04
Mag
Leggo che il Codacons (piu’ che una associazione consumatori un movimento politico) ha deciso di chiedere allo Stato un risarcimento di 52 euro a nome mio (fa 20 miliardi di euro calcolando tutti gli ignari italiani interessati) per la vicenda dei redditi finiti su Internet. Se non pensassi che e’ il solito teatrino nostrano dovrei nominare un legale per diffidare il Codacons dal diffidare lo Stato in nome mio senza la mia preventiva autorizzazione (che e’ piu’ facile che mi iscriva a Scientology piuttosto che farmi rappresentare da questi signori). Ovviamente il Codacons, famoso per aver chiesto in passato ad un povero pretore di Roma la chiusura di Rotten.com, chiede anche alla magistratura “l`oscuramento dei siti che ancora li offrono in visione gratuita o a pagamento“.

(via corriere.it)

52 commenti a “OSCURANTISTI”

  1. Daniele Minotti dice:

    Sebbene sia convinto dell'impossibilità , legale, di pubblicare sul sito dell'Ag. Entrate, mi sembra che tra tutti dicono non poche sciochezze, giuridiche.

    Ripeto che il reato non è così automatico come dicono in molti.

    P.S.: La presenta non vale come offerta di prestazione profesionale (mia).

  2. Tino Colombo dice:

    Per una volta sono d'accordo con te. Perchè mai il CODACONS ogni tanto non pensa ai fattacci suoi lasciando perdere i miei?

  3. apelle dice:

    Veramente sono 520 euro, non 52.

  4. frap 1964 dice:

    Scusa Minotti, non per dire…

    ma se il Garante sei mesi fa

    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1454901

    scriveva che:

    Â…Più precisamente, negli elenchi di cui al comma 4 del citato art. 69 è previsto che siano indicati i nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e dei soggetti che esercitano imprese commerciali, arti e professioni. Con apposito decreto del Ministro delle finanze (ora, provvedimento dell’Agenzia delle entrate), sono stabiliti annualmente i termini e le modalità  per la formazione di tali elenchi.

    Nei più recenti provvedimenti dell’Agenzia delle entrate attuativi dell’art. 69 (provvedimento del 29 settembre del 2004, relativo agli anni d’imposta 2001 e 2002, provvedimento del 29 luglio 2005, relativo all’anno di imposta 2003, e, da ultimo, provvedimento 20 settembre 2006, relativo all’anno di imposta 2004), l’Agenzia ha deciso di inserire negli elenchi i nominativi dei contribuenti con la sola indicazione della categoria prevalente di reddito e l’attività  eventualmente esercitata, senza riportare (come invece era avvenuto per i periodi di imposta precedenti) anche i redditi dichiarati.

    L'Agenzia ha ritenuto di attuare in tal modo la disciplina di settore sopra richiamata (art. 69, comma 5, cit.) senza che ciò, come più volte ribadito dal Garante nei citati interventi sull'argomento, derivi da limitazioni imposte dal Codice in materia di protezione dei dati personali.

    ….

    Un motivo ci sarà ?

    Mica per niente, perchè secondo il precedente garante (2001)

    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=41031

    invece la cosa era un tantino diversa.

    Il precedente e la consuetudine "secundum legem" hanno ancora valore legale o no?

    Diversamente dobbiamo desumere che l' Agenzia delle Entrate possa legittimamente pubblicare quel che le pare, come le pare, quando le pare, dove le pare. secondo l'anno e come le gira al momento.

  5. massimo mantellini dice:

    @apelle, vero, e' probabilmente un refuso del corriere

  6. alessio dice:

    Il Codacons è una versione italiana degli "ambulance chasers".

  7. Pietro dice:

    Un domanda molto semplice, se il provvedimento in questione è stato emesso e firmato dal direttore dell'agenzia delle entrate e l'articolo 28 della costituzione dice che i funzionari dello stato sono responsabili delle eventuali violazioni di diritti, una denuncia a Visco non è da parte del codacons una dimostrazione di incompetenza?

  8. frap 1964 dice:

    Inoltre il "famoso" art 69. del dpr 600/1973 recita testualmente:

    "Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati."

