

    Proprio perche' oltre a tecnologie, protocolli e modelli, aprissero la loro attenzione su

    tematiche più ampie, diverse.

    Premetto che le conoscenze di un curriculum di ingegneria informatica o scienze dell'informazione

    (in aula c'erano anche loro) andrebbero molto al di la' di cio' che si riesce concretamente ad

    insegnare nell'arco di un corso di studi (apri anche tu la tua mente e immagina tutto ciò che c'è sopra,

    sotto e fuori dal web ed e' comunque, ahime', informatica). Occorre scegliere. Scelgono i docenti nel progettare i corsi di studio e

    scelgono gli studenti nel personalizzare il proprio piano di studio.

    Posso assicurarti che tra gli argomenti che un informatico dovrebbe conoscere la "coda lunga"

    si trova molto, ma molto in la' nella coda (lunghissima).

    Infine …

    Il tipo di domanda "avete mai sentito parlare di …" va posta in maniera diversa.

    La platea è intimidita dal "docente" e ancora di più da se stessa.

    Sei stato affrettato nel dare un significato al silenzio "imbarazzato".

    Forse insistendo qualcuno avrebbe vinto la timidezza e avrebbe detto di si'.

  20. camu dice:

    Via, c'è una prima volta per tutti… anche io quando me lo chiesero per la prima volta, credevo fosse qualcosa che avesse a che fare con le "campane" di Gauss :-)

  21. trentasei dice:

    Io concordo totalmente con Fabri. Apri un po' il tuo universo, mante : vi scoprirai un sacco di cose rispetto alle quali forse saresti tu a rimanere in un imbarazzato silenzio… E penso che i tuoi interlocutori, molto probabilmente, avrebbero un giudizio molto meno severo del tuo.. Che poi, voglio dire, stai meno a spiegarlo, il concetto, che a tirartela perchè non sanno qualcosa che tu adori. Tu sei così sicuro di sapere tutto quello che sanno quei ragazzi e che, appunto, quei ragazzi magari reputano -non sia mai!- più importante della coda lunga ? Questione di punti di vista, ma se si guarda al proprio ombelico, è sempre lui il solo e più importante.. bah..

  22. aghost dice:

    da due anni sento parlare sui blog di coda lunga e francamente non ho ancora capito che cos'è. E francamente poco mi interessa. Il linguaggio da iniziati mi da' noia, chi parla complicato di solito ha qualcosa da nascondere, forse la cultura che vorrebbe avere e che probabilmente non ha :)

  23. Luca Carlucci dice:

    Massimo, hai avuto il privilegio (perché, ebbene sì, insegnare è un privilegio) di trasferire dei contenuti a cinquanta ragazzi. Ecco, non credi che andare a sventolare sul tuo blog la loro supposta ignoranza, seppur con allusiva ironia, sia un tantinello poco deontologico, degradante per il ruolo di docente che hai rivestito e tutto sommato stupido? Poi, dico, com'è che la riservatezza più assoluta vale verso le aziende per cui dici di aver svolto consulenze e non per quei cinquanta ragazzi a cui sei stato chiamato ad insegnare?

    Infine, una nota: l'ironia del titolo funziona solo se si assume che in fondo alla coda lunga ci stanno i peggio, quelli che non sanno, quelli avulsi da. Il che lascerebbe intendere che il primo a non averci capito una ceppa sul concetto di coda lunga sei proprio tu.

  24. massimo mantellini dice:

    Uffa!

    Evidentemente siete davvero maldisposti nei miei confronti ;). Spiego meglio perche' evidentemente questo post si presta molto ad essere equivocato.

    Il titolo: il titolo si riferisce a noi (a me nella fattispecie che mi appassiono a cose come la coda lunga), significa, vorrebbe significare, visto che evidentemente non si capisce troppo bene, che certi argomenti sono molto al margine e di nicchia. Non contiene nessuna ironia e nessun giudizio. Significa: la coda lunga e' un argomento che conoscono in pochi.

    Il resto del post ancora non contiene alcun giudizio di merito sugli studenti, l'aggettivo "imbarazzato" come giustamente dice Alberto deriva in parte dal fatto che oggettivamente se un docente pone una domanda si e'imbarazzati a rispondere e un po' al fatto che si trattava difatto di un argomento poco conosciuto (su altre cose come i blog o il web 2.0 i ragazzi hanno risposto positivamente)

    Insomma,per riassmere, che io abbia sventolato qui "l'ignoranza degli studenti" e' una sonora cretinata.

