30
Mar

Il mio articolo su Nova di giovedì.

Blogbabel ha chiuso, almeno temporaneamente. Cosi hanno annunciato la sera prima di Pasqua i gestori del servizio con un annuncio polemico pubblicato in homepage. Blogbabel è un esempio tipico di servizio internet nato in rete dall’impegno amatoriale e gratuito dei suoi ideatori, capace di aggiungere valore alla rete stessa. Il risultato di un simile sforzo è stato quello di aver reso disponibile uno strumento di analisi della blogosfera italiana in grado di valutare, utilizzando i i link in ingresso e il pagerank di Google, la popolarità  dei vari blog (oltre 12000 al momento della chiusura) e di tener traccia delle varie discussioni in corso in ogni momento all’interno dell’ampio panorama dei siti web analizzati. Blogbabel era insomma, come scrivevano nelle FAQ del servizio i suoi stessi creatori, uno “strumento di conoscenza”, seppur con due anime differenti e distinte. La prima legata alla condivisione dei contenuti, uno sguardo istantaneo sul “live web” nel quale le discussioni si animano e prendono corpo molto prima che i motori di ricerca possano tenerne traccia, la seconda un’anima gerarchica e competitiva, basata sulla aspirazione di molti di emergere all’interno della classifica dei blog italiani maggiormente popolari che Blogbabel valutava con cadenza giornaliera. (continua)

9 commenti a “ERA NOVO IERI”

  1. Flux dice:

    Trovavo interessante blogbabel, non ho seguito bene la vicenda ma mi e' parso di percepire un atteggiamento non tanto maturo e serio da parte dei gestori…quello che e' arrivato a me (ripeto, non ho seguito bene la vicenda quindi potrei dire inesattezze) e' una cosa del tipo: "no, piuttosto di cancellare il tuo blog dalla classifica chiudo il servizio", che non mi sembra molto ragionevole…

  2. vic dice:

    Volevo aggiungere a margine che perfino le "pagine viste" di un sito pubblico hanno più del "discutibile ed aleatorio"

    che dell'"insindacabile e definitivo".

    L'unico dato veramente insindacabile sono gli "hits", cioè il numero totale di richieste http inviate al server (ivi inclusi ogni singola gif, css, ecc.).

    Tutte le altre sono aggregazioni di questo dato base, a partire da criteri che possono variare – e di molto – da sito a sito. Se dalle pagine passiamo poi alle "visite", cioè al numero di lettori unici e distinti, peggio che mai.

    Solo che ad affermare queste semplici verità  si rendono tristi quelli che ci fanno del marketing sopra, che ti guardano come uno che rema contro.

  3. Ubik dice:

    Forse la visibilità  del dissenso è dovuta più che altro all'infantilismo dei gestori di blogbabel e al loro "coup de theatre" che a presunte ragioni sociologiche complicate (che tu dall'alto della tua cattedra di sociologia avresti potuto spiegarci). Pronto a scommettere che se avessero eliminato dalla classifica chi glielo chiedeva senza menarcela così a lungo la cosa finiva lì.

    @vic: per quanto non mi siano simpatici i pubblicitari, una loro linea guda su come si fanno le misure "tradizionali" l'hanno prodotta e la trovi qui. Le hits non sono nemmeno nominate dato che hanno senso solo se utilizzate a fini puramente tecnici (carico del webserver e della banda richiesta) mentre non hanno alcun senso per misurare i comportamenti dei visitatori, tantomeno la popolarità  di un sito.

  4. Albert Antonini Mangia dice:

    Chiarissima sintesi di cosa è successo e cosa sta succedendo sul caso BlogBabel, ma l'idea di pubblicare un sito con l'elenco dei vari temi trattati dalla blogosfera italiana senza la famigerata classifica è davvero impercorribile?

  5. mr oz dice:

    Si potrebbe dividere la blogosfera in due parti, una più seria e professionale, l'altra più faceta e ludica. (ovviamente ci sono infinite sfumature)

    BlogBabel sembrava superpartes, e del resto dovrebbe ragionevolmente esserlo, ma questa vicenda ha invece dimostrato che i suoi curatori fanno parte della seconda blogosfera, nella quale le decisioni possono esser prese alla leggera.

    Io usavo BlogBabel soprattutto per lavoro e l'ho sempre considerato un servizio da utilizzare per la nostra offerta ai clienti.

    Non ho fatto una gran figura a suggerire ai miei clienti un servizio che ha chiuso in questo modo.

  6. .mau. dice:

    @Mr oz: e pensare di pagare, per un servizio usato per lavoro?

  7. mr oz dice:

    mau, ecco la mia carta di credito. Nessun problema. Ma allora niente pubblicità  contestuale (che un mio cliente c'è rimasto di stucco e ho dovuto fare i salti mortali per spiegargli che la cosa non era grave), statistiche riservate, e niente sorprese tipo "il gioco è mio e finisce quando decido io".

  8. gimax dice:

    @mr oz:

    sarei curioso di sapere *come* usavi BBabel per i tuoi clienti, in particolare la classifica, che a mio avviso non era significativa di nulla: nè dell'autorevolezza del blogger, nè del numero visitatori, nè della qualità  del contenuto.

    Leggo i blog da anni, praticamente da quando sono nati, e BBabel non mi ha *mai* fatto scoprire un blog interessante o utile. Al contrario, mi ha fatto solo perdere tempo mandandomi su blog fuffa di qualche smanettone/furbetta.

    Francamente, mi auguro che non riapra proprio, tanta spazzatura in meno (ed è anche probabile che i responsabili non siano a posto con l'opt-in della legge privacy).

    (disclaimer: non ho un blog, ma li studicchio e li utilizzo anche per lavoro, nella vita mi occupo, guardacaso, di comunicazione)

  9. mr oz dice:

    gimax, alcuni clienti usa(va)no BB semplicemente per gongolarsi del loro posto in classifica, pochi per fortuna. I più lo usavano per controllare citazioni, link in ingresso e meme vari. Uno lo usava per "monitorare i trend".

    Non credo fosse colpa di BB se la maggior parte dei blog sono fuffa/furbetti. Io vedo BB come una macchina fotografica, in quanto faceva dei ritratti (non sempre a fuoco) della blogosfera.

    Solo che quando i soggetti si sono messi a fare le pernacchie e i gestacci il fotografo sè stufato…