    Chiunque capisce che il web non è un ufficio e che non vi può essere sulla rete alcuna limitazione temporale una volta che certi dati siano stati pubblicati.

    E' evidente che nel primo caso esiste un tipo di tutela dei dati che è ben diverso dal secondo. Come giustamente fa notare il Codacons.

  9. LockOne dice:

    e' la volta buona che il codacons affonda emule. lo sento.

  10. bardolomu dice:

    Basta con gli elenchi di chi "paga" le tasse; passiamo agli elenchi di chi non le paga ;-)

  11. Daniele Minotti dice:

    @Frappino @4

    Non mi risulta che il Garante faccia anche il legislatore (questo, con tutto il rispetto, e' l'errore che commettete tutti voi e anche molti miei amici giuristi).

    Io, comunque, ho detto che se c'e' un trattamento illecito non e' automatico che ci sia anche il reato (167).

    In mezzo, ci stanno un sacco di cose, piu' di quelle che immaginate…

    Anche alla faccia di inquirenti che, a sproposito, minacciano sanzioni (arresto! ROTFL) senza specificare e distinguere.

  12. Gabriele dice:

    Scusate ma questi rimborsi a chi li chiede il Codacons? A Visco o all'agenzia delle entrate?

    In pratica stiamo dicendo che, se la magistratura dovesse dare ragione al Codacons, noi italiani dovremmo pagarci i rimborsi?! No perche' i soldi pubblici sempre dalla collettivita' vengono… ;)

  13. Bic Indolor dice:

    Be oddio, se devo essere sincero, pur non avendo niente da nascondere a me da un bel po fastidio che quello che è il mio rapporto con il fisco sia di pubblico dominio.

    Son d'accordo che ormai oscurare i siti non serva a molto, però, se per ipotesi (improbabile) il codacons riuscisse ad ottenere il risarcimentone, perché sputarci sopra?

    E comunque, non riesco assolutamente a capire perché mai tu consideri una cosa buona e giusta un gesto che:

    1) ha il sapore di una vendetta;

    2) non servirà  a combattere l'evasione, che tu ci creda o no: il 117 verrà  tempestato di telefonate di delatori invidiosi o vendicativi che denunciano chi non gli garba sulla base di un dato monco e su impressioni personali (distorte dai sentimenti sgradevoli di cui sopra), col bel risultato che mentre i finanzieri si troveranno a dover colpire nel mucchio, intentasare i tribunali con cause fiscali e annessi ricorsi e controricorsi e trovarsi con un pugno di mosche in mano dopo un paio di decenni nel frattempo molti illeciti cadranno in prescrizione o (peggio) si dovrà  ricorrere al solito… dico la parolaccia?

    CONDONO!

    per sopire il tutto.

    3) ha effetti discriminatori: non mi si venga a dire che il reddito non è un dato sensibile perché non è nella lista della legge sulla privacy. Se certi dati sono sensibili (religione, preferenze sessuali, orientamento politico…) è perché tramite questi dati è possibile profilare un soggetto in modo discriminatorio. E se c'è una cosa che ho imparato mooolto presto è che per il reddito si viene discriminati, eccome!!!

    3-bis) a parte i soliti paesi scandinavi (che hanno il tasso di suicidi più alto del mondo, secondi forse solo al giappone – civili e contenti? mah!) perché nessun altro paese al mondo si sogna di fare una cosa del genere.

    Ma poi… ok, qui faccio l'avvocato del diavolo, ho come il… sentore che se questa cosa l'avesse fatta Tremonti tu saresti qui a strepitare per la privacy violata, vorresti la testa del ministro e del direttore dell'agenzia entrate. Ma dato che l'ha fatta un ministro di sinistra, e be, se è sinistra è cosa buona e giusta, naturalmente!

    Sul serio, ti credevo più intelligente.

  14. Gabriele dice:

    Daniele, secondo me la minaccia di arresto e' un tentativo di spaventare la gente comune che scambia quel materiale su emule. Di certo non spaventa chi intende farne un "uso improprio", nell'accezione di truffe che hanno gia' normali conseguenze penali.