  25. AndreaR dice:

    Spesso, gli studenti tacciano imbarazzati anche quando gli si chiede il loro nome.

  26. Rocco T. dice:

    Domanda: "Avete mai sentito parlare di coda lunga?

    Risposta: Prova a chiederlo alla mia ragazza …

  27. tangue dice:

    se tante persone manifestano dei dubbi sul contenuto di uno scritto io mi farei domande sulla mia capacità  di essere chiaro: se i lettori ovvero l'auditorio non comprendono quanto esposto la colpa non è di chi legge, ma di chi scrive, che non è riuscito ad essere abbastanza semplice e/o diretto. E' una questione di umiltà , insomma, porsi sempre nella pelle di chi ascolta e/o legge.

    :)

  28. Luca Carlucci dice:

    Come dice Tangue, una sonora cretinata che hanno pensato tutti i commentatori ivi convenuti, compresi quelli d'accordo col tuo post ("è triste che i ragazzi non sappiano" etc), compreso il prof che ti ha ospitato. Ora, posto che alberghi della cretinaggine in questo thread, è da valutare se la sua fonte risieda nella maldisposizione dei tuoi lettori o piuttosto in un post che, evidentemente, esprime molto difettosamente il tuo pensiero.

    Cmq mi pare che la tua ultima precisazione avresti fatto bene a scriverla al terzo commento che equivocava il tuo pensiero, non al ventiquattresimo, che ora un po' di effetto spiderman alle prese con superfici riflettenti è inevitabile.

    D'altronde, se come pare reputi naturale e non dirimente il fatto che i ragazzi non abbiano risposto alla tua domanda, perché scriverne?

  29. massimo mantellini dice:

    eh tangue infatti deve essere stato cosi' come dici. Per questo cerco di precisare nei commenti (quando vanno)

  30. arioch1984 dice:

    Buondì a tutti…

    …Sono uno degli studenti che ha presenziato all'intervento e, vedendo il numero di interventi su questo post, mi scuso del ritardo con cui scrivo.

    Innanzitutto ringrazio chi ha difeso la nostra posizione di studenti, ma non mi sono sentito offeso dal titolo di questo post, infatti in aula c'è stato davvero un silenzio (imbarazzato o no non saprei dire), quindi è giusto dirlo :)

    Penso che una buona parte degli studenti fosse comunque realmente curiosa dell'argomento e io per primo (sinceramente non per dare opinioni faziose) sono stato FELICE di seguire un intervento su una materia NON TECNICA ma che ha, a mio parere, una correlazione molto stretta con quello che sarà  (spero) il mio mestirere.

    Mi spiego meglio, per "arrotondare la paghetta" faccio siti internet e mi sono accorto che saper calcolare la quantità  di energia elettrica che trapassa un corpo di dimensione x e forma y sul terzo anello di venere in una giornata moderatamente ventosa non è molto utile :), mentre invece lo è avere una metalità  aperta, tenersi aggiornati sulle novità  nel mondo, essere curiosi di tutto, sapere relazionarsi con le persone (specialmente non tecniche) e avere l'umiltà  di mettersi SEMPRE in discussione su tutto.

    Tutto questo per dire che sono stato uno degli studenti in silenzio, lo sono stato perchè non sapevo nulla della coda lunga e sono felice ora di saperne un pò di più.

    Un cordiale saluto a tutti. :)

  31. tangue dice:

    si, mante, è meritorio cercare di essere più chiari possibile, ma è un'operazione da verificarsi prima la pubblicazione e/o divulgazione del contributo, non dopo :P

    @arioch1984: in bocca al lupo per i tuoi studi!

  32. Francesca dice:

    Arioch mi meraviglio di te, non farti lusingare anche tu come ormai la maggioranza degli studenti, dal demone dell'ignoranza e della supericialità  che considera inutile qualsiasi nozione che non sia immediatamente spendibile nella pratica, che considera superfluo tutto ciò che non è legato al presente qui ora e adesso, insomma quel demone imparaticcio e pressapochista che sta distruggendo le università  italiane inducendole a produrre una genia di laureati incapaci e ignoranti (ma che sanno tutto sul web 2.0).

