Sull’ultima pagina di Nova di oggi mi colpisce la pubblicita’ di un super mega evento che si terra’ a Milano dal 12 al 15 marzo 2008 dal titolo “Orizzonte 2015”, Innovation Forum 2008, il cui sottotitolo e’ “Cosa serve per fare innovazione in Italia?”. Fra i relatori ci sono moltissime persone assai note (da Attali a Rifkin fino all’onnipresente De Kerckhove) ed anche alcuni amici e frequentatori di questo blog (da Stefano ad Alfonso a Luca, a Vittorio). Tutta gente molto in gamba, ma non e’ di questo che vi volevo dire. Su circa 120-130 relatori che si alterneranno nei tre giorni ho provato a contare il numero delle donne invitate. Ebbene sono piu’ o meno 3 (escludendo la ex-Ministra Lanzillotta). Ecco allora forse si potrebbe immaginare che fra le cose che servono per fare innovazione in Italia ci sia (anche) quella di ridurre il numero dei maschi nel pollaio. Cosi’, a titolo di prova.

7 commenti a “DONNE ED INNOVAZIONE”

  1. Folletto Malefico dice:

    Così, a titolo di prova, puoi provare a contare – semplice numerica – all'interno delle tue conoscenze gli uomini e le donne che avresti visto bene ad un evento simile?

    Così, pura curiosità .

  2. Leonaltro dice:

    Non che tre o quattro cambi niente ma non ho capito perché la Lanzillotta è esclusa dal conteggio.

  3. vb dice:

    Concordo e non concordo insieme… Innanzi tutto, nella giornata di Fiorello – quella in cui ci siamo noi bloggherzz – le donne sono 5 su 31, sempre poche ma già  meglio. E' nelle giornate "industriali" del convegno che le donne vanno cercate col lanternino.

    Detto che gli inviti ai convegni tendenzialmente riflettono le proporzioni statistiche nella popolazione di riferimento, il problema quindi è come mai ci siano così poche donne nell'ICT e in particolare così poche donne in posizioni di rilievo nelle aziende ICT italiane: e questo è sicuramente un problema di arretratezza culturale della nostra industria, dove esiste comunque tuttora un gap di possibilità  di carriera tra uomini e donne (il mondo "hacker" o più strettamente tecnico è secondo me già  decisamente più equo).

    Ma poi magari sono le donne a preferire altri mestieri o altre scelte di vita: ho ben più di una amica che tra la carriera e i figli ha scelto i figli, senza rimpianti e con piena soddisfazione. E naturalmente ne ho altre – anche se decisamente di meno – che, altrettanto senza rimpianti, hanno scelto la carriera.

  4. LivePaola dice:

    Il programma e gli inviti li avranno definiti il comitato scientifico:

    http://www.idc.com/italy/events/innovation08/innovation08_comitato.jsp

    Tutti uomini e, a colpo d'occhio, l'età  media sembra sopra i cinquanta (almeno a giudicare dai pochi capelli rimasti in testa ai più). Noi donne, gli "amici e frequentatori" del tuo blog sanno dove trovarci: ma gli altri membri del comitato, credo proprio di no.

    Infine un commento, per così dire, di responsabilità  fiscale: tra gli sponsor, provincia, regione, comune, municipalizzate, società  emanazione di enti pubblici e così via: ma siamo davvero sicuri che sponsorizzare questi convegni sia il miglior uso dei quattrini di noi contribuenti?

  5. Cubic dice:

    Indicane tu alcune meritevoli dunque.

  6. LivePaola dice:

    Innovazione e Venture Capital: Diana Saraceni, 360 Partners

    Tecnologie ICT: Maria Grazia Filippini, Sun Microsystems

    Crescita e sviluppo economico: Paola Profeta e Alessandra Casarico, Università  Bocconi

    Energie rinnovabili: Julie Blunden, SunPower Corp.

    Web 2.0: se ne potrebbero invitare tante, da Esther Dyson a Mafe de Baggis, ma fate un po' voi…

  7. alebegoli dice:

    Come giustamente osserva Paola, gli uomini scelgono gli uomini, soprattutto (ma non solo) i vecchi uomini scelgono gli uomini.

    Tutti i convegni e i "board" di ogni tipo sono a stragrande maggioranza maschili.

    Bisogna ogni volta farlo notare, e ogni volta più forte, come se si trattasse di un'anomalia, perché sarà  anche la vecchia norma, ma santo cielo, ormai è incongrua e ingiusta.

    Sono decenni che le donne studiano e lavorano più degli uomini, possibile che poi al momento di parlare non ce ne sia mai qualcuna che si fa buona per essere messa in primo piano?