    Che funzioni con gli altri non lo so, mi pare che mezza Italia sia tornata bambina e stia partecipando a una enorme raccolta di figurine: "questo ce l'ho", "questo lo ho doppio", "mi dai Bergamo se ti do' Vattelapesca'?"

    E nessuno si rende conto che dati simili, se non provengono dal sito dell'Agenzia delle Entrate, non hanno la minima autorevolezza e possono benissimo venire modificati, oltre che male interpretati.

  15. bardolomu dice:

    @Daniele Minotti; grazie per il giusto ed opportuno richiamo al ruolo del Garante, che non è Legislatore

    interessante l'incrocio tra suicidi e denunce dei redditti nei paesi nordici; potremmo confrontarlo con il dato dei paesi africani (che hanno tasso di suicidi molto inferiore), e vedere cosa viene fuori.

    Per allargare la prospettiva, vorrei ricordare (a proposito di violazioni della privacy) questo fatterello di qualche tempo fa http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/sismi-mancini-5/intercettazioni-arresti/intercettazioni-arresti.html.

    Personalmente trovo un poco più inquietante che qualcuno mi "spii" nel vero senso della parola; se qualcuno ha notizie di iniziative del CODACONS in favore degli italiani spiati e di cui vennero diffusi "dati sensibili" in cambio di denaro, bene, la cosa mi farebbe piacere.

  16. bardolomu dice:

    Scusate, c'era un punto di troppo:

    http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/sismi-mancini-5/intercettazioni-arresti/intercettazioni-arresti.html

  17. frap 1964 dice:

    @Minotti-no

    Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – Codice in materia di protezione dei dati personali

    Vigenza 27 febbraio 2004 – Consolidato con la legge 26 febbraio 2004, n. 45 di conversione con modifiche dell'art. 3 del d.l. 24 dicembre 2003, n. 354.

    CAPO II – ILLECITI PENALI

    Art. 167. Trattamento illecito di dati

    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.

    —–

    Quindi secondo te nel caso specifico non c'è reato perché comunque non ci sarebbe stata comunicazione o diffusione? Spiegati meglio, please.

    Il Garante sostiene inoltre che la prescritta notifica non sarebbe stata effettuata (il che sarebbe comunque "semplice" illecito civile).

    Io son comunque sicuro che finirà  a tarallucci e vino.

    P.S. Dove ho scritto che il Garante legifera? La consuetudine era riferita al modus operandi dell'Agenzia.

  18. frap 1964 dice:

    E a proposito de "il Garante non è legislatore":

    Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – Codice in materia di protezione dei dati personali

    Art. 37. Notificazione del trattamento

    2. Il Garante può individuare altri trattamenti suscettibili di recare pregiudizio ai diritti e alle libertà  dell'interessato, in ragione delle relative modalità  o della natura dei dati personali, con proprio provvedimento adottato anche ai sensi dell'articolo 17. Con analogo provvedimento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il Garante può anche individuare, nell'ambito dei trattamenti di cui al comma 1, eventuali trattamenti non suscettibili di recare detto pregiudizio e pertanto sottratti all'obbligo di notificazione.

    Che certamente non vuol dire che il Garante legifera, ma che integra e specifica la norma sicuramente sì.

  19. frap 1964 dice:

    Chi vuole leggersi in originale il provvedimento del 5 marzo 2008 del direttore dell'Agenzia delle Entrate Massimo Romano in materia di

    "Pubblicazione degli elenchi dei contribuenti ai sensi dell'art. 69 ecc. ecc. …"

    con tutti i riferimenti di legge ed il richiamo ai pareri del Garante della privacy ed al Codice dell'amministrazione digitale, lo trova qui:

    http://www.giurdanella.net/file_sito/agenzia_entrate_5308.pdf

  20. frap 1964 dice:

    Chi invece vuole leggersi il provvedimento sospensivo del Garante, dal quale si desume chiaramente che il problema sollevato consiste non nella modalità  di formazione degli elenchi (tipo di dati contenuti), ma nella scelta di pubblicarli diversamente da quanto direttamente prescritto dalla norma (art. 69, comma 6 dpr 600/1973) lo trova qui:

    http://www.giurdanella.it/8141

  21. Telemaco dice:

    Visto che certi signori pensano alla pubblicazione mondiale di questi dati (in rete=nel mondo) come cosa positiva, li invito [Mantellini incluso, off course] a pubblicare sul proprio blog il proprio reddito anno per anno, senza eccezioni.