    Ti consiglio la lettura di un articolo di un vecchio saggio e brontolone che tutti dovreste leggere prima di lanciarvi in panegirici delle novità  a tutti i costi:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/20/023l.html

    Ciao e auguri per i tuoi studi anche sulla quantità  di energia elettrica ecc.

  33. arioch1984 dice:

    Francesca rispondo al tuo commento perchè francamente mi sento, probabilmente sbaglio e penso ovviamente non fosse quello il tuo intento, un pochino offeso.

    Innanzitutto la questione dell'energia elettrica era (ovviamente oserei dire) una battuta.

    Per quanto riguarda il resto del tuo commento, condivido alcune delle cose dette nell'articolo da te linkato anche se a mio parere una questione come la riforma della scuola e dell'università  italiana non può essere trattata o anche solo spiegata in una articolo di una pagina.

    Tengo però a precisare che ho scritto la battuta sull'energia elettrica per voler far capire che:

    1 – ero felice che si trattassero ANCHE argomenti "attuali" in una università .

    2 – 5 anni fa mi sono iscritto ad un corso di ingegneria informatica dove mi sono stati fatti molti corsi di fisica, analisi, elettronica,etc. ma di informatica ne ho vista una quantità  inferiore a quella che avrei voluto e che il "saper tutto del web 2.0" fa in fin dei conti parte di ciò che vorrei imparare all'università  e che la reputo una conoscenza più che utile al mio lavoro futuro.

    Un saluto.

  34. tangue dice:

    io trovo che ci sia un radicato equivoco di fondo: ora va per la maggiore la corrente di pensiero che dice: "l'università  deve preparare al mondo del lavoro". Non è vero: l'università  deve dare un buon metodo e insegnare a pensare in modo razionale, la preparazione al mondo del lavoro è dovere delle aziende, che di questi tempi però preferiscono delegare l'argomento alle università , sbagliando. Già , per le aziende è meno costoso cercare un dipendente (magari temporaneo) già  formato con corsi assolutamente assurdi in università , piuttosto che occuparsi in prima fila nella formazione longlife dei propri lavoratori.

  35. Francesca dice:

    Non era certo mia intenzione offenderti arioch, volevo solo offrirti utili spunti di riflessione dato che in tanti abbiamo già  dato su questo fronte e spiace vedere che è ancora un fronte aperto che fa tante vittime innocenti.

  36. moe dice:

    La prima volta che ho sentito, meglio, letto di "coda lunga" (io, che sono uno zotico) è stato in "Gli alberi non crescono fino in cielo" di Stephen Jay Gould, Mondadori 1999. Chiaro, biologia ed evoluzionismo. Chris Anderson (era lui?) è stato bravo a trasportare questa metafora nel mondo dell'informazione. Ma, voglio dire, magari non è la terminologia statistica corretta, ma il concetto circola da un bel po'. E poi l'immagine parlava da sola.

  37. Espressione Regolare dice:

    Eh, ma quante storie!

    Certo non è un piatto facile ma neanche impossibile!

    Riporto la ricetta originale di Chris Anderson:

    Soffriggete la coda tagliata a pezzi in una casseruola con il lardo battuto e la cipolla tritata. Aggiungete, l'aglio schiacciato l'alloro e il peperoncino (a pezzetti o in polvere). Regolate di sale e cuocete per mezz'ora. Aggiungete il vino bianco e fatelo evaporare. Unite la polpa di pomodoro ed il sedano. Continuate la cottura per almeno 3 ore, diluendo se necessario con del brodo.

    Insomma, complessivamente la Coda alla Vaccinara vende quasi quanto gli Spaghetti alla carbonara, anche se non la fanno dappertutto.

    Ciao,

    Espressione Regolare

  38. Gustavo dice:

    Più semplicemente: dalla parti di Ferrara il termine "coda lunga" ha un'altra accezione popolare di stampo prettamente anatomico/sessuale.

    Immagino che gli studenti abbiano faticato nello sghignazzare a mandibola stretta e che Mantellini sia già  tra gli annali studenteschi….

  39. Vincenzo dice:

    Beh… in tutta sincerità  io penso che non sia di vitale importanza che gli studenti di ingegneria conoscano Chris Anderson e la sua trovata… che piuttosto sappiano risolvere gli integrali senza ricorrere a un computer.