La notizia di questi giorni e’ che sul computer di Alberto Stasi, giovane indagato per l’ormai “celebre” delitto di Garlasco (una localita’ fino a ieri ignota ai piu’ ormai consegnata alla memoria collettiva) e’ stato trovato materiale pedo pornografico. E per questo il giovane e’ stato indagato come si conviene in casi del genere (esiste una legge dello stato, esiste l’obbligo dell’azione penale ecc. ecc). Sui media italiani la notizia del reato e’ stata immediatamente correlata con il delitto, quasi che il possesso e lo scambio in rete di quel materiale corroborino la tesi secondo la quale Stasi sia l’assassino di Chiara Poggi. Del resto l’idea stessa della pedopornografia come pratica assimilabile alla pedofilia viene subito prima di quella che correla il pedofilo all’assassino di bambini. Con la piccola complicazione che Chiara non era un bambino e quindi, seguendo il progetto morale proposto dai media, ne dobbiamo dedurre che l’ipotetico pedofilo sia un possibile assassino sempre e comunque. Magari diventandolo nel momento in cui viene scoperto.

Questo atteggiamento di sovraesposizione dei reati di pedofilia (e perfino, come in questo caso, di quelli minori ad essa connessi come queli legati allo scambio di materiale pornografico con minori) sono una caratteristica che ha viaggiato in questi anni a doppio filo con la rete Internet anche in virtu’ di una martellante e becera campagna di stampa. Anche quando i collegamenti logici sono davvero esili (nel caso di Stasi si ipotizza che “se” Chiara avesse visto le immagini in questione “forse” ne sarebbe rimasta sconvolta e questo eventuale atteggiamento avrebbe “magari” potuto essere il movente del delitto)i media (e purtroppo temo, a ruota, anche tutti gli altri) si buttano sulla prevedibile “caccia al pedofilo”.

Qualche settimana fa una mia amica si e’ trovata una bolletta telefonica da 2500 euro. E’ andata alla Polizia Postale (nei cui uffici c’e’ spesso gente preparata e ragionevole) per la denuncia e fra le ipotesi per giustificare il conto salato di Telecom Italia e’ stato giustamente sottolineato il fatto che a casa sua ci fosse la terribile accoppiata “ruoter wireless aperto”+ “accesso DSL a consumo”. Chiunque insomma nei paraggi, utilizzano la banda disponibile, avrebbe potuto far lievitare il conto fino alle somme in questione. Raccontandomi la cosa la mia amica mi ha detto che le era anche stato spiegato che se qualcuno avesse usato il suo collegamento per scaricare materiale pedofilo sarebbero stati problemi grossi. Una persona con qualche competenza in materia ( e meno incavolata per gli ostacoli anche economici che spesso la tecnologia impone) avrebbe forse chiesto gentilmente: “Scusi, ma che c’entra con la mia bolletta?”. Un normale lettore di giornale senza la testa fasciata dalle fanfare dei quotidiani su Internet e pedofili nel caso di Stasi avrebbe chiesto “Scusi ma davvero c’entra col delitto?”.

p.s. ovviamente pare che nella relazione dei RIS sia stato accertato che le immagini pedofile sul PC di Stasi (poi cancellate) siano state aperte l’ultima volta il 20 luglio, vale a dire in una data che distrugge ogni possibile correlazione fra la immagini ed il movente del delitto e che rende “cartaccia” tutte le speculazioni e le mezze interviste pubblicate in questi giorni, ma questo evidentemente non conta.

10 commenti a “PEDOFILI E GIORNALI”

  1. echesi dice:

    Mante, la correlazione pedopornografia=scopertodaChiara=delitto è stata fatta dal sostituto procuratore (sia pure informalmente ma davanti a diversi cronisti). Poi che i giornalisti non abbiano il coraggio di dire che potrebbe essere una puttanata, è un altro discorso…

  2. massimo mantellini dice:

    Diversi cronisti che poi l'hanno scritto? Io non l'ho letto da nessuna parte. Dicono tutti al massimo "inquirenti" che come e' come dire "uno che passava"….e poco importa che invece la perizia dei RIS dica che l'ipotesi del supposto "inquirente" non sta in piedi…..pero' anche se e' una puttanata la scriviamo lo stesso…..