    Gli elenchi sono cosa buona e giusta, quindi dove sta il problema ?

    Attendiamo fiduciosi l'elenco da parte di Mantellini ;)

  22. alessandro dice:

    il codacons lo fa solo perche' cosi si finanzia

    tra l'altro e' un associazione a tutela dei consumatori con un numero di telefono a pagamento

    allego

    Dal 10 luglio 2006 per contattare il Codacons da tutta Italia

    892-007

    …E SIAMO MEGLIO DI JAMES BOND CONTRO LE TRUFFE…

    Da rete fissa:

    Costo della chiamata € 1,80 al minuto + scatto alla risposta € 0,12

    Da rete mobile il costo è:

    diritto

    alla risposta €/min

    TIM 0,1800 2,4000

    VODAFONE 0,3098 2,5702

    WIND 0,1500 1,8600

    3 0,3098 2,5702

    N.B. i prezzi esposti sono comprensivi di IVA

  23. Alessio dice:

    Codacons non ha mai detto che le chiamate sono gratuite quindi non si capisce dove sia la truffa.

    Gli 892 non sono numeri gratuiti, se vuoi chiamare paghi, altrimenti fai a meno, nessuno ti obbliga.

  24. ilbardo dice:

    E' bello come tutti siano convinti di essere giuristi.

    Minotti porta pazienza.

  25. alessandro dice:

    non ho detto che sia una truffa o che non sia chiaro che si paga due euro l'ora per telefonare al codacons

    dico solo che e' singolare :D

  26. frap1964 dice:

    @Minotti-no

    Se capisco bene, la questione deriverebbe dal fatto che l'art 167 prescrive che:

    "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno,… ecc. ecc."

    Ovvero si deve dimostrare il dolo (la volontà  di trarre per sè o per altri profitto e/o di recare danno).

    Tuttavia il "salvo che il fatto costituisca più grave reato" sembra configurare la possibilità  di illecito penale anche in assenza di dolo, qualora si compia un "più grave reato".

    Da stabilire quindi se la pubblicazione e diffusione di tali dati, pur in assenza diretta di dolo, ma che nei fatti consente poi a chiunque un indifferenziato trattamento degli stessi (quindi anche al fine di trarne per sè o per altri profitto) costituisca o meno un "più grave reato".

    O no?

  27. frap1964 dice:

    La posizione (illuminante) del Garante su Repubblica di ieri:

    http://www.corteconti.it/Rassegna-S/maggio2008/05052008/022.pdf

    con la replica a dir poco ridicola di Francesco Merlo (questo sarebbe un giornalista?):

    "la vita è molto breve e non c'è tempo per pedanterie e polemiche, amico mio."

  28. frap1964 dice:

    Lapsus… ovviamente è la Repubblica di OGGI.

  29. frap1964 dice:

    @alessandro

    Quel numero serve "per conoscere le iniziative del Codacons e prendere appuntamento con un consulente in tutta Italia per aiutarti a risolvere un problema" TUO personale.

    Il Codacons, come qualsiasi altra associazione, si finanzia con le quote degli iscritti.

    In più prende qualche finanziamento dallo Stato (non è granchè) se svolge attività  editoriale ed anche indirettamente potendo accedere per l'eventuale pubblicazione a tariffe postali agevolate (la differenza la paghiamo tutti noi).

    Poi accede anche al 5 per mille (ma ormai a questo ci accede mezzo paese…).

    Per tutto il resto c'è un numero verde GRATUITO (da cui attivi sms informativi gratuiti) e la newsletter, cui ti puoi iscrivere GRATUITAMENTE.

