Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Magari non ce ne rendiamo conto ma Internet sta cambiando molto delle nostre vite. Dimenticate quanti vi dicono che si tratta solo di un altro strumento di comunicazione: la rete sta iniziando ad incidere nella determinazione dello scenario di fronte a noi come forse mai in passato è accaduto. (continua)

10 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Fiorenzo dice:

    Questa vicenda s'innesta poi su un altro aspetto comunicativo, sul quale il settore eno-food in rete, credo, si e' espresso in modo alquanto interessante; si da il caso che quella copertina riguardi il mio ambito di competenza, e sono in grado di affermare che e' raffazzonata, maramaldesca e disinformante; pure prescindendo dal mio punto di vista, che potrebbe restare personalissimo, molti altri che scrivono sia in rete che sulla carta stampata, tutti "addetti ai lavori", quindi dotati di competenza specifica, hanno criticato nello stesso modo, e per gli stessi motivi, la sfortunatissima uscita de L'espresso; basta fare una ricerca su persone come Daniele Cernilli, o Franco Ziliani, o Paolo Marchi (per non dilungarmi), e lo stesso Bonilli, tutti giornalisti neppure tra loro "allineati" (l'enomondo e' una notevole palestra di tenzoni) – ebbene, tutti, compattamente, hanno qualificato la copertina de L'espresso per quello che e': un triste polverone, del tutto privo di qualsiasi valore informativo, e semmai totalmente depistante, per l'utente ignaro ed estraneo a questo circolo. Senza volere esagerare troppo col due-punto-zerismo, temo che quanti desiderassero sapere qualcosa di piu' su queste vicende, dovevano per forza puntare sull'informazone in rete, dato lo scadentissimo prodotto de L'espresso; e questo, sia chiaro, e' tanto piu' bruciante in quanto chi scrive e' da sempre lettore, pagante, del settimanale cartaceo; viene facile pensare che se questo e' il livello informativo esibito su un ambito nel quale sono in grado di fornire, pure io, giudizi, chissa' quale sara' il tipo di info che mi passa su ambiti nei quali sono incompetente. Con queste premesse, la cancellazione del blog di Vizzari e' una vera ciliegina sulla torta. Posso solo augurare a L'espresso di ripigliarsi, in fretta.

  2. palmasco dice:

    Molto interessante, nel suo candore da "casta", il sincero punto di vista di Gilioli, che linki.

    Dice che nei giornali italiani il dissenso è stato lentamente spinto dietro le quinte, da un'etichetta non scritta.

    Ripeto, il suo modo di argomentare è candido, si coglie perfettamente la buona fede e la convinzione che sia necessario trattare il dissenso interno come un fatto privato, da seppellire nei gloriosi vaffa in redazione, senza invece fare la fatica di elaborare un linguaggio che permetta l'approdo del dissenso sulle pagine del giornale.

    Spiega bene, direi, come mai in Italia il tasso di penetrazione dei giornali sia tra i più bassi del West, che qui da noi non li legge nessuno! Si capisce perché.

  3. vb dice:

    Mah… Stiamo parlando di una testata che censura un giornalista che avrebbe voluto che una coraggiosa inchiesta della testata stessa fosse censurata, o perlomeno addolcita e non presentata con tale evidenza e in copertina, o magari tenuta nascosta fino a data da destinarsi per non disturbare il business dei propri amici vinificatori. In questo gioco, scegliere se stare dalla parte del "censuratore riuscito" L'espresso o del "censuratore fallito" Vizzari mi sembra difficile.

  4. Lunar dice:

    vediamo se dopo essermi allontanato dalla televisione non sia il caso di allontanarmi anche da Internet.

    La rete sta diventando peggio della televisione. Si susseguono i processi sommari, processi in piazza. Mancano solo le fascine e poi siamo a posto. Prove? prossime allo zero. Questo è il web 2.0?

    Premetto che di questa storia conosco poco o nulla ma qualcuno dovrebbe spiegarmi il valore aggiunto della rete rispetto a questa vicenda. Un blogger, giornalista, scrive un post per far sapere "a chi lo conosce" che si vergogna profondamente della copertina dell'espresso. Bene, eccellentisssimo sig gggiornalista non sarebbe il caso di argomentare almeno un poco il suo commento.

    Oppure il suo è un messaggio in codice che solo i destinatari, gli addetti ai lavori, possono comprendere?

    In tutto questo non ho capito l'eccitazione della "rete". Ma questo sicuramente è un limite tutto mio.

  5. Squonk dice:

    Oltre a sottoscrivere Lunar, faccio presente al tenutario di questo blog che tra i frequentatori abituali della rete ci sono anche molte persone che la pensano esattamente come Gilioli. Il mondo è bello perchè è vario, dicono.

  6. .mau. dice:

    @lunar: le fascine sono sostituite dalle faccine.

    Non parlo del fatto in sé perché non ne so abbastanza.

  7. stefano bonilli dice:

    Caro vb, Vizzari è un signore che si occupa del mondo enogastronomico da 30 anni, del vino in particolare. Non chiedeva di censurare l'inchiesta ma di fare una copertina che rappresentasse una vera inchiesta. Quella pubblicata è una copertina di una falsa inchiesta perché mette insieme fatti diversi, di diversa gravità  e con un diverso svolgimento temporale.

    Per non annoiare basta solo dire che è FALSO che ci sia un pericolo di avvelenamento, è una grande truffa per vendere vino che vino non è.

    C'è una bella differenza scivere truffopoly e fare una copertina Velenitaly se poi i veleni non riguardano il Brunello di Montalcino.

    Vizzari si vergognava di questa rozza superficialità  e del fatto che i giornalisti dell'Espresso non avessero chiesto consiglio, e non per censurare, idea del tutto idiota come è idiota cancellare un blog e i suoi archivi.

    E di questo vorrei parlaste.

    Quanto a Gilioli, inizia il suo intervento dicendo che Vizzari ha scritto di vergognarsi dell'inchiesta e invece torniamo sempre a bomba, ha scritto di vergognarsi della copertina. C'è una bella differenza.

    E per questo, vi chiedo, va cancellato senza essere preventivamente interpellato?

  8. Lunar dice:

    @stefano bonilli

    scusami, ma perchè non ha argomentato nel suo blog? Mica gli si contesta il diritto di esprimersi su di una materia che evidentemente conosce bene. Ma proprio per questo doveva argomentare in modo tale che chi è fuori "da certi circuiti" possa capire e formarsi una opinione. Invece ha preferito il messaggio asciutto "a chi lo conosce". Bene, allora sbrigatevela tra di voi e non meniamola troppo con Internet, la rete e la consapevolezza globale. ma de chè?

  9. Tonino dice:

    Invito a rileggere con attenzione il primo commento. Anche tu Lunar.

  10. vb dice:

    Ma se l'inchiesta è una bufala, perché Vizzari non ha argomentato in proposito, invece di prendersela con la copertina, ossia con il fatto che si desse visibilità  ai problemi dell'industria del vino?