L’unica ragione interessante per andare a tentare l’esame per diventare “Giornalista” e’ infine stata eliminata. Ora sono davvero capaci tutti.

14 commenti a “IL DE PROFUNDIS DELLA LETTERA 22”

  1. echesi dice:

    all'epoca cercai affannosamente il tasto copia e incolla: non c'era! Non seppi capacitarmi di come fosse possibile fare il giornalista senza

  2. Giovanni dice:

    Vera,ente ,i se,bra una cosa che ha parecchio senso; visto che le ,appature delle tastiere sono decisa,ente diverse e che un aspirante giornalista che abbia i,parato a dattiloscrivere su un co,puter sarebbe svantaggiato rispetto al collega che si ì se,pre disinteressato di apprendere l-uso del suo stru,ento di lavoro e digita guardando i tasti:

    Nota: il precedente testo è stato scritto usando la mappatura italiana senza guardare i tasti; quest'altro no, altrimenti sarebbe risultato ancora meno comprensibile =:-D

  3. spider dice:

    Quando scrivi queste cose capisco perfettamente che cosa intendono quando ti danno del "vecchio trombone".

    Ho fatto ragioneria a scuola, iniziato nel 90 e diplomato nel 94. Sai che nei primi due anni c'era "Dattilografia"? Ecco, nemmeno nel 90 e nel 91 si usavano macchine per scrivere meccaniche, le nostre erano elettroniche.

  4. Ricambi Originali dice:

    La cosa divertente sara' ora vedere come si difenderanno dai vari trucchetti che il pc porta con se'….

  5. Elena dice:

    io a ragioneria avevo fatto in tempo anche a fare stenografia, e la garetta al magistero stenografico di milano ;)

  6. Macman dice:

    Stranamente non sono d'accordo con il mante. Neanche i carabinieri usano più la macchina da scrivere. Le poste da secoli. Con questo però non discuto sulla qualità  del giornalismo, ovviamente.

  7. spider dice:

    Elena, fatto anche stenografia. Gabesberg-Noe. So ancora scriverci, ma non più

    per andare veloce.

  8. massimo mantellini dice:

    @macman: era una battuta eh……

  9. paki dice:

    A leggere il post di primo acchitto m'è venuto da pensare a Metitieri e non so se ciò è legato alla lettera 22 in questione o se a qualcos'altro. Boh. Dov'è finito?

  10. Simone Cosimi dice:

    Boh. Per me classe '83 la macchina da scrivere è il nulla.

  11. Anonimo dice:

    potrebbe tornare utile il Gabersberg o lo Stenital, nel caso il device digitale fosse "off duty" proprio al momento + utile, ma riguardo alla "lettera 22" max rispetto pel la "miticità " dell' oggetto de cuius, ma personalmente ho più nostalgia per le typewriter IBM ( che poi dettarono il layout per moltissime tastiere a venire ) usate per le comunicazioni postelegrafoniche ( cablo, etc…) o per interfacciare i dumb terminal con gli elaboratori, o tutt' al più mi affascinano ancora le macchine da scrivere a testina rotante ( nonostante molto + cagionevoli di quelle a margherita )

    Per la cronaca: dopo lapis,pastelli e penna ho iniziato proprio con una Olivetti portatile ( Ing. A.Olivetti & Co. enterocontenuta nella sua bella valigetta su misura. Questo per i miei due eurocents oggi.

  12. Andrea dice:

    Per me, classe '64 la macchina PER scrivere è un mito, anche se non ho mai avuto una Olivetti.

    Avendo fatto l'esame nel 2004, da "vecchietto precario", ho goduto nel vedere tanti imbranati armeggiare con tasti "duri" e venire presi dal panico quando il nastro non funzionava più.

    Altroché, i più evoluti tecnologicamente siamo noi, passati dal meccanico al digitale senza batter ciglio!

  13. Cubic dice:

    caspita, anche tu allora!

  14. Ilbellodelweb dice:

    E' vero, è proprio una pena!!!