    Il Codacons, insomma, non è un servizio di pubblica utilità : se ti fa pagare un servizio reso a TE personalmente (e comunque devi essere iscritto all'associazione, quota variabile tra 10 e 100 euro), io francamente non ci vedo nè scandalo nè particolare singolarità .

    Perchè poi sia "piu' che una associazione consumatori un movimento politico" io non l'ho capito mica tanto.

  30. esaù dice:

    frap:

    fatto sta, quello del call center e' un prezzo assurdo e contraddittorio con le "battaglie" (sic) del Codacons. Meglio, allora, non mettere numeri del genere e prevedere magari visite su appuntamento.

  31. alessandro dice:

    e fatto sta che magari punta a ottenere un risarcimento proprio il codacons tramite il suo avvocato (che guarda caso e' proprio il presidente del codacons)

    a proposito… qualcuno sa quanto fattura?

  32. spider dice:

    Sono un'altra volta d'accordo con Mantellini.

    Stasera invierò una raccomandata al Codacons per diffidarlo dal chiedere risarcimento a nome mio. Io sono favorevole agli elenchi (e si scoprono un sacco di cose interessanti… altro che elenchi di chi "paga" le tasse).

  33. frap1964 dice:

    A dirla tutta, sul sito di Codacons non si trova alcuna traccia di quantificazione del danno che, in ogni caso, secondo il T.U. sulla privacy (art. 152) va comunque chiesto all' autorità  giudiziaria.

    Iscrivendosi alla newsletter gratuita di Codacons si accede all'area privata da cui si possono estrarre

    a) il testo dell'esposto presentato alle 104 procure, che non chiede l'oscuramento di siti ma, testualmente:

    "- che l'azione penale venga svolta anche nei confronti di tutti i soggetti che siano venuti in possesso di tali dati anche tramite i siti web delle testate giornalistiche nei quali siano eventualmente ancora contenuti"

    b) la diffida che ciascuno deve personalmente presentare all'agenzia delle entrate ai sensi dell'art 7 e 8 del medesimo T.U. Questo è il primo passo che va fatto e che è funzionale ad ottenere poi il risarcimento del danno dal Codacons che, si presume, promuoverà  poi una class action nei confronti dell'agenzia delle entrate davanti all'autorità  giudiziaria (come associazione di consumatori è legittimata a farlo). E siccome il T.U. della privacy (art. 9) prevede espressamente che:

    "2. Nell'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 l'interessato può conferire, per iscritto, delega o procura a persone fisiche, enti, associazioni od organismi. L'interessato può, altresì, farsi assistere da una persona di fiducia."

    evidentemente occorrerà  comunque delegare esplicitamente il Codacons ad agire per proprio conto (non è automatico, per cui le diffide al Codacons sono tempo perso).

    L'alternativa, a quanto pare, è rivolgersi personalmente e direttamente al Garante per un ricorso.

    In questo caso, come primo atto, vanno versati 150 euro per "diritti di segreteria".

    Poi il Garante avvia il procedimento e ne determina il costo totale, ponendo le spese a carico della parte soccombente oppure compensandole tra le parti.

    E comunque i danni andranno poi chiesti in sede giudiziale.

    Così scrive il Codacons.

    Prendere per "oro colato" quel che pubblicano i quotidiani non è mai, in sè, buona cosa.

  34. spider dice:

    C'ho provato ad andare sul sito del Codacons, stamane, ma non funzionava. Poi mi sono rotto, ché c'ho anche da lavorare oltre a star dietro ai cialtroni.

    Quindi, se davvero server una delega, allora farebbero meglio a non inviare comunicati stampa alle testate giornalistiche (perché i quotidiani si inventeranno anche le notizie, ma quando più giornali pubblicano articoli identici di solito comunicato ci cova) dicendo che chiederanno risarcimenti "per tutti i 38 milioni di contribuenti".

    Bel modo di comunicare, davvero. Poi, se davvero serve la delega ad agire per proprio conto, allora voglio anche sapere in quanti di quei 38 milioni gliel'avranno data. Invece temo che non faranno un comunicato stampa. Quando i numeri reali fanno cagare, non si scrive nulla a nessuno.

