Da qualche giorno sui media italiani e’ scattata la assurda normativa sulla par condicio. Ogni ospite di programmi radio e TV si impegna a firmare lunghi accordi nei quali dichiara che non nominera’ nulla che anche lontanamente possa avere a che fare con le prossime elezioni ed i suoi complessi equilibri informativi. E il gioco delle parti sara’ nei prossimi due mesi quello di parlare di politica senza farlo, lasciando ai politici stessi ampi margini di comunicazione che si negano invece a tutti gli altri soggetti. Questa sera guardavo “Che tempo che fa” e fra la frase semicriptica “vogliono tutti andare a vivere in Spagna” di Samuele Bersani e la ridicola condizione di avere Nanni Moretti per una volta in TV a discutere di un film senza poter dedicare nemmeno una frase allo stato della politica italiana, pensavo che Internet e’ fortunatamente al di fuori da bavagli simili. In un paese povero di libertà  come il nostro c’e’ da chiedersi ancora per quanto.

7 commenti a “BOCCHE CUCITE PER LEGGE”

  1. stark dice:

    Dico cose scontate. La par condicio (e ogni ridicola estremizzazione della medesima) è un'odiosa anomalia, certo, ma null'altro che lo specchio di quell'anomalia più grande e pericolosa che tutti sappiamo essere l'informazione televisiva nel nostro paese. La par condicio è una maldestra toppa applicata sul gradino più basso possibile, cercando di non toccare niente, di non dar fastidio a nessuno.

    Personalmente non vedo spiragli. Di leggi in merito, pare ci sia un tacito accordo, non ce ne sono e non se ne fanno, così ci tocca la regoletta del "o due campane, o nessuna", e non so se sia peggio tenersela o pensare a quel che accadrebbe -e sarebbe accaduto- in assenza della medesima.

  2. massimo mantellini dice:

    il paradosso secondo me sta nel fatto che si tratta di una legge nata per garantire pari accesso che si trasforma in un formidabile bavaglio per tutti, visto che tutto e' politica in fondo

  3. cfdp dice:

    Tutto giusto. Solo per completezza devo aggiungere che la par condicio non vale per la carta stampata.

  4. Francesco d'Elia dice:

    Leggo ora che gli atleti britannici che andranno a Pechino si obbliagno a non rilasciare dichiarazioni sui diritti umani.Mi sembra che si vada sempre peggio.. In Italia se non ci fosse Berlusconi non ci sarebbe nemmeno bisogno della par condicio..

  5. Alessandro Ronchi dice:

    Samuele Bersani si riferiva a Zapatero? Stavo guardando anche io quel programma e mi è parso che il riferimento fosse questo…

  6. Pier Luigi Tolardo dice:

    Sia lodata la par condicio, W la Par Condicio, Par Condicio Forever: senza Par Condicio la Santanchè si cambierebbe gli assorbenti in diretta, Berlusconi parteciperebbe a Sanremo, Veltroni leggerebbe le previsioni del tempo, Bondi celebrerebbe la S.Messa e Prodi commenterebbe la Divina Commedia di Benigni. La Par Condicio da una parte è un limite allo tzunami elettorale, dall'altra è l'unico scudo che abbiamo nei confronti di Berlusconi che, probabilmente, l'abolirà , visto che questa volta Casini sarà  ancora più debole, no Mante è meglio questa par condicio, l'utopia di una Tv indipendente e pluralista rimarrà  tale.

  7. Arnaldo dice:

    In realtà , gli ospiti dei programmi tv devono firmare una dichiarazione lunga meno di 7 righe. Mi rendo conto che raccontarla lunga pagine e pagine, fa molto Germania Est, e terrore della burocrazia, ma non è così nello specifico. Poi, a livello "concettuale", molto probabilmente siamo d'accordo sul fatto che eccessiva brevità  e eccessiva lunghezza sono lo stesso.