  3. Pier Luigi Tolardo dice:

    Secondo il sostituto procuratore Alberto Stasi oltre che un possibile assassino sarebbe anche un grande fesso: pur avendo nel pc migliaia di files anche pedopornografici avrebbe lui citato a sua discolpa come alibi il fatto che nelle ore del delitto stava lavorando alla sua tesi e che era probabilmente anche collegato in Rete, per cui i carabinieri hanno subito sequestrato il Pc, cosa che molto difficilmente avrebbero fatto se non fosse stato un alibi. Vedremo!

  4. spider dice:

    Quando inizi a scrivere dovresti avere bene in mente cosa vuoi dire, dirlo, e lasciar perdere il resto. Perché uno potrebbe leggere il tuo post e chiedere "che c'entra la bolletta della tua amica con il delitto di Garlasco e/o con la pedofilia?".

    Ma volendo seguirti nel ragionamento, proprio perché è verissimo che alla Polizia Postale ci sono persone preparate e ragionevoli e educate, invece di dire alla tua amica "cazzi suoi, signora, se dà  retta al Mantellini e tiene la rete wireless aperte con una connessione a consumo", hanno colto l'occasione per fare un po' di pedagogia. La rete wireless aperta è male, perché come vede le è cresciuta la bolletta. E si figuri che la bolletta cresciuta è il meno che le potesse capitare, perché in caso un deficiente di vicino si fosse messo a scaricare video porno di bambini, lei sarebbe stata in grossi problemi. Ergo, per evitare entrambi i problemi chiuda la rete wireless e faccia un abbonamento a consumo.

    Che poi quello che ha detto la Polizia Postale è esattamente quello che alcuni "deprivati culturali" (tra cui io) ti dicevano mesi fa.

  5. kit dice:

    E' evidente la faccenda non è di poca cosa. Basti pensare che un movente provato e l'arma del delitto non sono stati trovati per capire a che punto sono. Questione internet. Massì, non ha molta importanza la sovrapposizione che si fa, è il termine "internet" che fa titolo. Lo dico per chi non ha frequentazioni quotidiane. Con internet e in altri (rari) casi si parte dal titolo, poi si costruisce l'articolo. Se questo trafficava con eMule (come milioni nel mondo) questo vuol dire che "andava su internet". Ed è sufficiente. Il resto viene da solo, quasi certamente è un pedofilo, un ladro, un balordo, facile mettere insieme i pezzi. Da giorni tutti cercano su youtube un video, una schifezza, tre immagini da poter dire eccolo lì.

  6. Stefano "Free.9" Scardovi dice:

    Se non erro anche il padre del povero Tommy era diventato per qualche edizione dei TG un orco perché nel suo PC erano state trovate immagini pedoporno.

    Poi però gli assassini sono stati scoperti.

  7. lloyd dice:

    @ spider:

    Se lasciare la propria rete aperta fosse la regola anziche' l'eccezione, il rischio di essere ritenuti responsabili dell'uso che altri possono fare della propria connessione internet si ridimensionerebbe di conseguenza, fino a scomparire. Situazione che del resto è la norma in tanti paesi. Ad esempio in Giappone dove esistono dei freespot e chiunque puo utilizzarli con il proprio computer senza registraziione.

  8. Simone Cosimi dice:

    Il punto è che nella totale mancanza di ipotesi concrete per il movente, gli inquirenti – o la stampa? – le butano tutte, ma proprio tutte, sul tavolo.

    Tutto sommato, poi, non mi sembrerebbe così assurda la correlazione che è stata proposta. Voglio dire: la stessa obiezione potrebbe girarsi a te, Massimo. Perché non potrebbe essere così?

  9. Puttovolante dice:

    Io ho già  incaricato il mio collega, in caso di problemi, di far brillare il mio portatile.

  10. Ano dice:

    La correlazione è assurda. Come movente sarebbe davvero assurdo. Ma è vero che oggi come oggi si uccide per molto meno. Ed è altrettanto vero che la caccia al pedofilo è tale che anche uno che guarda dei bambini che giocano potrebbe sentirsi minacciato nella sua reputazione. Siamo davvero giunti a livelli pericolosi di follia collettiva.