  35. evasori.info dice:

    Sull'argomento di Internet come strumento per combattere l'evasione e privacy, segnalo il sito

    http://evasori.info/

    dove ogni cittadino puo' segnalare episodi di evasione anonimamente e nel pieno rispetto della privacy (anche quella degli evasori, che non vengono identificati). Un motore di ricerca permette di navigare e mappare i dati (visualizzati in tempo reale) per zone, categorie e somme.

    Partecipate e passate parola!

  36. frap1964 dice:

    @spider

    Dove si dimostra la qualità  media dei giornalisti che ci si ritrova. Nemmeno un minimo di verifica son capaci di fare.

    F. Merlo che scrive del Garante che "dorme in piedi" e nemmeno verifica se ha effettivamente preso o meno un provvedimento d'urgenza. E quando questo glielo fa notare, risponde che "non c'è tempo per pedanterie e polemiche".

    Ed Ezio Mauro che lo pubblica pure. Ma si può?

    Questo sul secondo quotidiano nazionale per diffusione.

    Il Corriere che scrive 52 euro x 38 milioni totale 20 miliardi e nemmeno verifica la moltiplicazione. Repubblica e laStampa subito dietro con lo strafalcione (ah, per laStampa sono ancora 52, gli altri almeno hanno avuto la bontà  di correggere).

    Non dico niente dei vari "top blogger" che commentano notizie che non verificano (pur potendolo fare) e poi si lamentano un post sì e tre no dei giornalisti.

    A che servirebbe: fare informazione "come si deve" costa comunque troppo TEMPO e FATICA.

    Bisognerebbe orchestrare una bufala colossale e poi fare un comunicato credibile alla stampa, tanto per far capire a tutto il circo come lavora e/o commenta: io temo che comunque non capirebbero.

  37. ArgiaSbolenfi dice:

    BTW, il sole24ore ha pubblicato sul sito le liste che si possono pescare in rete. Se non è una presa di posizione questa…

  38. Francesca dice:

    Una associazione di consumatori è anche (inevitabilmente) n movimento politico, e non capisco perchè dare una valenza negativa alla sua azione solo per questo.

    Il problema è che questo paese si continua a identificare erroneamente politia con sistema di partiti, finendo per dare un significato negativo alla parola, quasi fosse una cosa sporca. Quelli sono dei politici diventa poco meno che un insulto quindi, serve a sminuire l'azione di una associazione che si è sempre mossa bene e ha prodotto notevoli risultati anche perchè fa politica (al contrario di altre che fanno solo presenza giusto per esserci e partecipare alla spartizione dei contributi).

  39. accattone dice:

    A parte la follia e l'illogicita' di quei simpaticoni del Codacons, ci terrei a precisare due cosette:

    -52 euro a contribuente è un errore contenuto gia' nel primo lancio della ADNKRONOS e propagatosi qua e la', la cifra esatta in effetti è 526 , come la mia mosesta calcolatrice asserisce

    – 20 miliardi e' una intera manavra economica (40mila mld vecchie lire).

    Si sa, ai grandi numeri più nessuno fa caso e un po' tutti diamo i numeri.

    Ciao

  40. alessandro dice:

    beh in effetti si potrebbe fare una manovra bis che sara' poi pagata solo da coloro che gia' pagano le tasse

    un giusto prezzo per gli evasori per un'ingerenza vergognosa nella loro vita, che ovviamente deve ricadere sulle persone oneste!!!

    MA LOL

  41. frap1964 dice:

    Il Garante ha appena deciso che la pubblicazione dei dati è illegale.

    E conclude con:

    "Per dare la massima conoscibilità  al provvedimento e anche per consentire a tutti di avere maggiore consapevolezza che la ulteriore messa in circolazione dei dati è un fatto illecito che può avere anche rilevanza penale, l'Autorità  ha disposto la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale."

  42. frap1964 dice:

    THAT'S INCREDIBLE !

    Hanno pubblicato il comunicato e poi l'han fatto sparire dal sito del Garante dopo pochi minuti. Il testo è postato qui:

    http://aghost.wordpress.com/2008/04/30/trasparenza-demenziale/#comment-11912

    Giuro che non è una bufala.

