Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Lo dico senza acrimonia. Fino a qualche anno fa molti danni allo sviluppo della rete Internet in Italia sono stati prodotti dai giornalisti. Lo devo aver scritto mille volte del resto, non è una novità . C’è stato un lungo periodo di transizione a cavallo della fine degli anni novanta durante il quale alla grande maggioranza dei soggetti deputati alla divulgazione informativa mancavano le competenze minime per spiegare Internet ai propri lettori e poichè scrivere si doveva scrivere e Internet era percepita diffusamente (come sempre avviene quando ci si trova di fronte ad uno scenario nuovo) come qualcosa di incerto e pericoloso, i risultati in termini di informazione sono stati per lungo tempo discretamente disastrosi. Per un certo numero di anni ogni articolo di stampa che si occupava di Internet trattava invariabilmente dei rischi legati all’accesso telematico per grandi e (soprattutto) piccini e di poco d’altro. Mai o quasi mai simili pezzi giornalistici servivano a sottolineare i grandi vantaggi per tutti legati alle nuove frontiere della comunicazione elettronica. (continua)

3 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. LockOne dice:

    ancora una volta, perfetto.

  2. Anonimo dice:

    Che dire, Massimo, sei un grande.

    Solo che siam sempre qui: a parlare su internet dei danni che gente a caccia di voti, notorietà  e soldi sta causando allo sviluppo della rete in Italia.

    Sinceramente non so come siano messi negli altri paesi, ma da noi l'informazione passa dalla TV, che ci piaccia o no.

    Bruno Vespa potrà  anche non piacerci, ma prima o poi se si vorrà  che siano sentite le ragioni e le prove di chi dimostra che la rete non è un covo di p******* (scusa gli asterischi, ma ho notato che il solo dire quella parola avulsa da ogni contesto causa irrazionalità  negli interlocutori) bisognerà  passare da lì.

    Il problema è: come?

  3. Luca Annunziata dice:

    Ho letto con molto interesse questo Contrappunti, che ha dato corpo a molte idee e perplessità  che mi ronzavano in testa dalla settimana scorsa.

    Lo condivido con trasporto, e mi auguro che primo o poi questa caterva di pensieri possa uscire dalla blogosfera e finire altrove. Ne abbiamo bisogno.