Oggi Repubblica si dedica alla analisi del fenomeno della proliferazione di siti web di prostitute che, secondo la dichiarazione di Maurizio Masciopinto della Polizia Postale, sarebbero “raddoppiati” negli ultimi anni (ma come al solito i numeri non ci sono e c’e’ da credere che nemmeno esistano). L’articolo analizza le pratiche esoteriche per aprire un sito web su server esteri ed evitare cosi’ i rischi di essere identificati dalle autorita’. La morale e’ la solita: Internet consente di farsi gioco della legge e incentiva ogni tipo di reato, prostituzione compresa. Tuttavia c’e’ da chiedersi: quale reato si compie a offrire le proprie prestazioni sessuali pubblicizzandole su una pagina web? No perche’ se c’e’ un reato allora la Polizia Postale dovrebbe irrompere nelle sezioni annunci di gran parte dei quotidiani, esplodere un paio di colpi in aria ed arrestare tutti. Visto che anche gli editori, esattamente come coloro che gestiscono siti di escort, da anni si “arricchiscono alle spalle delle ragazze in vendita”.

6 commenti a “CONCORRENZA SLEALE”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    repubblica mi pare non abbia annunci del genere.

  2. Francesco d'Elia dice:

    Si gira sempre intorno alla cosa, la prostituzione NON è reato, sono reati il favoreggiamento, so sfruttamento, etc.. Le "povere ragazze in vendita" che hanno un sito o che appaiono su siti hanno dei fatturati da capogiro e non sono affatto povere, è stato stabilito che gli annunci sui quotidiani sono una pratica perfettamente lecita visto che la questione è stata all'attenzione della magistratura diverse volte ed è sempre stata risolta positivamente.. Magari una prostituta che trova clienti sul web può evitare di farlo in strada.. Eppoi se queste signore (o altro.. ) prosperano in questa maniera è perchè i loro servizi sono molto richiesti, come il Viagra che nessuno usa ma del quale in Italia si vendono tonnellate.. BelPaese di ipocriti..

  3. AlphaKappa dice:

    ma prostituirsi in italia non è reato.

  4. Pier Luigi Tolardo dice:

    Distinguerei comunque: non credo che la maggior parte dei siti di prostitute sia di ragazze disinibite, evolute e tecnologiche ma di organizzazioni che sfruttano molto le ragazze, spesso straniere, poi ci saranno anche quelle iperlibere professioniste che si fanno pubblicità  ma la realtà  non è così moderna. Certo l'inchiesta è un po' la scoperta dell'acqua calda, comunque a Novara il precedente procuratore della repubblica ha pubblicamente dichiarato che certi direttori di giornali locali rischiavano di essere incriminati per favoreggiamento, a causa di annunci in cui si citavano anche le misure del seno, al che hanno smesso, salvo protestare che lo fa anche il Corriere della Sera. Non credo proprio che i problemi più gravi della prostituzione derivino comunque da Internet ma non sono nè per la criminalizzazione dei clienti nè per la legalizzazione, sono conservatore in questo: la Merlin va bene così, una riforma potrebbe solo peggiorare le cose.

  5. Stefano Quintarelli dice:

    Siamo nella "era dell'accesso". Piu' che "ragazze in vendita", sono in "pay per use". (e non e' reato)

    aldila' della battuta, ben venga, soprattutto in questo caso, ogni sistema di disintermediazione e autonomia.

  6. nicola dice:

    Un Pm veneziano c'aveva provato, nel febbraio 2003, chiedendo il sequestro dei proventi della concessionaria pubblicitaria de 'Il Gazzettino', Area Nord, degli annunci a luci rosse. Una teoria giuridica alquanto ardita…. Poi il Tribunale del riesame ha annullato il decreto di sequestro.