Oggi leggevo una frase di un post di Dave Winer di qualche giorno fa. Questa:

It happens so often in discourse on the net, there are so many subjects that are taboo, people you can’t talk about without provoking personal attacks. The net is just as good at distributing personal attacks as it is at distributing accurate information. I guess it’s not a big surprise, given the course of every other medium, that as the blogging world matures, there are more attacks and less accurate information. But when we don’t say anything we give up a bit of our future.

Winer, come e’ noto non ha un carattere facile e si trova spesso al centro di polemiche e litigi vari. Qui si riferisce ad un suo scontro con Jason Calacanis (la storia e’ piuttosto noiosa e ve la risparmio quasi tutta) che potrebbe essere cosi’ rapidamente riassunto: Winer parla male (malissimo per la verita’ e da un po’, e con espressioni molto crude e senza perifrasi) della nuova azienda di Calacanis e Calacanis se ne risente accusandolo di portargli attacchi personali.

Da un certo punto di vista e’ certamente un problema di Winer stesso (personalmente col passare degli anni mi piacciono sempre meno i “duri e puri”, tendo a preferire altre virtu’ piu’ mediate ed urbane) che e’ evidentemente una di quelle persone (ce ne e’ qualcuna anche da noi) che pensano che la forma possa essere archiviata in fretta a vantaggio dei contenuti espressi. Nello stesso tempo la frase quotata qui sopra dice una cosa importante e cioe’ che, quando correttamente espressa, la manifestazione del proprio personale autentico punto di vista, sfrondato da ogni mediazione, è un valore comunque, in grado di migliorare il futuro di tutti.

Forse una mediazione resta comunque necessaria: forse non è una buona idea passare il nostro tempo a criticare aspramente solo cio’ che troviamo disdicevole (anche quando ne abbiamo sacrosante ragioni) cosi’ come l’autocensura di cui parla Winer (spesso anche da noi espressa per esempio dai tanti che accusano le varie conventicole di blogger che si citano vicendevolmente) puo’ essere in certi casi un freno alla trasparenza ed al valore della comunicazione in rete.

Nello stesso tempo sono sempre piu’ convinto (divento vecchio mi sa) che i modi siano tanto piu’ importanti quanto piu’ il medium e’ mimetico e ambiguo e che andare a casa di qualcuno a descrivere l’orrore della tappezzeria del suo divano nuovo non sia in ogni caso un gesto utile. Nemmeno nella compilazione della geografia mondiale dei peggiori rivestimenti da divano ad uso e consumo delle generazioni future.

3 commenti a “ESISTONO DIVANI ORRIBILI”

  1. Lunar dice:

    Post interessante che andrebbe sviluppato su diversi fronti.

    Per farla breve: le mie preferenze sono per quanti vanno diretti al cuore del problema senza giri di parole. Non amo quelle persone che curano maniacalmente la forma a discapito della sostanza. Se devo leggere due volte un post, un commnento e magari mi resta un dubbio sulla esatta interpretazione vuol dire che quel pezzo è scritto male oppure che le idde alla base dello stesso siano confuse. Per concludere, facciamoci capire quando scriviamo. Questa è la cosa più importante. La forma, per quanto mi riguarda, è del tutto secondaria.

  2. Mammifero Bipede dice:

    La "forma" consente di farsi capire, e accettare.

    A volte invece di fare dieci complimenti esprimi un solo parere negativo e ti procuri l'antipatia di una persona. A me capita abbastanza spesso. Solo che di persona riesco a "compensare" il segnale negativo con il "linguaggio del corpo", che esprime cose del tipo: non è poi così importante, tutto il resto è fantastico, dà i, ti sto prendendo un po' in giro… mentre usando solo il testo scritto, spesso pure di corsa, finisce che le piccole critiche affettuose vengono interpretate come attacchi personali.

    Io confido che col tempo rifaremo l'abitudine ai limiti del linguaggio scritto, sia come scriventi che come lettori.

  3. Perplesso dice:

    Non eri tu a sparare a zero su Diaco giorni fa? ;)