  43. frap1964 dice:

    Ora è ricomparso…

  44. spider dice:

    Si beh, per fortuna non sono un "top blogger" e mi posso permettere di commentare una notizia del Corriere o di Repubblica senza aver passato una giornata ad inseguire il sito del Codacons (che ancora ieri sera io non riuscivo ad aprire).

    Comunque sia, la possibilità  di fare il dump di un comune intero è una cavolata, in effetti, ma per la pubblicazione continuo ad essere favorevole. Basterebbe fare come fa l'Aci con le targhe delle automobili: paghi 5 euro e guardi la dichiarazione di chi ti pare. Con la carta di credito vieni identificato e il prezzo è abbastanza basso da consentirti di fare le ricerche che ti servono e allo stesso tempo abbastanza alto da scoraggiare l'"acquisto" indiscriminato di migliaia di dati.

  45. spider dice:

    E però, caro Frap, per questa volta i giornalisti sono innocenti e le cose sono andate come sospettavo. E' il Codacons che ha inviato un comunicato stampa, che tutti hanno copiato pari pari (errori a parte).

    Ora che il sito è tornato raggiungibile, posso dire che per quanto mi riguarda sono e restano dei cialtroni approfittatori.

    Non posso linkarlo perché questo stupido sistema di commenti non lo permette.

    (mantellini, siamo nel 2008, quando ti decidi a togliere di mezzo questa ciofeca?)

  46. frap1964 dice:

    Che poi il tuo amico Beggi assicura che "l’importer da Blogger a WordPress funziona benissimo." ;-)

    @spider

    "…questa volta i giornalisti sono innocenti e le cose sono andate come sospettavo. E' il Codacons che ha inviato un comunicato stampa"

    A me sembra un'aggravante, non una scusante.

    Allora chiunque mi fa un comunicato stampa e io giornale pubblico bovinamente senza alcuna verifica?

    Ora se la Procura di Roma stabilirà  che c'è stato reato… il Codacons potrà  contare su un numero di affiliazioni a 10 euro che mai al mondo si sarebbe sognato.

    Con il vantaggio poi di poter avere il prestigioso consum-dario con testimonial la Gregoraci !!

    Ma vuoi mettere… :D

  47. Andrea D'Ambra dice:

    Presto notizie da Generazione Attiva (Altro che Codacons…)

    Stay Tuned ;-)

  48. frap 1964 dice:

    Oltre al comunicato stampa ora è leggibile anche il provvedimento del Garante vero e proprio:

    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1512255

  49. Francesca dice:

    Comunicato impeccabile quello del Garante, che fa gisutixia delle tante sciocchezze dette e scritte in questi giorni da chi nemmeno si era preso il disturbo di informarsi su quadro legislativo di riferimento.

    Meglio stendere un pietoso velo poi sui tanti commenti accidiosi contro il Codacons, reo di ogni nefandezza solo perchè fa il suo mestiere. Piccinerie da italiani, sempre pronti a schierarsi e a far campanile per le cause più assurde, pur di essere contro qualcosa o qualcuno.

  50. .mau. dice:

    @francesca: Sono andato a controllare, perché si sa che la mia memoria è fallace.

    Il Codacons afferma di essere il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti degli utenti e dei consumatori. Gli elenchi erano online, quindi non rovinavano l'ambiente. Non mi pare di essere un utente né un consumatore dell'Agenzia delle Entrate. Proprio convinta che il Codacons faccia il suo mestiere?

  51. spider dice:

    Il suo mestiere, Francesca? Cui prodest quello che sta facendo il Codacons?

    A me? Io *voglio* gli elenchi pubblici. Magari in un db invece che con un dump di file di testo, ma non mi interessa. Si leggono cose interessanti in quegli elenchi, cose che uno sospetta ma che trovano conferma proprio lì.

    Non si può fare? Peccato. Ma il risarcimento è RI-DI-CO-LO.

  52. letizia dice:

    oddio, m hai fatto morire dalle risate (si lo so che non c è nulla da ridere…)