Mi viene in mente adesso che ieri nelle lettere a Repubblica c’era un ottimo intervento di Massimo Fasano, legale del Gruppo Bayer. Lo ricopio qui:

“In relazione all’articolo “Arriva l’Aspirina firmata Coop” (del 13 maggio) si precisa che il nome “Aspirina” contrariamente a quanto si legge sia nel titolo, sia nell’articolo, non costituisce affatto il nome comune dell’acido acetilsalicilico, bensi’ uno dei piu’ prestigiosi marchi del Gruppo Bayer, registrato e costantemente difeso contro imitazioni e tentativi di volgarizzazione e non puo’ quindi essere utilizzato per indicare prodotti di altre imprese.”

13 commenti a “LA PREVALENZA DEL VOLGARE”

  1. Pablo dice:

    che sinceramente questa non l'ho capita, chi glielo spiega alla bayer che il suo brevetto è scaduto? e poi che avrebbe dovuto scrivere il giornalista nel titolo acido acetilsalicilico targato coop oppure il generico dell'aspirana targata coop? cos'è un marchio di origine protetta?…le lobby farmaceutiche non mi stupiscono più

  2. massimo mantellini dice:

    no no,il marchio Aspirina e' ancora tutelato in Italia, non in USA per esempio ma in Italia non lo puo' usare nessun altro, mentre l'ASA e' libera da vincoli e chiunque la puo' "volgarizzare" magari facendola pagare (come la coop) esattamente la meta' di Bayer.

  3. Nicola dice:

    Il brevetto è scaduto… ma il marchio no, quello ha durata mi pare di 10 anni, ma può essere rinnovato fino a quando piscia la gallina, salvo le cause di decadenza. àˆ per questo che il legale parla di "volgarizzazione": si intende volgarizzazione del marchio, non c'entra nulla con la scurrilità , sta' solo a significare la perdita di rappresentatività  del marchio in questione per lo specifico prodotto bayer. La bayer cerca di fuggerla come la peste, perché in teoria se il termine Aspirina venisse "volgarizzato" sarebbe un motivo legale per la decadenza del marchio.

    Può darsi abbia sbagliato qualcosa, magari superMinotti potrebbe illuminarci.

    Un saluto a tutti.

    Nicola

  4. rafaeli dice:

    bene. il legale parla chiaro.

    ora non capisco perchè pubblicare questa sua precisazione.

  5. .mau. dice:

    A parte che su qualche altro giornale la "precisazione" l'avevo vista già  la scorsa settimana, per quello che ricordo la volgarizzazione arriva se gli avvocati non fanno opposizione strenua a ogni occorrenza del termine in contesti generici. Quindi immagino che se rep. non avesse pubblicato la lettera gli avvocati avrebbero potuto fare loro causa per danni.

  6. Bloglavoro dice:

    Non è tanto il brevetto del farmaco comunque, quanto la registrazione del marchio che risale addirittura la 1899, hanno registrato Aspirin, Aspirina e altre venticinque varianti tra cui greco e arabo. Quindi per quanto paradossale e per quanto qualsiasi linguista saprebbe documentare che 'aspirina' in italiano è il termine traslato per qualsiasi cachet, rimane il fatto che Aspirina è di proprietà  Bayer.

  7. alessandro dice:

    sempre interessanti queste prese di posizione giuridiche eh

    :D

  8. massimo mantellini dice:

    ho cancellato per errore un commento di Wallace Henry Hartley, scusandomi ripubblico qui la parte che sono riuscito a recuperare

    ……

    L'avvocato della Bayer fa il suo lavoro, nè più nè meno. La questione però non è esclusivamente legale, ma linguistica. Capita spesso che il nome proprio di un prodotto diventi, per estensione, il nome comune con cui tutti chiamano i prodotti simili. Continueremo tutti a dire "mi prendo un'aspirina" anche se il blister è marchiato Vivin C o Aspro (per fare esempi). La stessa battaglia la conduce da anni la Ferrero con la sua Nutella. Se non ricordo male, qualche…

  9. arbaman dice:

    Wallace ha ragione a sottolineare la questione dal punto di vista linguistico, come scrivono anche Pablo e Nicola.

    Lo stesso avviene con altri nomi che hanno sostituito i rispettivi prodotti nel linguaggio corrente, i primi che mi vengono in mente lo scotch al posto del nastro adesivo trasparente o il klinex per il fazzolettino di carta – in Germania invece ti chiedono se hai un tempo :D

    Capisco che al sig. Bayer la volgarizzazione riesca un po' indigesta ma d'altra parte, se l'aspirina ha venduto così tanto da entrare come sostantivo nel linguaggio comune significa che ne hanno già  venduta a sufficienza per ripagare più che suntuosamente qualsiasi investimento fatto a suo tempo. Se spendessero in ricerca i soldi e le energie che dedicano a queste questioni credo avremmo tutti l'impressione di vivere in un posto migliore.

    Questione assai tediosa imho, un po come quella sul diritto d'autore per la canzoncina Happy birthday, che non fa altro che ricordarmi di cercare di evitare con ogni mezzo di supportare i profitti di queste megaipercorporations.

  10. bleistein dice:

    Chiedo scusa per l'OT, ma la frase di Wallace ("La questione però non è esclusivamente legale, ma linguistica") mi ha spinto a una riflessione sul costituzionalismo liberale e la libertà  di espressione.

    "La solitudine dei numeri primi". Ho ceduto e l'ho letto. La penultima riga del libro dice: "Sorrise verso il cielo terso". Ora, la questione va affrontata sul piano legale o linguistico?

  11. Massimo Santi dice:

    Oggi la Coop ha tagliato la testa al toro… Paginone pubblicitario, slogan "leggere attentamente la convenianza", "Nasce il primo farmaco a marchi Coop" e una bella foto della scatola con le compresse a fianco.

    Peccato che la scatola non riporta nè il nome "aspirina"(ovviamente) ma nemmeno "acido Acetilsalicilico"! Una bellissima scatola anonima…

  12. z88 dice:

    Basterebbe fare una paginata di pubblicità  comparativa, no?

  13. Francesca dice:

    Le comparazioni ci sono già  sul web, l'acetisalicilico viene prodotto da decine di aziende a prezzi molto diversi tra loro (dipende anche dalle altre molecole presenti). Basta fare una ricerca su generico.com per trovare quello pù conveniente.