07
Mar

Il mio articolo su Nova di ieri.

Solo qualche ora dopo la presentazione a San Francisco del nuovo Macbook Air, il leggerissimo e sottile notebook di fascia intermedia di Apple, la rete Internet era già  piena di commenti ed impressioni sul nuovo computer. Eppure molti di questi commenti sembrano sfiorare la questione fondamentale sottolineata dalla architettura del nuovo portatile della casa di Cupertino, che si potrebbe forse definire come la “filosofia Air”. (continua)

5 commenti a “ERA NOVO IERI”

  1. Alessandro dice:

    Ma secondo te il lettore cd non e' stato eliminato in favore delle penne usb come fu fatto a suo tempo per i lettori floppy?

    E per quanto riguarda i software via web, preferisco ancora avere a disposizione i miei mezzi di produzione su un pc in locale, non si sa mai.

    Ciao.

  2. gp dice:

    ehy, ora stai esagerando con i titoli luca-sofri-style dei tuoi post :)

  3. Simone Cosimi dice:

    L'altro ieri ne ho visto uno nella stanza affianco alla mia, in redazione. Pazzesco!

  4. Cafonauta dice:

    Oracle?

    Ma non era la Sun con il motto "The network is the computer"?

    Ciao

  5. ilbardo dice:

    L'articolo mi è piaciuto molto, ma dissento dall'idea che il futuro arrivi a modo suo e senza che ci sia altra scelta.

    Io i miei cd e dvd li ho passati su hd esterni e chiavette usb per esempio (tera di byte per ingombri minimi).

    Ho un mio dominio su aruba e uso solo quello per la posta, che scarico rigorosamente in locale, senza salvare copie sul server.

    Conservo copie di sicurezza di tutto quello che sparo in rete e che scarico dalla rete (eccetto i blog off course e i giornali on line, anche se qualcosa ogni tanto conservo anche di quelli): per pazzia, per sicurezza, per la memoria, perchè un giorno forse esisterà  un vintage dei byte come c'è un vintage degli oggetti, per paura che mi riscrivano la storia sotto il naso e io non possa disporre delle informazioni per difendermi…

    Appena è uscito il mcbook air ho dato i numeri, l'ho trovato incredibile, ne avrei voluto uno subito, ma ho dovuto arrendermi al fatto che, per quanto incredible, non ha nulla a che vedere con le mie effettive esigenze.

    Senza contare che la condizione della connettività  internet in itaia: tanto per fare un esempio, in questo momento sto navigando a 52 k con modem e dialup (altro che wifi ovunque e ovunque gratuito).

    Poi certi ragionamenti a volte si fanno come se Internet fosse, in senso fisico, una specie di paradiso a cui agognamo assurgere o essere assunti, una nuova versione dell'iperuranio di platone.

    Fisicamente cos'è internet, se non una rete di computer, dove stanno fisicamente i dati a cui io accedo e su cui girano i software e a cui io mi collego, sfruttando una connessione di qualsivoglia tipo?

    Sarà  pazzia, ma io sogno di poter produrre in proprio tutti i contenuti, il software, la connettività  e i servizi di cui sono capace, per poi poterli condividere in rete, scambiandoli con altra connettività , altro software, altri servizi, altri contenuti.

    Non sogno certo di dipendere da servizi a pagamento messi in piedi da perfeti sconoscuti, senza nessuna garanzia e senza nessuna via di scampo, manco una piccola uscita di sicurezza alternativa.

    Forse la storia non è un processo lineare, ma il più complesso e il fatto che sia stato inventato il mcbok air non mi dice come andranno necessariamente le cose, ma una delle direzioni possibili, una delle possibili facce delal realtà  futura. Da quando in qua la realtà  è una ed una sola?